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E' giusto parlare solo d'ottica? 03-10-2010

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piergiovanni
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E' giusto parlare solo d'ottica? 03-10-2010

Messaggio da piergiovanni » 08/05/2012, 17:27

Cari amici, trovandomi, gioco forza, bloccato in casa con l'influenza, mentre molti fra voi si divertivano in quel del binoparty, io potevo unicamente far passare il tempo, telefonando a vari amici, discutendo delle mie due più grandi passioni: la fotografia ed ovviamente i binocoli.

Ieri pomeriggio, durante una lunga telefonata pomeridiana, con Luca Mazzoleni, ho "apprezzato" il suo modo di giudicare i binocoli che rispecchia la mia filosofia di giudizio. Una sua asserzione, fra le varie elucubrate in quel contesto, mi ha fatto riflettere: " Pier,io non posso prescindere dalla meccanica! Quando scelgo un binocolo ne analizzo sia l'ottica che la meccanica. Per anni ho fatto alpinismo ed ho portato con me binocoli che attualmente, se potessero parlare, avrebbero tante di quelle storie da raccontare, cadute, pioggia, neve, grandine e sono ancora tutti perfettamente collimati."

Luca ha perfettamente ragione. In questi anni la maggior parte delle aziende ha sfruttato tempo e risorse per fornire "il binocolo più luminoso, il binocolo con il campo più piatto, quello con meno distorsioni, etc., etc., pochi, veramente pochi,hanno portato delle reali innovazioni nella meccanica, anzi, onestamente devo ammettere di aver trovato un impoverimento della sostanza, ciò che posso definire una "operazione commerciale" per accontentare l'utente con false convizioni, come, ad esempio, quella che asserisce che il miglior binocolo sia per forza quello più luminoso anche se poi' magari, tal gioiello d'ottica, pecca nella meccanica. Ciò per fortuna non capita con tutti i modelli e con tutti i costruttori, dato che esistono ancora delle aziende che producono ottimi binocoli, di concezione militare, dotati di sistema di messa a fuoco e scafi ottici creati per durare una vera eternità. Purtroppo, talvolta, queste aziende non appaiono fra le prime nelle vendite mondiali. Moda? Minor possibilità di pubblicizzare le proprie opere?


Quando un'azienda asserisce di aver finalmente costruito il binocolo più luminoso al mondo, il consumatore potrebbe presagire che rispetto ad un binocolo di 800-1000 euro in meno, si possa notare una differenza incredibile, in realtà, anche se questa maggiore luminosità è ben evidente rispetto a binocoli economici, quando si analizzano dei "buoni binocoli" come sto facendo in questi giorni, si potrà notare, osservando con gli occhi, senza far uso di artefici e misurazioni in laboratorio, una differenza veramente minima. E'utilissimo anche ribadire che tali differenze si evincono "UNICAMENTE", nel fitto del bosco, o in quel breve periodo di tempo che intercorre fra il tramonto del sole ed il buio, ciò che in fotografia di paesaggio si definisce: "ora blu.






In questo intervallo di tempo, se ad occhio nudo non si riuscirà a scorgere un capriolo mentre bruca a 80-100 metri di distanza, osservando con binocoli da 900- 2000 euro si percepirà , ovviamente, l'animale, ma la differenza in luminosità. fra il binocolo da 800 euro rispetto a quello da 2000 euro, spesso sarà davvero minima, talvolta, neppure del 10%. Mi riferisco, ovviamente, a binocoli contraddistinti da un ottimo rapporto prezzo- prestazioni e non da quelli che , fregiandosi di un marchio altisonante, posso permettersi di mettere in vendita e pubblicizzare strumenti nella fascia di prezzo compresa fra i 700 ed i 900 euro , seppur siano decisamente inferiori, rispetto ad altre produzioni, magari meno famose, ma con alle spalle, una storia come costruttori ottici ben più grande. Purtroppo questo è il mondo di chi si sa vendere meglio e non di chi produce meglio.



Invece, ciò che spesso, purtroppo noto è che in un binocolo dotato di eccellente ottica si potrà evidenziare una meccanica inferiore, non solo rispetto a binocoli dal prezzo di 300-400 euro in meno ma anche dal prezzo di molto inferiore.

