Gentili NUOVI UTENTI,
si AVVISA che per problemi personali le ATTIVAZIONI DEI NUOVI ACCOUNT avverranno SOLO nella giornata di GIOVEDI'

Grazie per la comprensione e la pazienza. Piergiovanni

Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Sezione dedicata agli appassionati di strumenti a lente, antichi e moderni, detti anche "cannocchiali astronomici": costruzione, modifica, prestazioni, accessori, confronti ecc.
Francesco T
Buon utente
Messaggi: 125
Iscritto il: 21/02/2019, 21:59

Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Francesco T » 08/04/2019, 13:59

Qualche giorno fa mi sono recato a Carpi a casa del caro Maurizio Forghieri " Il maestro" , per passare un po' di tempo con lui e per testare il suo mitico 150 f 5 superlucidato abbinato ad un esemplare di Chromacor in mio possesso; il pomeriggio si è poi trasformato nell' occasione unica di poter toccare con mano ed utilizzare diversi rifrattori molto interessanti.

Sono anni che Maurizio sopporta placidamente il nostro " pacato stalkeraggio ", ho perso il conto di quante e quali richieste io, il Direttore Vincenzo De Mottonizza ed altri appassionati di rifrattori gli abbiamo fatto nel tempo, quante visite, quante domande, per poter imparare, comprendere e carpire il più possibile circa i nostri amati vetri da chi senza tante chiacchiere li lavora con le proprie mani.
In questi anni pazientemente ci ha dedicato attenzioni, sopportato le nostre smanie e condiviso con noi la sua conoscenza , come un saggio professore consapevole del fatto che qualcosa di buono potesse aleggiare dietro ai suoi studenti scalmanati.
Il pomeriggio è letteralmente volato, fra osservazioni, confronti circa le nostre amate "cose" astronomiche e semplici quanto formative chiacchiere con Maurizio.

123.jpg

Inizialmente la nostra attenzione si è rivolta verso il 150 f 5 " rigenerato" :
Lo scopo iniziale della visita era infatti quello di verificare come suddetto rifrattore potesse performare in accoppiata con il Chromacor, il mitico device ideato da Valery Dehryuzin nel 2003 ai fini di abbattere l'aberrazione cromatica nei 150 f8 acromatici cinesi dell'epoca:
Col tempo sarebbe emerso che il gingillino era in realtà in grado di funzionare bene anche accoppiato ad altri rifrattori acromatici, gli americani infatti ne fanno un uso estensivo con i mitici D&G 8" f12, 6" f 12 e addirittura 10" ed oltre a lungo fuoco; l'astrofilo d'esperienza Jeff Blazey che scrive su Cloudynights lo utilizza con un monumentale 11" f 12 D&G , in rete si trovano i suoi entusiastici commenti e le sue osservazioni di dettagli su Ganimede enelle calotte polari di Marte con il grande rifrattore.
E' un peccato che la cultura dei grandi rifrattori a lungo fuoco, eccezionali performer sempre e comunque, così diffusa negli Usa, sia divenuta marginale nel nostro amato Bel Paese.


Il test ha avuto luogo da casa di Maurizio a Carpi, nel pomeriggio, e come target abbiamo utilizzato alcune antenne in lontananza - circa un'ottantina di metri - e le tegole su di un tetto ad una cinquantina di metri, i particolari sui muschi e i licheni sulla superficie di queste ultime ci hanno permesso di testare il contrasto e la capacità di leggere il dettaglio dell'accoppiata 150 f 5- Chromacor.
Le cose che sono saltate sin da subito all'occhio sono due:
La superlucidatura effettuata dal Maurizio trasforma il rifrattore in un telescopio di qualità superiore alla media, il contrasto aumenta considerevolmente rispetto ad un telescopio lavorato con una superlucidatura mass market, la luce diffusa che caratterizza la maggiorparte degli acromatici a corto fuoco scompare, ma la cosa che colpisce di più è la *trasparenza* dell'immagine, che diventa nel contempo più luminosa; il risultato è che ci si dimentica letteralmente di avere un telescopio interposto fra noi e ciò che si sta osservando, sembra di essere lì a pochi metri dal nostro target.
L'attenzione che un ottico capace può dare ad un singolo pezzo custom si traduce in una marcia in più che quest'ultimo è in grado di offrire ai fini osservativi; con questo rifrattore e' possibile salire con gli ingrandimenti oltre i 250 x mantenendo l'immagine perfettamente contrastata.

