Io possiedo un datato CANON 15x50 IS UD e sapere che il piccolo CANON 10x30 IS grazie alla maggiore pupilla di uscita di 3mm vs i 2mm del 20x40 ED ha mantenuto la maggiore luminosità che la teoria prevede, mi ha fatto ovviamente piacere.
Consiglio per stabilizzato 20x
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Giovanni Bruno
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Apprendo con sollievo che il CANON 10x30 comparato al FUJINON 20x40 ED in visuale si è dimostrato più luminoso.
Io possiedo un datato CANON 15x50 IS UD e sapere che il piccolo CANON 10x30 IS grazie alla maggiore pupilla di uscita di 3mm vs i 2mm del 20x40 ED ha mantenuto la maggiore luminosità che la teoria prevede, mi ha fatto ovviamente piacere.

Io possiedo un datato CANON 15x50 IS UD e sapere che il piccolo CANON 10x30 IS grazie alla maggiore pupilla di uscita di 3mm vs i 2mm del 20x40 ED ha mantenuto la maggiore luminosità che la teoria prevede, mi ha fatto ovviamente piacere.
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Questo fine settimana sono andato in baita e nella notte tra sabato e domenica ho trovato un bel cielo terso tipicamente invernale (mag allo zenit circa 6,3), lo spicchio di cielo libero che ho a disposizione (sono su un costone roccioso che si affaccia ad est-sud-est) va da azimut 60° a circa 220°con i primi 20/22° d'orizzonte preclusi dalle montagne.
Intorno alle 21:00 apparecchio il Barile, ma per una prova sul cielo mi sono portato anche il fuji, quindi inizio con lui intanto che il dob vada perfettamente in temperatura, punto un relativamente basso Saturno a sud-ovest, a 20x si percepisce solo il disco (gli anelli sono troppo "stretti" di loro si vede solo una linea luminosa) percepisco un po a fatica un lontano Giapeto ad ovest del pianeta e molto meglio Dione ad est a circa tre diametri, non vedo Titano*. Il fuji confermo che al centro del campo è davvero molto ben definito, luce diffusa minima, tanto che nonostante la vicinanza al pianeta, Dione lo osservavo con discreta facilità.
Passo al deep, per vedere la qualità del campo punto le Iadi cercando di tenere fuori Aldebaran (che "spara" troppo), il campo non è perfettamente piano, dall'85% le stelle cominciano ad ingrossarsi (non molto ma si percepisce la differenza), però almeno fino al 95% del campo sono comunque belle tonde (e comunque davvero belle belle dal centro al 75% del campo), infatti focheggiando al bordo tornano dei bei puntini, nell'ultimo 5% comincia un po di "insalata" con una certa difficoltà a metterle a fuoco (non sembra astigmatismo, forse più un po di coma).
Fatta questa prova punto le vicine Pleiadi, un vero godimento, in questa serata si sfora agevolmente l'11ª magnitudine col fuji, ma tutto il bello (per un binocolo di soli 40 mm e una P.U. di 2 mm) per fortuna è dalle parti dello zenit, vado subito su un'altissima M31, molto bella sotto questo cielo, si percepisce agevolmente il bulge ben luminoso che degrada abbastanza regolarmente verso l'esterno, non vedo la sua totale estensione ma comunque la galassia mi riempe almeno la meta dei 3,4° di campo, non mi pare di scorgere M110 ne M32, però M33 mi è parsa di percepirla in distolta (ma è veramente difficile).
Comunque un robino del genere non è per galassie e nebulose (tranne i soliti due o tre "scenografici"), quindi vado su Cassiopea e su tutto il ben di dio che offre per un binocolo, inizio dal doppio nel Perseo, inutile descriverlo guardatevi una foto, col cielo così pulito i colori delle stelle erano davvero ben percepibili, con un bello stacco tra quelle bianche, bianco-crema, e quelle cinque o sei arancio-rosate; poi mi giro tutta Cassiopea contando gli ammassi e ammassucoli che riuscivo a percepire.
Menzione speciale per Mel20, un ammasso aperto molto esteso (anche se relativamente povero di stelle) intorno a Mirfak con delle belle stelle bianco-azzurre che riempono tutto il campo del binocolo.
Scendo fino ad Auriga per cercare i suoi ammassi, M36 ed M38 (insieme a NGC1907) rientrano tutti nel campo del binocolo, del primo (generalmente più luminoso) si distinguono abbastanza bene le componenti più luminose, del secondo (più esteso, più ricco ma con stelle deboli) si nota di più la condensazione luminosa, a completare il quadretto NGC1907 di cui si risolvono un paio di stelle, ma si intuisce bene la condensazione luminosa.
Sono abbondantemente passe le 21:30 passo al Barile...
Verso fine serata poco dopo l'1:30 Orione è salita abbastanza oltre le cime montuose, riabbranco il fuji, i suoi 3,4° contengono abbondantemente tutta la "spada" da NGC1981 a nord fino a NGC1980 a sud; M42 è ben visibile e luminosa anche con 2 mm di P.U. con un accenno delle "ali", del trapezio due facili, la terza difficile, la quarta "forse" (come detto il seeing da me è abbastanza fetente e stelle in teoria "raggiungibili" possono invece risultare ostiche, in base alle condizioni del momento).
Piego nelle vicinanze a vado sulla Rosetta, non certo per vedere la nebulosa ma l'ammasso al suo interno, anche qui bel quadretto, perché nel campo intorno alla Rosetta (o meglio a NGC2244) troviamo vari ammassi relativamente poveri (CR97, 104, 106, 107 e NGC2252) che insieme danno un effetto "nebuloso" che ti farebbe dubitare quanto stai vedendo degli ammassi e quanto della Rosetta (io naturalmente so che di questa con 40 mm non si vede una mazza
).
Concludo col sempre bellissimo Presepe che si è alzato abbstanza per far percepire il colore delle sue componenti e che occupa quasi metà del campo del binocolo e poi Giove (anche lui nel frattempo ha superato le cime montuose), disco facile forse si percepisce la SEB e un bel quadretto pressocchè simmetrico delle lune, ad est del pianeta Ganimede a circa 5 diametri ed Europa a mezzo diametro, ad ovest del pianeta sempre a mezzo diametro Io e a circa sei diametri Callisto.
Siamo abbondantemente sottozero, scarrello il Barile nel box e rientro a farmi una tisana calda.
Conclusioni "astronomiche"; premetto che tutte queste osservazioni le ho fatte a mano con stabilizzazione attiva, otticamente è più che soddisfacente, sul cielo il cromatismo non esiste, vale quanto descritto precedentemente su dettaglio e qualità generale del campo, mi ha comunque sorpreso la trasparenza, vero che il cielo era particolarmente terso e buio, ma non pensavo di sforare la mag 11 con un 40 mm. La stabilizzazione è veramente ottima, mai dato problemi nemmeno con puntamenti pressocchè allo zeniti, mai dato problemi di microsfocato come fa il canoncino e la stabilizzazione è abbastanza reattiva a "riprendere l'immagine" quando "cedono" le braccia, senza quell'effetto mal di mare che ad esempio dava l'alpen con la stabilizzazione in "modo 2". Il laccetto laterale è una manosanta per l'uso con i guanti (hai la sicurezza che il binocolo non ti scappi di mano).
Mi manca ancora di provarlo sulla Luna, vedo se mi sarà possibile nei prossimi giorni.
Ultima cosa che non centra nulla col fuji, prima di puntarlo, controllavo prima la situazione col Vx utima 8x56, insomma lo usavo come "cercatore" (lo faccio anche per il Barile), questo binocolo che è ormai quasi vintage, sotto cieli scuri ha ancora moltissimo da dire.
(*): visto che è impossibile non vedere Titano, mi è venuto un dubbio... vado al Barile metto sù il 9 mm e (nonostante il seeing sempre scarso che c'è da me) becco subito Titano che si staglia sul disco di Saturno, ho provato anche il 7,5 ma l'immagine si rompeva, molto meglio col 12,5 mm (dopo che si sapeva dove cercare Titano).
Intorno alle 21:00 apparecchio il Barile, ma per una prova sul cielo mi sono portato anche il fuji, quindi inizio con lui intanto che il dob vada perfettamente in temperatura, punto un relativamente basso Saturno a sud-ovest, a 20x si percepisce solo il disco (gli anelli sono troppo "stretti" di loro si vede solo una linea luminosa) percepisco un po a fatica un lontano Giapeto ad ovest del pianeta e molto meglio Dione ad est a circa tre diametri, non vedo Titano*. Il fuji confermo che al centro del campo è davvero molto ben definito, luce diffusa minima, tanto che nonostante la vicinanza al pianeta, Dione lo osservavo con discreta facilità.
Passo al deep, per vedere la qualità del campo punto le Iadi cercando di tenere fuori Aldebaran (che "spara" troppo), il campo non è perfettamente piano, dall'85% le stelle cominciano ad ingrossarsi (non molto ma si percepisce la differenza), però almeno fino al 95% del campo sono comunque belle tonde (e comunque davvero belle belle dal centro al 75% del campo), infatti focheggiando al bordo tornano dei bei puntini, nell'ultimo 5% comincia un po di "insalata" con una certa difficoltà a metterle a fuoco (non sembra astigmatismo, forse più un po di coma).
Fatta questa prova punto le vicine Pleiadi, un vero godimento, in questa serata si sfora agevolmente l'11ª magnitudine col fuji, ma tutto il bello (per un binocolo di soli 40 mm e una P.U. di 2 mm) per fortuna è dalle parti dello zenit, vado subito su un'altissima M31, molto bella sotto questo cielo, si percepisce agevolmente il bulge ben luminoso che degrada abbastanza regolarmente verso l'esterno, non vedo la sua totale estensione ma comunque la galassia mi riempe almeno la meta dei 3,4° di campo, non mi pare di scorgere M110 ne M32, però M33 mi è parsa di percepirla in distolta (ma è veramente difficile).
Comunque un robino del genere non è per galassie e nebulose (tranne i soliti due o tre "scenografici"), quindi vado su Cassiopea e su tutto il ben di dio che offre per un binocolo, inizio dal doppio nel Perseo, inutile descriverlo guardatevi una foto, col cielo così pulito i colori delle stelle erano davvero ben percepibili, con un bello stacco tra quelle bianche, bianco-crema, e quelle cinque o sei arancio-rosate; poi mi giro tutta Cassiopea contando gli ammassi e ammassucoli che riuscivo a percepire.