Vi racconto un aneddoto. Tempo fa acquistai un binocolo con una eccellente qualità ottica, ovviamente le sue prestazioni mi soddisfacevano e mi soddisfano ancora, tuttavia rimpiangevo la meccanica di un concorrente, molto meno costoso che avevo usato per molti mesi. Infatti, nell'uso pratico, notavo un attrito volvente nella fase di "rientro della messa a fuoco" che "bloccava" la fluidità mentre muovevo il fuoco per inseguire gli oggetti e che si notava molto facendo uso dei guanti , in alta montagna.Ritenendo che tal difetto non "dovesse" accadere con un top di gamma, ultra-publicizzato, chiesi aiuto all'assistenza la quale prontamente "provò a riparare" lo strumento. Dopo solo 10 giorni,quando ebbi modo di riutilizzarlo,notai che la messa a fuoco era si migliorata ma che rimpiangevo ancora la precisione del mio binocolo precedente, seppur solo a livello meccanico. Quando lo feci notare al rivenditore ufficiale tale situazione, egli non credendo alle mie asserzioni, che un binocolo, giudicato dai mass-media "inferiore"( o forse da loro ?!?) potesse possedere una meccanica migliore, mi propose di testare altri 4-5 dei loro esemplari fino a quando non avessi trovati quello che confaceva alle mie esigenze!!! In tale frangente, non oso immaginare cosa avrebbe risposto Luca o addirittura il "buon" Corrado. Personalmente, mi limitai , con educazione, a ripetere la mia convizione, anche se sono consapevole, che talvolta i miei interlocutori, possano scambiare la "educazione" per ingenuità o per una forma di "soggezione da marchio blasonato." che in realtà non esiste. Tutto fa esperienza e per tale motivo, il rappresentante di un'azienda, se umile, dovrebbe far presente al costruttore che "almeno un utente" ha trovato questo problema nel loro "cavallo di razza",soprattutto un possessore che compara decine di binocoli l'anno. Insomma, le critiche aiutano a crescere..è inutile nascondere la testa sotto la sabbia.
Non sono un appassionato di calcio, conosco a mala pena il nome del portiere della nazionale, tuttavia, ricordo che, tempo fa, un amico mi disse che , spesso, gli arbitri, durante partite molto importanti soffrono della sindrome da soggezione rispetto a grandi squadre e tal fatto , tavolta, può modificare l'imparzialità di arbitraggio. Spero abbiate capito quindi il mio modus operandi e quello che io ed i miei collaboratori ci prefiggiamo di fare..ossia "CHIAREZZA."
Direi quindi che molto costruttori dovrebbero acquistare i binocoli della concorrenza, anche i più bistrattati a priori, per evidenziare i loro punti di forza e magari farli propri , migliorandoli.










Due settimane fa, mentre ero in quella della Valgerola, parlando con alcuni appassionati, notai come molti rimpiangessero alcuni vecchi binocoli delle case da loro preferite, che seppur possedendo una qualità ottica inferiore, rispetto agli ultimi modelli, avevano un peso ed una robustezza adatti a resistere ad urti colpi accidentali ed altro ancora. Attualmente le aziende che offrono binocoli dotati di supporti ammortizzati intorno ai prismi, meccaniche e chassis sovradimensionati si contano sulla punta delle dite e spesso, lo ripeto, non sono giudicati i primi della classe.

Tal cosa si evidenzia anche nel settore fotografico, spesso le aziende si fanno guerra nella lotta ai pixel od al contenimento del rumore, per poi proporre ottiche meravigliose, luminose e dotate di stabilizzatore che, però, pescano "polvere" come un panno da casalinga..Non ci siamo! Forse c'è in atto una standardizzazione di tutti i prodotti che, partita dagli oggetto di mero consumo, sta raggiungendo anche i mercati più di nicchia e, mi sia scusata la presunzione, più "nobili " come i binocoli.

Per fortuna, almeno nel mercato astronomico, molte aziende, sono solite, diversificare il prezzo di acquisto, fornendo il medesimo doppietto o tripletto, in base alla maggior qualità della intubazione e alla presenza di un sistema di messa a fuoco più preciso, anche se anche in questo settore, si trovano prezzi sproporzionati, giustificabili, unicamente, dal blasone posto sullo tubo ottico.

Il vero appassionato di binocoli, fortunatamente, spesso non è uno sprovveduto, non è come il ragazzino che spera di diventare ballerino classico, solo partecipando ad una nota trasmissione televisa, ma è più simile a quello che, infervorato dalla passione, suda ore ed ore in palestra per essere e non per apparire. L'appassionato di binocoli, non il mero utilizzatore saltuario, usa i binocoli sotto l'acqua, nei boschi, sulle navi, a caccia, etc etc. Non deve mostrare il super binocolo con mega design, necessita soprattutto di un perfetto connubio fra meccanica ed ottica. Quindi riferendomi ancora al modus operandi di Luca Mazzoleni:"mai suddividere la meccanica dall'ottica", ragazzi, non scherziamo, i binocoli costosi devono durare una vita..

Concludo con questo ennesimo paragone: 32 anni fa i miei genitori mi regalarono un bellissimo "Pinocchio" in legno robusto e lavorato a mano e vari modelli di navi ed aerei in materiale metallico. Ora mia figlia sta giocando con Pinocchio, non penso che lei riuscirà a passare i suoi giochi "di plastica" ai miei nipoti, che dite? Dureranno o saranno l'esemplificazione del consumismo? Buttare e non riparare, apparire e non essere, non assaporare, vivere, respirare, saggiare, ma "coltivare" amicizie su facebook o dialogare nelle chat.

Meditate gente, meditate!

Piergiovanni Salimbeni
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Piergiovanni Salimbeni
Responsabile di Binomania.it
La rivista on-line dedicata al mondo delle ottiche sportive.
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Autore delle riviste: Itinerari e Luoghi, Nautica, Armi Magazine

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