1234.jpg

La seconda cosa che si è palesata chiaramente è l'incompatibilità del Chromacor con un sistema ad f5:
Come ci aspettavamo il Chr non è in grado di abbattere l'aberrazione cromatica nel cortissimo rifrattore, il progettista ce l'aveva d'altro canto scritto, al di sotto della focale di f8 il Chromacor non funziona; laddove è possibile utilizzarlo con focali maggiori allontanandolo tramite prolunghe dal punto di fuoco, ad f 5-6 non è in grado di fare il proprio lavoro.
L' aberrazione cromatica non scompare quindi, ma muta aspetto, l'immagine presentava glimpse di cromatismo quà e là ed anche la sferica peggiorava seppur di poco, il contrasto era più basso.
Non siamo riusciti in tutta onestà ad effettuare star test poichè in quel momento del pomeriggio non erano presenti riflessi da poter "utilizzare" a tal scopo; la situazione è stata comunque chiara agli occhi di entrambi, il 150 f 5 acromatico non può essere utilizzato con profitto in combo con il Chromacor.
Invero abbiamo potuto utilizzare meramente un chromacor "N" poichè quello avevamo a disposizione, ma non credo con un "U" o un "O" la situazione sarebbe cambiata molto, i diversi "flavours" del Chromacor vanno a compensare piuttosto , rispettivamente, la sovracorrezione o la sottocorrezione di un'ottica, la correzione dell'aberrazione cromatica rimane la medesima.



Con mio grande gaudio e dato che era passata solo un'oretta- nonostante la gradevolezza della situazione facesse sembrare che fossero trascorsi si e no una decina di minuti, dopo aver testato il 150 f 5 ci siamo dedicati all'osservazione con il potente 200 mm f 6 acromatico egregiamente intubato in un bel bianco acceso da Maurizio assieme a suo suocero, il mitico Vittorio Rustichelli, altra pietra miliare dell'astrofilia italiana dei tempi d'oro.
L'imponente acromatico Barride ci ha regalato un contrasto molto buono ed una luminosità che permetteva di discernere particolari che vanno ben al di là di quelli consentiti dal solito "guinzaglio" dei 6" ; nonostante la corta focale l'aberrazione cromatica era assolutamente contenuta anche al salire di ingrandimenti.

