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qualche dritta sull'imaging planetario

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Angelo Cutolo
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Angelo Cutolo » 10/08/2019, 22:51

Lato seeing sono molto ma molto fortunato, raramente mi ritrovo un antoniadi III o peggiore, altrimenti non sarei mai riuscito a fare una ripresa decente ben oltre i 3 metri di focale.
In ogni caso hai ragione, anche secondo me il miglior compromesso tra campionamento e fattore di riproduzione si trova intorno ai 2 metri di focale, proverò a montare il gruppo ottico direttamente sul "naso" T2 verso la cam (a calcoli dovrei stare sui 2050 mm di focale), questa sera nuvole, appena possibile proverò.



Ps.: aspetto la 2ª lezione. :mrgreen:
;)
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 11/08/2019, 18:51

... pazienza che arrivo, sono giornate un po' "piene"...
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 14:56

... Finalmente riprendo in mano questa discussione, dopo una settimana ferragostana molto "piena" (!).
Dunque... dove eravamo rimasti... ah, sì: Autostakkert e i suoi 49 punti di allineamento scelti automaticamente sul disco di Giove.
A questo punto torniamo alla prima schermata e premiamo il tasto "Analyse" (a sinistra in basso, numerato "2"). Con questo passaggio il programma analizzerà ogni fotogramma del nostro filmato, ordinandoli poi per qualità in base ad uno scelto come campione (la scelta può avvenire automaticamente oppure manualmente, a seconda che sia spuntata o meno la casella "Autosize". Io mi trovo benissimo con la procedura automatica) ed ottenendo alla fine il grafico nella schermata qui sotto:
008.JPG
In "Image stabilization", in alto a sinistra, è importante spuntare "Planet" e "Dynamic background"; in "Quality estimator" mi trovo bene con la situazione che vedete rappresentata.
A questo punto possiamo disporre di un'opzione molto comoda: premendo "Stack(name) option" evidenziato nella schermata qui sotto
009.JPG
si apre questa finestra
010.JPG
che ci permette di inviare il risultato finale di Autostakkert direttamente a Registax.
Tornando alla schermata precedente ecco le impostazioni utili per lo stacking: sono abbastanza autoesplicative e le trovate cerchiate in penna, così come le uso io. Naturalmente la percentuale di fotogrammi da sommare varia in funzione della loro qualità: io mi regolo scegliendo la percentuale non al di sotto della soglia qualitativa del 50%, regolandomi con il grafico visto sopra (che appunto mostra 'andamento qualitativo dei fotogrammi).
Eseguiti questi passaggi (e sperando di non aver dimenticato nulla) possiamo premere il pulsante "3) Stack" UNA VOLTA CHE AVREMO APERTO ANCHE REGISTAX (perchè Autostakkert possa inviargli l'immagine finale). E poi dovremo avere un po' di pazienza perchè il programma elabori...
011.JPG
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 15:09

... Per esempio: il filmato di Angelo, come si vede dal grafico, ha la maggior parte dei fotogrammi con qualità maggiore del 50% e io ho scelto arbitrariamente di usarne la metà.
Il risultato in Registax è questo:
013.JPG
Da questo punto in poi viene la parte di elaborazione vera e propria, quella che consente di "spremere" come un limone le immagini che otteniamo.
La prima cosa che guardo è l'istogramma
013.JPG.jpg
che mostra tre curve corrispondenti ai canali r, g, b dell'immagine a colori. Può essere che le tre curve siano molto "sfalsate" tra loro, il che si traduce in una immagine con notevoli dominanti cromatiche: in questo caso l'equilibrio è già buono, con solo il canale blu un po' "indietro". Eventualmente si può correggere con il comando "RGB balance", che appunto bilancia automaticamente i canali (ma a volte può essere utile una ulteriore aggiustatina "a occhiometro").
Prima:
014.jpg
.. dopo:
015.jpg
Ottenuto un buon punto di partenza come bilanciamento cromatico, andiamo a ritoccare - se necessario - l'istogramma.
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 15:17

... Torniamo un istante all'ultima schermata di Autostakkert:
011.JPG
Osserviamo la casella "Normalize stack": essa ci permette, appunto, di normalizzare la luminosità dell'immagine risultante dallo stacking al valore che assegneremo (io lascio in genere 75%).
Ritroveremo l'effetto pratico di questa impostazione nel grafico dell'istogramma di Registax, con i valori di luminosità che raggiungono appunto il 75% dell'asse orizzontale. Mi sono abituato a lasciare un margine, perché spesso poi l'elaborazione porta ad un aumento di luminosità e contrasto: al limite si può andare a correggere. Per vedere in anteprima i risultati dello stretching occorre spuntare la casella "Direct".
016.jpg
.
Ottenuto un risultato soddisfacente possiamo passare all'uso del potente strumento costituito dai "wavelets"...
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 15:29

Per prima cosa utilizziamo la finestra di riscalamento per lavorare su un'immagine comoda:
17.jpg
Poi spuntiamo le caselle nel pannello "Wavelets" a sinistra come in figura:
019.jpg
... E' particolarmente efficace la casella "Use Linked Wavelets" che fa funzionare "in cascata" i 6 livelli anziché lasciarli autonomi l'uno dall'altro: in questo modo la regolazione dei contrasti e dei microcontrasti è molto più fine.
"Tiriamo" il primo cursore fino al massimo:
020.jpg
possiamo vedere un incremento del dettaglio sorprendente, ma anche molto rumore ed artefatti dovuti all'evidenziazione della matrice di Bayer del sensore. Non spaventiamoci e riduciamo questi disturbi con il comando "Denoise".
021.jpg
Troveremo empiricamente il valore che consente il miglior compromesso tra evidenziazione del dettaglio e riduzione del rumore. Già a questo stadio si nota l'eccellente qualità dell'immagine trasmessa dal Nano di Angelo!
Tuttavia, a guardare bene, il contrasto sembra un po' eccessivo e l'immagine bruciata nelle aree chiare. Diamo una controllata all'istogramma:
Ultima modifica di Andrea75 il 18/08/2019, 23:03, modificato 1 volta in totale.
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 15:40