Menzione speciale per Mel20, un ammasso aperto molto esteso (anche se relativamente povero di stelle) intorno a Mirfak con delle belle stelle bianco-azzurre che riempono tutto il campo del binocolo.
Scendo fino ad Auriga per cercare i suoi ammassi, M36 ed M38 (insieme a NGC1907) rientrano tutti nel campo del binocolo, del primo (generalmente più luminoso) si distinguono abbastanza bene le componenti più luminose, del secondo (più esteso, più ricco ma con stelle deboli) si nota di più la condensazione luminosa, a completare il quadretto NGC1907 di cui si risolvono un paio di stelle, ma si intuisce bene la condensazione luminosa.
Sono abbondantemente passe le 21:30 passo al Barile...
Verso fine serata poco dopo l'1:30 Orione è salita abbastanza oltre le cime montuose, riabbranco il fuji, i suoi 3,4° contengono abbondantemente tutta la "spada" da NGC1981 a nord fino a NGC1980 a sud; M42 è ben visibile e luminosa anche con 2 mm di P.U. con un accenno delle "ali", del trapezio due facili, la terza difficile, la quarta "forse" (come detto il seeing da me è abbastanza fetente e stelle in teoria "raggiungibili" possono invece risultare ostiche, in base alle condizioni del momento).
Piego nelle vicinanze a vado sulla Rosetta, non certo per vedere la nebulosa ma l'ammasso al suo interno, anche qui bel quadretto, perché nel campo intorno alla Rosetta (o meglio a NGC2244) troviamo vari ammassi relativamente poveri (CR97, 104, 106, 107 e NGC2252) che insieme danno un effetto "nebuloso" che ti farebbe dubitare quanto stai vedendo degli ammassi e quanto della Rosetta (io naturalmente so che di questa con 40 mm non si vede una mazza
Concludo col sempre bellissimo Presepe che si è alzato abbstanza per far percepire il colore delle sue componenti e che occupa quasi metà del campo del binocolo e poi Giove (anche lui nel frattempo ha superato le cime montuose), disco facile forse si percepisce la SEB e un bel quadretto pressocchè simmetrico delle lune, ad est del pianeta Ganimede a circa 5 diametri ed Europa a mezzo diametro, ad ovest del pianeta sempre a mezzo diametro Io e a circa sei diametri Callisto.
Siamo abbondantemente sottozero, scarrello il Barile nel box e rientro a farmi una tisana calda.
Conclusioni "astronomiche"; premetto che tutte queste osservazioni le ho fatte a mano con stabilizzazione attiva, otticamente è più che soddisfacente, sul cielo il cromatismo non esiste, vale quanto descritto precedentemente su dettaglio e qualità generale del campo, mi ha comunque sorpreso la trasparenza, vero che il cielo era particolarmente terso e buio, ma non pensavo di sforare la mag 11 con un 40 mm. La stabilizzazione è veramente ottima, mai dato problemi nemmeno con puntamenti pressocchè allo zeniti, mai dato problemi di microsfocato come fa il canoncino e la stabilizzazione è abbastanza reattiva a "riprendere l'immagine" quando "cedono" le braccia, senza quell'effetto mal di mare che ad esempio dava l'alpen con la stabilizzazione in "modo 2". Il laccetto laterale è una manosanta per l'uso con i guanti (hai la sicurezza che il binocolo non ti scappi di mano).
Mi manca ancora di provarlo sulla Luna, vedo se mi sarà possibile nei prossimi giorni.
Ultima cosa che non centra nulla col fuji, prima di puntarlo, controllavo prima la situazione col Vx utima 8x56, insomma lo usavo come "cercatore" (lo faccio anche per il Barile), questo binocolo che è ormai quasi vintage, sotto cieli scuri ha ancora moltissimo da dire.
(*): visto che è impossibile non vedere Titano, mi è venuto un dubbio... vado al Barile metto sù il 9 mm e (nonostante il seeing sempre scarso che c'è da me) becco subito Titano che si staglia sul disco di Saturno, ho provato anche il 7,5 ma l'immagine si rompeva, molto meglio col 12,5 mm (dopo che si sapeva dove cercare Titano).
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
Telescopi: Acro SYW AE-72 76/1400 • Apo LOMO 80/480 • Celestron C8 xlt 203/2030 • Newton Optical 200/1650 • Dobson 406/1830
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Giovanni Bruno
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Gran bella recensione di una serata alpina con il FUJINON 20x40 ED che dalla tua descrizione si è coperto di gloria.
Ti chiedo se tra M36 ed M38 hai cercato anche il difficilissimo M37 con soli 40mm di diametro, oppure vi hai rinunciato volontariamente, giudicandolo troppo debole.

Ti chiedo se tra M36 ed M38 hai cercato anche il difficilissimo M37 con soli 40mm di diametro, oppure vi hai rinunciato volontariamente, giudicandolo troppo debole.
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Si l'ho puntato (tanto stava lì alcuni gradi più a sud) ma quello che ho visto è stata una leggera condensazione di luce in distolta, in pratica un M38 ancor più evanesente, insomma nulla di divertente, a parte la soddisfazione di averla vista, neanche M36 e 38 erano questo gran che, ma insieme a NGC1907 formavano un bel quadretto tutte nello stesso campo, il che le ha rese interessanti.
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
bravo Angelo, bel report
osservo con:....due occhi, perché two is meglio che one.....
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Giovanni Bruno
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Vedere M36, anche se appena accennata come evanescente condensazione, con un 40mm di diametro, è comunque un risultato eccellente.
Insomma, i 20x hanno fatto un grosso lavoro di sostegno ai soli 40mm di diametro.

Insomma, i 20x hanno fatto un grosso lavoro di sostegno ai soli 40mm di diametro.
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Il lavoro lo ha fatto più il cielo di quella serata, tanto che è stato veramente divertente usare l'8x56, che penso di essere riuscito a sfruttare a "piena pupilla" una volta tanto.
Se il meteo regge, proverò il fuji sulla Luna e magari questo finesettimana apparecchio sia il 22x70 che il 40x80, così faccio un confronto a parità (circa) di ingrandimento col primo e a parità di P.U. col secondo.
Se il meteo regge, proverò il fuji sulla Luna e magari questo finesettimana apparecchio sia il 22x70 che il 40x80, così faccio un confronto a parità (circa) di ingrandimento col primo e a parità di P.U. col secondo.
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Oggi sono stato a Domodossola dall'eccezionale Marco.
Ho ritirato finalmente il fuji 16x40.
Ho avuto modo di confrontarlo brevemente con il 20x e come pensavo per i miei gusti , preferisco il 16x.
Avendo il 16x una pupilla d'uscita leggermente più grande, le immagini sono più luminose e forse leggermente più contrastati del 20x.
L'osservazione degli aerei è molto piacevole con l'immagine del velivoli molto nitida e contrastata. Colori neutri ma reali .
Stabilizzazione eccezionale.
Ho ritirato finalmente il fuji 16x40.
Ho avuto modo di confrontarlo brevemente con il 20x e come pensavo per i miei gusti , preferisco il 16x.
Avendo il 16x una pupilla d'uscita leggermente più grande, le immagini sono più luminose e forse leggermente più contrastati del 20x.
L'osservazione degli aerei è molto piacevole con l'immagine del velivoli molto nitida e contrastata. Colori neutri ma reali .
Stabilizzazione eccezionale.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Decisamente migliore rispetto ai piccoli canon 10x30 e 12x36
Ultima modifica di Gigibino il 27/11/2025, 17:01, modificato 2 volte in totale.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Rispetto al canon 12x36 is III è un altro pianeta sia dal punto di vista ottico sia per la stabilizzazione.
E non ultimo il fatto di avere un interruttore per l'accensione rispetto a quel fastidiosissimo pulsante dei canon
E non ultimo il fatto di avere un interruttore per l'accensione rispetto a quel fastidiosissimo pulsante dei canon
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Complimenti per il regalo.
Visto come stabilizza il 20x, il 16x deve necessariamente comportarsi meglio, io ai tempi della scelta del canoncino, provai fianco a fianco il 10x30 e il 12x36 e scelsi il primo non solo per il prezzo, ma anche perché la stabilizzazione del secondo arrivava "al limite" molto prima del 10x.
Ho letto nell'altro 3D che la NLT/NTT è saltata, sfrutterò questo sabato "libero" (Luna un giorno dopo il 1° quarto) per fare il confronto diretto con i due binocoloni.
Visto come stabilizza il 20x, il 16x deve necessariamente comportarsi meglio, io ai tempi della scelta del canoncino, provai fianco a fianco il 10x30 e il 12x36 e scelsi il primo non solo per il prezzo, ma anche perché la stabilizzazione del secondo arrivava "al limite" molto prima del 10x.
Ho letto nell'altro 3D che la NLT/NTT è saltata, sfrutterò questo sabato "libero" (Luna un giorno dopo il 1° quarto) per fare il confronto diretto con i due binocoloni.
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Peccato ci sarei stato anch'io. Purtroppo le condizioni meteo, anche se magari sereno, non sarebbero ottimali per l'elevata umidità e le basse temperature (strumenti probabilmente appannati un breve tempo).Angelo Cutolo ha scritto: ↑27/11/2025, 18:09 Complimenti per il regalo.![]()
Ho letto nell'altro 3D che la NLT/NTT è saltata, sfrutterò questo sabato "libero" (Luna un giorno dopo il 1° quarto) per fare il confronto diretto con i due binocoloni.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Peccato che Lucchini non tratti i Vixen, perché sono molto curioso di conoscere le differenze o similitudini del tuo Fuji col mio Vixen, entrambi 16xGigibino ha scritto: ↑27/11/2025, 15:47 Oggi sono stato a Domodossola dall'eccezionale Marco.
Ho ritirato finalmente il fuji 16x40.
Ho avuto modo di confrontarlo brevemente con il 20x e come pensavo per i miei gusti , preferisco il 16x.
Avendo il 16x una pupilla d'uscita leggermente più grande, le immagini sono più luminose e forse leggermente più contrastati del 20x.
…
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Adesso, non continuiamo a spargere continuamente
Sulla stabilizzazione non ne discuto, ma a livello di ottica, nitidezza, puntiformita' stellare, correzione ai bordi, non possono essere assolutamente un altro pianeta.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Non è qustione di parlar male, ma oggi avendo preso il Fujinon 16x40 e avendolo messo fianco a fianco con i due piccoli canon, l'ho trovato superiore in tutto tranne che per il campo non spianato.
