Recensione degli oculari Baader Classic Ortho e Q Turret Eyepiece- Set

Da sempre sono appassionato di osservazione lunare e planetaria, ho un approccio all’osservazione che definirei “rigoroso e giapponese”, nel senso che osservo quasi sempre in visione diretta senza diagonale, soprattutto i pianeti, per avere meno lenti possibili tra me e l’oggetto celeste.

Ho spesso acquistato e quasi sempre testato tutti gli oculari ortoscopici presenti sul mercato. Possiedo tutte le focali dei Takahashi MC ABBE,  quasi tutte le focali dei Baader Genuine e dei vecchi ortoscopici  Criterion e Vixen. Ho anche una serie completa dei noti Volcano TOP anche se manca purtroppo all’appello la focale di 5 mm che ho prestato l’anno scorso a un astrofilo e che non è ancora rientrato alla base, per ragioni a me sconosciute.

Insomma, avrete capito che sono un amante degli ortoscopici, tuttavia non avevo ancora provato l’intero Set dei nuovi  “Classic” seppur fossero ormai presenti sul mercato da più un lustro. Per onore di verità possiedo da un paio di anni una coppia di Classic Ortho da 18 mm che stacco raramente dal mio visore binoculare e dal Celestron C8 Ultima.

La scatola che contiene gli oculari, la barlow e la torretta porta-oculari
La scatola che contiene gli oculari, la barlow e la torretta porta-oculari

Visto il redivivo interesse per le recensioni di prodotti astronomici ho deciso di chiedere in visione a UnitronItalia gli oculari oggetto di questo test.

Giovanni Quarra e Andrea Camomilla, in realtà, hanno fatto anche di più. Presupponendo il mio amor per le visioni binoculari mi hanno inviato non solo il Q Turrett eyepiece-set, ma anche un’altra serie completa, per consentirmi di sfruttare il mio visore binoculare.

Per questo motivo vi anticipo che anche questa volta, similmente alla recensione dei Baader Morpheus, ho avuto il piacere di testare questi accessori in concerto  con i seguenti telescopi:

  • Rifrattore alla fluorite Takahashi FS 128 (128 mm F/ 8.1- doppietto alla fluorite)
  • Schmidt Cassegrain Celestron Ultima 8 su forcella Celestar (203 mm mm F/10)
  • Rifrattore apocromatico William Optics 81 Gran Turismo IV (81 mm F/ 5.9- tripletto apocromatico – FLP-53)
Il rifrattore apocromatico alla fluorite Takahashi FS128 (ormai fuori produzione) e il set completi degli oculari
Il rifrattore apocromatico alla fluorite Takahashi FS128 (ormai fuori produzione) e il set completi degli oculari

La prova è stata divisa in due sessioni principali, non me ne vogliano gli amici astrofili, ma mi piace testare gli oculari anche nell’uso terrestre. Per questo motivo troverete anche le mie impressioni in questo genere di osservazioni. Per meglio affinare il test ho potuto compararli con i seguenti oculari  ortoscopici che ho a mia disposizione: Baader Genuine Ortho, Takahashi MC Abbe, Volcano Top e con qualche altro schema ottico (Vixen LV lantanio prima serie, Plossl Celestron anni Novanta, TMB SuperMono, Takahashi LE).

una foto scattata durante una delle tante comparative effettuate durante il mese di novembre
Una foto scattata durante una delle tante comparative effettuate durante il mese di novembre

Prime impressioni

Una caratteristica di cui ho sempre discusso con gli  amanti delle osservazioni lunari e planetarie è la praticità del design a vulcano. Per questo motivo conservo ancora con cerimoniosa devozione i miei Volcano Top. Gli ortoscopici classici, invece, a causa della base piatta (Flat Top) possono risultare scomodi in base alla loro estrazione pupillare, all’uscita pupillare generata e alla conformazione del viso, pur dotandoli di paraluce in gomma.

Per questo motivo anche se apprezzo le prestazioni ottiche delle più recenti realizzazioni, i Volcano TOP sono tra i miei preferiti quando devo osservare a lunghezze focali superiori a sette millimetri.

Baader ha utilizzato nelle focali da 6 mm e 10 mm un design che potrei definire “semi-vulcano” come potete vedere in questa immagine, mentre le altre due focali utilizzano il design “Flat Top” appena citato.

A sinistra il design "Semi-vulcano" del Classic Ortho, a destra il classico desing a Vulcano dei "Circle T"
A sinistra il design “Semi-vulcano” del Classic Ortho, a destra il classico desing a Vulcano dei “Circle T”

Calibro digitale alla mano la lente di campo dei Baader Classic Ortho è più grande rispetto alla vecchia serie Genuine Ortho:

Baader Ortho Classic 18 mm: 15.60

Baader Genuine Ortho 18 mm: 14.81

Takahashi MC ABBE 18 mm: 15.60

 

Se qualcuno tra voi noterà delle sottigliezze nella stima  è perché ho evitato di toccare la lente, usando  il calibro  con molta attenzione e solo nella parte iniziare del bordo dello scafo ottico per non graffiare la lente di campo. In ogni caso le stime sono ben proporzionali.

Ecco ad esempio un’altra comparazione nella focale da 6 mm.

Baader Ortho Classic 6.77 mm

Takahashi MC ABBE: 4.87 mm

Plossl Celestron 6 mm (anni Novanta) 5.15 mm

I pesi sono moderati anche grazie alla presenza della lega leggera. La mia bilancia ha stimato i seguenti pesi, con e senza paraluce:

Baader Ortho Classic 18 mm (con paraluce): 81 g.
Takahashi MC ABBE (con paraluce): 106 g
Baader Genuine Ortho (con paraluce Baader): 109 g

I Baader Classic Ortho sono decisamente leggeri, qui un primo piano sul Set con Barlow
I Baader Classic Ortho sono decisamente leggeri, qui un primo piano sul Set con Barlow

In proporzione al prezzo di acquisto non posso scrivere che la costruzione sia pessima, ovviamente bisogna maneggiarli con cura e soprattutto non farli sfregare con parti dure o abrasive perché alla lunga potrebbero esserci problemi di durata della anodizzazione nera, ma lo ripeto, con i soldi proferiti per questo kit, ci comprate spesso neppure un oculare grandangolare di buona qualità.

Ci sono poi particolari di pregio, ad esempio l’annerimento all’interno dello scafo ottico e  la presenza del paraluce in gomma con la classica fetta di salame, che magari nelle osservazioni economiche potrebbe non servire ma è piacevole sapere che ci sia. La vernice che copre le rigature interne del barilotto non è opaca, come ad esempio gli ottimi Fujiyama ma non penso che alla fine dei conti vada a inficiare di molto le reali prestazioni.

Da sinistra: Classic Ortho, Genuine Ortho e MC ABBE
Da sinistra: Classic Ortho, Genuine Ortho e MC ABBE

Sembra strano ma la filettatura interna del barilotto degli oculari Baader che ho ricevuto in prova è addirittura migliore di quella presente nei miei oculari Takahashi MC ABBE, dove spesso e volentieri l’inserimento dei filtri è un po’ incerto.

Analizzando il field stop con una mera ispezione visuale, sia osservando, si nota che è più ampio rispetto agli oculari usati per la mia comparativa. Il maggior campo di vista, si nota appena si poggia l’occhio all’oculare. 

Un bel primo piano sulla parte posteriore del treno ottico: da sinistra Baader Classic Ortho, Baader Genuine Ortho e Takahashi MC ABBE, medesima focale
Un bel primo piano sulla parte posteriore del treno ottico: da sinistra Baader Classic Ortho, Baader Genuine Ortho e Takahashi MC ABBE, medesima focale

All’atto pratico è quindi ovvio che i bordi del campo siano più “sfumati” e meno netti, rispetto ad esempio ai Baader Genuine Ortho. Penso che la decisione di fare uno field stop più ampio del normale sia una scelta progettuale per consentire agli utilizzatori di inquadrare un maggior campo di vista, pur con qualche evidente aberrazione al bordo. La cosa certa è che analizzando i bordi del campo degli altri due, inquadrando la stessa porzione di campo, anche i Classic Ortho, mostreranno gli stessi dettagli e la stessa correzione, forse si nota solo un po’ di più la cromatica laterale, ma la differenza non è di certo proporzionale alla differenza di prezzo.


L’intruso

L’unico Plossl (32 mm) presente nel kit è dotato di una prolunga per consentire, in base alle proprie esigenze e conformazione del viso, di trovare l’esatta posizione rispetto all’estrazione pupillare ed evitare l’effetto blackout. Personalmente l’ho utilizzato agevolmente anche senza, dato che la lente di campo è incassata di 12.5 mm rispetto al bordo del barilotto. È stato sufficiente per me, stare un po’ indietro  con la testa, e  grazie all’ampio diametro della lente di campo e alla pupilla di uscita generata con i miei telescopi, non  ho avuto problemi a rimanere in asse e nella posizione corretta.

