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Ode al piccolo ETX 125

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piergiovanni
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Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piergiovanni » 13/12/2013, 21:30

Con l'arrivo della seconda bimba sono abbastanza rare le serate in cui riesco a piazzare fuori l'attrezzatura "seria". Per tale motivo, mesi fa, ho deciso di riacquistare uno strumentino portatile che fosse, però, performante su Luna e pianeti.
Avevo tre opzioni:
1) Tal 100 RS su Vixen Porta II o Altazimutale
2) Maksuvot cinese su Vixen Porta II
3) Meade ETX 125 di annata.

Da amante della serie Questar, ho avuto nel corso degli anni, 4 Questar dei poveri. Ossia due Meade ETX 90, uno in versione OTA e uno con forcella e due Meade ETX 125, anche in tal caso, uno in versione OTA e uno con forcella.
L'ultimo esemplare di Meade ETX 125 era veramente performante, ben collimato e montato su una Vixen Porta II faceva il suo sporco lavoro, tuttavia, lo vendetti ad un amico due anni fa che attualmente lo usa al posto del C9.25 visto che anche per lui il tempo è tiranno.

Per tale motivo, un mesetto fa, ho deciso di cogliere al volo l'offerta di una simpatica signora che ha deciso di vendere l'ETX 125 (completo di forcella, treppiede e vari accessori) del suo povero papà, morto, purtroppo, qualche mese or sono. (Per fortuna a tarda età.)
Dopo un rapido smontaggio del tubo ottico, ho regolato la collimazione e l'ho rimontato nella culatta posteriore.
Nelle ultime settimane, però, a causa della polmonite di mia moglie e di altri piccoli problemi familiari non sono stato in grado di sfruttare molto bene questo nuovo acquisto.
Ieri sera, però, complice un seeing molto buono ho deciso di osservare un poco la luna.
Mi sono soffermato principalmente sulla zona dei domi di Hortensius e del cratere Copernicus e sul cratere Plato. Con mio stupore, osservando la zona nei pressi di Copernicus ho visto che reggeva "alla perfezione" l'oculare Takahashi LE da 7.5mm (250X).Tuttavia in tale frangente non ero abbastanza convinto su ciò che stavo vedendo: ossia i craterini sommitali sui domi omonimi.
Per tale motivo, date anche le condizioni del seeing ho preso coraggio ed ho inserito il Takahashi LE da 5mm, che fornisce ben 380X. Stranamente l'ottica non ha ceduto nel contrasto e nella nitidezza, i dettagli erano sempre ben distinti ed inoltre si percepivano alla perfezione i craterini sommitali dei domi di Hortensius, (-23*46' 07*07')
Anche il centro del cratere Copernicus era costellato da detriti, mentre Plato, con il plateau completamente illuminato, esibiva tre craterini interni. La sera precedente, seppur il seeing fosse peggiore, avevo ammirato con molta soddisfazione la zona della Rupes Recta con una Rima Birt ben evidente, compresa la sua parte finale ove vi sono due domi bisecati e dei micro-crateri. Si vedeva anche molto bene la rima in Alphonsus e i tre crateri piroclastici (dark halo) presenti nel crateri.
In linea di massima mi pare una visione molto simile, al mio vecchio e performante C8, forse addirittura un filo più contrastata nell'osservazione di Giove che mostra oltre alla NEB e la SEB, altre due o tre bande temperare, festoni e la Macchia Rossa.
Questa sera, prima di cena, ho osservato per una decina di minuti Gassendi, ancora, in parte immerso nel terminatore. Erano ben visibili le due rime incrociate nei pressi del bordo del cratere. Ora attendo un'altra ora per verificare, a cratere illuminato, quante rime riuscirò a vedere nel piccolino.
Il suo punto di forza è l'ottica, purtroppo devo convivere con una forcella non molto stabile e con un motore che si deve istruire per farlo andare a dovere. Tuttavia per me è perfetto e riesco anche a parcheggiarlo fra il muro e il pianoforte di mia moglie ove, la NEQ6 con il Takahashi FS 128 non ci sta assolutamente. :mrgreen:
Rod Mollise, l'esperto americano di Catadiottrici, in particolare Celestron, ha dedicato una parte del suo libro al Meade ETX 125. C'è un punto dove dice che , nella maggior parte delle serate, il Meade ETX su luna e pianeti ha sempre mostrato i dettagli visibili nel suo C11. Varie sono anche i commenti di appassionati oltre oceano che, durante gli star party hanno sempre ammirato, stupiti, la resa del piccolini, sempre su luna e pianeti anche in confronto a dobson e SC da 8".
Insomma..lunga vita al piccolino!
Piergiovanni Salimbeni
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da Raf584 » 13/12/2013, 21:37

