Dopo aver presentato la video recensione dello Swarovski SLC 15×56, ho ricevuto varie richieste da parte degli appassionati di realizzare un articolo più approfondito e una video recensione completa del formato 8×56.
Ricordo ai lettori che è presente un articolo comparativo pubblicato su Binomania nel 2014, quando confrontai lo SLC 8×56 con lo Zeiss HD 8×56.
Grazie alla collaborazione di Marco Lucchini, ho avuto – come avete visto nell’ultimo video reportage realizzato presso il suo negozio di Domodossola – la possibilità di ricevere in visione un esemplare di questo interessante binocolo, attualmente disponibile al prezzo di 2.490 €.
Come sempre, all’interno dell’articolo e della video recensione troverete non solo le sue caratteristiche tecniche, ma anche le mie impressioni pratiche sul campo, maturate dopo innumerevoli prove nel settore naturalistico, nella visione della fauna al crepuscolo e in quello astronomico.
Buona visione e buona lettura!
ACCESSORI IN DOTAZIONE
Vi invito a vedere il breve short video dove mostro tutti gli accessori in dotazione. Il binocolo arriva sempre all’interno di un ottimo packaging in cartone bianco e verde, all’interno del quale è custodito il binocolo stesso, una custodia morbida ma resistente, il panno per la pulizia delle ottiche, i tappi copriobiettivi, il coprioculare, una cinghia morbida in neoprene e una cinghia per il trasporto della borsa.
Imprescindibile ormai da anni, è presente anche una piccola saponetta con lo spazzolino per la pulizia dell’armatura esterna. È inoltre incluso un manuale multilingue con le istruzioni per il primo utilizzo.
ACCESSORI OPZIONALI
Per quanto riguarda gliaccessori opzionali, anche in questo caso la dotazione è piuttosto ampia. È disponibile il CA-B, un adattatore a morsetto per binocolo che costa 50 €, l’adattatore per smartphone VPA2 al prezzo di 203 €, le bretelle BSP ,81,00 €, la protezione per binocolo BG (che serve a proteggere gli oculari) dal costo di 60 €, le conchiglie oculari WS contro la luce laterale che costano 40 €, la cinghia galleggiante Pro FSSP dal prezzo di 90 €, l’adattatore per treppiede TAs-SLC che costa 182 €, e infine l’adattatore universale UTAs, disponibile al prezzo di 151 €.
MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO
Fresco del test del 15×56, a livello estetico non ci sono grandi differenze. Come design, si tratta di un classico binocolo con prismi a tetto, dotato di un grande ponte centrale e di una cerniera estremamente robusta.
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L’armatura è porosa e spessa, con un buon grip, mentre nella parte inferiore — grazie alla configurazione ottica con prismi Abbe-Koenig — è stato possibile ricavare due incavi ergonomici che consentono di alloggiare perfettamente i pollici. C’è da dire, infatti, che l’ergonomia è stata ben studiata per questo 8×56, che si gestisce comodamente anche a mano libera, diversamente dal 15×56, per il quale è invece utile e praticamente indispensabile il montaggio su treppiede fotografico.
A livello di bilanciamento, il binocolo risulta lievemente sbilanciato verso gli obiettivi, ma rimane comunque comodo da impugnare. Spostando il dito medio nella parte superiore del ponte è possibile utilizzare l’indice per azionare la manopola di messa a fuoco senza problemi di comfort.
Un bel primo piano sul binocolo Swarovski SLC 8×56
Sui lati del corpo centrale sono presenti le due robustissime asole che accolgono la tracolla in neoprene. Anche per questo modello è prevista la possibilità di essere agganciato ai supporti per treppiede, come indicato sul sito ufficiale austriaco. Personalmente l’ho montato su alcuni dei miei treppiedi fotografici, sia in carbonio, sia in legno utilizzando il supporto universale Berlebach, notando in ogni caso un ottimo contenimento delle vibrazioni, anche durante le sessioni di digiscoping.
Per quanto riguarda l’impermeabilizzazione, lo Swarovski SLC è in grado di resistere a una temperatura operativa compresa tra -25 °C e +55 °C, e una temperatura di stoccaggio tra -30 °C e +70 °C. È impermeabile fino a 4 metri di profondità ed è riempito in azoto, per prevenire l’appannamento interno.
