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Giove e Luna con 120ED e C 9.25 21-08-2011

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piergiovanni
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Giove e Luna con 120ED e C 9.25 21-08-2011

Messaggio da piergiovanni » 08/05/2012, 18:17

Ieri sera, prima di uscire con la famiglia, ho preparato il setup per una osservazione gioviana. L'idea, poi messa in pratica, era quella di puntare la sveglia alle 3 di mattina, per osservare il pianeta sino al sorgere del sole.

Il rifrattore 120 ED Black Diamond era montato sulla Vixen GP con treppiede in legno, mentre il C9.25 era montato sulla NEQ6 su colonna. Mi sono avvalso di vari oculari e diagonali, proprio perchè sono alla ricerca del mio setup ideale per le osservazioni di Giove. L'idea era quella di verificare quale strumento fosse migliore per l'osservazione visuale (di ricerca e non meramente estetica) del pianeta gassoso.

Ho fatto uso di vari oculari: Baader Genuine Ortho di varie focali, TMB Monocentrico 9mm , Ploss Vixen serie Argento, vari filtri planetari colorati, Filtri Baader Contrast Booster, Sky Glow ed Nd 0.6.

Per ciò che concerne i diagonali ho fatto varie prove ,fra i diagonali a prisma Baader ed il Tal di 31.8mm. Per l'osservazione planetaria prediligo la visione diretta, ma se devo avvalermi di un diagonale escludo quelli a specchio, soprattutto con i rifrattori ED a doppietto. Come al solito ho affiancato l'osservazione monooculare con quella attuata tramite il visore binoculare Baader Planetarium

Alle 3.30 (ora estiva) il seeing era molto buono, stimato in I/II della scala di Antoniadi. Entrambi i telescopi erano installati in giardino da circa 6 ore. Ho iniziato le osservazioni con il rifrattore da 120mm, facendo uso di un oculare Genuine Baader da 5mm. (180X) L'immagine era ancora molto luminosa ed alcuni dettagli soprattutto quelli nella zona equatoriale, erano soffocati dalla luce del pianeta. Ho utilizzato un filtro baader ND per migliorare la situazione. Con il rifrattore non ho ottenuto particolari miglioramenti facendo uso di un filtro SkyGlow. Come al solito, con la slitta porta filtri ho usato un filtro verde, uno rosso ed uno blu. In sintesi, a livello quantitativo. Il 120 ED, con un diagonale baader, oculari compresi fra i 7 ed i 5mm ha mostrato i seguenti dettagli

1)NEB, colore nocciola,
2) SEB, grigio-marrone, decisamente più tenue. Si nota il colore più scuro della SEBs e SEBn. Nei pressi della macchia rossa è presenta una zona più chiara, ma non noto particolari dettagli
3) STB-SSTB
4) Sotto la zona tropicale della NEB, pare vi sia una zona più chiara che ha soffocato la NTB. A tratti notavo parte della NNTB ma pare che vi sia una ampia perturbazione??? Tipo quella che fece sparire la temperata lo scorso anno. Chi l'ha notata in questi giorni?
Fra le difficoltà posso citare, l'uso di oculari di cortissima focale, 7mm, 5mm che aumentano, talvolta il fenomeno delle miodesopsie (nel mio caso) ed il confort visivo. Penso acquisterò un Planetary della William Optics da 3mm per verificarne la resa e la comodità.

Ho anche avuto modo di utilizzare il visore binoculare di casa Baader con due oculari Ploss Vixen da 20mm. Tuttavia non avendo il corettore ideale per il mio rifrattore ho dovuto fare uso di una barlow apo Celestron che ha aumentato notevolmente la luce diffusa. Quindi questa prova è da rifare..



Nel frattempo, continuavo ad intervallare la visione nel C9.25, che era stato preventivamente collimato con una stella nei pressi del pianeta Giove. Con un seeing prossimo a I devo dire che il catadriottico ha mostrato molti più dettagli, oltretutto con minor fatica, grazie alla lunga focale,rispetto a quelli visibili nel rifrattore che mi consentiva di fare uso di oculari decisamente più comodi. Inoltre il fuocheggiatore Steel Track è una manna dal cielo per le micro-correzioni della messa a fuoco.