Avendo citato l’estrazione pupillare posso confermare che è nella media teorica di uno schema ottico del genere, ergo circa l’80% della lunghezza focale (ad esempio circa 15,5 mm, per il 18 mm e circa 8 mm per il 10 mm) quindi la promessa è stata mantenuta, anzi alcune focali mi sono parse decisamente più comode da utilizzare rispetto ai Baader Genuine Ortho e anche ai Takahashi MC Abbe. Come ho fatto a misurarla? Metodo casalingo: più o meno opinale ma senz’altro ripetibile. Si illumina con una torcia l’obiettivo per proiettare il cerchio della pupilla di uscita su un foglio bianco. Si misura poi con un calibro il bordo generato sul foglio, badando a farlo nella posizione in cui presenta i bordi più nitidi.  

Il Classic Ortho con la Barlow 2,25X, spartana ma funzionale
Il Classic Ortho con la Barlow 2,25X, spartana ma funzionale

Oltre agli oculari è presenta una Barlow definita Q-Turret 2,25 X che è spartana nella costruzione ma funzionale e che concede non solo di amplificare gli ingrandimenti a 2, 25x. Svitando la parte inferiore, infatti, è possibile “avvitarla” al barilotto di molti oculari, amplificando l’ingrandimento di 1.3x. Ovviamente tale magia non funziona con gli oculari che presentano anche degli elementi ottici nei pressi della parte finale del barilotto.

Avrei voluto provare il mio Volcano TOP da 5 mm contro il 6 mm + 1,3X, che avrebbe fornito 4.6 mm di focale, ma non è stato possibile per le cause sopra esposte.

Potrete anche avvitare la Barlow alla torretta porta-oculari.

 

Prova sul campo

Da appassionati di osservazioni terrestri non potevo esimermi da organizzare un test diurno e uno al crepuscolo. Anche l’osservazione astronomica è stata divisa in due parti:  Luna, Saturno, Giove e Marte e quelle del cielo profondo.

Osservazione "Japan Style" ossia in visione diretta senza troppi fronzoli, in questo caso ho usato solo un visore binoculare
Osservazione “Japan Style” ossia in visione diretta senza troppi fronzoli, in questo caso ho usato solo un visore binoculare

La prova crepuscolare e quella degli oggetti del cielo profondo mi sono servite per verificare le differenze rispetto ai Baader Genuine Ortho.

Come saprete gli ortoscopici Baader Genuine Ortho (Made in Japan) erano dotati del trattamento anti-riflesso definito Phantom Group, i Classic Ortho, invece sono stati ottimizzati con un trattamento “HT” (no, non è lo Zeiss Victory 😊). Presumo che significhi “High Trasmission”, come per il noto binocolo di casa Zeiss; quindi, almeno sulla carta, i Classic Ortho dovrebbero essere più luminosi dei vecchi “Genuine”.

 

Osservazione diurna

Di giorno ho preferito usare il rifrattore apocromatico William Optics 81 Gran Turismo (a breve la recensione) che ha fatto impallidire anche qualche spotting scope dal costo superiore…

Il William Optics Granturismo pronto per essere portato in giardino per la prova diurna...
Il William Optics Granturismo pronto per essere portato in giardino per la prova diurna…

Ho cercato di usare tutte e quattro le focali, purtroppo non è stato possibile confrontare il Plossl da 32 mm con altri oculari (mea culpa) mentre ho fatto un confronto serrato tra Classic Ortho, Baader Genuine Ortho e Takahashi MC Abbe, come avrete capito.

La focale 32 mm mi è sembrata quella di un Plossl onesto, senza ambire ovviamente all’eccellenza, tuttavia l’ho trovato molto confortevole e quando usato con il piccolo ma performante rifrattore è parso nitido e con un contrasto più che discreto.

Come sapete soprattutto di giorno, la turbolenza atmosferica parifica spesso e volentieri le prestazioni degli oculari.

Con il rifrattore apocromatico William Optics 81 Gran Turismo gli oculari da 18 mm, forniscono circa 26.5X. Con questo ingrandimento è possibile compiere delle osservazioni terrestri discrete anche a mezzogiorno.  Il primo fattore che ho evidenziato- pur andando fuori tema – è che con i rifrattori apocromatici attuali gli astrofili hanno ben poco da invidiare ai birdwatchers dotati di spotting scopes da 3000 euro. Ho ammirato delle cince nere, delle cinciarelle e dei pettirossi sui rami del mio giardino con un contrasto e una nitidezza degna dei blasonati Top di Gamma. Per tale motivo invito tutti gli astrofili che mi leggono osservare anche di giorno, sfruttando la qualità ottica della vostra strumentazione. Evitate ovviamente di andare per paludi e boschi con uno strumento delicato come il rifrattore astronomico ma nulla vi vieterà di osservare da una postazione fissa e riparata.

