PREMESSA
Nell’ultima visita ottobrina nello stupendo negozio di Marco Lucchini sono stato rapito dalle sinuose forme del binocolo austriaco Khales Helia S 10×42, che ha un design molto noto e in parte nostalgico. Per tale motivo, vista la solita estrema gentilezza di Marco, ho chiesto un esemplare in prova che ho avuto il piacere di testare sul campo durante il mese di novembre. Attualmente l’Helia S 10×42 è proposto a un prezzo molto concorrenziale di 1650 euro IVA inclusa. Come sempre, nell’articolo e ovviamente anche nel video vi presenterò non solo le caratteristiche tecniche, ma anche le mie impressioni pratiche sul campo, con esempi video che ho ottenuto collegando l’obiettivo dell’iPhone XR all’oculare del binocolo. Ricordo agli appassionati stranieri che mi seguono che è disponibile anche l’audio in lingua inglese e come, ormai, prassi da mesi, inserisco anche i sottotitoli in varie lingue.
Buona visione e buona lettura!
Dati tecnici – Kahles HELIA S
| Caratteristiche | 8×42 | 10×42 |
|---|---|---|
| Ingrandimento | 8 | 10 |
| Diametro obiettivo (mm) | 42 | 42 |
| Estrazione pupillare (mm) | 18,5 | 15,8 |
| Pupilla di uscita (mm) | 5,3 | 4,2 |
| Distanza interpupillare (mm) | 56–74 | 56–74 |
| Fattore crepuscolare (ISO 14132-1) | 18,3 | 20,5 |
| Campo visivo (m/1.000m) | 136 | 110 |
| Campo visivo (°) | 7,8 | 6,3 |
| Campo visivo apparente (°) | 61 | 61 |
| Messa a fuoco minima (m) | 3,2 | 3,2 |
| Compensazione diottrica (dpt) | ±4 | ±4 |
| Impermeabile (riempito con azoto) | ✓ | ✓ |
| Dimensioni (mm) | 149 × 120 × 63 | 144 × 120 × 63 |
| Materiale del corpo | Magnesio | Magnesio |
| Peso (g) | 815 | 785 |
| Garanzia (anni) | 10 | 10 |
| Temperatura di funzionamento (°C) | -25 / +55 | -25 / +55 |
| Temperatura di conservazione (°C) | -30 / +70 | -30 / +70 |
| Accessori inclusi | Cover obiettivi e oculari, cinghia con sgancio rapido | Cover obiettivi e oculari, cinghia con sgancio rapido |
STORIA DELLA AZIENDA
Kahles è un’azienda ottica fondata nel 1898 a Vienna, risultato della fusione di due storiche botteghe viennesi: la società Simon Plössl Company e l’officina ottico-meccanica di Karl Fritsch. Fin dall’inizio si è distinta per l’elevata qualità e innovazione, e già nel 1900 Kahles realizzò il primo cannocchiale da puntamento, un progetto rivoluzionario per l’epoca. Grazie all’impegno del fondatore Karl Robert Kahles, l’azienda gettò le basi di una lunga tradizione ottica, combinando know-how tecnico e visione imprenditoriale.
Negli anni la direzione passò ai suoi figli, che continuarono a sviluppare l’azienda consolidando la sua reputazione come produttore d’eccellenza. Anche dopo le difficoltà causate dalla guerra, la famiglia Kahles riuscì a ricostruire l’attività e a rilanciarla, preservando l’impegno nella qualità e nell’innovazione.
Nel corso del XX secolo Kahles introdusse importanti innovazioni nel campo dell’ottica: tra queste, l’adozione di lenti acromatiche e, nel tempo, lo sviluppo di progetti come la serie “Helia”. Con l’evoluzione tecnologica, l’azienda seppe adattarsi e mantenere standard elevati, tanto da essere riconosciuta come una delle firme storiche nel mondo delle ottiche da caccia, birdwatching e osservazione.
Oggi Kahles opera come realtà ben consolidata, con sede produttiva nell’area di Guntramsdorf (nei pressi di Vienna), e continua a offrire strumenti ottici di alto livello, capaci di unire tradizione, precisione e affidabilità — valori che si riflettono concretamente in modelli come quello che stai recensendo.
SWAROVSKI OPTIK E KHALES
Un aspetto che ha attirato la mia attenzione, e che ho letto più volte tra appassionati e forum di settore, riguarda la possibile parentela tra il Kahles Helia S e il vecchio Swarovski SLC ormai fuori produzione. A occhio nudo e secondo le caratteristiche che ho potuto osservare, molti elementi meccanici e ottici sembrano molto simili: il corpo in magnesio, il ponte centrale, l’ergonomia, i prismi e la configurazione 8×42 ricordano in maniera sorprendente il vecchio SLC.
Devo precisare però che, come giornalista, non dispongo di alcuna conferma ufficiale e non posso affermare con certezza che si tratti dello stesso binocolo rimarchiato. Quello che posso dire è che l’impressione visiva e pratica che se ne ricava, unita alle voci diffuse tra gli appassionati, lascia aperta la possibilità che l’Helia S sia almeno ispirato o derivato dall’SLC. Ritengo comunque utile menzionare questa percezione, perché può influenzare le aspettative di chi osserva o valuta il binocolo, ma va trattata come un’ipotesi personale e non come un dato certo.

MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO
Il binocolo con prismi a tetto Schmidt-Pechan di altissima qualità è composto da una cerniera centrale alla cui sommità è presente una manopola di messa a fuoco molto ben progettata, nelle dimensioni 29×30 mm, e zigrinata. Il ponte aperto è ampio abbastanza per fornire un ottimo comfort anche a chi ha le mani grandi (34×74 mm).
Il peso del binocolo, stimato in 771 grammi con la mia bilancia elettronica, è leggermente sbilanciato verso gli oculari e questo concede un miglior comfort grazie al minore sforzo di collo e spalle necessario per accostare gli oculari agli occhi. L’armatura di gomma vulcanizzata è spessa, di ottima qualità, molto antiscivolo e con una colorazione marrone realmente anonima, soprattutto nel bosco; l’unico vezzo di vivacità è dato dalle due linee arancioni, invisibili agli ungulati in quanto vedono in grigio.
Per il resto è un binocolo che propone robustezza e leggerezza grazie anche allo scafo in magnesio, e che ha specifiche di impermeabilizzazione da top di gamma, con riempimento in azoto e una temperatura di funzionamento compresa tra –25 e +55 gradi. Nella zona laterale sotto gli oculari sono presenti due robustissime asole per il collegamento della tracolla.
Relativamente al sistema di messa a fuoco, ci troviamo di fronte a una meccanica ottima: i movimenti non sono fluidissimi ma molto precisi, con un ottimo snap test, ossia l’univocità del punto di fuoco che si verifica cercando il punto preciso, sfuocando in intra-focale, poi in extra-focale, e cercando di raggiungerlo di nuovo.

La distanza minima di messa a fuoco che ho verificato in questo esemplare è di circa 3,40 metri. Da questa distanza sono riuscito a raggiungere l’infinito ruotando la manopola in senso orario per circa 1 giro e 3/4. Ovviamente queste prestazioni non sono le migliori nel settore dei binocoli da birdwatching, ma dato che la distanza tra i dieci metri e l’infinito comporta l’uso del rotore con poca escursione, penso sia senz’altro ottimale per la maggior parte delle sessioni naturalistiche. La manopola propone, proprio come lo Swarovski SLC, il sistema integrato di regolazione diottrica, è sufficiente sollevare verso gli oculari la parte esterna ruotandola per adattarla alle proprie esigenze.
OTTICA
Obiettivi
Kahles è un po’ parca e discreta nel citare le caratteristiche dei componenti ottici utilizzati; personalmente, dopo il test sul campo, sono abbastanza sicuro che abbiamo a che fare con obiettivi a bassa dispersione e anche di ottima qualità. La nitidezza e il contrasto in asse sono ottimi, da vero Top di Gamma; anzi, abbiamo avuto modo spesso di parlare sulle pagine di Binomania riguardo alla possibilità che uno schema ottico meno complesso sia foriero di maggior nitidezza, e questo è il caso. La resa dei colori è ottima, molto reale, con una tonalità dei bianchi che giudico abbastanza neutra. Da un punto di vista meccanico gli obiettivi frontali sono incastonati nello scafo di magnesio per circa 15 mm, un fattore che comporta un ottimo riparo da urti ma anche dalla luce diffusa. Ho notato che in parte la loro posizione è anche riparata dalla lieve pioggerella rispetto a obiettivi più esterni.

Oculari
Il campo di vista a 1000 metri è di 110 metri e questo comporta un campo reale dichiarato di 6.3°, che genera un campo apparente grandangolare di 63°. La lente di campo è ampia, circa 23 mm, mentre è veramente ottimo il diametro del barilotto degli oculari che nella zona dei paraluce si attesta sui 39 mm: questo concede un eccellente comfort visivo, quanto meno al sottoscritto, che con una distanza interpupillare di 66 mm usufruisce ancora di 24 mm di spazio per “insinuare” un naso un poco importante.
I paraluce sono composti da materiali di qualità, con gomma morbida e scheletro di metallo; si ruotano con un sistema a estrazione con stop prefissati. Il paraluce è inoltre totalmente estraibile e questo facilita la pulizia delle ottiche, come nella maggior parte dei prodotti di alta fascia.
L’azienda dichiara un’estrazione pupillare di 15.8 mm e, in effetti, nella pratica li ho trovati molto sfruttabili anche con gli occhiali da sole. Certamente consiglierei ai portatori di occhiali da vista, se possibile, di provarli prima dell’acquisto.