Non è una novità che avevo qualche dubbio sui canon ed in particolare sul 12x. Avevo aperto anche una discussione in tempi non sospetti, in cui manifestavo le mie perplessità e giungendo alla conclusione che, per me che sono astigmatico, va bene ma con delle riserve.
viewtopic.php?f=36&t=13312
Non è una novità che avevo qualche dubbio sui canon ed in particolare sul 12x. Avevo aperto anche una discussione in tempi non sospetti, in cui manifestavo le mie perplessità e giungendo alla conclusione che, per me che sono astigmatico, va bene ma con delle riserve.
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- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Ho appena apparecchiato il "binato" per confrontare il fuji con i due binocoloni.
Questa sera forò prove soprattutto sulla Luna.
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Ieri gran bella serata, cielo terso e le preventivate velature si sono fatte vedere (in maniera comunque leggera) solo dopo le 23:30.
Il confronto si è svolto quasi esclusivamente sulla Luna (con puntatina finale sul vicino Saturno in congiunzione), ho atteso le 18:30 così da fare le osservazioni con i target belli alti dalle parti del meridiano.
Ho apparecchiato il WO 22x70 (3° di campo), il "Doc" 40x80 (2,1° di campo) e ovviamente il Fuji 20x40 (3,4° di campo), più che altro mi interessava fare un confronto in "alta risoluzione" (
) con target di alto contrasto; i primi due montati, il terzo sia montato che a mano con stabilizzazione attiva.
Il confronto col 22x70 verteva sul cosa si può scorgere a (quasi) parità di ingrandimento ma con diversa P.U. (3,2 vs 2 mm), mentre col "Doc" siamo a parità di P.U. e il confronto (visto che siamo con entrambi all'ingrandimento risolvente) verte su cosa si vede a parità di luminosità ma ad ingrandimento doppio/dimezzato.
Ovviamente mi concentro sul terminatore e sue vicinanze, parto da nord con Plato, nessun craterino sul fondo
ma mi interessava osservare lo stacco tra il bordo est in ombra e quello ovest in piena luce, il WO rispetto al fuji mostra i suoi 70 mm non con una maggiore luminosità (la Luna di luce ne ha a vagonate) ma con un percepibile maggior contrasto, infatti il fondo del cratere nelle zone vicine alla parete illuminata e in quelle in ombra nel fuji mostra dei gradienti dovuti ai contrasti di luce, mentre nel WO è una singola tonalità nonostante la differenza di illuminazione (questo indica un trasferimento dei contrasti molto efficiente), si nota ovviamente anche la maggior risoluzione pura del 70 mm mostrando un accenno di dentellatura nelle ombre del bordo del cratere che si proiettano sul fondo.
Il "Doc" invece sembra proprio più luminoso rispetto al fuji nonostante la parità di P.U. anche qui nessun gradiente in prossimità delle zone in luce e in ombra, ma i 40x mostrano le frastagliature che sul piccolo 20x non compaiono.
Scendo verso gli Appennini, struttura molto più facile da "risolvere" per lo stabilizzato, infatti le parti principali come i mons Bradley, Huygens e Ampere vengono "riconosciuti" senza particolari problemi, il WO in virtù del maggior contrasto però ad esempio mostra "l'interruzione" a sud della catena tra Wallace e Wolff, mentre i 40x mostrano che tale interruzione è l'ingresso di una vallata.
Passaggio sul bellissimo Eratosthenes, il fuji mostra senza problemi il passaggio delle sue pareti dall'ombra alla luce, oltre ad un accenno del picco centrale (con la sua sommità illuminata), il WO in più mostra un accenno del terrazzamento sulla parete interna illuminata e più definito il picco centrale, il "Doc" rende quel terrazzamento riconoscibile come anche il versante illuminato del picco centrale. Arrivo su Copernicus, un vero spettacolo, rispetto ad Eratosthenes è tutto più facile, anche per il fuji che mostra il primo terrazzamento sulla parete illuminata, il WO ne mostra due, mentre il "Doc" mostra dei cambi di luce dui terrazzamenti del lato in ombra (i "per" sulla Luna fanno tanto).
Passo su Reinhold, il quale essendo molto prossimo al terminatore ha ombre più allungate e più facilmente leggibili, i 40 mm del fuji non permettono però di vedere nulla più di un naccenno di dentellatura sulle ombre che si proiettano sul fondo del cratere, mentre sul WO si scorge un accenno dei terrazzamenti, sul "Doc" questi diventano più definiti e si scorge la punta luminosa del piccolo picco centrale. Concludo proprio sul terminatore con Lansberg, i contrasti sono abbastanza bassi nel fuji, si scorge solo la "virgola" illuminata del versante interno contro Sole, il WO rende meglio i contrasti mostrando anche il versante esterno ad es illuminato, qui per l'ennesima volta i 40x fanno la differenza, cominciando a mostrare la struttura del cratere.
Prova del 9 su Rupes Recta (dopo essersi goduto il trittico Ptolemaeus-Alphonsus-Arzachel), il fuji semplicemente non la vede, lo monto sulla 502 e forse la percepisco (o la immagino?) e questo mi dice che la stabilizzazione per quanto ottima non può sostituire uno stativo.
Col WO si vede e basta, col "Doc" si vede meglio.
Ricordo che i binocoli sono stabilizzati termicamente (erano apparecchiati dal prima del tramonto) e il seeing della serata è stato stabilmente sull'Antoniadi II (in serata col Ciotto sulla Luna sono riuscito ad utilizzare utilmente anche il GO6 mm), quindi il non vederla col fuji è dovuto ai limiti del binocolo o ai limiti dell'osservatore (o entrambe le cose), non ai limiti della serata.
Tra una cosa e l'altra la Luna aveva passato il meridiano (erano le 19:30), mi godo la zona di Clavius, passando da un bino all'altro, uso proprio Clavius per fare la prova "crateri sul fondo di..."
col fuji riesco a scorgere abbastanza facilmente Porter, meno facilmente Rutherfurd, con difficoltà Clavius D, mentre col WO spunto anche Clavius C, col "Doc" metto nel paniere anche Clavius N e J oltre a L e K sui bordi del principale.
Concludo col vicino Saturno e qui mi accorgo di una cosa, il fuji in certe condizioni fatica a controllare i riflessi. Il Pianeta è a circa 3° dalla Luna e il campo del fuji riesce ad inquadrarli entrambi ai due bordi opposti del campo, qui ben pochi riflessi, bel quadretto, ma visto che proprio i bordi non sono proprio perfetti, decido di centrare Saturno e appena la Luna esce dall'inquadratura partono dei molesti "flare", tanto che per ridurli devo osservare il pianeta portandolo al 50/60% del campo (in direzione della Luna) per "allontanare" il più possibile il nostro satellite.
Risolto ciò il fuji mostra un bel dischetto del pianeta con le due fini lineette degli anelli, sono riuscito a percepire Titano (ad ovest del pianeta a circa quattro diametri) solo col binocolo montato sulla 502, poi sapendo dov'era l'ho visto anche a mano con la stabilizzazione, ma appariva e scompariva; il WO ovviamente mi restituiva un disco più saturo la linea degli anelli ben definita e Titano facile facile infine col "Doc" comparivano anche Teti ad est del pianeta e Dione ad ovest entrambi a circa due diametri.
Il fuji di giorno non ha simili problemi di riflessi, anche al tramonto (quando ad esempio punto Malpensa verso ovest) e col Sole a 4 o 5° fuori campo i riflessi sono abbastanza limitati, aumentano quando si scende intorno ai 3° ma nulla di confrontabile a quanto visto con la Luna ieri sera.
Non centrano nulla con quello che si vede in visuale, ma allego tre immagini scattate col cellofono attraverso i tre binocoli, nell'ordine 20x40, 22x70 e 40x80 come si vede, nemmeno elaborate (a parte le regolazioni automatiche del cellofono).
Smonto tutta la binocolaglia e apparecchio l'EQ5 con su il Ciotto munito di paraluce "decathlon", vado a cena, poi parto con Saturno, poi Giove con l'uscita di Callisto dal bordo del pianeta alle 21:50, il transito dell'ombra di Io dalle 22:55 circa (uscita all'1:10 circa) e quello della luna stessa intorno alle 23:50 e dopo l'uscita di Io poco dopo le 2:00, smonto, poi tisana, poi letto.
Il confronto si è svolto quasi esclusivamente sulla Luna (con puntatina finale sul vicino Saturno in congiunzione), ho atteso le 18:30 così da fare le osservazioni con i target belli alti dalle parti del meridiano.
Ho apparecchiato il WO 22x70 (3° di campo), il "Doc" 40x80 (2,1° di campo) e ovviamente il Fuji 20x40 (3,4° di campo), più che altro mi interessava fare un confronto in "alta risoluzione" (
Il confronto col 22x70 verteva sul cosa si può scorgere a (quasi) parità di ingrandimento ma con diversa P.U. (3,2 vs 2 mm), mentre col "Doc" siamo a parità di P.U. e il confronto (visto che siamo con entrambi all'ingrandimento risolvente) verte su cosa si vede a parità di luminosità ma ad ingrandimento doppio/dimezzato.
Ovviamente mi concentro sul terminatore e sue vicinanze, parto da nord con Plato, nessun craterino sul fondo
Il "Doc" invece sembra proprio più luminoso rispetto al fuji nonostante la parità di P.U. anche qui nessun gradiente in prossimità delle zone in luce e in ombra, ma i 40x mostrano le frastagliature che sul piccolo 20x non compaiono.
Scendo verso gli Appennini, struttura molto più facile da "risolvere" per lo stabilizzato, infatti le parti principali come i mons Bradley, Huygens e Ampere vengono "riconosciuti" senza particolari problemi, il WO in virtù del maggior contrasto però ad esempio mostra "l'interruzione" a sud della catena tra Wallace e Wolff, mentre i 40x mostrano che tale interruzione è l'ingresso di una vallata.
Passaggio sul bellissimo Eratosthenes, il fuji mostra senza problemi il passaggio delle sue pareti dall'ombra alla luce, oltre ad un accenno del picco centrale (con la sua sommità illuminata), il WO in più mostra un accenno del terrazzamento sulla parete interna illuminata e più definito il picco centrale, il "Doc" rende quel terrazzamento riconoscibile come anche il versante illuminato del picco centrale. Arrivo su Copernicus, un vero spettacolo, rispetto ad Eratosthenes è tutto più facile, anche per il fuji che mostra il primo terrazzamento sulla parete illuminata, il WO ne mostra due, mentre il "Doc" mostra dei cambi di luce dui terrazzamenti del lato in ombra (i "per" sulla Luna fanno tanto).