Un'altra piacevole sorpresa: tutti gli oculari Baader Classic vanno a fuoco con i binocoli giganti o almeno con il nuovo Oberwerk SD che ho in visione. Un paio di 6 mm per la Luna potrebbero essere un bel regalo di Natale
Un’altra piacevole sorpresa: tutti gli oculari Baader Classic vanno a fuoco – a differenza degli altri – con i binocoli giganti o almeno con il nuovo Oberwerk SD che ho in visione. Un paio di 6 mm per la Luna potrebbero essere un bel regalo di Natale.

Il Baader Genuine Ortho da 18 mm richiede il fuoco più interno, seguito dal Takahashi MC ABBE e poi dal Classic Ortho, non sono quindi para focali (come invece gli MC ABBE con i Takahashi LE). Con i 18 mm, a mezzogiorno e a tali ingrandimenti non ho trovato evidenti differenze di nitidezza e contrasto in asse, certo la resa ai bordi era inferiore nei Baader Classic che però mostravano più campo. In sintesi analizzando attentamente la porzione di campo inquadrata là dove c’era il field stop degli antagonisti, il Classic  Ortho omaggiava con ancora campo, seppur fosse presente cromatismo laterale e distorsione. Anche questa prova mi ha fatto convincere, ancora di più che il progettista abbia optato per un campo apparente di 50° per dare più respiro alle osservazioni, pur consapevole che i risultati (in base al rapporto focale dei telescopi) non sarebbe stato pregevole.

Una rapida visione con il Takahashi FS 128 che è un F/8.1 ha migliorato tali prestazioni, soprattutto per quanto riguarda la correzione delle aberrazioni geometriche.

L’oculare da 6 mm esibiva meno micro- contrasto e nitidezza rispetto ai due concorrenti, anche se ovviamente- prezzo di acquisto alla mano- sarebbe abbastanza assurdo proporre una comparativa del genere. Era però molto comodo da utilizzare. La lente di campo, ad esempio del Genuine Ortho di 6 mm è molto più piccola di quella del Classic Ortho e nelle osservazioni invernali, dove tutto si appanna presto e subito, potrebbe anche fare la differenza tra condurre una osservazione proficua e non osservare.

Da sinistra: Vixen LV Lantanio, Takahashi MC ABBE, Baader Classic Ortho
Da sinistra: Vixen LV Lantanio, Takahashi MC ABBE, Baader Classic Ortho

Per ciò che concerne l’utilizzo diurno posso confermare di aver apprezzato il 10 mm e il 18 mm che denotano più o meno lo stesso contrasto e nitidezza degli altri due (su soggetti contrasti come rami e passeriformi) ma nel contempo sono decisamente più comodi da utilizzare sia per il campo di vista fornito sia per la lente di campo più ampia.

 

Utilizzo terrestre crepuscolare

A molti non interesserà questa prova ma ho qualche lettore che si diverte a sfruttare i proprio oculari anche per vedere cervi e caprioli al crepuscolo. In questo genere di osservazioni sono rimasto spiazzato. Le migliori prestazioni del trattamento “HT” potevano apparire come mera pubblicità in un oculare così economico, ma all’atto pratico, i Classic Ortho sono risultati più luminosi dei vecchi Genuine. Questa mia analisi è abbastanza contro-corrente rispetto a molte impressioni ricevute da astrofili appassionati che li giudicano troppo bui nell’osservazione del cielo profondo (forse li hanno comparati a oculari decisamente più costosi).