12345.jpg

Subito è saltato all' occhio come il Barride a differenza del 150 sia assolutamente Chromacor-friendly: Evidentemente il cono di luce generato dalla focale di 1200 mm, simile a quella del 150 f 8 per cui il Chr era stato progettato, permette al device di lavorare correttamente.
A questo punto mi chiedo se il Chromacor sia piu' ottimizzato per una certa lunghezza focale piuttosto che per un dato rapporto focale . Il progettista Valery Deryuzin, come abbiamo già avuto modo di scrivere, difficilmente risponde a chi gli chiede circa il funzionamento del Chr con configurazioni altre rispetto al 150 f 8. Lui stesso si è sbagliato più volte nel consigliare le distanze nelle quali posizionarlo con rifrattori a lungo fuoco; io con il 220 mm f 15 ho trovato uno sweet spot ad una distanza diversa da quella suggeritami da lui, ma di questo parleremo più avanti.
Il Chr in un certo qual modo si comporta come un "cavallo pazzo" che merita un attenzione dedicata caso per caso a seconda dell'ottica alla quale viene abbinato, non si puo' dare una ricetta circa il posizionamento a priori prima di conoscere i tipi di vetri,la focale, il diametro.
Questo particolare 200 mm f6 con il Chromacor funziona eccome, l'immagine è più contrastata e l'aberrazione cromatica abbattuta di un 70%, un risultato niente male, anche perchè ci si trova ad osservare con un telescopio non ostruito da ben 8", lungo come il classico 150 mm f8, in grado però di mostrare molto più dettaglio, con il contrasto di uno strumento a focale più lunga. I dettagli sulle grondaie, sui tetti e sulle antenne risaltavano, come se si fossero "accesi" e l'immagine era caratterizzata da minor luce diffusa.
Ricordo i filamenti dei licheni su un coppo perfettamente risolti, si potevano discenere particolari minutissimi.
Anche in questo caso viene naturalmente da chiedersi come mai il mondo dell'astrofilia italiana abbia "autolimitato" il diametro degli strumenti a rifrazione utilizzati sotto l'asticella dei 6", un 8" f6 rimane un rifrattore ancora gestibile in quanto a dimensioni per quanto richieda una buona montatura.



Il tempo sembrava volare, osservare ascoltando le spiegazioni di Maurizio è un'esperienza avvolgente.

Last but not least , abbiamo montato il mitico tripletto 150 f 7 spaziato olio di Maurizio, progettato e costruito qualche anno fa ...Ma questo rifrattore merita un thread a parte..
Mi limito a scrivere che osservare un antenna ad una cinquantina di metri in un pomeriggio caldo e ventilato di città a 440 ingrandimenti tramite oculare hi-res Vixen HR 2.4 mm con il contrasto e la luminosità a cui siamo abituati coi rifrattori più commerciali a 150x è stato qualcosa di stupefacente.
Sembrava di essere a mezzo metro da quell'antenna ..Da rimanere senza fiato:
Era possibile vedere chiaramente le indentature i microdettagli e le scritte sui lati. Sapere a quanti ingrandimenti fossimo e vedere quella qualità e luminosità di immagine e' stato semplicemente impressionante.
Sembrava che qualcuno avesse lucidato con il Polish quei componenti metallici che poco prima con il 150 f5 parevano sbiadit




La qualità dei vetri, la spaziatura in olio che secondo Maurizio conferisce una luminosità maggiore, la lavorazione certosina, la superlucidatura ai massimi livelli, i coating custom.. Tutto interagisce affinchè questo tripletto possa essere definito super-apocromatico a tutti gli effetti. Chissà un Apocromatico di Maurizio ad f 12 cosa potrebbe sfoderare grazie alla più lunga focale, prima o poi gli chiedermo se ce ne lavorerà uno ,anzi, gli ho già detto che non appena andrà in pensione ed avrà più tempo lo aspetterò al varco per farmi lavorare qualche vetro. :D


Il pomeriggio era ormai concluso, ed ormai si era fatta sera. Maurizio ha voluto condividere con me quasi ad ora di cena le foto scattate con i tre moschettieri di cui abbiamo parlato, una più bella dell'altra. La Luna fotografata con il 150 f 5 mostrava il contrasto classico di una focale almeno doppia, per non parlare delle stupende foto di Marte, Saturno e Giove fatte con il Tripletto 150 f7 che abbiamo soprannominato " 150 tripletto Forghieri spaziato ad incenso" , data la perfezione "venerabile" con cui è stato lavorato . Le foto dei Pianeti sono così ricche di dettagli che sembrano fatte con un telescopio di diametro doppio .




Davvero, spesso siamo estrofili noi italiani.... Dimentichi del fatto che in Italia abbiamo le nostre eccellenze che nulla hanno da invidiare a quelle d'oltreoceano, anzi.


Un grazie a Maurizio per il bellissimo pomeriggio e alla gentilezza della moglie Daniela per l'ospitaità.