Passo su Reinhold, il quale essendo molto prossimo al terminatore ha ombre più allungate e più facilmente leggibili, i 40 mm del fuji non permettono però di vedere nulla più di un naccenno di dentellatura sulle ombre che si proiettano sul fondo del cratere, mentre sul WO si scorge un accenno dei terrazzamenti, sul "Doc" questi diventano più definiti e si scorge la punta luminosa del piccolo picco centrale. Concludo proprio sul terminatore con Lansberg, i contrasti sono abbastanza bassi nel fuji, si scorge solo la "virgola" illuminata del versante interno contro Sole, il WO rende meglio i contrasti mostrando anche il versante esterno ad es illuminato, qui per l'ennesima volta i 40x fanno la differenza, cominciando a mostrare la struttura del cratere.
Prova del 9 su Rupes Recta (dopo essersi goduto il trittico Ptolemaeus-Alphonsus-Arzachel), il fuji semplicemente non la vede, lo monto sulla 502 e forse la percepisco (o la immagino?) e questo mi dice che la stabilizzazione per quanto ottima non può sostituire uno stativo.
Tra una cosa e l'altra la Luna aveva passato il meridiano (erano le 19:30), mi godo la zona di Clavius, passando da un bino all'altro, uso proprio Clavius per fare la prova "crateri sul fondo di..."
Concludo col vicino Saturno e qui mi accorgo di una cosa, il fuji in certe condizioni fatica a controllare i riflessi. Il Pianeta è a circa 3° dalla Luna e il campo del fuji riesce ad inquadrarli entrambi ai due bordi opposti del campo, qui ben pochi riflessi, bel quadretto, ma visto che proprio i bordi non sono proprio perfetti, decido di centrare Saturno e appena la Luna esce dall'inquadratura partono dei molesti "flare", tanto che per ridurli devo osservare il pianeta portandolo al 50/60% del campo (in direzione della Luna) per "allontanare" il più possibile il nostro satellite.
Risolto ciò il fuji mostra un bel dischetto del pianeta con le due fini lineette degli anelli, sono riuscito a percepire Titano (ad ovest del pianeta a circa quattro diametri) solo col binocolo montato sulla 502, poi sapendo dov'era l'ho visto anche a mano con la stabilizzazione, ma appariva e scompariva; il WO ovviamente mi restituiva un disco più saturo la linea degli anelli ben definita e Titano facile facile infine col "Doc" comparivano anche Teti ad est del pianeta e Dione ad ovest entrambi a circa due diametri.
Il fuji di giorno non ha simili problemi di riflessi, anche al tramonto (quando ad esempio punto Malpensa verso ovest) e col Sole a 4 o 5° fuori campo i riflessi sono abbastanza limitati, aumentano quando si scende intorno ai 3° ma nulla di confrontabile a quanto visto con la Luna ieri sera.
Non centrano nulla con quello che si vede in visuale, ma allego tre immagini scattate col cellofono attraverso i tre binocoli, nell'ordine 20x40, 22x70 e 40x80 come si vede, nemmeno elaborate (a parte le regolazioni automatiche del cellofono).
Smonto tutta la binocolaglia e apparecchio l'EQ5 con su il Ciotto munito di paraluce "decathlon", vado a cena, poi parto con Saturno, poi Giove con l'uscita di Callisto dal bordo del pianeta alle 21:50, il transito dell'ombra di Io dalle 22:55 circa (uscita all'1:10 circa) e quello della luna stessa intorno alle 23:50 e dopo l'uscita di Io poco dopo le 2:00, smonto, poi tisana, poi letto.
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
Telescopi: Acro SYW AE-72 76/1400 • Apo LOMO 80/480 • Celestron C8 xlt 203/2030 • Newton Optical 200/1650 • Dobson 406/1830
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Report grandioso.
Confermo che tra i pochi problemi del mio fujinon 16x40 ci sono proprio la presenza di riflessi molesti in certe situazioni.
Puntato sulla Luna i riflessi purtroppo abbondano e l'osservazione perde di piacevolezza.
Confermo che tra i pochi problemi del mio fujinon 16x40 ci sono proprio la presenza di riflessi molesti in certe situazioni.
Puntato sulla Luna i riflessi purtroppo abbondano e l'osservazione perde di piacevolezza.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Immagino che le foto sono fatte tutte con gli strumenti su cavalletto (naturalmente mi riferisco al Fujinon): sbaglio o c’è un po’ di cromatismo nella prima?
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Si sulla Luna compare un bordino tra l'ocra e l'arancio da una parte e verde-acqua dall'altra, che peggiora quanto più si allontana dal centro del campo; il fuji ha un buon controllo del cromatismo nella maggior parte delle situazioni, ma in condizioni di alto contrasto (come in questo caso sulla Luna o in diurno sul classico traliccio con il cielo come sfondo) diventa visibile.
Capita anche con gli aeromobili illuminati dal basso (Sole all'alba o al tramonto), dove i bordi di ali e superfici di governo creano quella caratteristica lama di luce, che sfrangia di colori.
Si le immagini sono scattate accostando il cellofono al binocolo montato, fuji compreso.
Capita anche con gli aeromobili illuminati dal basso (Sole all'alba o al tramonto), dove i bordi di ali e superfici di governo creano quella caratteristica lama di luce, che sfrangia di colori.
Si le immagini sono scattate accostando il cellofono al binocolo montato, fuji compreso.
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
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- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
In questi due giorni ho indagato questo problema dei "flare" descritti nel confronto.
Ho fatto altre prove notando che il problema si ripropone solo su sorgenti luminose relativamente forti e compatte, come ad esempio le alogene dei capannoni industriali o dei campi sportivi, di quelle che "sparano" ad alzo zero o quasi (putroppo ho l'esempio del centro sportivo che ho a qualche km da casa
), che si trovano dai 2 ai 6° fuori dal campo del binocolo, mentre quando sono appena appena fuori campo tali riflessi sono molto attenuati, mentre appena sono più "lontani" dei circa 6° invece si smorzano proprio. Curiosamente questo effetto è molto più pronunciato quando la sorgente luminosa è in alto o in basso (ore 6 e ore 12), mentre quando sono laterali (ore 3 e ore 9) è molto molto inferiore, ben sotto la soglia del "fastidio".
Per fare una "mappatura" spannometrica, diciamo che i riflessi sono "fastidiosi" (ovviamente senpre in relazione alla sorgente luminosa) quando la sorgente è compresa tra ore 11 e l'1 e ore 5 e 7; mentre quando comprese tra le ore 2 e 4 e le ore 8 e 10 sono invece ben controllate e benchè visibili non fastidiose, mentre nelle posizioni intermedie (ore 1 e 2, 4 e 5, 7 e 8, 10 e 11) anche l'effetto è pronunciato ma ancora sotto la soglia del fastidio; come detto, tutto ciò per le sorgenti che si trovano tra i 2 e i 6° fuori dal campo del binocolo e quando i contrasti sono particolarmente alti (sostanzialmente forte sorgente luminosa su cielo buio).
Ora, il coating degli obiettivi mi sembra efficiente (fatta la prova col classico laser verde), l'effetto si presenta sia con stabilizzazione accesa che spenta, il laser pare appena più visibile al passaggio nei prismi (non il raggio nella sua interezza, ma il passaggio sulle superfici) rispetto all'effetto dato sugli obiettivi.
Possibile che sia a causa dei riflessi sullo chassis della gimbal dello stabilizzatore? Vista la limitatezza del range angolare in cui si presentano tali riflessi, sarebbe una ipotesi plausibile?
Ho fatto altre prove notando che il problema si ripropone solo su sorgenti luminose relativamente forti e compatte, come ad esempio le alogene dei capannoni industriali o dei campi sportivi, di quelle che "sparano" ad alzo zero o quasi (putroppo ho l'esempio del centro sportivo che ho a qualche km da casa
Per fare una "mappatura" spannometrica, diciamo che i riflessi sono "fastidiosi" (ovviamente senpre in relazione alla sorgente luminosa) quando la sorgente è compresa tra ore 11 e l'1 e ore 5 e 7; mentre quando comprese tra le ore 2 e 4 e le ore 8 e 10 sono invece ben controllate e benchè visibili non fastidiose, mentre nelle posizioni intermedie (ore 1 e 2, 4 e 5, 7 e 8, 10 e 11) anche l'effetto è pronunciato ma ancora sotto la soglia del fastidio; come detto, tutto ciò per le sorgenti che si trovano tra i 2 e i 6° fuori dal campo del binocolo e quando i contrasti sono particolarmente alti (sostanzialmente forte sorgente luminosa su cielo buio).
Ora, il coating degli obiettivi mi sembra efficiente (fatta la prova col classico laser verde), l'effetto si presenta sia con stabilizzazione accesa che spenta, il laser pare appena più visibile al passaggio nei prismi (non il raggio nella sua interezza, ma il passaggio sulle superfici) rispetto all'effetto dato sugli obiettivi.
Possibile che sia a causa dei riflessi sullo chassis della gimbal dello stabilizzatore? Vista la limitatezza del range angolare in cui si presentano tali riflessi, sarebbe una ipotesi plausibile?
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Su Birdforum l’utente Pinac sostiene che il suo 16x40 non abbia spike, tanto da chiedersi quale sia la tipologia dei prismi.
A mio avviso la cosa sembra alquanto strana, anche perché non penso proprio che questo sistema di stabilizzazione sia in grado di gestire prismi più grossi degli Schmidt/Pechan.
Per quanto riguarda il problema dei flare io sul mio li ho riscontrati solo quando non avevo le mie pupille esattamente centrate con quella di uscita degli oculari.
Altra cosa da considerare è che questi Fujinon hanno un campo più ampio dei “gemelli” di altri marchi (ammesso che la paternità sia la stessa). Il che potrebbe dipendere dall’utilizzo di porzioni più periferiche dei prismi, probabilmente più soggette a riflessi parassiti.
A mio avviso la cosa sembra alquanto strana, anche perché non penso proprio che questo sistema di stabilizzazione sia in grado di gestire prismi più grossi degli Schmidt/Pechan.
Per quanto riguarda il problema dei flare io sul mio li ho riscontrati solo quando non avevo le mie pupille esattamente centrate con quella di uscita degli oculari.
Altra cosa da considerare è che questi Fujinon hanno un campo più ampio dei “gemelli” di altri marchi (ammesso che la paternità sia la stessa). Il che potrebbe dipendere dall’utilizzo di porzioni più periferiche dei prismi, probabilmente più soggette a riflessi parassiti.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
@Angelo Cutolo, @Gigibino, @Samuele,
Un controprova da parte mia e del mio Fuji 20x40 s'impone...