 

 

Utilizzo astronomico

Osservazione di Giove e di Saturno al crepuscolo

Come saprete ormai è finito il periodo ottimale per l’osservazione di questi giganti del sistema solare, tuttavia non ho potuto evitare di osservarli. Seppur non fossero molto alti in cielo e la rifrazione atmosferica abbia contribuito a peggiorare le prestazioni degli oculari ho evidenziato la stessa nitidezza e contrasto tra i Baader Genuine e i Classic Ortho.
il Classic, però, mi è parso anche in questa circostanza, più luminoso,  mentre il Genuine in grado di contenere un po’ meglio la luce diffusa.  In linea di massima dei confronti rapidi con altri oculari a mia disposizione, compreso un TMB Monocentrico da 9 mm (“barlowizzato con Baader Vip 2X), ha rilevato che i Classic Ortho, seppur non siano in grado di raggiungere il dettaglio, il contrasto, la nitidezza e il contenimento della luce diffusa dei migliori oculari planetari, hanno mostrato una buona qualità, decisamente entusiasmante se raffrontata al prezzo di acquisto. Questo, all’atto pratico ha significato avere delle ottime soddisfazioni su un soggetto contrastato come Saturno e qualche incertezza nella percezione dei dettagli più deboli su un pianeta dai dettagli evanescenti come Giove.

Osservazione Lunare

Chi mi legge, saprà che osservo la luna da quasi trent’anni. Sono stato per molti anni coordinatore del Geological Lunar Researches Group e amo la geologia lunare, per questo motivo comprenderete che il mio approccio all’osservazione del nostro satellite naturale e quasi sacro e forse a tratti un po’ fanatico.

Rapida osservazione della Luna? Rifrattore da 80mm, 100 mm, montatura altazimutale e il Q-Turret di casa Baader
Rapida osservazione della Luna? Rifrattore da 80mm, 100 mm, montatura altazimutale e il Q-Turret di casa Baader

Non vi parlerò delle varie osservazioni compiute durante le settimane appena trascorse, mi concentrerò, invece, sull’osservazione effettuata con il miglior seeing e il Takahashi FS 128 tentando di non entrare troppo nel tecnico. Quando osservo la Luna mi piace avere uno strumento ottico e degli oculari che mostrino un ottimo contrasto della superficie per meglio definire la sua variegata composizione geologica.

La Luna, tuttavia, grazie al grande contrasto della superficie, è così generosa che spesso si lascia osservare proficuamente anche con i catadiottrici, il Celestron C8 Ultima, ad esempio, è uno dei miei telescopi lunari preferiti, soprattutto se utilizzato con un visore binoculare e dei buoni ortoscopici. In linea di massima quindi mi sono dovuto concentrare su quei dettagli ai limiti del potere risolutivo come ad esempio alcuni micro-crateri di Plato oppure alcune rime lunari molto flebili o non particolarmente visibili a causa della colongitudine non ottimale.

Comparativa tra 6 mm...
Comparativa tra 6 mm…


Posso sintetizzare di non aver notato particolare differenze di nitidezza e contrasto tra il Baader Genuine Ortho e i nuovi Classic Ortho. A volte avevo la percezione che i Genuine mostrassero meno luce diffusa sui picchi centrali di alcuni crateri e nella zona del terminatore, in questo caso, anche se in maniera meno evidente rispetto all’osservazione di Marte, il Takahashi MC ABBE mi è parso fornire un micro-contrasto maggiore oltre a meno luce diffusa. In questo frangente ho trovati gli MC ABBE molti simili agli ottimi ortoscopici della FujiYama, (trovo siano molto simili). Non nego che mi piacerebbe vedere, prima o poi, qualche rivisitazione con vetri e trattamenti più moderni nella fascia degli ortoscopici di altissima qualità.

I barilotti sono anodizzati e non verniciati
I barilotti sono anodizzati e non verniciati

A livello di comodità dell’osservazione i Classic si sono sempre rilevati i più comodi non solo perché il loro campo apparente di oltre 50° gradi ha modificato l’ortodossia dello schema di Abbe ma anche grazie al design “Volcano” che personalmente apprezzo.

La sfida invece con il Classic Ortho da 10 mm, un Plossl Celestron degli anni Novanta e un vecchio Vixen LV da 10 mm ha visto vincere per nitidezza, fondo cielo più scuro e contenimento della luce diffusa i Classic Ortho. 

Torretta binoculare Baader Maxbright e oculari Classic Ortho, un'accoppiata vincente per chi non vuole investire troppo denaro...
Torretta binoculare Baader Maxbright e oculari Classic Ortho, un’accoppiata vincente per chi non vuole investire troppo denaro…

Nella osservazione con la torretta binoculare della Baader ho sfruttato prevalentemente il 10mm e il 6 mm.  Il combo “Takahashi FS128- visione diretta – visore binoculare” si è rilevata molto soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda la percezione dei dettagli fini. All’atto pratico e mi scuseranno gli astrofili più esigenti, meglio investire in una torretta binoculare usata e in tre coppie di questi ortoscopici economici, che guardare la luna in mono-visione con un costoso oculare grandangolare.