Prismi
Anche il comparto prismi è da Top di Gamma: prismi a tetto Schmidt-Pechan in vetro BaK-4 di alta qualità, senza vignettature evidenti, con un diaframma di campo nitido e senza la presenza di luce diffusa nei pressi della pupilla (perfettamente circolare) che possa inficiare le osservazioni in presenza di luce parassita.
Trattamento antiriflesso
Non possedendo macchinari professionali per la verifica della trasmissione luminosa e della qualità dei trattamenti multi-strato applicati sul binocolo austriaco, posso solo citare le mie impressioni pratiche. Vi confermo che nell’osservazione del mio viso, cercando di riflettermi negli obiettivi, i dettagli erano completamente assenti, sintomo pratico che dimostra come il treno ottico grazie ai trattamenti rifletta pochissimo. Molto efficiente anche al crepuscolo: provato contro due Top di Gamma del medesimo formato, non verificavo sostanzialmente differenze apprezzabili.
ABERRAZIONI CROMATICHE E GEOMETRICHE
Aberrazione cromatica al centro del campo
Quando parlo di aberrazione cromatica con gli appassionati noto un certo interesse tra gli astrofili e i birdwatchers e poca considerazione nei cacciatori, che cercano prestazioni differenti. In ogni modo, il binocolo austriaco della Kahles ha un contenimento del cromatismo residuo che è ottimale al centro del campo e che giudico solo leggermente inferiore a prodotti come, ad esempio, per rimanere in Austria, lo Swarovski NL Pure. Nelle comuni condizioni di illuminazione, al centro del campo ha passato perfettamente la prova dell’analisi del gazebo bianco nel mio giardino, cedendo unicamente con un piccolo alone verde/viola nell’analisi di rami di betulla in controluce su un cielo grigio intenso di mezzogiorno. È una prestazione, anche in questo caso, molto simile ai migliori binocoli presenti sul mercato.
Cromatismo laterale
Si nota, ma quasi sempre in situazioni di forte contrasto, come lieve alone verde/viola sui bordi degli oggetti più contrastati, e aumenta proporzionalmente – da circa il 65% dal centro del campo – spostandosi verso i bordi.
Curvatura di campo
Similmente alla linea Swarovski SLC citata nella premessa, non è un binocolo dotato di oculari asferici o di spianatore di campo. Si nota un po’ di curvatura di campo verso l’80% del bordo con una perdita di nitidezza lieve. La situazione molto confortante è che, provando a focheggiare verso il bordo, la nitidezza migliora, sintomo che non è particolarmente inficiato da aberrazioni geometriche ulteriori come coma o astigmatismo. Nell’uso diurno le prestazioni sono comunque molto alte, in parte anche compensate dalla fisiologia visiva di ognuno di noi, che varia anche in base all’età.
Distorsione angolare
Come più volte ribadito, la distorsione angolare è progettata in modo tale da evitare o diminuire l’effetto “palla rotolante”. Consiglio ai neofiti di leggere il glossario di Binomania per ulteriori informazioni. Personalmente, osservando strutture perfettamente verticali, l’ho percepita verso il 75% dal centro del campo; potrei — a spanne — quantificarla in circa il 5%. Non riesco a essere molto preciso nell’utilizzo in panning, in quanto non sono molto sensibile al rolling ball effect appena citato.
Altre aberrazioni nell’uso astronomico
Nelle osservazioni delle stelle, l’assenza di lenti asferiche negli oculari comporta la presenza di stelle non puntiformi verso l’80% dal centro del campo e una lieve percezione di coma e astigmatismo, che si mostrano con evidenza provando ad analizzare il disco di diffrazione stellare in intra ed extrafocale.
TEST CON USAF CHART
Il mio classico test molto personale, con carta di mira stampata e dimensionata dal mio grafico e che uso per un mero paragone personale, ha evidenziato che questo binocolo, in quanto a nitidezza e contrasto in asse, non ha nulla da eccepire rispetto a un Top di Gamma. La nitidezza è simile a quella di prodotti di fascia superiore; pecca solo in un inferiore contenimento del cromatismo residuo, come già citato, ma solo nelle situazioni di alto contrasto, come l’analisi della USAF chart con righe nere su sfondo bianco.

IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO
Birdwatching
Kahles propone particolarmente questo binocolo per gli appassionati di attività venatoria; tuttavia, se si esclude la messa a fuoco un po’ lunga dalla minima distanza all’infinito e una distanza minima superiore ai tre metri, non si può che apprezzarlo anche nelle osservazioni di birdwatching.
La nitidezza in asse è quasi comparabile con i migliori Top di Gamma, il contrasto è alto, la percezione dei bianchi è neutra e i colori sono molto brillanti; inoltre ha uno scafo in magnesio ed è robusto e ben impermeabilizzato. Se si vuole possedere un binocolo Made in Austria, di un brand di proprietà del marchio Swarovski ma con produzione e decisioni proprie, direi che sia una scelta ottimale. Vi invito a vedere il video sul mio canale YouTube, dato che ho ripreso con la tecnica del digiscoping un po’ di avifauna presso il noto hotspot di Germignaga anche in condizioni di luce molto critiche.

Paesaggio
Il campo di vista che inquadra non è paragonabile ai migliori Top di Gamma, ma anche in questo caso le sue caratteristiche citate poc’anzi lo rendono un validissimo binocolo, oltretutto compatto e più leggero di altre soluzioni. Anche per l’osservazione del paesaggio ho avuto delle stupende visioni delle Alpi innevate nell’ultima settimana del mese di novembre, che mi hanno fatto scordare di aver lasciato a casa il mio Top di Gamma.
Crepuscolo
Non è performante come un crepuscolare 8×56, ma la trasmissione luminosa è ottima e si avvantaggia anche di uno schema ottico più semplice rispetto a un ultra-grandangolare. Nella pratica, meno lenti nel treno ottico significano meno dispersione luminosa. Al crepuscolo i caprioli appaiono nitidi e contrastati e ho faticato nel cercare di trovare reali differenze con un 10×42 che costa 2500 euro.
Penso che Kahles, con questo prodotto molto familiare agli amanti del “fuori produzione ” Swarovski SLC 42, abbia in catalogo un binocolo per palati fini ed esigenti, e lo vedo più devoto all’attività venatoria che al birdwatching.

Osservazioni astronomiche
Stelline puntiformi al centro del campo come in un rifrattore, cielo molto scuro grazie al contrasto alto e all’ottima luminosità. Certamente, con una cifra del genere si acquista un telescopio di maggior diametro, ma se lo avete acquistato per le vostre escursioni naturalistiche, perché non utilizzarlo magari durante le vostre escursioni in montagna, con pernottamenti nei rifugi, per osservare il cielo?
La scorsa settimana ero in montagna per verificare le prestazioni di un telescopio astronomico; seppur fossi ancora un po’ affaticato per una bronchite mal curata, ho voluto continuare le osservazioni al binocolo dopo aver messo via il rifrattore e vi posso confermare di essere rimasto molto soddisfatto. La zona di Orione era colma di stelle colorate, M42 mostrava un piccolo dettaglio, mentre le Pleiadi erano stupende: brillanti ma al contempo molto puntiformi. Apparivano più simili all’immagine a bassi ingrandimenti di un piccolo rifrattore apocromatico che a quella di un semplice binocolo… insomma, non rimarrete senz’altro delusi.
PREGI E DIFETTI
Pregi
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Ottica di alta qualità
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Colori neutri
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Immagini brillanti
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Nitido e contrastato
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Leggero e robusto
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Paragonabile in molte caratteristiche a un Top di Gamma
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Prodotto Made in Austria con dieci anni di garanzia
Difetti
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Rispetto a un Top di Gamma, cede lievemente nel contenimento delle aberrazioni cromatiche nelle condizioni più difficili
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Non ha un campo totalmente corretto sino al bordo
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Pur essendo grandangolare, non è un ultra-grandangolare
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Se non avete bisogno di queste ultime prestazioni e volete risparmiare, il Kahles Helia rimane comunque un’ottima scelta

IN SINTESI
Il Kahles Helia S 8×42 si inserisce con forza in una fascia di prezzo molto competitiva, confermando l’eccellenza del progetto austriaco che da sempre ha fatto scuola nel mondo dell’ottica. Poliedrico e versatile, pur non essendo paragonabile ai migliori Top di Gamma per il birdwatching, si dimostra molto ideale per l’attività venatoria e le osservazioni naturalistiche. Da apprezzare anche i dieci anni di garanzia e la produzione europea, a ulteriore conferma della qualità del prodotto. c

RINGRAZIAMENTI
Ringrazio come sempre Marco Lucchini del noto negozio di Domodossola per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e per avermi lasciato libero di citare le mie impressioni personali sul campo. Vi invito a visitare il negozio di Marco, che ha sede in via G. Galletti a Domodossola, per provare e comparare il Kahles con altri strumenti.
Piergiovanni Salimbeni — Giornalista e tester indipendente, fondatore di Binomania.it, con oltre 25 anni di esperienza nella valutazione di strumenti ottici e digitali. Offre recensioni pratiche e consulenze personalizzate per scelte di acquisto consapevoli.