In effetti, "tirando" i wavelets, abbiamo saturato l'istogramma.
022.jpg
Possiamo agire su di esso correggendo il valore massimo, oppure - e scegliamo a titolo di esempio questa seconda strada - possiamo "ammorbidire" il primo wavelet diminuendo il valore a 0,090:
023.jpg
Personalmente preferisco sempre questo secondo modo (purchè non si perda dettaglio, si intende) perchè rende un'immagine più naturale.
Tiriamo un pochino anche il secondo cursore:
024.jpg
L'immagine acquista in contrasto ma diviene anche più dura. Casomai comparisse di nuovo rumore occorre alzare il valore "Denoise" del primo cursore, poichè come abbiamo detto lavorano in cascata.

Fondamentalmente sono questi i "passaggi chiave" e i parametri che seguo io nelle mie elaborazioni: ho trovato empiricamente che funzionano bene per questa scala di immagine. Naturalmente con scale immagine diverse cambierebbero: occorre proprio "farsi il manico" con la pratica e cercando di capire - come si fa provando un paio di scarpe - quale "ricetta" si adatta meglio al proprio setup.

Spero di non aver fatto casino e di essere stato utile! :wave:
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Angelo Cutolo » 18/08/2019, 18:03

Utilissimo. Provo a rielaborare quello che ho con questa metodologia.
Grazie.
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 18:37

.. Bene. Naturalmente conta molto l'occhiometro... per questo una buona pratica visuale è insostituibile - ma direi che per te non è un problema!
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da giodic » 18/08/2019, 22:42

Andrea75 ha scritto:
18/08/2019, 15:40
Spero di non aver fatto casino e di essere stato utile! :wave:
Pur non avendo un interesse immediato nel cimentarmi nell'imaging planetario, ti ringrazio per l'impegno e per la chiarezza espositiva e prometto che continuerò a seguirti con grande interesse... :thumbup: :wave:
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 18/08/2019, 22:56

Grazie per l'apprezzamento: anche se, più o meno, questo era tutto ciò che c'era da dire... il resto è pratica e soprattutto esperienza.
Intanto... continuo ad osservare Giove (beh.. adesso no, si è coperto tutto; ma anche stasera ho portato a casa qualcosa). Domani metto ordine nel materiale acquisito, poi... ci vediamo nella discussione sul gigante gassoso! ;)
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Angelo Cutolo » 19/08/2019, 11:17

Negli ultimi giorni persiste un venticello sufficientemente teso da rompere le scatole nei miei tentativi di ripresa (un tubo da 1,5 m su una EQ5 risente di ogni minima brezza), per il momento mi sono "allenato" sui filmati che già ho.

Nuova elaborazione.jpg

Rispetto alla vecchia elaborazione, pare di aver tirato fuori qualcosina in più, particolare il fatto che nella ripresa col Nano è uscita un'immagine più "morbida", mentre quella ripresa col Milo è venuta fuori più "dura".
Ora vedo come va con l'occhiometro.


Ps.: mi spieghi meglio, la funzione "Use Linked Wavelets"? Che differenza c'è tra farli funzionare tutti in cascata e impostare i valori uno per uno?
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 19/08/2019, 17:07

... Bella domanda. Non è che l'abbia capito con precisione: non sono espertissimo dei meccanismi che ci stanno dietro. Provando empiricamente ho notato che l'opzione "linked wavelets" in pratica fa lavorare il secondo cursore sul risultato del primo, il terzo sul risultato del secondo, e così via; mentre senza spuntare l'opzione lavorano in qualche modo indipendentemente l'uno dall'altro. Dovremmo aver voglia di fare qualche googolata per capirci di più... ecco, per esempio: sul sito ufficiale di Registax si trovano le informazioni che avevo preso io tempo fa... tra l'altro c'è una guida completa e MOLTO migliore delle mie chiacchiere... :oops:

... comunque direi che sei decisamente a buon punto! Come vedi non è difficile tirar fuori tutto il dettaglio alla portata di queste modeste aperture... in 3-4 sere potresti già ricavare una buona mappa del pianeta!
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Angelo Cutolo » 20/08/2019, 11:47

Preferisco le tue chiacchiere, la spiegazione sulla differenza tra Use Linked Wavelets attivo/disattivo è chiara. Grazie.
Adesso dobbiamo solo aspettare cielo sereno.
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Re: qualche dritta sull'imaging planetario

Messaggio da Andrea75 » 20/08/2019, 11:53

... Sì, ma non so se è esatta... :? . Mi pare che siano due princìpi diversi di interazione tra i vari livelli di wavelets: da buon praticone quale sono non mi sono fatto grandi problemi e ho smanettato finché il risultato non mi soddisfaceva...
Ieri qui era coperto e stanotte ha fatto un gran temporale; oggi è perturbato ma in questi giorni dovrebbe aprirsi... :shhh:
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