Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è più

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stevedet
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da stevedet »

A parte gli scherzi, buona idea. Ancora più efficace del riso dovrebbero essere i cristalli di silice.
Si trovano facilmente come lettiera per gatti nei negozi ed il loro potere igroscopico e' molto alto.
In pratica sono gli stessi granelli con cui sono riempiti quelle piccole bustine assorbi umidità messi nelle custodie delle ottiche.
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piergiovanni
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da piergiovanni »

Ciao Stefano, si, infatti, tuttavia il riso è meno invasivo e non corrode.
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da stevedet »

Penso che basti avvolgere lo strumento con della carta igienica o da cucina, per evitare un contatto diretto con i granelli di silice e sfruttare il loro grande potere assorbente.
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Monticola
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da Monticola »

Più che ridere, Pier, o svenire all'idea di immergere in acqua il cannocchiale 24 ore :) devo prima procurare il sacco di riso, che è in un tipo d'imballaggio un po' difficile da trovare così su due piedi....ma potrei sbagliarmi, prima d'ora non mi era passato per la mente.
Comunque mi interesso per cercarlo, e ti so dire.
Grazie per il resto: se vieni a sapere qualcosa sui costi di ricondizionamento del mio Fieldscope ED 82 presso la Nital, sarebbe una gran cosa, anzi decisiva per la mia scelta successiva
Ciao
Luca
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da Monticola »

Ooops...solo dopo aver letto i messaggi arrivati tra ieri e oggi rispetto alla funzione del sacchetto di riso come di un gigantesco disseccante tipo i piccoli Silica-gel ho compreso...non la tragica stupidaggine che avevo male inteso dopo il primo suggerimento di Pier :oops: !
Comunque resta inteso che andrò a caccia di una confezione di riso diversa da quelle che di solito si consumano qui a casa....
Una domanda: questa procedura va fatta una tantum?
Ciao...
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da piergiovanni »

Non ti preoccupare, figurati! Il trucchetto del riso è utilizzato attualmente per togliere l'umidità da molti apparecchi elettronici. Talvolta sottopongo o il mio smartphone a questa curetta, quando lo uso in ambienti umidi o sotto la pioggia. Lo scorso anno salvai da una caduta in acqua il vecchio telefono proprio in tal modo.
La scorsa settimana ho fatto una uscita molto, molto umida: mi son trovato sotto la pioggia con la vecchia ammiraglia Olympus E-1 e il Minox BL HD 8x44 (ne parlerò nel test) Ho scattato qualche foto ai due "aggeggi" con lo smartphone che si è notevolmente bagnato. Appena arrivato a casa, per precauzione, l'ho immerso in un sacchetto di riso che poi ho richiuso per bene.
Talvolta uso questa "tecnica" con il Canon 400 EF L che purtroppo non è impermeabilizzato. Dopo la brutta esperienza di quattro anni fa, che mi costo' quasi 300 euro (formazione di muffa all'interno del sistema ottica) ripongo il tele nel riso, dopo le uscite "umide" e non ho più avuto problemi.
Solitamente durante l'inverno sono solito seguire questa cerimonia con i prodotti non impermeabilizzati.
Alla fine di ogni uscita rimuovo la polvere dalle ottiche (siano binocoli o spotting scopes) con la classica pompetta, in questo modo evito che la condensa, asciugandosi, provochi micro-anelli di sporco sulla lente causati dalla presenza delle piccole particelle. Per ovviare quasi totalmente alla condensa, rientro in casa o in auto, inserendo i "ferri del mestiere" in un sacchetto di plastica (che tengo sempre per emergenza in uno zaino, soprattutto per le ottiche Canon non impermeabilizzate). L'aria intrappolata nel sacchetto si riscalderà lentamente e non si formerà la condensa sullo scafo ottico. Successivamente, arrivato a casa, li lascio aperti per un bel po'. Lo stesso dicasi con i telescopi: prima di entrare, soffio via la polvere, copro le ottiche con il tappo, (se è piccolo inserisco per poco tempo lo strumento in un sacchetto di plastica pieno di aria), tolgo i tappi e lascio asciugare tutta la notte.
Gli spotting scopes sono i prodotti, insieme ai binocoli impermeabilizzati, che reagiscono meno alla cura del riso. In primis perché ormai quasi tutti presentano vari O-ring, poi perché hanno quasi sempre una lente neutra per sigillare la zona porta-oculare. Per ovviare in parte a tale problema, io terrei il tuo, immerso nel riso per molto più tempo, per far si che il riso assorba per bene l'umidità (il sacchetto deve essere ben chiuso e quasi totalmente privo d'aria e il pacco di riso appena aperto) infine toglierei i tappi e l'oculare, inserendo con un elastico un tessuto forato che consente al riso di fare il proprio compito senza graffiare le lenti. Va benissimo la stoffa forata che usano le donne per il punto-croce.)Mia moglie ogni volta che mi vede armeggiare con il riso e gli obiettivi, nasconde prontamente il suo kit da cucito :mrgreen:
Calcolate che l'azoto tende a uscire nel corso degli anni, per tale motivo qualche azienda ha previsto un rapido sistema di ricarica dell'azoto (ad esempio Steiner). Molti vecchi binocoli militari presentavano la possibilità di ricambiare uno o più cartucce di sali per evitare tali problemi.
Per tale motivo, io per precauzione faccio sempre un po' attenzione in caso di forti escursioni termiche. Gli O-ring fanno la maggior parte del lavoro sporco, ma nel corso degli anni tendono a rovinarsi, quindi gli strumenti più' anziani vanno coccolati un po' di più'.
Poi ci sono casi limite, dove il riso non conterebbe nulla. Vedesi ad esempio la prova "estrema" di allbinos, dove alcuni TOP DI GAMMA se la sono cavata malissimo http://www.allbinos.com/18.1-binoculars ... ction.html
C'è stato sempre un chiarimento da parte di Leica (i peggiori del test) http://www.allbinos.com/183-news-Leica' ... ulars.html.
In definitiva, fai fare la "cura del riso" al tuo spotting, male non farà!
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stevedet
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da stevedet »