Le dimensioni sono naturalmente importanti, viste le caratteristiche ottiche:
Lunghezza: 194 mm
Larghezza: 140 mm
Altezza: 73 mm Il peso dichiarato da Swarovski è di 1.225 g; avvalendomi della mia bilancia elettronica, ho rilevato 1.230 g, senza tappi e tracolla, perfettamente in linea con quanto dichiarato dal produttore.
La manopola di messa a fuoco misura 30×32 mm, è zigrinata e integra il sistema di regolazione delle diottrie, con un’escursione di ±4 diottrie. La distanza minima di messa a fuoco da me rilevata è identica a quella del 15×56, ossia 3,8 metri.
Per raggiungere l’infinito è necessario ruotare la manopola in senso orario di poco più di un giro completo, mentre con il 15×56 occorreva compierne due. Inquadrando un oggetto a circa 25 metri di distanza, la correzione verso l’infinito richiede solo una lievissima escursione della manopola, dato che risulta già quasi tutto perfettamente a fuoco, grazie all’ottima profondità di campo dell’8× rispetto al 15×.
OTTICA
Obiettivi
Non mi è dato conoscere la composizione dei vetri utilizzati per la realizzazione degli obiettivi dello Swarovski SLC 8×56. Tuttavia, ribadisco — come già evidenziato nella precedente prova del 15×56 — che questo binocolo, sull’asse ottico, può essere definito apocromatico: sussiste infatti un ottimo contenimento del cromatismo residuo, come potrete leggere nel paragrafo specifico. Le immagini risultano stupende: nitide, contrastate, brillanti, con colori fedeli e naturali. Quando si osserva la natura, sia al primo mattino sia al crepuscolo, sembra letteralmente che qualcuno abbia illuminato la scena con un proiettore professionale.
Se si è in grado di gestire le dimensioni e il peso, questo binocolo rappresenta, a mio avviso, una delle migliori soluzioni attualmente disponibili sul mercato nella categoria dei cosiddetti 8×56 “per antonomasia”.
Gli obiettivi da 56 mm forniscono immagini nitide e molto contrastate
Oculari
Gli oculari sono comodissimi, grazie ai paraluce della corretta dimensione. Presentano un diametro di circa 43 mm e, alla mia distanza interpupillare, comportano uno spazio tra i due tubi di circa 23 mm, risultando tra gli 8×56 più confortevoli che abbia avuto il piacere di utilizzare.
Molto ampia anche la lente di campo degli oculari, che ho misurato in 28 mm. Queste dimensioni consentono un’ottima pulizia della lente di campo, anche grazie alla possibilità di rimuovere completamente i paraluce, riducendo inoltre il rischio di appannamento durante i periodi invernali.
Dal punto di vista delle prestazioni tecniche, gli oculari inquadrano un campo visivo di 133 m a 1000 m, pari a 7,6°, il che lo rende un binocolo grandangolare. Il campo apparente dichiarato da Swarovski è di 60°, mentre ricordo ai lettori che i modelli 8×56 più economici offrono spesso campi di vista compresi tra 50° e 54°.
I paraluce si estraggono tramite un movimento di rotazione con sistema click-stop. Le posizioni intermedie non sono rigidissime, ma comunque ben gestibili: pare ve ne siano due intermedie, e grazie alla buona meccanica è possibile ruotare con precisione l’oculare per adattarlo alle proprie esigenze visive.
Seppur sia un formato crepuscolare, il binocolo austriaco presenta un campo grandangolare
Prismi
Lo Swarovski SLC 8×56 utilizza prismi Abbe-Koenig di altissima qualità, una scelta che consente di ottimizzare la trasmissione luminosa e ridurre al minimo le dispersioni, garantendo così immagini molto luminose e contrastate.
Rispetto ai prismi Schmidt-Pechan, gli Abbe-Koenig risultano più ingombranti, ma si distinguono per la riflessione totale interna, senza necessità di rivestimenti riflettenti esterni.
La pupilla di uscita misura 7 mm ed è perfettamente circolare: non si notano perdite di luce ai bordi. Il field stop è netto, con solo un lievissimo anello verde al bordo, e nei pressi della pupilla non si osserva luce diffusa. