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ingrandimento risolvente

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tuvok
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ingrandimento risolvente

Messaggio da tuvok » 01/05/2014, 14:31

rileggendo un vecchio testo di ottica ho fatto caso ad una cosa che avro' letto un milione di volte ma a cui non avevo mai dedicato attenzione.
secondo i signori Danjon e Coudèr l'ingrandimento risolvente (che poi, potremmo tradurre, in un certo senso, come il massimo "utile") è quello che dà una pupilla di uscita di 2mm, quindi metà dell'apertura (espressa in mm).
mi sembra un valore davvero esageratamente basso, non credete?
secondo gli autori del libro (questo, per inciso, http://www.ebay.it/itm/OTTICA-CANNOCCHI ... 0551802342) il massimo ingrandimento per un 200mm sarebbe 100X?

ok, capisco che parliamo di un libro del 1935, ma non credo che le leggi dell'ottica siano cambiate troppo :D

qualcuno ha avuto la possibilità di leggere direttamente cio' che scrivono gli autori?

p.s.: anche perchè se consideriamo che l'ingrandimento minimo è quello che da un PU di 6mm, quindi D/6 avremmo a disposizione un range di ingrandimenti davvero misero... e cosa ce ne faremmo di tutti gli oculari che abbiamo? :mrgreen:
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tuvok
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da tuvok » 01/05/2014, 14:51

mi rispondo da solo :D
stavo riflettendo su come si possa aver calcolato quel valore di 0.5xD in mm.
potrebbero aver fatto un ragionamento del genere:
l'occhio umano è in grado di risolvere oggetti di 1 primo d'arco, quindi 60".
il potere risolvente pr del telescopio è (per esempio Dawes) 120/D (D in mm).
pero' per poter vedere l'oggetto che il telescopio è in grado di risolvere lo devo portare almeno alle dimensioni di 60" (che l'occhio riesce a vedere), quindi devo ingrandire pr fino a 60" e, quindi, l'ingrandimento da usare è 60/pr=60/(120/D)=0.5XD (D in mm), giusto?

in tal caso però 0.5D non diventa l'ingrandimento massimo utile (come lo avevo inteso io) ma l'ingrandimento minimo a cui tutti gli oggetti alla portata del telescopio sono visibili (in altri termini se ingrandisco di piu' non vedo nessun altro particolare).
è chiaro che, a questo punto, usare 0.5D significa essere masochisti, però :D
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da Angelo Cutolo » 01/05/2014, 15:09

La risoluzione dell'occhio umano a 60" è un valore medio valido solo in visione fotopica (calcolato in base alla "densità" tipica dei coni in un normale occhio umano), mentre in visione scotopica la risoluzione (sempre media) scende a 180" (sempre calcolato in base alla "densità" tipica dei bastoncelli in un normale occhio umano), quindi in questi casi l'ingrandimento minimo a cui tutti gli oggetti alla portata del telescopio sono visibili sale ad 1,5D poi considerato anche il fattore contrasto (percepibilità tra diverse gradazioni di sfumature di grigio) si sale ad un piu "tipico" 2D (sempre ad occhio e croce) quello che ormai si chiama ingrandimento di roll-off. :mrgreen:
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da Raf584 » 01/05/2014, 16:19

tuvok ha scritto:qualcuno ha avuto la possibilità di leggere direttamente cio' che scrivono gli autori?
ma certo... :whistle:
pero' per poter vedere l'oggetto che il telescopio è in grado di risolvere lo devo portare almeno alle dimensioni di 60" (che l'occhio riesce a vedere), quindi devo ingrandire fino a 60" e, quindi, l'ingrandimento da usare è 60/pr=60/(120/D)=0.5XD (D in mm), giusto?
esatto, più precisamente la formula riportata da D&C è