Finora, similmente all'utente di Birdforum segnalato da Samuele, non ho notato problemi di riflessi o cromatismo eccessivi, ma è pur vero che non ho fatto prove e comparazioni approfondite come quelle che hai fatto tu Angelo.
Ho usato il Fujinon soprattutto di giorno, per cercare gheppi, nibbi, pojane e la "mia" aquila (un giorno racconterò la storia...); ma la luna l'ho guardata e non ho visto (credo) nè quel cromatismo che vedo nella foto nè i riflessi descritti da voi, Angelo e Gigi.
Non ho però provato più di tanto a decentrare l'inquadratura... Sono pigro!
Ora che Angelo ha fornito le coordinate esatte per identificare il potenziale problema proverò a verifcare le stesse condizioni; procederò appena il meteo lo consente, il che dovrebbe avvenire nel fine settimana, mentre sarà luna piena.
Poi potremmo anche sperare di verificare i nostri tre esemplari di persona, alla prima occasione (NLT)...
Le ipotesi che posso formulare al momento per spiegare eventuali differenze risiedono in una possibile scarsa costanza della qualità in produzione, a sua volta riferibile alla gioventù del prodotto, oppure nel fatto che io osservo con gli occhiali, il che mi obbliga ad abbassare i paraluce, avvicinando e fissando il più possibile la posizione dell'occhio rispetto all'oculare.
Come d'abitudine, inoltre, portando gli occhiali, ho anche spesso usato un Binobandit, la qual cosa potrebbe aver minimizzato i problemi da voi ravvisati.
Un Caro Saluto,
Un controprova da parte mia e del mio Fuji 20x40 s'impone...
Finora, similmente all'utente di Birdforum segnalato da Samuele, non ho notato problemi di riflessi o cromatismo eccessivi, ma è pur vero che non ho fatto prove e comparazioni approfondite come quelle che hai fatto tu Angelo.
Ho usato il Fujinon soprattutto di giorno, per cercare gheppi, nibbi, pojane e la "mia" aquila (un giorno racconterò la storia...); ma la luna l'ho guardata e non ho visto (credo) nè quel cromatismo che vedo nella foto nè i riflessi descritti da voi, Angelo e Gigi.
Non ho però provato più di tanto a decentrare l'inquadratura... Sono pigro!
Ora che Angelo ha fornito le coordinate esatte per identificare il potenziale problema proverò a verifcare le stesse condizioni; procederò appena il meteo lo consente, il che dovrebbe avvenire nel fine settimana, mentre sarà luna piena.
Poi potremmo anche sperare di verificare i nostri tre esemplari di persona, alla prima occasione (NLT)...
Le ipotesi che posso formulare al momento per spiegare eventuali differenze risiedono in una possibile scarsa costanza della qualità in produzione, a sua volta riferibile alla gioventù del prodotto, oppure nel fatto che io osservo con gli occhiali, il che mi obbliga ad abbassare i paraluce, avvicinando e fissando il più possibile la posizione dell'occhio rispetto all'oculare.
Come d'abitudine, inoltre, portando gli occhiali, ho anche spesso usato un Binobandit, la qual cosa potrebbe aver minimizzato i problemi da voi ravvisati.
Un Caro Saluto,
Ultima modifica di Taube il 02/12/2025, 23:50, modificato 1 volta in totale.
Franco
Osservo con:
Binocoli: Swarovision EL 8x32, Swarovski Habicht 7x42, Fujinon TS-L 2040, Leica Trinovid 10x25, SkyRover 10x50 Apo Banner Cloud, Rollei WP 9x63, Kowa SV 10x50, Zeiss Terra 8x25, Pentax SP 8x40.
Spotting Scopes: Kowa TSN-66A Prominar, Kowa TSN-501.
Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
Astrocamere CMOS: ZWO ASI 224, ZWO ASI 533
Osservo con:
Binocoli: Swarovision EL 8x32, Swarovski Habicht 7x42, Fujinon TS-L 2040, Leica Trinovid 10x25, SkyRover 10x50 Apo Banner Cloud, Rollei WP 9x63, Kowa SV 10x50, Zeiss Terra 8x25, Pentax SP 8x40.
Spotting Scopes: Kowa TSN-66A Prominar, Kowa TSN-501.
Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
Astrocamere CMOS: ZWO ASI 224, ZWO ASI 533
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Eccomi rispondo per il 16x40.
Per me il cromatismo (almeno al centro) è assolutamente tollerabile (sicuramente inferiore al canon 12x36 is III); bisogna cercarlo.
Per quanto riguarda gli spikes, ci sono , li osservo puntando fari a led; sono 2 piccoli e orizzontali. Come dicevi tu possono variare in funzione della posizione degli occhi negli oculari.
Il problema è più marcato se perliamo di riflessi fantasma puntando la luna.
Qui sono piuttosto fastidiosi.
Per me il cromatismo (almeno al centro) è assolutamente tollerabile (sicuramente inferiore al canon 12x36 is III); bisogna cercarlo.
Per quanto riguarda gli spikes, ci sono , li osservo puntando fari a led; sono 2 piccoli e orizzontali. Come dicevi tu possono variare in funzione della posizione degli occhi negli oculari.
Il problema è più marcato se perliamo di riflessi fantasma puntando la luna.
Qui sono piuttosto fastidiosi.
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Giovanni Bruno
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Serata molto dettagliatamente descritta e di grande interesse pratico per chi vuole farsi un'idea della resa ottica dei tre binocoli messi a confronto fotograficamente sulla luna.
Il risultato è ottimo per tutti e tre i binocoli, tenendo conto dei diversi diametri ed i diversi ingrandimenti ne poteva andare molto diversamente.
Come sempre i 40x del DOC, oltre all'eccellente ottica, hanno dimostrato tutto il loro valore pratico.
I validissimi 70mm del 22x70 ED, nulla hanno potuto contro i 40x del 20x80 APO a livello di risoluzione sulla LUNA.
Riconfermando che il mio amore per le osservazioni binoculari a medio-alto ingrandimento hanno un valore a se stante anche su strumenti di diametro molto simile.
Quando per pigrizia uso il leggerissimo ed IPERBLEBEO rifrattorino SW ACRO (35€ comprato usato) da 70/500mm + la ben più nobile torretta binoculare ZEISS angolata a 45°, sui 50x, la risoluzione letteralmente esplode, rispetto al pur valido IBIS 20x80ED che opera in modo fisso a 20x.

Il risultato è ottimo per tutti e tre i binocoli, tenendo conto dei diversi diametri ed i diversi ingrandimenti ne poteva andare molto diversamente.
Come sempre i 40x del DOC, oltre all'eccellente ottica, hanno dimostrato tutto il loro valore pratico.
I validissimi 70mm del 22x70 ED, nulla hanno potuto contro i 40x del 20x80 APO a livello di risoluzione sulla LUNA.
Riconfermando che il mio amore per le osservazioni binoculari a medio-alto ingrandimento hanno un valore a se stante anche su strumenti di diametro molto simile.
Quando per pigrizia uso il leggerissimo ed IPERBLEBEO rifrattorino SW ACRO (35€ comprato usato) da 70/500mm + la ben più nobile torretta binoculare ZEISS angolata a 45°, sui 50x, la risoluzione letteralmente esplode, rispetto al pur valido IBIS 20x80ED che opera in modo fisso a 20x.
- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Relativamente al cromatismo cocordo con Gigibino, non fatevi fuorviare dalla foto che ho postato, è vero che nella immagine lo spettro secondario è ben visibile, ma in visuale al centro del campo devi cercarlo e solo in condizioni estreme, come appunto una bella Luna in un cielo terso e buio (ovviamente per gli standard padani
) e in tali condizioni è più che accettabile fino ai due terzi del campo, poi (ripeto, sempre i condizioni limite) diventa percepibile, ma mai invadente ne tantomeno molesto. Sul bordo lunare il "colore" è veramente fine fine fine.
Relativamente ai riflessi, niente panico, anche qui parliamo di condizioni particolari, ovvero sorgente luminosa compatta, forte e in condizioni di alto contrasto (appunto Luna di notte, simil-lampade da stadio di centri sportivi, capannoni industriale sempre di notte e cose similari) e in posizioni di tali sorgenti abbastanza precise (relativamente al campo del binocolo).
Di giorno (e anche all'imbrunire) il problema non si è mai presentato, nemmeno con le carlighe dei velivoli illuminate dal basso dal Sole al tramonto (alcune livree hanno le "pance" che sono in finitura metallica e sparaflesciano in maniera non indifferente), quindi nulla di lontanamente generalizzato.
Io stesso se non vi fosse stata la congiunzione Luna-Saturno (casualmente proprio con quella separazione e posizione tra i due corpi), probabilmente non me ne sarei accorto; infatti quando la Luna è nel campo non ci sono riflessi come anche quando e fuori dal campo di più di quei famosi (circa) 6°.
Ps.: a proposito di binobandit, ma c'è ancora qualcuno che li vende in UE, Artesky (dove presi il mio) non ne ha più e in vendita li trovo solo in GB (extra UE).
Relativamente ai riflessi, niente panico, anche qui parliamo di condizioni particolari, ovvero sorgente luminosa compatta, forte e in condizioni di alto contrasto (appunto Luna di notte, simil-lampade da stadio di centri sportivi, capannoni industriale sempre di notte e cose similari) e in posizioni di tali sorgenti abbastanza precise (relativamente al campo del binocolo).
Di giorno (e anche all'imbrunire) il problema non si è mai presentato, nemmeno con le carlighe dei velivoli illuminate dal basso dal Sole al tramonto (alcune livree hanno le "pance" che sono in finitura metallica e sparaflesciano in maniera non indifferente), quindi nulla di lontanamente generalizzato.
Io stesso se non vi fosse stata la congiunzione Luna-Saturno (casualmente proprio con quella separazione e posizione tra i due corpi), probabilmente non me ne sarei accorto; infatti quando la Luna è nel campo non ci sono riflessi come anche quando e fuori dal campo di più di quei famosi (circa) 6°.
Ps.: a proposito di binobandit, ma c'è ancora qualcuno che li vende in UE, Artesky (dove presi il mio) non ne ha più e in vendita li trovo solo in GB (extra UE).
