Svbony SV222 90º
Inviato: 22/09/2025, 8:37
Piergiovanni non manca mai di sottolinearlo: nell’osservazione planetaria il diagonale a prisma rende meglio di quello a specchio, a maggior ragione se quest’ultimo è dielettrico.
Tanti anni fa avevo un vecchio Meade prismatico che sostituii con un Lumicon a specchio tradizionale (trattamento enhanced), e dopo averlo prestato non mi è stato più restituito.
Negli ultimi tempi stavo usando un diagonale a specchio da 2” con trattamento dielettrico.
Poi mi sono imbattuto in questo test comparativo e così ho deciso di cercare un buon prodotto a basso costo, per fare un po’ di prove, constatando che di prismatici di qualità sembrano essere rimasti soltanto quelli Baader e Takahashi, perché la maggior parte dei diagonali in vendita sono a specchio, ed i prismatici economici sono con corpo in plastica.
La Svbony, di cui ho l’oculare zoom SV191 che mi sta dando molte soddisfazioni, ha in catalogo due diagonali a prisma con la stessa sigla SV222, a 45º e 90º, entrambi interamente in metallo e con ottime specifiche nonché un prezzo abbordabile anche se medio.
Ho preso la versione a 90º che ho testato queste sere su Saturno, trovandolo molto contrastato con resa in pelo migliore del Lumicon, il quale perde in luminosità e qualche dettaglio (usati entrambi di giorno col Pentax 75: le tegole di una cascina lontana si leggevano meglio con lo Svbony).
La mia sorpresa è stata di osservare le lune di Saturno nella loro posizione naturale, non invertita destra/sinistra, portandomi a verificare se per caso su SkySafari avessi impostato qualcosa di diverso dal solito. È così che mi sono accorto che entrambi i diagonali Svbony sono a raddrizzamento totale, cioè in quello che ho acquistato c’è un prisma di amici, e questo spiega la stranezza del diaframma posto lato oculare (a memoria cosa mai vista prima) che restringe il campo libero a 19 mm.
Trattandosi di prisma a tetto, c’è l’inconveniente dell’interferenza generata dal vertice del tetto, che ho notato in una occasione, prima di accorgermi che fosse a riflessione totale, imputandola erroneamente ad un transito nuvoloso davanti al pianeta.
Tanti anni fa avevo un vecchio Meade prismatico che sostituii con un Lumicon a specchio tradizionale (trattamento enhanced), e dopo averlo prestato non mi è stato più restituito.
Negli ultimi tempi stavo usando un diagonale a specchio da 2” con trattamento dielettrico.
Poi mi sono imbattuto in questo test comparativo e così ho deciso di cercare un buon prodotto a basso costo, per fare un po’ di prove, constatando che di prismatici di qualità sembrano essere rimasti soltanto quelli Baader e Takahashi, perché la maggior parte dei diagonali in vendita sono a specchio, ed i prismatici economici sono con corpo in plastica.
La Svbony, di cui ho l’oculare zoom SV191 che mi sta dando molte soddisfazioni, ha in catalogo due diagonali a prisma con la stessa sigla SV222, a 45º e 90º, entrambi interamente in metallo e con ottime specifiche nonché un prezzo abbordabile anche se medio.
Ho preso la versione a 90º che ho testato queste sere su Saturno, trovandolo molto contrastato con resa in pelo migliore del Lumicon, il quale perde in luminosità e qualche dettaglio (usati entrambi di giorno col Pentax 75: le tegole di una cascina lontana si leggevano meglio con lo Svbony).
La mia sorpresa è stata di osservare le lune di Saturno nella loro posizione naturale, non invertita destra/sinistra, portandomi a verificare se per caso su SkySafari avessi impostato qualcosa di diverso dal solito. È così che mi sono accorto che entrambi i diagonali Svbony sono a raddrizzamento totale, cioè in quello che ho acquistato c’è un prisma di amici, e questo spiega la stranezza del diaframma posto lato oculare (a memoria cosa mai vista prima) che restringe il campo libero a 19 mm.
Trattandosi di prisma a tetto, c’è l’inconveniente dell’interferenza generata dal vertice del tetto, che ho notato in una occasione, prima di accorgermi che fosse a riflessione totale, imputandola erroneamente ad un transito nuvoloso davanti al pianeta.