 

Osservazione di M42 e M78

Per questo genere di osservazione mi sono avvalso unicamente dei 18mm, la sfida è avvenuta sia con il Takahashi FS128 che con il William Optics 81 Gran Turismo.

Anche in questo caso, come nella osservazione terrestre crepuscolare posso confermare che i Classic Ortho si sono rivelati più luminosi dei vecchi (e all’epoca più costosi) Genuine Ortho. La differenza è minima ma si nota.

Inferiore, invece, il distacco rispetto ai Takahashi MC ABBE che mostra anche in questo caso un maggiore  micro-contrasto anche se onestamente non sono ben riuscito a capire chi tra i due fosse il più luminoso.

 

 

 

Pregi e difetti

Pregi

 

  • Prezzo di acquisto, soprattutto se acquistati con il kit
  • Possibilità con la Barlow di ottenere un set completo (2,7 mm, 4,6 mm, 6 mm, 8 mm, 10 mm, 14 mm, 18 mm, 32 mm)
  • Trattamento “HT” effettivamente efficace
  • Buona la qualità della Barlow in proporzione al prezzo, usandola si migliora leggermente l’estrazione pupillare e la resa al bordo.
  • Campo di vista più ampio rispetto al classico schema ottico “ortoscopico di Abbe”
  • Buona nitidezza e contrasto del 10 mm e del 18 mm
  • Pregevole costruzione in proporzione al prezzo di acquisto
  • Torretta porta-oculari onesta che, vista la qualità degli oculari è praticamente regalata da Baader.

 

Difetti

  • Rifiniture non all’altezza dei migliori ortoscopici
  • L’oculare da 6 mm è leggermente sotto tono rispetto alle due focali appena citate

 

 

Consigli al costruttore e agli appassionati

Utilizzando questo Kit mi è venuto in mente che forse avrei preferito, pagare di più e avere anche un altro paio di focali, come ad esempio un 25 mm e un 4 mm.

Riguardo la questione del field stop “meno netto” già anticipato, confermo che è ben risolvibile. Se volete trasformare questo oculare in un vero ortoscopico, vi basterà creare una piccola diaframmatura con un cartoncino nei pressi del field stop, portare il campo apparente a 40- 45 ° e godere delle stesse prestazioni della maggior parte degli ortoscopici che sono decisamente più costosi.

Il 32 mm si è dimostrato un Plossl discreto ma ho preferito gli "orto" da 18 e 10 mm
Il 32 mm si è dimostrato un Plossl discreto ma ho preferito gli “orto” da 18 e 10 mm

Prezzo

Attualmente il Kit “ Q Turret eyepiece- set” è disponibile nello shop on-line di Unitron Italia a soli 242, 51 EURO e sussiste un ulteriore sconto per i pagamenti attraverso bonifico.

Gli oculari e la Barlow sono disponibili anche separatamente, anche se consiglio l’intero Kit perché è più conveniente.

Ringraziamenti

Ringrazio come sempre Unitronitalia che accetta sempre con sportività le mie comparazioni e le mie impressioni personali, senza alcuna forzatura.

Confermo ancora una volta ai lettori occasionali che Binomania.it non è un negozio on-line, se volete essere informati sui prezzi, le novità, le eventuali offerte dovete necessariamente prendere contatto con il distributore ufficiale dei prodotti Baader qui in Italia, cliccando sul banner. Buone osservazioni a tutti.

 

 

 

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2 thoughts on “Recensione degli oculari Baader Classic Ortho e Q Turret Eyepiece- Set

  1. Ciao Piergiovanni, non posso che confermare quanto scritto nella prova. Il 18mm e il 10mm mi hanno stupito per la loro resa ( soprattutto in rapporto al prezzo ), il 6mm invece ha un filo di luce diffusa in piu’ ( l’ho confrontato con un T-Japan 6mm ). Per quanto riguarda la barlow 2,25X, buona qualita’ ma trovo imperdonabile che non abbia un anello di ottone a stringere l’oculare ( la vitina fornita la trovo veramente anacronistica e ‘cheap’), soprattutto se viene usata in hi-res potrebbe disassare l’oculare.

  2. Ciao Roberto, grazie per il tuo commento. Si, in effetti, hanno stupito anche me, come avrai visto. Concordo per la vitina molto economica e ti confermo di aver avuto un po’ di ansia nel dover fissare i miei oculari piu’ pregiati che colleziono da anni, visto che uso un sistema di serraggio a collare. Buone osservazioni!

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