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
Telescopi: Acro SYW AE-72 76/1400 • Apo LOMO 80/480 • Celestron C8 xlt 203/2030 • Newton Optical 200/1650 • Dobson 406/1830
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
@Angelo CutoloHo fatto altre prove notando che il problema si ripropone solo su sorgenti luminose relativamente forti e compatte, come ad esempio le alogene dei capannoni industriali o dei campi sportivi, di quelle che "sparano" ad alzo zero o quasi (putroppo ho l'esempio del centro sportivo che ho a qualche km da casa), che si trovano dai 2 ai 6° fuori dal campo del binocolo,
Ho fatto la controprova seguendo le tue indicazioni qui sopra, utilizzando il mio esemplare di stabilizzato Fujinon TS-L 20x40 sulla Luna piena di stasera: confermo la presenza dei riflessi nelle posizioni da te individuate, cioè soprattutto puntando verso l'alto e verso il basso, ovvero intorno a ore 6 e ore 12 rispetto il soggetto.
I riflessi mi sono parsi differenti tra la posizione a ore 12 e quella a ore 6: in quest'ultimo caso risultano più evidenti e anche caratterizzati da un pattern a semicerchi concentrici che non ho visto puntando verso l'alto, oltre la Luna.
Osservando il binocolo di fronte, guardando verso gli obiettivi, ho notato che nello spazio che si trova oltre la lente frontale in direzione della faccia anteriore del binocolo (poco più di 10mm) sono presenti delle filettature e mi è venuto il sopetto che, dato il particolare pattern che ho visto inquadrando sotto la Luna, il problema possa essere dovuto a queste.
Guardando invece dentro il binocolo si nota l'assenza di diaframmi, sia dentro le corte canne che si trovano immediatamente dietro gli obiettivi sia nel retrostante vano destinato ad accogliere il gimbal, unico per i due prismi: non ci potevano stare e questo particolare layout interno potrebbe spiegare il controllo dei riflessi solo parziale, che si evidenzia malgrado il buon annerimento e opacizzazione delle canne; nere e opache sì ma corte, stimo circa 3 cm.
Tutto ciò considerato ipotizzo che un paraluce possa mitigare il problema anche se la particolare forma dello scafo del Fujinon non renderà così facile la sua realizazione.
Come già fatto notare da Angelo tengo a precisare che questi riflessi si vedono solo in condizioni di forte contrasto, in determinate posizioni e sono abbastanza al di fuori dal campo di osservazione normale: bisogna un po' andare a cercarle sapendo dove sono. A mio parere non inficiano più di tanto la piacevolezza dell'osservazione e credo che nel mio caso, in cui prevedo di fare un uso del binocolo prevalente diurno, siano irrilevanti.
Per quanto riguarda il cromatismo posso confermare le mie prime impressioni: era pressochè assente al centro e appena percepibile anche sul bordo di questa Luna piena.
Franco
Osservo con:
Binocoli: Swarovision EL 8x32, Swarovski Habicht 7x42, Fujinon TS-L 2040, Leica Trinovid 10x25, SkyRover 10x50 Apo Banner Cloud, Rollei WP 9x63, Kowa SV 10x50, Zeiss Terra 8x25, Pentax SP 8x40.
Spotting Scopes: Kowa TSN-66A Prominar, Kowa TSN-501.
Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
Astrocamere CMOS: ZWO ASI 224, ZWO ASI 533
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- Angelo Cutolo
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Buona puntualizzazione la tua e concordo, effettivamente il pattern dei riflessi è diverso da quelli originati ad ore 6 rispetto a quelli a ore 12.
Quello originato da ore 6 è effettivamente più "corposo" riempendo un po più uniformemente il campo, mentre i riflessi di ore 12 sono i classici semicerchi che ,come hai giustamente ipotizzato, sia dovuto all'assenza della "bafflatura" (che brutto termine
).
Ultima cosa, il tappo copriobiettivi costituisce un attentato alla sanità mentale dell'utilizzatore del binocolo, quindi l'ho modificato rendendolo rigido.
Essendo un pezzo di gomma morbida, trovo veramente difficoltoso inserirlo "in sicurezza" nelle sedi dei due obiettivi, quindi ho ritagliato un pezzo di plastica dura (tipo plexiglass) con la forma del tappo e con del silicone l'ho incollati insieme, rendendo il tutto rigido, così si riesce ad applicare la giusta pressione per bloccare il tappo in sede.
Essendo normale silicone, il tutto è reversibile, basta staccare a forza i due elementi ed asportare la pellicola di silicone dal tappo (eventualmente con un panno e dell'alcol denaturato).
Quello originato da ore 6 è effettivamente più "corposo" riempendo un po più uniformemente il campo, mentre i riflessi di ore 12 sono i classici semicerchi che ,come hai giustamente ipotizzato, sia dovuto all'assenza della "bafflatura" (che brutto termine
Ultima cosa, il tappo copriobiettivi costituisce un attentato alla sanità mentale dell'utilizzatore del binocolo, quindi l'ho modificato rendendolo rigido.
Essendo un pezzo di gomma morbida, trovo veramente difficoltoso inserirlo "in sicurezza" nelle sedi dei due obiettivi, quindi ho ritagliato un pezzo di plastica dura (tipo plexiglass) con la forma del tappo e con del silicone l'ho incollati insieme, rendendo il tutto rigido, così si riesce ad applicare la giusta pressione per bloccare il tappo in sede.
Essendo normale silicone, il tutto è reversibile, basta staccare a forza i due elementi ed asportare la pellicola di silicone dal tappo (eventualmente con un panno e dell'alcol denaturato).
Ultima modifica di Angelo Cutolo il 06/12/2025, 19:30, modificato 1 volta in totale.
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
I riflessi, puntando l'orizzonte dalle parti del sole basso ci sono eccome.
Concordo sulla possibile causa, e cioè, la filettatura.
Inoltre praticamente non ci sono dei paraluce degni di questo nome.
Ho fatto un confronto tra un vecchio nikon action16x50 (non quello costoso ma la versione precedente dell'aculon ) e il fujinon 16x40.
Sul nikon, puntando un albero distante e in controluce con il sole basso e quasi frontale, non ci sono riflessi, mente nel fuji sono piuttosto forti.
Per contro, sul nikon è presente un forte cromatismo (al centro) mente sul Fuji bisogna cercarlo.
Visto che ci siamo continuo il confronto.
Il Nikon ha una sgradevole (per me) dominante gialla, mentre il Fujinon è molto neutra forse un po fredda.
Nel nikon la nitidezza e il contrasto lasciano molto a desiderare, mentre nel Fuji sono entrambi molto alti.
Infine una cosa strana per quanto riguarda il campo apparente: entrambi indicano un campo apparente di 60,8°.
Alla prova però il fuji ha un campo apparente notevolmente inferiore rispetto al nikon. Io stimo ,a vista, un campo apparente del Fuji non superiore ai 55°, mentre per il nikon trovo che il valore di quasi 61° sia corretto.
Ora chiedo ad Angelo o a Franco viste la vostre eccellenti capacità di misurazione, potreste dirmi qual'e il campo apparente VERO dei vostri fuji 20x40?
Concordo sulla possibile causa, e cioè, la filettatura.
Inoltre praticamente non ci sono dei paraluce degni di questo nome.
Ho fatto un confronto tra un vecchio nikon action16x50 (non quello costoso ma la versione precedente dell'aculon ) e il fujinon 16x40.
Sul nikon, puntando un albero distante e in controluce con il sole basso e quasi frontale, non ci sono riflessi, mente nel fuji sono piuttosto forti.
Per contro, sul nikon è presente un forte cromatismo (al centro) mente sul Fuji bisogna cercarlo.
Visto che ci siamo continuo il confronto.
Il Nikon ha una sgradevole (per me) dominante gialla, mentre il Fujinon è molto neutra forse un po fredda.
Nel nikon la nitidezza e il contrasto lasciano molto a desiderare, mentre nel Fuji sono entrambi molto alti.
Infine una cosa strana per quanto riguarda il campo apparente: entrambi indicano un campo apparente di 60,8°.
Alla prova però il fuji ha un campo apparente notevolmente inferiore rispetto al nikon. Io stimo ,a vista, un campo apparente del Fuji non superiore ai 55°, mentre per il nikon trovo che il valore di quasi 61° sia corretto.
Ora chiedo ad Angelo o a Franco viste la vostre eccellenti capacità di misurazione, potreste dirmi qual'e il campo apparente VERO dei vostri fuji 20x40?
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Come ho scritto nel post delle "prove al banco" viewtopic.php?p=134611#p134611 ho misurato un campo reale di 3,38° che con la regola classica mi da un campo apparente di 67,6°.
Poi visto che anche io ho un nikon action 16x50, che di targa ha 3,5° di campo reale (quasi 3,6° dalle nie misurazioni viewtopic.php?p=119826#p119826 ) l'ho confrontato col fuji ed effettivamente inquadrano pressocché lo stesso campo.
Hai detto che entrambi vengono dichiarati con campo di 60,8° però tieni conto che questo dato è quello calcolato secondo la ISO 14132 (che secondo lo squilibrato che l'ha normata è migliore della classica, perché tiene conto delle distorsioni...
), però confrontandoli secondo la regola classica, il nikon 16x50 ha un campo apparente di 56°(reale di 3,5°), mentre il fuji 16x40 lo ha di 67° abbondanti (reale di 4,2°).
Dubito che fuji col 16x abbia toppato di oltre 10° (apparenti) nella dichiarazione delle caratteristiche, prova a rifare il confronto con gli esemplari fianco a fianco su stativo, magari la tua è solo un'impressione.
Poi visto che anche io ho un nikon action 16x50, che di targa ha 3,5° di campo reale (quasi 3,6° dalle nie misurazioni viewtopic.php?p=119826#p119826 ) l'ho confrontato col fuji ed effettivamente inquadrano pressocché lo stesso campo.
Hai detto che entrambi vengono dichiarati con campo di 60,8° però tieni conto che questo dato è quello calcolato secondo la ISO 14132 (che secondo lo squilibrato che l'ha normata è migliore della classica, perché tiene conto delle distorsioni...
Dubito che fuji col 16x abbia toppato di oltre 10° (apparenti) nella dichiarazione delle caratteristiche, prova a rifare il confronto con gli esemplari fianco a fianco su stativo, magari la tua è solo un'impressione.
