Il microscopio e la pittura

Principi di funzionamento, manutenzione, modifica e autocostruzione dei microscopi e dei loro accessori

Moderatore: Enotria

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Enotria
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Il microscopio e la pittura

Messaggio da Enotria »

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Ultimamente sono stato contattato da un perito C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio) che opera nel campo degli affreschi, dei quadri e della pittura artistica in genere.
Scopo dell’incontro era la ricerca di metodi di analisi microscopica, adatti a rispondere alle più varie domande del Giudice.
Nei casi più frequenti, la domanda più comune è sulla attendibilità dell’opera: i materiali ed i colori utilizzati sono tipici del periodo attribuito ? Oppure sulla qualità dei restauri eseguiti, in che periodo e con quali modalità, ecc.

Per poter provare le varie tecniche della microscopia, il perito mi ha portato alcuni campioni da esaminare, vetrini preparati con materiale proveniente da un affresco del Cinquecento di scuola fiorentina: un campione dell’intonaco, uno con elementi di pittura rossa ed un campione del colore azzurro utilizzato per l’affresco.

Naturalmente, per non danneggiare l’opera, i campioni sono minimi e l’esame microscopico si è svolto utilizzando dai 100 ai 500 ingrandimenti complessivi. Per meglio evidenziare i vari strati, si è utilizzato per l’illuminazione la luce polarizzata, con compensatore ad un quarto d’onda.

Una delle analisi più semplici è quella sulla natura dei colori utilizzati. Nel Cinquecento ogni pittore preparava da se il colore, macinando finemente i minerali grezzi. La tipologia del minerale utilizzato dipendeva da molti fattori: periodo storico, disponibilità del materiale, disponibilità economica, ecc.

Vediamo allora il campione più rappresentativo, quello del blu, il colore che, assieme all'oro, era considerato il più nobile in quei tempi:
Scaglia di dipinto con il colore blu.
Scaglia di dipinto con il colore blu.


Solo per capirci, tutte le immagini sono sezioni trasversali, per cui vi è sopra la parte visibile dell’affresco e sotto il supporto: intonaco, legno, gesso, ecc.

Ad un primo esame, vediamo nella parte inferiore una base di supporto in gesso, poi un sottile strato di biacca (carbonato basico di piombo) che risulta nera perché totalmente impermeabile alla luce, poi lo strato più interessante, quello che porta il colore.
Si nota subito che sono stati mescolati assieme almeno due minerali: il costosissimo Oltremare, ottenuto dai lapislazzuli (granuli blu scuro) associato a granuli incolori di sodalite, e della più economica azzurrite (granuli più chiari).
L’insieme dei due colori era allora considerato quasi blasfemo, una specie di “vorrei, ma non posso”, ma se il committente dell’opera non voleva spendere troppo, l’azzurrite, rinforzata da un po’ di Oltremare, era una ottima soluzione di compromesso. Questi due pigmenti sono comunque compatibili con l’epoca di attribuzione del dipinto.
L’ultimo strato di colore blu scuro è pigmentato con indaco (colorante organico di natura vegetale); essendo separato dai colori sottostanti da pellicole di vernice, è riferibile a un intervento di ridipintura effettuato in epoca più recente.



Mettiamo ora sotto al microscopio il vetrino con il campione del rosso e vediamo cosa ci riesce di capire:
Scaglia di dipinto con il colore rosso.
Scaglia di dipinto con il colore rosso.
Ancora, nella parte bassa, troviamo il sottofondo in gesso, poi lo strato colorato, formato da cinabro e da lacca rossa.
Si può notare poi un sottile strato di resina trasparente, probabilmente messa a scopo protettivo, in occasione di un precedente restauro.


Abbiamo poi sottoposto lo stesso campione ad un esame in luce fluorescente mediante eccitazione con luce blu a 465 nm.
Fluoroscopia del colore rosso.
Fluoroscopia del colore rosso.


Dall’esame in fluoroscopia, si nota una accentuata auto fluorescenza verde data probabilmente dall’olio utilizzato sia come legante dei colori, sia come componente delle vernici. In parte, l’olio è stato anche assorbito dal substrato di gesso sottostante. Interessante la considerazione che la maggiore o minore quantità di olio diffuso nel gesso può darci una indicazione del tipo e della qualità dell’olio, nonché del tempo impiegato per l’essiccazione.



Passiamo ora ad esaminare l’intonaco.
Scaglia dell'intonaco.
Scaglia dell'intonaco.


