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La tecnica di disegno di un grande

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La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Kappotto » 06/09/2019, 9:55

Parliamo di tecnica di disegno planetario. NOn mi ritengo un esperto o un gran disegnatore, ma di sicuro in questi anni ho lavorato per affinare la mia tecnica al fine di rendere al meglio quel che osservo all'oculare.

Partiamo da come opero io.

Con l'occhio all'oculare inizio a fare uno sketch a matita. Terminato lo sketch, entro in casa e rifinisco il disegno con gomma pane e sfumino.

In questo topic, tra le altre cose, il grande disegnatore di pianeti David Gray descrive la sua tecnica:

https://www.cloudynights.com/topic/5098 ... 80%9D-d-k/

Il disegno come lo vediamo quando viene da lui pubblicato subisce solo una colorazione al Pc. La parte disegnata è fatta interamente al telescopio, in presa diretta, ma come?

Nel descrivere la sua tecnica, dice che usa direttamente sfumini di grandezza media e piccola, senza prima usare le matite. Rifinisce poi i dettagli più scuri con una matita HB.

E' questa, almeno per me, un'illuminazione. Effettivamente si avvicina molto ad una tecnica oserei dire pittorica, più che di sketching.

Il prossimo disegno sicuramente voglio provarlo con questa, per me nuova, metodologia. Ha degli indubbi vantaggi, non dovendolo rifinire a posteriori:
- riuscire a ridurre i tempi di disegno;
- il disegno lo si completa osservando, in modo che la memoria non giochi scherzi;
- il disegno dovrebbe risultare dunque più fedele all'osservazione;
- il disegno dovrebbe avere quella morbidezza, che tanto invidio.

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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Andrea75 » 06/09/2019, 10:15

... Piuttosto particolare, in effetti: fammi capire, "sporca" gli sfumini e disegna con quelli? Se è così dovrebbe essergli facile gestire le sfumature: io, per quel poco che faccio, me la risolvo usando matite dure (da H a 3H), stando leggerissimo e passando ripetutamente, in modo agile e veloce, fino a riprodurre forme e sfumature come le vedo all'oculare. Però è in effetti un metodo più lento e che richiede rifiniture post-osservazione (ma se le faccio in tempo ragionevoli, immediatamente dopo aver staccato l'occhio dall'oculare, non è un problema).
Post molto interessante, grazie!
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Kappotto » 06/09/2019, 10:31

Esatto, sporca sfumini di diverso "calibro" e disegna direttamente con quelli.
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Raf584 » 06/09/2019, 11:57

È indubbiamente una tecnica molto diversa da quella a cui sono abituato, vale certamente la pena di provarci. Leggo che usa persino i bastoncini dei lecca-lecca dopo averli appuntiti. In effetti potrebbe avere ragione lui, sfumare dopo è solo una perdita di tempo. Personalmente non sono interessato ai colori ma anche limitarmi al solo disegno in grigi riuscendo a ottenere qualcosa di somigliante a suoi disegni sarebbe già un successo.

Questo è il link al riassunto del suo metodo: https://www.cloudynights.com/uploads/mo ... 426028.jpg

Noto che non si fa scrupolo di osservare attraverso un sacco di vetri, addirittura con un prisma di Amici - che da sempre si raccomanda di non usare - poi la torretta, una barlow e un riduttore per ciascun oculare (i Meade 5000)... si vede che ha luce in abbondanza, alla faccia di tutti gli scrupoli che ci facciamo noi ad osservare attraverso meno vetro possibile.

Se ha ragione lui vuol dire che finora ho sbagliato tutto... non è mai troppo tardi per rimettersi in discussione :lol:
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Kappotto » 06/09/2019, 12:20

Eh, con un 415mm ne arriva di luce :)

Ma quando usavi il newton da 40 che oculari montavi?
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Andrea75 » 06/09/2019, 13:41

... beh, evidentemente per lui funziona... Io non ho mai preso in considerazione lo sfumino, sfumo direttamente con la matita: avevo imparato a far così disegnando tavole tra il tecnico e l'artistico per due importanti pubblicazioni sugli organi antichi...
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Raf584 » 06/09/2019, 14:40

Kappotto ha scritto:
06/09/2019, 12:20
Ma quando usavi il newton da 40 che oculari montavi?
quelli che andavano per la maggiore, degli orto Vixen da 24.5 e degli ortoscopici circle-T da 31.8....

pare sia passato un secolo da quando bastavano due o tre oculari e una lente di Barlow per osservare qualunque cosa...
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Ivano Dal Prete » 06/09/2019, 15:06

Kappotto ha scritto:
06/09/2019, 9:55
- il disegno lo si completa osservando, in modo che la memoria non giochi scherzi;
- il disegno dovrebbe risultare dunque più fedele all'osservazione;
Non necessariamente: l'anello piu' debole della catena e' in genere quello occhio-mano. A volte non si riesce a rendere subito quello che si vede all'oculare, per tanti motivi: perche' la mano non e' quella di Grey (che possiede reali capacita' artistiche); perche' hai cancellato e rifatto tante volte che la carta in quel punto si e' rovinata; perche' ha assorbito umidita', e non riesci piu' a disegnare bene; perche' Giove ruota troppo in fretta e vuoi avere tempo per gli altri dettagli, ecc. ecc. Un esempio e' l'ultimo schizzo di Giove che ho postato, gli ovali e le protuberanze sul bordo sud di SEB li vedevo senza problemi, ma non c'era verso che mi venissero come volevo.

