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Info sul Cassegrain.

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Mariano Curti
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Info sul Cassegrain.

Messaggio da Mariano Curti » 10/02/2020, 18:28

Un saluto a tutti,
vorrei capire un po' di più sui telescopi Cassegrain puri.
Non è uno schema che nel tempo abbia fatto sfaceli ma nel planetario, sia in visuale sia in fotografia, dovrebbe essere interessante.
Nel mio piccolo sapevo che in alta definizione erano ottimi strumenti ma stranamente non sono mai stati presi in considerazione...ho visto che ad esempio si trovano dei tele di 200 mm f 12 intorno ai 1000€ che mi sembra un prezzo buono.
Voi cosa ne dite..? Possibile che in alta definizione siano migliori gli SC .?
Grazie a tutti,
Mariano.

Mariano Curti
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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Mariano Curti » 10/02/2020, 19:24

Ho notato che in parte l'argomento è stato già trattato ma se c'è da aggiungere qualcosa mi farebbe piacere.
:wave:
Mariano.

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Raf584
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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Raf584 » 10/02/2020, 22:49

Il Cassegrain "puro" ha avuto meno fortuna degli SC perché non è facile lavorare un secondario iperbolico e un primario parabolico molto aperto, è più semplice usare una lastra correttrice per annullare l'aberrazione sferica del primario. Mi pare di capire che ormai è possibile produrre dei Cassegrain industriali a un prezzo molto invitante, quindi lo svantaggio anzidetto sembra non sussistere più.

Sulla carta i Cassegrain sotto ottimi per l'alta risoluzione, l'assenza di lastra correttrice si traduce nell'avere il tubo aperto, che si adatta più rapidamente alla temperatura esterna, nessun rischio di condense notturne, un sistema meno delicato (la lastra è sottile e si può rompere facilmente), nessun problema di trasmissione selettiva della luce a causa del coating antiriflesso, quindi nessuno shift cromatico. Per contro il secondario è retto da una crociera che determina effetti diffrattivi su oggetti brillanti, ma è per lo più un problema estetico. Al massimo ci sarà da pulire lo specchio primario ogni tanto visto che è direttamente esposto all'aria.

Certo l'SC è uno schema così diffuso e consolidato che mi pare difficile se ne possa insidiare il primato, prestazioni a parte.
Raf

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Mariano Curti
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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Mariano Curti » 10/02/2020, 23:47

Grazie Raf per la tua celere e competente risposta.
Io possiedo come ben sapete il 120 ED SW 900 mm, un tele che ho anche accorciato di 5 cm per poter evitare l'ocs.
Ebbene, è leggerissimo, cortissimo e di buone prestazioni. ( a 34 X con oculari da 26 mm mi godo campi stellari molto belli e nel planetario, fornisce buone prestazioni).
Se dovessi acquistare un altro tele per Luna e pianeti, ( e senza vendere il rifra che ho perchè potrà morire con me) soprattutto per nottate ( rare ) buone e far osservazione e fotografia in alta risoluzione che cosa mi consiglieresti a prezzi umani..?
Questa domanda vale per tutti ovviamente.
Mak 180/2700.
Rifrattore ED 150/ 1200 ED SW.
SC C8 200/2000.
Newton 200/1200 f6 ( ma lo vedo possente e poco gestibile).
Cassegrain 200/2420 f 12 ( dimenticavo: questo strumento a f 12 risulta un compromesso, andrebbe bene a f 18/ 20 ma non ne trovo in vendita...se avete qualche dritta......)
Come avrete capito, la mia intenzione è: tenermi il rifra 120 ED perchè io sono malato delle immagini a " punta fine" degli strumenti rifrattivi e aggiungerne uno a specchi di più grande diametro per poterlo usare nelle nottate dove il seeng è buono, osservare e fare qualche foto con la telecamerina.
A me interessano le prestazioni a prescindere dello schema ottico più o meno famoso....
Per Raf: ma il tuo Melone da 180 o 210 mm ( come lo chiami affettuosamente) è un Cassegrain..?
A Voi le risposte,
Grazie in anticipo.
Mariano

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Samuele
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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Samuele » 11/02/2020, 8:05