Avatar utente
Raf584
Amministratore
Messaggi: 6629
Iscritto il: 14/09/2011, 13:03
Località: Mediolanum
Contatta:

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Raf584 » 08/04/2019, 20:09

Grazie per avere condiviso questa esperienza :thumbup: anche se i rifrattori soffrono meno lo scattering che invece affligge le superfici riflettenti, non faccio fatica a credere che il 150 ritoccato da Maurizio abbia guadagnato parecchio rispetto a come è uscito dalla fabbrica. Non ho capito però se ha mantenuto l'intubazione originaria o ne ha fatta una completamente nuova.

Bella bestia il 200... è spaziato in aria ?
Raf

Il mio sito web di osservazioni e immagini del Sole
Astrotest, strumentazione e osservazione astronomica

Avatar utente
ForMa_55
Buon utente
Messaggi: 228
Iscritto il: 03/08/2012, 11:29
Località: Carpi (MO)

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da ForMa_55 » 08/04/2019, 21:49

per il rigenerato l'intubazione è ancora la sua originale, l'unica cosa che voglio fare è mettere del vellutino nero nel paraluce, come ho fatto per il 200mm.
Il 200mm è spaziato in aria e forse sono riuscito ad individuare da quali vetri è composto.
tripletto apo 155 f. 7 a contatto su losmandy g11
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45, pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
zoom: vixen 8-24 e hyperion 8-24. erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
barlow baader FFC, prisma di Herschel 2"
canon 550d con zoom: 18-135 EF-S IS, 100-400L IS USM

Avatar utente
vincenzo
Buon utente
Messaggi: 1177
Iscritto il: 16/09/2011, 20:07
Località: opera

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da vincenzo » 08/04/2019, 23:35

Buona sera a tutti,

Bello leggerti Principe, bello sapere di esperienze con persone come "il Forghieri"

La notte della "Luna Rossa" del luglio scorso, in Abbazia, abbiamo ospitato piu di 2000 persone, il pratone era stracolmo, l'atmosfera sembrava quella di Woodstock, la protezione civile ed I vigili, hanno dovuto chiudere il cancello e mandare indietro le persone. Tra quelle, vi era Emma Gatti, nata ad Opera, laurea in geologia alla BIcocca, dottorato e master a Cambridge, docente al Caltech institute di Pasadena e dipendente della NASA. Un articolo di Repubblica, la definiva il massimo esperto dei vulcani di Marte. Mi ha molto favorevolmente colpito la semplicita' ed umilta' di Emma e la sua rassegnazione e quando mi ha raccontato che, avrebbe tanto voluto quella notte, osservato la Luna, mi sono commosso.

Leggendo di Maurizio e conoscendolo, mi e' venuto istintivo pensare ad Emma, e come queste due persone, siano tanto simili e preziose.

Emma, da pochissimo, e' socio onorario e membro del consiglio direttivo di AstroMirasole.

Ciao cari.
V.
Pratico il "voyeurismo ed il feticismo" con tante (lenti) e confesso la mia passione per le "mature" (lenti) ...

Damiano
Messaggi: 16
Iscritto il: 28/02/2019, 8:38

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Damiano » 09/04/2019, 8:10

Ciao a tutti
un semplice grazie per aver voluto condividere questo interessante report osservativo , peccato non esserci stato in quel di Carpi...

Francesco T
Buon utente
Messaggi: 125
Iscritto il: 21/02/2019, 21:59

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Francesco T » 09/04/2019, 8:32

Carissimo Damiano buongiorno ! Per recuperare sarai ospite d'onore in quel di Monfestino in maggio se ti va ;)

Giovanni Bruno
Buon utente
Messaggi: 1291
Iscritto il: 09/04/2015, 20:05

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Giovanni Bruno » 09/04/2019, 8:39

Letto tutto l'articolo con con vera ingordigia tecnica.