Gr x P = 60" ---> Gr = 60 x(D/12 cm) = 5D/1cm = 10R/10mm = R (mm)

cioè l'ingrandimento risolvente è uguale al raggio dell'obiettivo in millimetri cioè è l'ingrandimento che fornisce un cerchio oculare di 2 mm. Bisogna tenere presente che l'ingrandimento risolvente non è una caratteristica del sistema ottico, ma è una solo una definizione che nasce nell'ambito dell'astronomia delle stelle doppie. Prima di arrivare alla formuletta D&C scrivono anche che il limite dei 60" su cui si basa la definizione di Gr è a sua volta una convenzione fondata sull'esperienza nella risoluzione di mire ottiche e sulla separazione dei fotorecettori retinici, non in astronomia e quindi va considerata con le cautele del caso.
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da piergiovanni » 02/05/2014, 9:25

Ciao, oltretutto, l'ingrandimento risolvente valido per le stelle doppie non è valido, ad esempio, per l'osservazione planetaria dove intervengono altri fattori:
1) Molti dettagli planetari sono a basso contrasto
2) A volte i pianeti sono molto luminosi e quindi non è possibile usare il classico ingrandimento risolvente e sarà utile ingrandire di più l'immagine (oppure usare un filtro ND)
3) Quando si osserva un pianeta che presenta un diametro piccolo, il sistema "Occhio-cervello" tenderà a far cadere la propria attenzione soprattutto sui dettagli più appariscenti.
Indi per cui, come diceva Raf, il fattore è spesso soggettivo e nel caso della osservazione planetaria, dopo un certo limite interviene molto l'esperienza osservativa. Infatti spesso durante la fase di percezione dei dettagli planetari, interviene una integrazione inconscia che prende forma con le immagini del pianeta osservate in quel periodo, dalle osservazione precedenti, etc.etc.
Piergiovanni Salimbeni
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da ivan86 » 02/05/2014, 22:09

Ciao tuvok, ti sei e ti hanno già detto tutto, aggiungo solo che la risoluzione dipende anche dalla frequenza dell'onda luminosa e che i telescopi, soprattutto quelli economici, potrebbero essere limitati prima che dalla risoluzione teorica dalla diffrazione.

Sui pianeti la differenza la fa soprattutto il contrasto, su Giove la capacità di distinguere una zona gialla immersa in uno sfondo color crema non dipende in senso stretto dalla risoluzione ma dal limite difrattivo quindi dalle dimensioni dei dischi di airy al telescopio.

I dischi di airy possono essere visti come i pixel dell'osservazione visuale, più sono piccoli più una certa zona di un pianeta osservata al telescopio ne è densa, più è densa più il colore è ricco e più in prossimità di una zona del pianeta di colore diverso esistono pixel che sul confine hanno marcatamente o un colore o l'altro, che in pratica è dato dai risultati delle interferenze dei dischi di airy.

:wave:

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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da piero » 03/05/2014, 0:27

dopodiché si dovranno considerare i limiti di Dawes e Rayleigh, quindi mettiamo tutto insieme..... dopodiché scopro sul campo che un etx 90 regge alla grande un burgess planetary da 5 mm che fanno 250 x e il vero limite diventa solo più il seeing......
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da ottaviano fera » 03/05/2014, 14:38

Al di là delle incontestabili formule matematiche, per capire e fare capire ad un neofita il concetto di ingrandimento risolvente, prenderei un cannocchiale zoom (un russo che ho da qualche parte) 8x-24x X 40 e inquadrerei Saturno ad 8 x. Poi aumenterei progressivamente l'ingrandimento fino a risolvere, intorno ai 20x, il globo rispetto all'anello. Quello è l'ingrandimento risolvente per quella persona con quello strumento di quella apertura, per Saturno così come si mostra in quel momento....o no? :wave:
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da vincenzo » 04/05/2014, 6:06

Bravo Ottaviano per la capacità' di sintesi e pragmatismo ;)
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Re: ingrandimento risolvente

Messaggio da piergiovanni » 04/05/2014, 6:46

ciao..infatti Ottaviano le persone poco esperte hanno sempre bisogno do un ingrandimento superiore rispetto all'appassionato esperto. .almeno questa è la mia impressione...quindi il tuo ragionamento non fa una piega..bravo

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