Sono molto contento per te, Pier, per due motivi: il primo è che tu, come me, sai benissimo che anche un piccolo telescopio nelle mani di chi sa come sfruttarlo :whistle: può dare grandi soddisfazioni, in barba all'aperture fever che oggi domina il nostro piccolo mondo di astrofili; poi sono contento perché evidentemente ti è capitato un buon esemplare, mentre quello che provai io per Coelum molti anni fa era davvero pessimo e mi ha lasciato un'impressione così negativa che non ho più voluto saperne, forse sbagliando visto che il suo rivale più prossimo, lo Skywatcher, è penalizzato da un macroscopico errore di progettazione.

Vuol dire che me lo farai provare... ;)
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piergiovanni » 13/12/2013, 21:45

Ciao Raf, assolutamente si.. :thumbup:
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da -SPECOLA-> » 13/12/2013, 21:48

Bel resoconto Piergiovanni. :D
Chissà perché questo ETX 125 mi fa venire in mente il MEADE 2045... :think:
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da tuvok » 13/12/2013, 22:10

quanto lo rimpiango!
viva la resolution
qa'plà!

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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da Re Vega » 13/12/2013, 22:42

Bel report Pier, grazie.
L'altro giorno da te lo ho visto nell'angolino vicino al pianoforte e mi è sembrato proprio nuovo; ottimo acquisto :thumbup:

Fede
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Zeiss AS 150 f/15 e D&G 152 f/15 (intubazione Fumagalli); Taka FS128; S.W. 120ED; Pentax 75 EDHF
Set oculari Zeiss Abbe I; TMB supermono 6 e 8 mm; Taka LE 5 mm e Abbe 12,5 mm; Barlow Zeiss 2x
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piergiovanni » 13/12/2013, 23:48

Ciao Fede,e con esso lavorano molto bene i Takahashi LE, comodossimi per le oss.lunari. Trovo l'ETX perfetto per il mio ravvicinamento a questo genere di osservazioni e per impratichirmi di nuovo con la geologia lunare e strutture ad essa correlate. Che occupavano la maggior parte del mio tempo libero una decina di anni fa.
Proprio ieri discutevo con Raf in merito all'importanza di poter osservare spesso, anche con ottiche piccole, per mantenere l'esercizio.
Meglio quindi usare 10 volte il piccolo ETX che una volta un C11.Ne beneficeranno le sessioni successive, soprattutto sui pianeti.
Pier
Allegati
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piero » 14/12/2013, 1:17