Mariano, scusami leggo solo ora il tuo intervento.
Come forse saprai ho acquistato la versione più piccola del Cassegrain a cui ti riferisci, che ha un'ostruzione del secondario maggiore in percentuale rispetto al 20 cm (cioè il 20 dovrebbe essere più contrastato del 150)
Quello che posso dirti, è che rispetto alle altre configurazioni da te elencate dovrai tenere conto della maggiore laboriosità della collimazione, che però una volta sistemata non va più toccata (almeno al momento non ne ho avuto necessità).
Inoltre rispetto ad un Mak o uno SC c'è il problema della gestione del fuoco con relativi tubi di prolunga, come con un rifrattore, in quanto lo strumento ha gli specchi fissi.
Al di là di questo le prestazioni mi sembrano molto buone, tenendo però conto che trattasi di specchi per cui la maggiore sensibilità alla turbolenza si nota.
L'acclimatazione è veloce e problemi di condensa non ne ho riscontrati nemmeno in serate umide.
In serate di calma i dettagli che ho tirato fuori su Giove sono stati notevoli, ma in serate mediocri non si riesce a tirare con gli ingrandimenti.
Per quanto riguarda gli oggetti estesi, non ho approfondito perché le poche volte che ho puntato il mio 150 su ammassi, aperti o globulari, non mi sono entusiasmato ed ho lasciato perdere, preferendo dedicare lo strumento ai soli pianeti.
Per il resto non ho tempo per la fotografia planetaria, ma da quel po' che è la mia esperienza presumo che da quel punto di vista sia uno strumento preferibile agli altri da te elencati per l'assenza di shift nella messa a fuoco, velocità di acclimatazione, assenza di appannamento della lastra e campo utile più ampio di un Newton.
Forse il newton sarebbe preferibile per un maggior contrasto in visuale, soprattutto se a lunga focale.
Ma effettivamente sarebbe un tubo più complicato da gestire. :wave:

Giovanni Bruno
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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Giovanni Bruno » 11/02/2020, 9:34

Quando si sale di diametro e si passa dalle lenti agli specchi, per le osservazioni planetarie diventa preponderante il fattore seeing.

Nessunissimo dubbio che un 8"--10"-11""-12" a specchio possa fare sfracelli planetari in presenza di seeing molto buoni.

Per converso, diventano problematici con seeing anche solo discreti.

Con il mio ex MEADE LX200 UHTC, almeno 15 anni fa, vidi un un MARTE fotografico a 625x, ma per la stessa grande opposizione, un disastro per tre mesi prima e tre mesi dopo.

Insomma, il DIAMETRO PROPONE, ma il SEEING DISPONE. :D :thumbup: :wave:

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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Raf584 » 11/02/2020, 10:24

Mariano Curti ha scritto:
10/02/2020, 23:47
Se dovessi acquistare un altro tele per Luna e pianeti, ( e senza vendere il rifra che ho perchè potrà morire con me) soprattutto per nottate ( rare ) buone e far osservazione e fotografia in alta risoluzione che cosa mi consiglieresti a prezzi umani..?
per le osservazioni visuali mi terrei il 120, non andrei a fare esperimenti con altre configurazioni ottiche anche perché se come dici ti piacciono le immagini a "punta fine" l'unica alternativa sarebbe il Maksutov, che tra tutti è quello che fornisce le immagini più simili a quelle di un rifrattore. Però si porta dietro la lungaggine nell'acclimatamento e poi insomma non è comunque un rifrattore.

Per l'imaging in alta risoluzione il mio consiglio è di non considerare niente al di sotto dei 20 cm, secondo me è il minimo sindacale per avere qualche soddisfazione, soprattutto nella fotografia dei pianeti terrestri. La configurazione ottica importa poco, si possono ottenere bellissime immagini di pianeti con qualunque schema, tanto o poco ostruito non ha importanza, fatta eccezione per i newton molto corti, quelli da cielo profondo.

Il melone è un Dall-Kirkham, un derivato del Cassegrain per l'alta risoluzione sia visuale sia fotografica. Se ne trovi uno usato sei a posto, ma dev'essere almeno il 210.
Raf

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Re: Info sul Cassegrain.

Messaggio da Mariano Curti » 11/02/2020, 14:11

Grazie a Samuele, Giovanni e Raf per le celeri risposte.
Ribadisco che il rifrattore ( come anticipato) lo terrò per sempre.
Un secondo tubo potrebbe essere a questo punto uno SC 20 cm o meglio un C9,25.
Il Mak da 18 cm mi stuzzica e una volta collimato difficilmente si scollima... ma il suo diametro è sotto ( seppur di poco) ai canonici 20 cm.
Ci penserò un po' e poi vedrò come comportarmi.
Si accettano altri consigli... :mrgreen:
Grazie,
:wave: :wave:
Mariano Curti

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