In una semplice descrizione di un pomeriggio, davvero tanto sapere ottico è emerso, per chi ha fame di apprendere.

Mi sono rimasti due dubbi, il 150/750mm commerciale, ma superlucidato e credo anche meglio corretto da MAURIZIO, aveva almeno un trattamento antiriflesso monostrato?

Leggendo invece del mitico TRIPLETTO spaziato in OLIO da 6" ad f7, autocostruito da MAURIZIO, si parla di trattamenti antiriflessio multipli CUSTOM, chiedo a MAURIZIO, fatti da chi?

Infine, sono un estimatore dei telescopi RUMAK e MAK NEWTON, INTES ed INTES MICRO e ne ho avuti davvero moltissimi e tuttora ne ho qualcuno.

Si dice, perlomeno lo dice ROHR , che questi strumenti Russi sono tutti SUPERLUCIDATI, io tutte le volte che ci metto l'occhio, mi accorgo subito della differenza con i pari diametro CINESI.

Questo per dare ragione a MAURIZIO sulla estrema importanza delle ottiche SUPERLUCIDATE. :thumbup: :wave:

Damiano
Messaggi: 16
Iscritto il: 28/02/2019, 8:38

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Damiano » 09/04/2019, 15:11

Vengo a busso ma scriviamolo in caratteri piccoli perché il clima quando si organizza alla grande è sempre dispettoso...ahhh se mi fossi appassionato di microscopia.no clima no zanzare nada de nada

Avatar utente
ForMa_55
Buon utente
Messaggi: 228
Iscritto il: 03/08/2012, 11:29
Località: Carpi (MO)

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da ForMa_55 » 09/04/2019, 19:09

Giovanni Bruno ha scritto:
09/04/2019, 8:39

Mi sono rimasti due dubbi, il 150/750mm commerciale, ma superlucidato e credo anche meglio corretto da MAURIZIO, aveva almeno un trattamento antiriflesso monostrato?

Leggendo invece del mitico TRIPLETTO spaziato in OLIO da 6" ad f7, autocostruito da MAURIZIO, si parla di trattamenti antiriflessio multipli CUSTOM, chiedo a MAURIZIO, fatti da chi?
il 150 f.5 credo avesse un multistrato.
il 155 f.7 dovrebbe avere un monostrato (è passato parecchio tempo e non ricordo bene) e la ditta si chiamava lav coating vicino a Firenze.
tripletto apo 155 f. 7 a contatto su losmandy g11
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45, pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
zoom: vixen 8-24 e hyperion 8-24. erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
barlow baader FFC, prisma di Herschel 2"
canon 550d con zoom: 18-135 EF-S IS, 100-400L IS USM

Giovanni Bruno
Buon utente
Messaggi: 1291
Iscritto il: 09/04/2015, 20:05

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Giovanni Bruno » 12/04/2019, 8:51

MAURIZIO, grazie della risposta.

Certo che in origine l'SW da 150/750mm aveva un trattamento multistrato, ma la mia domanda è se dopo la tua SUPERLUCIDATURA gli hai fatto applicare almeno un MONOSTRATO, oppure un PLURISTRATO.

Questa informazione è basilare per dare una dimensione più precisa su quanto incide un trattamento antiriflesso e quando incide una SUPERLUCIDATURA alla voce luminosità finale ed al contrasto finale su un ipotetico 150/750mm, che venga da te superlucidato.

Ho letto su vari siti che un'ottica molto ben superlucidata è anche un po meno sensibile ad un seeing ballerino, questa cosa ti risulta? :thumbup: :wave:

Avatar utente
ForMa_55
Buon utente
Messaggi: 228
Iscritto il: 03/08/2012, 11:29
Località: Carpi (MO)

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da ForMa_55 » 12/04/2019, 15:27

Giovanni Bruno ha scritto:
12/04/2019, 8:51
MAURIZIO, grazie della risposta.