come Piergiovanni sa bene, ancora mi mangio le mani per non aver acquistato il suo primo 125.
posseggo infatti un etx 90 solo OTA che utilizzo su testa micrometrica tecnosky non motorizzata (e quindi lasciando transitare il pianeta nel campo e inseguendo ogni volta in manuale).
In questi giorni Rigel mi ha gentilmente offerto uno SW 127 da comparare in quanto avevo già compaarto il mio 90ino con un C5 ma ci tenevo a farlo con un analogo di medesima configurazione ottica.
Gli ingrandimenti sono stati calcolati in modo tale da averli uguali su entrambi gli strumenti osservando in parallelo (due diversi treppiedi affiancati) e poi con lo zoom per avere non solo stesso ingrandimento ma stesso oculare.
Per il momento ho fatto solo due prove ma l'ETX 90 sta reggendo alla grande. Osservando infatti a 150x e a 200 x la luna e giove con le modalità indicate (e quindi con tutti i loro limiti), analogamente al C5 in realtà giove appare solo un po' più luminoso ma non vedo di fatto ulteriori dettagli; solo con lo swaroski su sw127 un'ombra di un satellite su giove appariva più stabile. maggior differenza l'ho notata sulla luna ove, sempre e solo con lo zoom Swarovski, il 127 riusciva a darmi qualche piccolo dettaglio in più. Da sottolineare però che l'ETX mi è parso sempre un po' più contrastato e che riesce a reggere tranquillamente 250x.
Tenendo presente che il mio interesse osservativo planetario verte sempre su particolari piuttosto grossolani (calotta di marte, macchia rossa, divisione di cassini, etc) e che non sono un "planetarista" (non posseggo cioè quell'abilità osservativa tipica di chi è esperto ad osservare pianeti), per il momento direi che almeno per me il gioco non vale la candela.
So che probabilmente per alcuni di voi esperti queste mie note saranno poco credibili quando non poco attendibili, ma queste sono state le mie impressioni e se ve ne sarà l'occasione mi farebbe piacere avere in parallelo le stesse strumentazioni affiancato da un osservatore esperto per avere un parere più attendibile.
Ora la domanda che mi faccio è se valga la pena passare da ETX 90 a ETX 125.....chissà, facendo il debito parallelo forse sì?
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da rigel » 14/12/2013, 3:00

Piero, bisogna però dire che qui nel torinese, a parte lunedi (dove il seeing fino verso l'una è stato davvero buono), per il resto non era certo da osservazioni particolareggiate. Questa sera poi non ci sono mai state le condizioni per poter andare oltre i 150/200x. L'ombra di Ganimede era visibile in modo decisamente mediocre e con nessuno strumento sono riuscito a vedere il satellite davanti a Giove (C8 e LX200 12")....infatti, dopo un po', mi son messo a guardare le geminidi comodamente seduto ( una quindicina, di cui 5 veramente belle):D .
Speriamo domani sera sia per le meteore che per il transito di Io con relativa ombra e GMR in mezzo.... :wave:

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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piergiovanni » 14/12/2013, 10:14

Ciao Piero, di questa cosa forse ne avevamo discusso tempo or sono.
Le cause possono essere varie.
In primis, oltre al seeing pessimo (osservi pure dal balcone) io direi che l'ambientazione termica dei due strumenti potrebbe essere differente. Molto probabilmente il Mak da 127 si ambienta in un tempo superiore rispetto al piccolo Meade 90 ETX, che comunque è un osso duro, in grado di reggere sino a 200X anche contro il mitico Questar.
Oltre a ciò qualora tu riuscissi a piazzarli fuori almeno due ore prima, direi che la differenza fra un Mak da 127 ed uno da 90mm dovrebbe essere abbastanza palese.
Del resto, soprattutto nell'osservazione planetaria, occorre un po' di tirocinio per cavar fuori da Giove (ma anche da Marte!) qualche dettaglio. La tua dizione di "disco più luminoso" mi fa proprio temere questo, ossia che il tuo sistema occhio-cervello abbia bisogno di qualche oretta di osservazione sul pianeta gassoso per iniziare a distinguere i dettagli. Oppure potresti provare ad abbattere la luce con un filtro ND.
In linea di massima sulla Luna esistono un sacco di strutture che ti possono consentire di verificare le maggiori prestazioni del Mak 127 o dell'Etx 125 rispetto al 90mm. Ci sono rime, domi, micro-crateri, etc. etc. Ad esempio con l'Etx 125 riesco a vedere perfettamente un micro-cratere nei pressi del domo bisecato di Birt, invisibile nel 90ino. Anche io ho avuto in comparativa per un paio di mesi entrambi gli strumenti anni fa ed ho sempre ritenuto superiore l'ETX 125. Direi che potresti divertirti con un altante tipo il Rukl a comparare le differenze fra i due strumenti.
Su Giove ad esempio con l'ETX 90 ho sempre e solo visto la NEB la SEB, la GMR, l'ombreggiatura ai poli e le ombre dei transiti satellitari. Con l'ETX si notano anche almeno altre due bande nelle zone tropicali ed anche vari festoni (quando il seeing lo consente).