Pubblico un disegno, ottenuto osservando con il C9.25 + tmb monocentrico 9mm e filtro baader SkyGlow. Anche l'uso del visore baader con diagonale dedicato ed oculari da 12.5mm Orto genuine mi consentiva di osservare, comodamente, senza troppi contorsionismi. Ciò andava a beneficio della percezioni dei dettagli.



Ancora una volta se parlo di analisi qualitativa, il rifrattore fornita l'immagine migliore: contrasti più netti e bordo più tridimensionali, tuttavia per una analisi della zone interne alla SEB il C9.25 ha mostrato di aiutarmi maggiormente nella osservazione visuale del pianeta giove.

Devo confermare che un osservatore esperto, è in grado di ovviare a quella mancanza di contrasto tipica degli Schimdt Cassegrain con un modus operandi meticoloso. Inoltre, usando i filtri ND e planetari (perfetto lo Sky Glow) riesce ad ottenere risultati superiori per ciò che concerne l'analisi metodica e (da astronomo dilettante e non da esteta) dell'atmosfera gioviana.
I colori del pianeta, erano inoltre più evidenti. Ho notato il colore arancio-salmone della Grande macchia rossa, i grigi scuri degli ispessimenti nella NEB, il color nocciola ben evidente della NEB e le differenze di colore!!! nella SEB. Per tale motivo non dubito di chi, con ottimi Dobson riesca a compiere osservazioni eccezionali( seeing permettendo)
Se osservando Giove in condizioni di ottimo seeing il C9.25 si è dimostrato decisamente superiore al piccolo 120ED, nella osservazione lunare, la diffferenza era schiacciante. All'interno del cratere Alphonsus, ad esempio, nella zona dei micro-crateri piroclastici, il C925, non solo mostrava la rima , ma anche la piccola biforcazione che si avvicina al picco centrale. In quella zona, il 120 ED mi faceva percepire , molto faticosamente, qualcosa che sapevo essere parte della biforcazione solo perchè la vedevo nel C9.25.

Lo stesso dicasi per la rima più grande che mostrava con molta facilità il gioco d'ombre fra la zona in luce e quella in ombra. Ho poi notato almeno 5 micro-crateri invisibili nel 120ED. nella medesima zona

Verso l'alba, il seeing e la temperatura sono aumentate notevolmente. In questa situazione devo ammettere che il grosso catadriottico non è in grado di ambientarsi velocemente alle rapide variazioni di temperatura esterna ed interna. Per tale motivo è consigliabile utilizzare un estrattore d'aria per aiutare il grosso Schmidt Cassegrain. Chi invece osserva in luoghi dove il seeing è "ballerino" direi che il rifrattore potrebbe essere una soluzione non migliore ma meno impegnativa..



In sintesi il C9.25 è risultato imbattibile nella percezione quantitativa dei dettagli, il 120ED mostra meno ma quello che motra lo esibisce chiaramente....sui pianeti può dire la sua nelle serate in cui il seeing non concede la visione di dettagli che richiedono un potere risolutivo superiore. Sulla Luna,invece, nulla da fare. Personalmente ritengo che vinca l'apertura dato che anche in presenza di cattivo seeing, a parità di ingrandimenti, nei rapidi momenti di fluttuazione l'apertura è vincente. Questo grazie al grande contrasto fornito dal nostro satellite che consente anche a telescopi molto ostruiti di vincere rispetto ai correttissimi e costossimi super apo. Ora non resta che fare una sfida fra il C925 e il rifrattore 152 di Federico..
Confermo che tale prova sarà compiuta dal sottoscritto su Marte quando le condizioni di visibilità miglioreranno..
Spero di aver fatto cosa gradita..

Buona domenica

Piergiovanni
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Piergiovanni Salimbeni
Responsabile di Binomania.it
La rivista on-line dedicata al mondo delle ottiche sportive.
www.binomania.it

Autore delle riviste: Itinerari e Luoghi, Nuovo Orione

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