Certo che in origine l'SW da 150/750mm aveva un trattamento multistrato, ma la mia domanda è se dopo la tua SUPERLUCIDATURA gli hai fatto applicare almeno un MONOSTRATO, oppure un PLURISTRATO.

Questa informazione è basilare per dare una dimensione più precisa su quanto incide un trattamento antiriflesso e quando incide una SUPERLUCIDATURA alla voce luminosità finale ed al contrasto finale su un ipotetico 150/750mm, che venga da te superlucidato.

Ho letto su vari siti che un'ottica molto ben superlucidata è anche un po meno sensibile ad un seeing ballerino, questa cosa ti risulta? :thumbup: :wave:

Dopo aver rigenerato il 150/750 non ho fatto rifare nessun trattamento antiriflesso.
Per quanto riguarda la sensibilità al seeing direi che la superlucidatura non centra nulla.
Comunque un parere te lo potrebbe dare Francesco, se ha una buona memoria visiva, perché un paio di anni fa a Monfestino fece una comparata fianco a fianco con un altro 150/750 originale in condizioni atmosferiche abbastanza buone.
tripletto apo 155 f. 7 a contatto su losmandy g11
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45, pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
zoom: vixen 8-24 e hyperion 8-24. erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
barlow baader FFC, prisma di Herschel 2"
canon 550d con zoom: 18-135 EF-S IS, 100-400L IS USM

Giovanni Bruno
Buon utente
Messaggi: 1291
Iscritto il: 09/04/2015, 20:05

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Giovanni Bruno » 12/04/2019, 16:03

Grazie della precisa risposta, dove mi dici che il 150/750mm è ora totalmente privo di trattamento antiriflesso.

Leggendo della sensazione di ottima luminosità percepita in osservazioni da TEST TERRESTRI, emerge dunque che la superlucidatura, eliminando la luce diffusa tipica di un'ottica commerciale rugosa, ha aggiunto comunque della luce sul piano focale, nonostante l'assenza di un trattamento antiriflesso su ben 4 superfici ottiche.

Questa cosa dovrebbe fare molto riflettere su quanto sia produttiva una superlucidatura finale, in un sistema ottico. :thumbup: :wave:

Francesco T
Buon utente
Messaggi: 125
Iscritto il: 21/02/2019, 21:59

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da Francesco T » 13/04/2019, 7:52

ForMa_55 ha scritto:
12/04/2019, 15:27
Giovanni Bruno ha scritto:
12/04/2019, 8:51
MAURIZIO, grazie della risposta.

Certo che in origine l'SW da 150/750mm aveva un trattamento multistrato, ma la mia domanda è se dopo la tua SUPERLUCIDATURA gli hai fatto applicare almeno un MONOSTRATO, oppure un PLURISTRATO.

Questa informazione è basilare per dare una dimensione più precisa su quanto incide un trattamento antiriflesso e quando incide una SUPERLUCIDATURA alla voce luminosità finale ed al contrasto finale su un ipotetico 150/750mm, che venga da te superlucidato.

Ho letto su vari siti che un'ottica molto ben superlucidata è anche un po meno sensibile ad un seeing ballerino, questa cosa ti risulta? :thumbup: :wave:

Dopo aver rigenerato il 150/750 non ho fatto rifare nessun trattamento antiriflesso.
Per quanto riguarda la sensibilità al seeing direi che la superlucidatura non centra nulla.
Comunque un parere te lo potrebbe dare Francesco, se ha una buona memoria visiva, perché un paio di anni fa a Monfestino fece una comparata fianco a fianco con un altro 150/750 originale in condizioni atmosferiche abbastanza buone.




La luminosità nel 150 rigenerato e quello "standard" erano assolutamente paragonabili, non ricordo alcuna differenza a riguardo.