Certamente se cerchi un grab and go veloce da usare nel tuo scarso tempo libero, vedo nel Mak un pessimo acquisto. Dato che questi piccoli mostri impiegano un bel po' di tempo ad ambientarsi. A tal punto, pare ridicolo, ma avendo spazio opterei più per un rifrattore da almeno 10cm. Un rifrattore da 80mm deve essere di alta qualità per superare l'ETX 90 nell'osservazione lunare.
Un opzione vi sarebbe, lasciare sempre fuori, in una cassa di legno il tubo ottico del nuovo Mak e poi montarlo al tuo rientro a casa.
Non ti ho fatto più sapere di quell'OTA 125 a poche sterline perchè è svanito quasi subito..very sorry!
Pier
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piero » 14/12/2013, 10:52

escluso il fatto che gli strumenti erano ampiamente acclimatati, credo che le altre vostre considerazioni, Piergiovanni e Rigel, siano francamente azzeccate; a ciò aggiungerei il fatto della mia scarsa capacità osservazionale sui pianeti. Preciso comunque che con l'ETX 90 su giove riesco a vedere anche altre 2 bande più piccole nelle zone temperate nord e sud.
Passare ore fuori a osservare pianeti inseguendo a mano? non se ne parla neanche......
Mi chiedo anche se le modalità si osservazione senza motorizzazione possano avere il loro ruolo non potendo fissare indefinitamente il pianeta nell'oculare.
Ad ogni modo in queste sere avrò ancora modo di provare, ma con il vostro aiuto sto realizzando che per osservazioni planetarie occasionali e di breve durata qui dalla città un maggiore diametro forse non fa moltissima differenza, mentre molto più volentieri aumenterei i diametri del mio binocolo per il cielo profondo.....mi emoziona e soddisfa ben di più una NGC 7331 che non un festone in più su una banda di giove..... ;)
Pier, c'è poco da fare: l'unica è che venga da te con il mio etx 90 e metterlo in parallelo con il 125 una volta per tutte...
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da Re Vega » 14/12/2013, 11:34

Ciao Piero, osservare un pianeta mentre transita nel campo dell'oculare, a detta di molti osservatori, aiuta a percepire i dettagli più difficili.

Fede
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piergiovanni » 14/12/2013, 12:11

Ciao Fede.Si l'asserzione trova senz'altro una giustificazione.Personalmente però preferisco avere il pianeta ben stabile al centro del campo ed eventualmente spaziare io intorno ad esso con lo sguardo per non permettere alla fissità centrale di annebbiare i dettagli più flebili.Sarebbe bello iniziare a discutere quali dettagli si vedono su Giove attraverso i piccoli strumenti.Vi sono astrofili che non possono fare a meno di un 30cm..mentre personalmente ho visto eccellenti lavori e disegni con rifrattori da 80mm..festoni e wos compresi

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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da piero » 14/12/2013, 13:46

immaginavo però qualcosa del genere e ne avevo già accennato a voce a Rigel in quanto l'esperienza sul cielo profondo non mi ha mai fatto dimenticare il trucchetto dei vecchi astrofili che davano il colpetto sul tubo per innescare vibrazioni che permettevano all'occhio di cogliere dettagli che l'immagine fissa poteva nascondere
beh, ai miei fini comparativi, tanto meglio così allora...
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Re: Ode al piccolo ETX 125

Messaggio da Re Vega » 14/12/2013, 13:58

Indubbiamente è più vantaggioso avere l'inseguimento motorizzato; se poi lo si desidera, di tanto in tanto, lo si può spegnere per rendersi conto se effettivamente giova alla percezione;
io sono uno di quelli a cui tu fai riferimento :oops: il Pentax 75 dorme nell'armadio indisturbato da tanto tanto rempo :thumbdown:

Fede
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