Qualche volta puo' essere meglio finire il disegno all'interno con calma. Alla fine, pure Gray applica i colori DOPO l'osservazione, e i colori sono forse una delle cose piu' difficili da ricordare con precisione (pero' lo fa sulla base di appunti). Ovviamente, meglio non dormirci sopra! Pero' ho trovato che avere sotto mano appunti e stime di colore e di intensita' puo' aiutare a ricostruire o rifinire un'osservazione in modo affidabile anche il giorno dopo.

Detto questo, sono d'accordo che lavorare di sfumino prima e di matita poi e' probabilmente un ottimo sistema. Prima di dover mollare l'astronomia qualche anno fa mi ero anche procurato del charcoal (com'e' in italiano? carboncino?) per "sporcare" gli sfumini. E' ancora nella valigetta portaoculari, magari la prossima volta lo apro.

Considerazione finale (ovviamente, IMHO): disegnare e' come scrivere, ognuno deve trovare lo stile che si adatta meglio alle proprie capacita' e allo scopo del disegno. Io ho cominciato a disegnare a colori, e cercando di dare un po' di realismo, perche' il disegno avevo perso importanza come documentazione scientifica, altrimenti continuerei ad affidarmi a stime numeriche invece di cercare di rendere una certa sfumatura.

Ecco, per me e' un po' come scrivere in inglese: me la cavo benone con gli articoli accademici e pure libri interi, ma non sarei in grado di scrivere un romanzo e me lo devo ricordare, altrimenti combino pasticci e basta. David Gray puo' permettersi di scrivere un romanzo :)
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Ivano Dal Prete » 06/09/2019, 15:10

Raf584 ha scritto:
06/09/2019, 14:40
Kappotto ha scritto:
06/09/2019, 12:20
Ma quando usavi il newton da 40 che oculari montavi?
quelli che andavano per la maggiore, degli orto Vixen da 24.5 e degli ortoscpici circle-T da 31.8....

pare sia passato un secolo da quando bastavano due o tre oculari e una lente di Barlow per osservare qualunque cosa...
Eh, con quello che costavano... Pure io ormai uso una barlow e ben QUATTRO oculari, tre per i pianeti e uno per tutto il resto :D
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Raf584 » 06/09/2019, 16:12

Ecco un bel set di sfumini, costa anche poco...
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Kappotto » 06/09/2019, 16:44

Proprio quello che ho preso io :mrgreen: Mi arriva lunedì!
Qualche volta puo' essere meglio finire il disegno all'interno con calma
Come ben dici non esiste una regola precisa che valga per tutti. Ognuno con la costanza della pratica si costruisce uno stile.
A me piacciono molto i tuoi marte "nervosi".
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Mario De Caro » 06/09/2019, 17:18

Ok lo sfumino se c'è da sfumare ...
Ma quando l'opposizione concede di osservare un pianeta in modo soddisfacente ,nel senso ovvio di un dettaglio minuto e particolareggiato....allora che si fa?
Ricordo ad esempio ( e credo tutti noi qui ) una visione di Giove in cui ho osservato dettagli all'interno delle singole bande da far accapponare qualsiasi sfumino! :D
Marte ad esempio , in alcune serate mostrava una incisione tale che stentavo a credere ai miei occhi! È proprio da queste osservazioni che ho preso l'idea di disegnare: tanto era grandioso quello spettacolo!
Per me basta una buona matita morbida ,il resto lo deve fare il telescopio e il cielo.

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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Dob » 06/09/2019, 17:53

Io non uso sfumini, mi basta una matita morbida d'altronde il mio scopo, quando faccio un disegno, è solo quello di riportare i dettagli principali non certo di fare capolavori "artistici" come quelli di Gray.
Comunque durante l'osservazione faccio uno schizzo e poi con calma rifaccio il disegno in bella cercando di mettere meno pressione possibile sulla matita

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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Andrea75 » 06/09/2019, 18:26

... esatto, anch'io se devo disegnare (in generale, non solo per quanto riguarda il disegno al telescopio) cerco di stare il più leggero possibile: le sfumature vengono sovrapponendo passaggi molto leggeri. Come ho detto, trovo utili matite di media durezza. Ma è vero che dipende da come ognuno si trova meglio...
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Re: La tecnica di disegno di un grande

Messaggio da Raf584 » 06/09/2019, 19:59

Ivano Dal Prete ha scritto:
06/09/2019, 15:06
disegnare e' come scrivere, ognuno deve trovare lo stile che si adatta meglio alle proprie capacita' e allo scopo del disegno.
Gray è un grande artista ma conta di più la precisione con cui si riportano i particolari, se poi il disegno è anche bello tanto meglio. Comunque ho deciso di provarci, vediamo cosa viene fuori, ma prima di mettermi all'oculare voglio fare qualche prova semplicemente copiando delle immagini CCD, tanto per prenderci la mano.

Devo dire che i suoi disegni, pur belli, mi piacciono molto meno di quelli che faceva Mario Frassati, che in quanto ad accuratezza mi ispirano maggiore fiducia.

Mi ha incuriosito che Gray faccia uso di un prisma di Amici. In effetti mi dà sempre un certo fastidio il fatto di avere sx e dx invertite ma il nord in alto. Baader ha in catalogo un Amici di qualità "astronomica", quasi quasi sono tentato di provarlo :think: potrei anche tentare di usare un pentaprisma, così avrei già l'immagine capovolta ma non so che qualità abbiano.
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