Piuttosto la luce diffusa che inficiava il secondo era assente nel primo, nel quale peraltro il contrasto aumentava sensibilmente, parallelamente al fatto di poter tirare di più con gli ingrandimenti.
Ricordo Marte e Saturno a 200 ingrandimenti ricchi di dettagli; fu un bellissimo side by side , molto significativo.

Avatar utente
vincenzo
Buon utente
Messaggi: 1177
Iscritto il: 16/09/2011, 20:07
Località: opera

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da vincenzo » 13/04/2019, 8:50

Caro Giovanni,
spero di rivederti presto e ti invito in Mirasole.

In Abbazia ci sono 2 rifrattori senza trattamento alcuno, il San Giorgio Morais 190 e lo Zeiss Asesten 110. Entrambi pero' hanno una lucidatura che definirei notevole...

Ti potrai fare la tua opinione (che poi, e' la sola che conta) circa la necessita' (non utilita') del trattamento antiriflesso.

Sono stato uno dei primi ad apprezzare il cinesone 150 (in piena moda contraria) ma anche la maggior parte di questo buonissimo strumento, come tutta la produzione mass market, segue logiche di marketing. Ovvero ad esempio: il consumatore/il mercato, e' formato sopratutto da fotografi ? Ecco l'offerta di "teleobiettivi" che vanno bene (anche) come telescopi (visuali). Il consumatore visualista, osserva (sopratutto) la aberrazione cromatica? Ecco l'offerta di rifrattori ben corretti per questo (trascurando spessissimo la correzione per altre aberrazioni piu Importanti). Infine, il consumatore chiede che il suo obiettivo appaia bello ? Ecco i piu' profondi trattamenti antiriflesso verdi, viola, marroni etc e con sigle evocative e creative ! Purtroppo ignorando cio' che conta non sono le apparenze...

Concludendo, ogni rifrattore e' frutto di un compromesso (anche commerciale) ma vi sono alcune che non sono opinabili per distinguere un eccellente rifrattore da uno buono, modesto, e da un "limone".

Per un rifrattore vocato alla osservazione visuale (indifferentemente hi rees/deep sky e indipendentemente dalle "menate" logistiche che ho letto) banalmente, la cosa fondamentale e' la figurazione e lucidatura delle ottiche e immediatamete dopo, la piu' lunga focale relativa.

Solo dopo, verranno le altre cose "fondamentali, utili, comode"; dalla scelta del numero di vetri (doppietto, tripletto, quintetto Jazz etc) dal trattamento antiriflesso (single, pluri, full, Gold Oxide, XYZ etc) alla tipologia di spaziatura (aria, olio, incenso, cannabidiolo, sperma, prosecco, etc)

Un abbraccio.
V.
Pratico il "voyeurismo ed il feticismo" con tante (lenti) e confesso la mia passione per le "mature" (lenti) ...

Avatar utente
piergiovanni
Amministratore
Messaggi: 8966
Iscritto il: 13/09/2011, 22:01
Località: Valganna
Contatta:

Re: Un pomeriggio a casa di Maurizio Forghieri

Messaggio da piergiovanni » 13/04/2019, 9:04

Ciao Francesco. Grazie per il bellissimo reportage. Sono curioso di provare il 150 F/5 di Maurizio, dopo aver saggiato il tuo F8, sapientemente "rigenerato"
Piergiovanni Salimbeni
Responsabile di Binomania.it
La rivista on-line dedicata al mondo delle ottiche sportive.
www.binomania.it

Autore delle riviste: Itinerari e Luoghi, Nautica, Nuovo Orione, Cacciare a Palla, Armi e tiro




Osservo con: Zeiss Victory SF 8x42, Zeiss Harpya 95, Fuji TS 12x28, Fujinon 16x70, Docter Aspectem 40X ED 80-500, Kowa Highlander Prominar, Takahashi FS128, Celestron 8, Meade Etx 90

Rispondi

Torna a “L'osservazione del cielo coi telescopi rifrattori”