Per scongiurare la formazione di muffe, nel caso si osservi spesso in condizioni di forte umidita', una volta avevo letto un consiglio che diceva di mettere ogni tanto lo strumento con le ottiche orientate al sole per una decina di minuti. I raggi ultravioletti avrebbero ucciso eventuali spore presenti.
Ve la vendo così come la lessi.
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Monticola
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da Monticola »

Ringrazio Pier per la dovizia di preziose informazioni su questo argomento, molto interessante nelle sue sfaccettature.
Non appena avrò trovato un sacchetto di riso per il cannocchiale, farò questa prova.
Come dice Stevedet, credo che puntare subito il cannocchiale contro il sole diretto (cosa che avevo fatto subito dopo aver scoperto l'alone di condensa, per semplice istinto) possa servire a contrastare immediatamente la formazione di eventuali muffe; poi forse rispetto a certi climi umidissimi delle regioni tropicali, ricchi di spore fungine, qui in Liguria la situazione penso sia meno drammatica.
Sicuramente per il cannocchiale il pericolo numero 1 nella mia regione è la forte - e secca- tramontana che in certe giornate rischia di far schiantare tutto a terra!!
Luca
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da -SPECOLA-> »

La soluzione del riso è utile come ripiego.
Dalla sua ha la praticità, in quanto il riso è facilmente presente in casa e comunque di semplice reperibilità.
Di contro però non ha l'efficienza fortemente disidratante ed estremamente assorbente del gel di silice.
Inoltre per conto mio,
a meno di una vera e giustificata urgenza, considero un peccato "buttare" un alimento (questo sempre e comunque), per altro non usandolo per il suo scopo primario (ecco, io per una questione igienica, dopo l'utilizzo a mo' di desiccant , eviterei di usare quel riso in cucina).
Detto questo io preferisco e consiglio di gran lunga l'utilizzo degli appositi sacchetti di silica gel, che per altro si possono tranquillamente rigenerare in casa, potendovi contare per un tempo illimitato.
Ritengo utilissimi i grani di gel di silice pigmentati al cloruro di cobalto, che in questo modo fungono anche da indicatore del loro stato, presentandosi di colore giallo-rosa se il materiale è idratato (e quindi contenendo acqua è da rigenerare), oppure di colore azzurro se è anidro (cioè privo d'acqua e quindi pronto ad assolvere in pieno al proprio compito).
D'altronde è proprio questo il materiale che solitamente accompagna gli strumenti ottici nelle loro confezioni di imballaggio e stoccaggio (anche per evitare, come avviene pure con tutti i tipi di riempimento per imballaggio a base "alimentare", che poi i magazzini vengano presi d'assalto dai roditori).
Alcuni strumenti (soprattutto militari) montano delle cartucce con finestra "tornasole" nei propri scafi.

E' vero però che da quando in EUROPA è stato vietato l'impiego del dimetilfumarato che paesi come la Cina aggiungono in alcune bustine "silica gel" come biocida anti muffe (è accertato che questo materiale può provocare gravi conseguenze per le persone che ne vengono a contatto; si va dal prurito cutaneo all'irritazione, arrossamenti, ustioni e, in certi casi, anche gravi difficoltà respiratorie):
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... 034:IT:PDF
Trovare le bustine di gel di silice non è più facilissimo come prima del 2009, ad ogni modo procurarsi questo prodotto senza DMF non è ancora diventato difficile.