Nella immagine in luce polarizzata, si distinguono i vari granelli di sabbia formata da quarzo, feldspati , miche, ecc. Il materiale scuro che separa i granelli è la fine calce carbonatata che compatta il tutto.
La cosa curiosa è la presenza dei numerosi corpuscoli scuri rotondeggianti, che si vedono al centro di molti granelli di sabbia.
Era subito evidente la loro estraneità al campione in esame, ma cosa erano e come erano comparsi ?
Per meglio comprendere il loro aspetto reale, li abbiamo esaminati a maggior ingrandimento e le immagini successivamente elaborate in modo da formare un filmato tridimensionale.
Una delle misteriose sferette maggiormente ingrandita.
Una delle misteriose sferette maggiormente ingrandita.
Nella immagine è evidente che si tratta di un corpo completamente estraneo all’intonaco, ma che in qualche modo si collega ai granelli di sabbia.
Ulteriori informazioni sulla sua forma e su come sia incastrato diverranno evidenti nel filmato 3D:

[youtubenew]Y8D6wKTPzyA[/youtubenew]
https://youtu.be/Y8D6wKTPzyA

Esaminando la simulazione tridimensionale, è chiaro che il corpuscolo è una sfera che si è incastrata sulla superficie di un granello di sabbia, probabilmente dei più teneri, tipo feldspati e miche, e che ha resistito alla levigatura senza appiattirsi, quindi deve anche essere di materiale molto duro.
L’ipotesi più probabile è che si tratti di un grano di abrasivo (corindone o simili) in polvere o che si è staccato dal suo supporto, oppure di sferule contenute nella resina di incollaggio o di consolidamento.



La microscopia, ancora una volta, si dimostra un ottimo strumento nella ricerca della verità, ma, come sempre, purché sia accompagnato dalla esperienza e dalla conoscenza del settore in cui si opera.
Per questo motivo, l’incontro di due persone, dotate delle opportune conoscenze settoriali, il microscopista ed il perito C.T.U., porta sempre a trovare delle nuove soluzioni ed ad ampliare le rispettive conoscenze.
Andrea

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500paolo
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da 500paolo »

:clap:
Sono rimasto a bocca aperta. Non credevo di condividere il forum con autorità di questo lignaggio. :o
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Enotria
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Enotria »

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L'importante è che, leggendolo, tu ti sia divertito, che almeno un pochino ti abbia interessato,
e che, alla fine, tu abbia detto: "Ma guarda . . . . "

Non chiedo altro. :)


:wave:
Andrea

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500paolo
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da 500paolo »

Quello che tu dici sopra, per me, accade per i topic aperti da qualsiasi utente del forum. Quando invece si passa dall' "hobby" a pubblicazioni scientifiche fatte sul nostro forum in esclusiva (o no?) e' normale sentirsi anche orgogliosi. :thumbup:
E' anche normale poi invidiarti... :mrgreen:
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Luigi Lucci
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Luigi Lucci »

Molto interessante, sarebbe utile avere qualche informazione in merito al procedimento seguito per la campionatura e la preparazione dei vetrini.

Penso ti sia scappato un dito nel digitare @Enotria, la luce UV che hai usato sara' a 365 Nm e non a 465 Nm, confermi?

Ciao e grazie per la condivisione.
Luigi
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Guido Gherlenda
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Guido Gherlenda »

Probabilmente è corretta la lunghezza di 465nm blu, la 365 è già UV, la prima viene usata in alternativa alle lampade ad alta pressione degli illuminatori per fluorescenza, potrei sbagliare...... attendiamo Enotria.
Guido Gherlenda
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Enotria »

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Si, confermo 465 nm, è luce blu scuro che normalmente viene utilizzata per eccitare la fluoresceina (FITC) o per autoeccitazione.

Per la preparazione di vetrini di corpi solidi, sto facendo delle prove che NON prevedono l'utilizzo di strumenti professionali (sega diamantata e lapidello).

Appena completato posto sul Forum.

:wave:
Andrea

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Luigi Lucci
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Luigi Lucci »

Ok grazie per la precisazione, ho letto ma mai provato, che in campo pittorico si utilizzano molto anche le indagini a luce UV 365 nm ed IR perché con queste due tecniche emergono in maniera distinta gli strati di pittura e gli eventuali ritocchi. Se ritrovo il link lo posto.
Luigi
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Luigi Lucci
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Luigi Lucci »

Luigi
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Bacchisio
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da Bacchisio »

Ciao a tutti,
ecco a voi un articolo dove viene sfruttato il microscopio per validare opere d'arte.
archeomatica.it/documentazione/imaging-per-beni-culturali-mediante-microscopia-non-lineare
Saluti a tutti.

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Posa pavimentazioni esterne in cemento e resina > Visita ora EmilPav.it
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-SPECOLA->
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Re: Il microscopio e la pittura

Messaggio da -SPECOLA-> »

@ Bacchisio

Grazie per la segnalazione.
Per facilitarne la consultazione lo linko qui di seguito i forma cliccabile:

https://archeomatica.it/documentazione/ ... on-lineare
Fabrizio Ferrario
Mi diverto con un po' di strumenti, dal rifrattore TECHNO 50/630 in avanti... (non in ordine di tempo, né di dimensioni e/o schema ottico).
31 Luglio 1985: Fondazione della Immagine , Osservatorio Astronomico di Cajello (Anno XXXVII). http://www.specola.altervista.org/
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