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Doppietti Meade? Dipende dalla cella! 11-07/2011

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piergiovanni
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Doppietti Meade? Dipende dalla cella! 11-07/2011

Messaggio da piergiovanni » 08/05/2012, 18:02

Ciao a tutti gli amici del blog,

come accennato da Pier nel precedente post, ho da poco acquistato un MEADE 152ED usato, di cui potete leggere le prime impressioni. Sinceramente ero molto indeciso se prenderlo o meno, perchè, dopo essermi letto sul web le varie recensioni disponibili, i dati che ne ho ricavato erano assai discordanti tra loro; da reviews molto lusinghiere si passa a delle vere e proprie "bocciature" senza se e senza ma.

Il problema che in molti hanno rilevato è costituito da una non coincidenza tra i due assi ottici delle due lenti che formano l'obiettivo che come conseguenza porta all'impossibilità di ottenere una focalizzazione soddisfacente di un qualsiasi oggetto, unitamente ad una importante presenza di colori spuri; tale fenomeno è comprovato dallo star test che nel caso di esemplari problematici presenta due centriche distinte e separate. L'interpretazione che i più ne hanno ricavato è quella che la Meade non sia stata capace di realizzare una cella che mantenesse i due elementi nella loro corretta posizione reciproca. Ora questa interpretazione è legittima se ci riferiamo alla prima serie dove l'unica regolazione possibile era la consueta collimazione mediante le tre coppie di viti push-pull; pochi invece sanno che Meade nel 2001 ha riprogettato completamente la cella aggiungendo alle tre coppie di viti di collimazione, anche tre viti radiali poste sul fianco della cella a 120° l'una dalle altre, che opportunamente azionate (un pò come avviene nella regolazione del cercatore), muovono il solo elemento ED (quello posteriore), permettendo così di raggiungere una perfetta centratura delle lenti.

Meade stessa ha inspiegabilmente contribuito a creare una cattiva reputazione di questi strumenti tra gli astrofili, in quanto, anche dopo aver sostituito la vecchia cella con la nuova, ha omesso di indicarne le peculiarità nel manuale d'uso in dotazione allo strumento e nessun astrofilo è arrivato ad intuire tale possibilità. Molto presto i reclami di possessori di esemplari non a posto, non hanno tardato ad arrivare, ed anche in questi frangenti si sono ben guardati dallo svelare il "trucco" ai clienti; li hanno obbligati a spedire a loro spese gli strumenti per essere messi a punto (decine e decine di telescopi, da tutto il mondo), e per ciascuno strumento hanno incassato circa un centinaio di dollari. Ma non finisce qui, infatti buona parte degli strumenti restituiti ai proprietari dopo le regolazioni, hanno continuato a non rendere a dovere a causa degli sballottamenti subiti nel trasporto e conseguente ri-disallineamento del tutto; questo ha contribuito a rafforzare nei poveri malcapitati astrofili la convinzione che i doppietti ED Meade fossero mal progettati, mal lavorati ecc.
E' che nello specifico nessuna delle asserzioni che si possono leggere in alcune recensioni italiane abbiano colto nel segno, contribuendo ad alimentare ed amplificare miti e dicerie varie che con la realtà poco hanno a che fare.

In conclusione, i rifrattori MeadeED sono a mio avviso degli ottimi strumenti, oggi acquistabili nel mercato dell'usato a cifre assolutamente convenienti (complice la cattiva reputazione di cui si è parlato); assicuratevi prima dell'acquisto che l'esemplare in esame sia provvisto della nuova cella.

Federico Caro
Piergiovanni Salimbeni
Responsabile di Binomania.it
La rivista on-line dedicata al mondo delle ottiche sportive.
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Autore delle riviste: Itinerari e Luoghi, Nuovo Orione

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Re: Doppietti Meade? Dipende dalla cella! 11-07/2011

Messaggio da -SPECOLA-> » 08/05/2012, 19:57

Un altro pezzo di storia che entra a far parte del forum.
Fabrizio Ferrario
Mi diverto con un po' di strumenti, dal rifrattore TECHNO 50/630 in avanti... (non in ordine di tempo, né di dimensioni e/o schema ottico).
31 Luglio 1985: Fondazione della Immagine , Osservatorio Astronomico di Cajello (Anno XXXIII). http://www.specola.altervista.org/

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