Binocoli: Orion 2x54 • Ibis Horus 5x25 • Pentax Papilio 6,5x21 • Shuntu 8x20 ED • Vortex Vanquish 8x25 • Vixen Ultima 8x56 • Canon 10x30 IS II • Nikon Action EX 16x50 • Fujinon TS-L 20x40 WP • William Optics 22x70 apo • Docter Aspectem 40x80 ED
Telescopi: Acro SYW AE-72 76/1400 • Apo LOMO 80/480 • Celestron C8 xlt 203/2030 • Newton Optical 200/1650 • Dobson 406/1830
Telescopi: Acro SYW AE-72 76/1400 • Apo LOMO 80/480 • Celestron C8 xlt 203/2030 • Newton Optical 200/1650 • Dobson 406/1830
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
No no.
È proprio così.
Puntando il Monte Rosa , con il fuji il profilo della montagna ci sta al pelo, mentre con il nikon ci sta abbondantemente. Anche la semplice visione, con il nikon appare chiaramente panoramica con quel senso di immersione tipico , mentre con il fuji no.
Un po come il kowa 6,5x30 rispetto allo sky rover 6x32.
Il primo ha un pochino di effetto tubo, mentre il secondo (con i suoi 70°) ti fa entrare nella scena.
Probabilmente il fuji 16x in realtà ha un campo apparente inferiore al 20x.
È proprio così.
Puntando il Monte Rosa , con il fuji il profilo della montagna ci sta al pelo, mentre con il nikon ci sta abbondantemente. Anche la semplice visione, con il nikon appare chiaramente panoramica con quel senso di immersione tipico , mentre con il fuji no.
Un po come il kowa 6,5x30 rispetto allo sky rover 6x32.
Il primo ha un pochino di effetto tubo, mentre il secondo (con i suoi 70°) ti fa entrare nella scena.
Probabilmente il fuji 16x in realtà ha un campo apparente inferiore al 20x.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Il nikon 16x50 ha un campo dichiarato di 4.1°.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Provo a contribuire richiamando le specifiche delle due versioni del Fujinon consultabili qui:
https://www.fujifilm.com/it/it/business ... echnostabi
Il primo dato da considerare è il campo reale (CR):
- CR 4,2° per il Fujinon TS-L 1640;
- CR 3,4° per il Fujinon TS-L 2040;
- CR 4,1° per il Nikon Action 16x50 (usato da Gigibino come termine di paragone)
A partire da questo dato e dall'ingrandimento "m" la ISO 14132-1:2002, per calcolare il campo apparente (CA), applica questa equazione (rif: Holger Merlitz "The Binocular Handbook"):
CA = 2 arctan [m tan(CR/2)]
mentre per il Campo di Vista a 1000m (FOV in m) si applica:
FOV[m] = 2000 tan(CR/2)
Per ciascuno dei tre binocoli ne deriva un CA e un FOV come segue:
- CA 60,79° e FOV 73m per il Fujinon TS-L 1640;
- CA 61,38° e FOV 59,35m per il Fujinon TS-L 2040;
- CA 59,60° e FOV 71,59m per il Nikon Action 16x50.
Holger Merlitz stesso definisce però queste equazioni fuorvianti, le commenta testualmente così:
"Un oculare che rispetta queste relazioni per tutti gli angoli radiali è talvolta chiamato rettilineo o ortoscopico. Sfortunatamente, quasi nessun binocolo sul mercato è esente da distorsioni e, pertanto, la norma ISO 14132-1:2002 non è realmente applicabile; sono invece necessari metodi più sofisticati per calcolare il campo apparente".
Nel seguito Merlitz ci dice che la formula semplificata, ovvero la "classica": CA = m CR , in realtà si riferisce a un caso particolare di oculare che soddisfa una condizione detta di "equiangolarità", propria di un'oculare ideale che offre un ingrandimento angolare costante dal centro fino ai bordi del campo. Al di là di queste definizioni poco intuitive si tratterebbe di una oculare con una distorsione a cuscinetto costante su tutto il campo inquadrato che nessuno vorrebbe: questa è quindi una condizione dalla quale nella realtà si cerca di deviare introducento una "Angular Magnification Distortion" (AMD), parametro non lineare e non uniformemente applicato sull'intero campo di vista, appositamente calibrato per correggere le abberrazioni geometriche dell'oculare secondo il volere del progettista e in modo differenziato tra il centro e il bordo del campo, tenendo conto anche di fenomeni percettivi dovuti alla visone umana (es: effetto palla rotolante).
Proseguendo con la sua trattazione Merlitz ci dice che le caratteristiche di distorsione precise che vengono date a un oculare sono il risultato di un processo di ottimizzazione e sono tipicamente descritte da una "curva di distorsione" che il costruttore non rende nota per ovvi motivi; ma solo conoscendo questi dati si può conoscere il reale campo apparente di un binocolo.
Merlitz conclude dicendo che alcuni costruttori hanno cominciato a comunicare i dati di campo apparente veri, differenti da quelli calcolabili con le formule date all'inizio; ma tipicamente non è così.
Questo spiega perchè spesso quello che vediamo non è correlato al dato di specifica che ci è noto e perchè binocoli dal campo apparente in teoria paragonabile ci offrono esperienze visive anche notevolmente diverse.
Vanno opportunamente considerati anche fenomeni legati alla percezione visiva che sono spesso soggettivi: ce ne sono diversi esempi in un video il cui link ho postato lo scorso 17 Novembre.
Un Caro Saluto
https://www.fujifilm.com/it/it/business ... echnostabi
Il primo dato da considerare è il campo reale (CR):
- CR 4,2° per il Fujinon TS-L 1640;
- CR 3,4° per il Fujinon TS-L 2040;
- CR 4,1° per il Nikon Action 16x50 (usato da Gigibino come termine di paragone)
A partire da questo dato e dall'ingrandimento "m" la ISO 14132-1:2002, per calcolare il campo apparente (CA), applica questa equazione (rif: Holger Merlitz "The Binocular Handbook"):
CA = 2 arctan [m tan(CR/2)]
mentre per il Campo di Vista a 1000m (FOV in m) si applica:
FOV[m] = 2000 tan(CR/2)
Per ciascuno dei tre binocoli ne deriva un CA e un FOV come segue:
- CA 60,79° e FOV 73m per il Fujinon TS-L 1640;
- CA 61,38° e FOV 59,35m per il Fujinon TS-L 2040;
- CA 59,60° e FOV 71,59m per il Nikon Action 16x50.
Holger Merlitz stesso definisce però queste equazioni fuorvianti, le commenta testualmente così:
"Un oculare che rispetta queste relazioni per tutti gli angoli radiali è talvolta chiamato rettilineo o ortoscopico. Sfortunatamente, quasi nessun binocolo sul mercato è esente da distorsioni e, pertanto, la norma ISO 14132-1:2002 non è realmente applicabile; sono invece necessari metodi più sofisticati per calcolare il campo apparente".
Nel seguito Merlitz ci dice che la formula semplificata, ovvero la "classica": CA = m CR , in realtà si riferisce a un caso particolare di oculare che soddisfa una condizione detta di "equiangolarità", propria di un'oculare ideale che offre un ingrandimento angolare costante dal centro fino ai bordi del campo. Al di là di queste definizioni poco intuitive si tratterebbe di una oculare con una distorsione a cuscinetto costante su tutto il campo inquadrato che nessuno vorrebbe: questa è quindi una condizione dalla quale nella realtà si cerca di deviare introducento una "Angular Magnification Distortion" (AMD), parametro non lineare e non uniformemente applicato sull'intero campo di vista, appositamente calibrato per correggere le abberrazioni geometriche dell'oculare secondo il volere del progettista e in modo differenziato tra il centro e il bordo del campo, tenendo conto anche di fenomeni percettivi dovuti alla visone umana (es: effetto palla rotolante).
Proseguendo con la sua trattazione Merlitz ci dice che le caratteristiche di distorsione precise che vengono date a un oculare sono il risultato di un processo di ottimizzazione e sono tipicamente descritte da una "curva di distorsione" che il costruttore non rende nota per ovvi motivi; ma solo conoscendo questi dati si può conoscere il reale campo apparente di un binocolo.
Merlitz conclude dicendo che alcuni costruttori hanno cominciato a comunicare i dati di campo apparente veri, differenti da quelli calcolabili con le formule date all'inizio; ma tipicamente non è così.
Questo spiega perchè spesso quello che vediamo non è correlato al dato di specifica che ci è noto e perchè binocoli dal campo apparente in teoria paragonabile ci offrono esperienze visive anche notevolmente diverse.
Vanno opportunamente considerati anche fenomeni legati alla percezione visiva che sono spesso soggettivi: ce ne sono diversi esempi in un video il cui link ho postato lo scorso 17 Novembre.
Un Caro Saluto
Franco
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Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Concedetemi questa chiosa:Gigibino ha scritto: ↑06/12/2025, 21:01 No no.
È proprio così.
Puntando il Monte Rosa , con il fuji il profilo della montagna ci sta al pelo, mentre con il nikon ci sta abbondantemente. Anche la semplice visione, con il nikon appare chiaramente panoramica con quel senso di immersione tipico , mentre con il fuji no.
Un po come il kowa 6,5x30 rispetto allo sky rover 6x32.
Il primo ha un pochino di effetto tubo, mentre il secondo (con i suoi 70°) ti fa entrare nella scena.
Probabilmente il fuji 16x in realtà ha un campo apparente inferiore al 20x.
visto che tutti i Kamakura a parità di ingrandimento hanno grossomodo lo stesso campo inquadrato, e che per il mio Vixen 16x dichiarano 3,7º di CR, non è che i dati dichiarati da Fujinon siano un po’ sovrastimati?
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Se ti riferisci al Campo Reale direi di no: Angelo ha saputo verificarlo per il TS-L 2040 mediante quel software che si usa in ambito architettonico insieme all'ingrandimento (vedi suo post più su del 18/11) ed è risultato pari a 3,38°, pressochè coincidente con il valore dichiarato da Fuji che è 3,4°, come anche l'ingrandimento che è risultato essere pari a 19,88x contro i 20x dichiarati.
Se ti riferisci al dato che Fuji dichiara per il Campo Apparente, considerato il mio precedente pippone direi probabilmente di sì, avendo Fuji pubblicato il dato calcolato secondo la norma ISO 14132-1:2002 e non il dato reale.
Se ti riferisci al dato che Fuji dichiara per il Campo Apparente, considerato il mio precedente pippone direi probabilmente di sì, avendo Fuji pubblicato il dato calcolato secondo la norma ISO 14132-1:2002 e non il dato reale.
Franco
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Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Mi riferisco al fatto che Gigibino col 16x40 Fuji osserva meno campo del 16x50 Nikon, cioè inquadra meno dei 4,1º di quest’ultimo.