Va considerato inoltre che a parità di condizioni, di gel di silice ne serve un quantitativo enormemente più ridotto rispetto al canonico sacco di riso.
Fabrizio Ferrario
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da Angelo Cutolo »

Condivido quanto sù scritto, poi i prezzi di questi non è nemmeno molto alto, io per telescopi, binocoli e relativi accessori ne uso abbastanza di silica-gel e mi servo da da questo sito http://www.silica-gel.it/it/ al momento mai avuto problemi.
Associazione Astronomica Mirasole
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Strumenti: dobson 410/1850 autocostruito; newton 200/1650 vintage; Celestron C8 xlt; newton 114/1000 "solarizzato"; rifra apo 80/480; rifra acro 76/1400 e 60/700.
abramo giusto
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da abramo giusto »

Grazie Fabrizio...non avevo mai notato il cambio di colore sulle buste e x questo motivo evitavo di usarle !!
Io ho messo nel armadietto la classica vaschetta col sale,ogni tanto butto via l'acqua e aggiungo il sale..
Abramo
Hensoldt dialyt..qualcuno!! Hans Hensoldt jagd e nox..Minox family bd 10x44 br,bd 8-14x40 br ed, Scope MD62 ED..Sard 7x50.. Nedelta 7x50..Switf Audubon...Polifemo Celestron C5
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da -SPECOLA-> »

Sì,
anche il sale è igroscopico; ricordo che ai tempi delle elementari l'ho usato some "sensore", per costruire un semplice igrometro a braccio, usando il serbatoio di un temperamatite da tavolo rotto, da affiancare ad un anemometro costruito con le "eliche pazze" che a quei tempi si trovavano nei sacchetti delle patatine. :D

Per quanto riguarda il gel di silice, quello "tornasole" è trattato con cloruro di cobalto.
Il cloruro di cobalto viene utilizzato sulle statuine che cambiano colore a seconda del meteo.
Fabrizio Ferrario
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da piergiovanni »

Ciao, c'è un altra cosa da dire. Sembra strano ma sono più soggetti ad "ammuffire" gli spotting-scopes vecchi ed i binocoli vintage che un vecchio telescopio.
A lungo andare gli o-ring si rovinano e l'azoto se ne va, tuttavia rimane il vetro neutro che molti progettisti inseriscono nella zona del porta-oculare. Questi componenti non consentono una ottima areazione ed evaporazione della condensa interna.
In astronomia la cosa migliore è quella di tappare i telescopi prima di entrare, asciugare il tubo e la meccanica con pelle di daino e poi, quando lo strumento si è un po'ambientato, togliere tutti i tappi e gli accessori: anche l'oculare e il diagonale . In questo modo consentirete all'umidità di evaporare e di evitare che la muffa si formi. Alla fine basterà dare una bella soffiata al tutto (con pompetta d'aria non con le bombolette spray) e richiudere con i tappi.
Con gli spotting scopes o i binocoli vintage questo non è possibile. Per tale motivo è molto più' facile che si formi umidità' all'interno. Le regole base sono sempre le solite.
1) Fare attenzioni alle forti escursioni termiche.
2) Eventualmente, prima di entrare in auto o in casa, usare la tecnica del sacchetto di plastica per creare uno strato d'aria fra lo strumento e l'ambiente caldo, poi togliere il sacchetto e far asciugare.
3) In casi estremi: inserimento in un sacchetto di riso per qualche ora.
4) Utile "bagno solare" almeno una volta ogni due mesi. Per i telescopi togliere tappi e oculari. Non è necessario puntare direttamente verso il sole, basta a pochi gradi di distanza, è sufficiente che i raggi ultra-violetti sterilizzino le lenti e l'interno del tubo ottico. Per i binocoli e gli spotting scopes è necessario più tempo, perché a causa degli O-ring e dei vetri neutri l'eventuale condensa interna farà fatica a evaporare.
5) Non è vero che è necessario solo l'uso degli O-ring, l'azoto serve proprio per non far formare condensa interna durante le forti escursioni termiche. Gli o-ring sigillano ma non evitano che l'aria all'interno condensi.
6) Evitate di riporre gli accessori in valigette con materiale che assorbe l'umido e mettete sempre un sacchetto di silica gel al loro interno. Fissate con un nastro un sacchettino di silica, anche nei tappi dei telescopi, sia in quello delle lenti, sia in quello del porta-oculari.
7) Evitate di lasciare all'esterno con il coperchio aperto le valigette auto-costruite con la spugna. Assorbirebbe l'umidità .
Alla fine dei conti è sufficiente fare solo un poco di attenzione. Usare e far prendere luce e aria alla vostra strumentazione è il rimedio migliore.
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da -SPECOLA-> »

Hai ragione piergiovanni,
la soluzione di tutti i problemi in questi casi è proprio quella di fare un po' di attenzione e usare e far prendere luce e aria alla strumentazione. :thumbup:
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Re: Riempimento d'azoto in un Nikon Fieldscope...che non c'è

Messaggio da Monticola »

Ringrazio tutti e Piergiovanni in particolare per i due post con i suggerimenti e le soluzioni pratiche proposte.
Ora so di avere un cannocchiale senza più azoto interno e quindi farò in modo di adottare le varie precauzioni suggerite in questo thread per me davvero molto molto prezioso.
Un saluto a tutti
Luca
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