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Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 28/09/2019, 14:37

Ivano Dal Prete ha scritto:
27/09/2019, 1:43
Doppietto 10", note di Robert Lundin, Alvan Clark&Sons (1923). Questa nota mi e' stata mandata dal presidente dell'Antique Telescope Society, che l'ha trovata mentre consultava l'archivio della ditta. Il "William Butler" citato e' il cliente, un banchiere di New York che aveva allestito un osservatorio nella sua residenza di campagna a Mount Kisko. Chissa' che fine fara' :cry:
grazie per la pagina di appunti.
Però l'ultima colonna di numeri che dovrebbero essere gli spessori, non riesco a capire se la misura sia in pollici o sue frazioni.
proverò comunque a mettere degli spessori compatibili...
tripletto apo 155 f. 7 a contatto su losmandy g11
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45, pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
zoom: vixen 8-24 e hyperion 8-24. erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 28/09/2019, 16:22

Il Konigsberg sarebbe un doppietto a contatto ? vedo che il gap è 0
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 29/09/2019, 0:01

ciao Raffaello
al centro è zero però necessitano degli spessorini ai bordi di 0.09mm
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 29/09/2019, 11:20

Ah è proprio pochissimo, sono praticamente a contatto sul bordo.

come si riesce a ottimizzare la coma ? modifichi le curvature o anche la spaziatura ?
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 29/09/2019, 22:42

Raf584 ha scritto:
29/09/2019, 11:20
Ah è proprio pochissimo, sono praticamente a contatto sul bordo.

come si riesce a ottimizzare la coma ? modifichi le curvature o anche la spaziatura ?

Facendo diverse prove variando i raggi a uno a uno e la spaziatura non ho ottenuto un miglioramento significativo del coma.
solo ottimizzato modificando tutte le curvature simultaneamente ho ottenuto l'azzeramento del coma.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 29/09/2019, 23:34

ho fatto la simulazione del terzo rifrattore della lista, lo Sproul 610mm f. 14,92.
Anche in questo sferocromatismo e coma non troppo corretti.
Mi viene da pensare che abbia ragione Raffaello nel dire che i valori della tabella non siano troppo precisi.
Questo è l'originale:
rifrattore Sproul 610mm  f. 17,92 originale.jpg
e qui l'ottimizzao:
rifrattore Sproul 610mm  f. 17,92 ottimizzato.jpg
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 01/10/2019, 23:23

ho ultimato le simulazioni degli ultimi rifrattori storici della lista e a parte l'US Naval che ha uno sferocromatimo accettabile ma non il coma, il Lick e lo Yerkes soffrono oltre che nel coma anche nello sferocromatismo.
Chissà perchè tutti questi antichi grandi rifrattori hanno più o meno le stesse caratteristiche, probabilmente era dovuta alla metodologia di calcolo di allora.

US Naval d. 660mm f. 15 originale:
rifrattore US Naval d. 660mm  f. 15 originale.jpg
US Naval d. 660mm f. 15 ottimizzato:
rifrattore US Naval d. 660mm  f. 15 ottimizzato.jpg
Lick d. 914mm f. 19.28 originale:
rifrattore Lick 914mm f. 19.28 originale.jpg
Lick d. 914mm f. 19.28 ottimizzato:
rifrattore Lick 914mm f. 19.28 ottimizzato.jpg
Yerkes d. 1016mm f. 19.05 originale:
rifrattore Yerkes 1016mm f. 19.05  originale.jpg
Yerkes d. 1016mm f. 19.05 ottimizzato;
rifrattore Yerkes 1016mm f. 19.05 ottimizzato.jpg
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 02/10/2019, 9:08

Secondo me ci sono degli errori nelle misure riportate. Anche tenendo conto, com'è ovvio, che i costruttori non avevano le possibilità di calcolo e di verifica che abbiamo coi nostri calcolatori, sembrerebbe che alcuni obiettivi non fossero nemmeno acromatizzati, lo trovo davvero strano. Ad esempio leggendo l'articolo si viene a sapere che il Lick era effettivamente acromatizzato B-F, e sembra che una delle ragioni per cui i Clark spaziavano così tanto le lenti era per correggere il più possibile lo sferocromatismo nel blu.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 02/10/2019, 19:26

per tutti i rifrattori ho usato come riferimento la riga D= 0.589 e le righe B= 0.687 e F = 0.4861 per l'acromatizzazione.
Tutti questi obiettivi hanno lo stesso andamento chi più chi meno, quindi penso che il metodo di calcolo in uso fra i progettisti fosse sempre lo stesso.
Sarebbe interessante conoscere qualcuno che possa verificare se queste tabelle di Sky and Telescope riportano i dati effettivi dei progetti originali.
Per esempio se i raggi sono stati ricavati con metodi indiretti, dubito che possano essere quelli reali.
Il risultato più vicino alla realtà si ottiene tramite la misurazione delle curve con uno sferometro.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da vincenzo » 06/10/2019, 5:21

Buongiorno a tutti,
quanto è condivisibile affermare che questi grandi rifrattori erano (sopratutto) così performanti perché:

1) erano "grandi"

2) il cielo era (generalmente) migliore

3) erano "grandi" gli osservatori che li utilizzavano
Pratico il "voyeurismo ed il feticismo" con tante (lenti) e confesso la mia passione per le "mature" (lenti) ...

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da vincenzo » 06/10/2019, 5:23

Raf584 ha scritto:
28/09/2019, 16:22
Il Konigsberg sarebbe un doppietto a contatto ? vedo che il gap è 0
Se fosse spaziato in olio ?
Pratico il "voyeurismo ed il feticismo" con tante (lenti) e confesso la mia passione per le "mature" (lenti) ...

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 06/10/2019, 11:14

A quell'epoca ? non saprei, mi sembra difficile. Allora è più probabile che sia cementato, ma chi lo sa.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da -SPECOLA-> » 06/10/2019, 21:39

Erano semplicemente il massimo messo a disposizione dal progresso dell'epoca e infatti non appena la tecnica ha consentito di attuare altre soluzioni, si sono estinti come i dinosauri...
Fabrizio Ferrario
Mi diverto con un po' di strumenti, dal rifrattore TECHNO 50/630 in avanti... (non in ordine di tempo, né di dimensioni e/o schema ottico).
31 Luglio 1985: Fondazione della Immagine , Osservatorio Astronomico di Cajello (Anno XXXIV). http://www.specola.altervista.org/

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Francesco T » 07/10/2019, 8:10

E dire che Marco Falorni con uno di quei "dinosauri" osservava i dettagli della Rima Tenuis su Marte..

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da -SPECOLA-> » 07/10/2019, 8:22

Ma certamente! I telescopi mica hanno la data di scadenza come il vasetto dello yogurt. :D
Però scendendo un po' sotto alla mera semplificazione, qual è il motivo per cui è da moltissimo tempo che gli astronomi utilizzano altro?
Non dovrebbe essere difficile inquadrare la base giustificativa teoricae e non, sottostante, tracciata a supporto di ciò.
Fabrizio Ferrario
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