Quindi si parla proprio di Campo Reale
Al riguardo faccio notare che il Kite APC 18x50 ha 3,7º di CR dichiarati, e l’Alpen Steady 20x40 3,3º.
Quindi se vogliamo il valore del Fuji 20x40 sembra allineato alla concorrenza, mentre è proprio il CR dichiarato del 16x40 a risultare più ampio di circa mezzo grado rispetto agli omologhi 16x Kamakura, e quindi risultare “anomalo”.
Le osservazioni di Gigibino sembrano ridimensionare questa “anomalia”
Quindi si parla proprio di Campo Reale
Al riguardo faccio notare che il Kite APC 18x50 ha 3,7º di CR dichiarati, e l’Alpen Steady 20x40 3,3º.
Quindi se vogliamo il valore del Fuji 20x40 sembra allineato alla concorrenza, mentre è proprio il CR dichiarato del 16x40 a risultare più ampio di circa mezzo grado rispetto agli omologhi 16x Kamakura, e quindi risultare “anomalo”.
Le osservazioni di Gigibino sembrano ridimensionare questa “anomalia”
Ultima modifica di Samuele il 07/12/2025, 19:01, modificato 2 volte in totale.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Aggiungo altri elementi di discussione.Taube ha scritto: ↑07/12/2025, 1:22 Provo a contribuire richiamando le specifiche delle due versioni del Fujinon consultabili qui:
https://www.fujifilm.com/it/it/business ... echnostabi
Il primo dato da considerare è il campo reale (CR):
- CR 4,2° per il Fujinon TS-L 1640;
- CR 3,4° per il Fujinon TS-L 2040;
- CR 4,1° per il Nikon Action 16x50 (usato da Gigibino come termine di paragone)
A partire da questo dato e dall'ingrandimento "m" la ISO 14132-1:2002, per calcolare il campo apparente (CA), applica questa equazione (rif: Holger Merlitz "The Binocular Handbook"):
CA = 2 arctan [m tan(CR/2)]
mentre per il Campo di Vista a 1000m (FOV in m) si applica:
FOV[m] = 2000 tan(CR/2)
Per ciascuno dei tre binocoli ne deriva un CA e un FOV come segue:
- CA 60,79° e FOV 73m per il Fujinon TS-L 1640;
- CA 61,38° e FOV 59,35m per il Fujinon TS-L 2040;
- CA 59,60° e FOV 71,59m per il Nikon Action 16x50.
Ho fatto un confronto tra il TS-L 16x40 e i 2 canon stabilizzati 10x30 is II e 12x36 is III.
Il confronto consisteva nel paragonare i campi apparenti semplicemente puntando il cielo chiaro senza alcun riferimento.
La comparazione è stata con un occhio nell'oculare del Canon e contemporaneamente con l'altro nel fuji,
ricomponendo poi l'immagine come se fosse un normale binocolo.
Il risultato è stato che il fuji ha un campo apparente quasi identico ai 2 Canon (che ne hanno 55,3 dichiarati) cioè intorno ai 56° , in linea con le mie impressioni precedenti.
Ci vorrebbe quindi una maggiore uniformità dei produttori nel dichiarare il campo apparente
Per me il campo apparente andrebbe indicato semplicemente come il diametro del cerchio in gradi visibile in un oculare , puntando una superficie chiara uniforme e senza riferimenti, indipendentemente dalla configurazione ottica.
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
Ciao Gigibino,
insomma da una parte o dall'altra sembra che Fuji non la racconti giusta...
Il CR del Canon 10x30 is è 6°mentre il CR del Canon 12x36 is III è 5°: ne risulta per entrambi un CA pari a 55,3° calcolato secondo ISO 14132-1:2002, come da te riportato e come effettivamente risulta dalle specifiche Canon.
Dalle tue prove il CA del Fujinon TS-L 1640 si è rivelato simile, circa 56°.
Originale il metodo che hai adottato per la seconda verifica: ci ho messo un po' a capirlo e non mi sarebbe venuto in mente di fare così ma comunque era già indicativa la prova sulle montagne.
A questo punto delle due l'una: o il CR del Fujinon è pari a 3,8° anziché i 4,2° dichiarati (tale risulta da calcolo usando l'equazione della ISO 14132-1:2002 partendo da questi 56° di CA, valore peraltro molto vicino al dato che Samuele riporta per il Vixen 16x), oppure, fatto salvo il CR dichiarato di 4,2°, il CA è stato ridotto per qualche motivo agendo sugli oculari rispetto ai 60,8° che risultano da calcolo (e che sono riportati come tali dalle specifiche Fuji) fino ai 56° da te rilevati .
Il motivo potrebbe risiedere in un vincolo produttivo, quale la necessità di adottare parti comuni con la versione 20x40 come il gruppo prismi/gimbal oscillante e/o gli oculari (o parti di questi).
In conclusione ne risulta una volta di più che affidarsi solo alle specifiche per valutare uno strumento può essere fuorviante.
D'altro canto bisogna considerare che non è l'ampiezza del campo la prestazione per la quale ci si aspetta che uno stabilizzato brilli e che il fatto di ottenere la loro funzione principale costi necessariamente qualche compromesso.
Resta il fatto che i dati di specifica dei nostri strumenti sono in generale troppo spesso lacunosi e imprecisi, non all'altezza dell'investimento che il loro acquisto comporta.
insomma da una parte o dall'altra sembra che Fuji non la racconti giusta...
Il CR del Canon 10x30 is è 6°mentre il CR del Canon 12x36 is III è 5°: ne risulta per entrambi un CA pari a 55,3° calcolato secondo ISO 14132-1:2002, come da te riportato e come effettivamente risulta dalle specifiche Canon.
Dalle tue prove il CA del Fujinon TS-L 1640 si è rivelato simile, circa 56°.
Originale il metodo che hai adottato per la seconda verifica: ci ho messo un po' a capirlo e non mi sarebbe venuto in mente di fare così ma comunque era già indicativa la prova sulle montagne.
A questo punto delle due l'una: o il CR del Fujinon è pari a 3,8° anziché i 4,2° dichiarati (tale risulta da calcolo usando l'equazione della ISO 14132-1:2002 partendo da questi 56° di CA, valore peraltro molto vicino al dato che Samuele riporta per il Vixen 16x), oppure, fatto salvo il CR dichiarato di 4,2°, il CA è stato ridotto per qualche motivo agendo sugli oculari rispetto ai 60,8° che risultano da calcolo (e che sono riportati come tali dalle specifiche Fuji) fino ai 56° da te rilevati .
Il motivo potrebbe risiedere in un vincolo produttivo, quale la necessità di adottare parti comuni con la versione 20x40 come il gruppo prismi/gimbal oscillante e/o gli oculari (o parti di questi).
In conclusione ne risulta una volta di più che affidarsi solo alle specifiche per valutare uno strumento può essere fuorviante.
D'altro canto bisogna considerare che non è l'ampiezza del campo la prestazione per la quale ci si aspetta che uno stabilizzato brilli e che il fatto di ottenere la loro funzione principale costi necessariamente qualche compromesso.
Resta il fatto che i dati di specifica dei nostri strumenti sono in generale troppo spesso lacunosi e imprecisi, non all'altezza dell'investimento che il loro acquisto comporta.
Franco
Osservo con:
Binocoli: Swarovision EL 8x32, Swarovski Habicht 7x42, Fujinon TS-L 2040, Leica Trinovid 10x25, SkyRover 10x50 Apo Banner Cloud, Rollei WP 9x63, Kowa SV 10x50, Zeiss Terra 8x25, Pentax SP 8x40.
Spotting Scopes: Kowa TSN-66A Prominar, Kowa TSN-501.
Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
Astrocamere CMOS: ZWO ASI 224, ZWO ASI 533
Osservo con:
Binocoli: Swarovision EL 8x32, Swarovski Habicht 7x42, Fujinon TS-L 2040, Leica Trinovid 10x25, SkyRover 10x50 Apo Banner Cloud, Rollei WP 9x63, Kowa SV 10x50, Zeiss Terra 8x25, Pentax SP 8x40.
Spotting Scopes: Kowa TSN-66A Prominar, Kowa TSN-501.
Telescopi: Cassegrain Tecnosky 8" (203/2436), Intes MN61 (150/900), TAL 100RS (100/1000), WO Megrez 72FD (72/432), SW 80ED (80/500).
Fotocamere: Pentax: k1 MkII, K3, istDS, ME Super; Panasonic DC-G9; Fuji: X100T, X20.
Astrocamere CMOS: ZWO ASI 224, ZWO ASI 533
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
La cosa che non riesco a spiegarmi è che il ben noto collezionista ed esperto di binocoli (nonché utente di vari forum) PINAC nella sua recensione sostiene di aver verificato che il campo reale del suo 16x40 sia quello dichiarato.
E per la verità in questa discussione su Birdforum dichiara pure la totale assenza di spike nel detto strumento, tanto da chiedersi quali prismi vengano utilizzati.
Conoscendo la serietà e la notevole esperienza della persona, non ho risposte convincenti: neppure la variazione di qualità può spiegare del tutto queste differenze…
E per la verità in questa discussione su Birdforum dichiara pure la totale assenza di spike nel detto strumento, tanto da chiedersi quali prismi vengano utilizzati.
Conoscendo la serietà e la notevole esperienza della persona, non ho risposte convincenti: neppure la variazione di qualità può spiegare del tutto queste differenze…
Re: Consiglio per stabilizzato 20x
In realtà se guardate le recensioni di Pinac, sui canon 12x36 is III e canon 10x30 is II lui indica come afov 59,5° e 60° rispettivamente. Quindi anche qui non ci siamo, visto che è appurato che viaggiano entrambi intorno ai 55°.
Si può sapere cosa misurano e come?
Comunque io sono veramente contento del mio fujinon 16x40 e l'ho scelto indipendentemente dal valore di campo apparente indicato. Certo che, se invece dei 55° fossero stati 50, allora sarebbe stato un problema.
Ieri sera, nonostante la vicinanza della luna al 80% e le velature, sono riuscito a risolvere M36. Bellissime visioni.
Si può sapere cosa misurano e come?
Comunque io sono veramente contento del mio fujinon 16x40 e l'ho scelto indipendentemente dal valore di campo apparente indicato. Certo che, se invece dei 55° fossero stati 50, allora sarebbe stato un problema.
Ieri sera, nonostante la vicinanza della luna al 80% e le velature, sono riuscito a risolvere M36. Bellissime visioni.
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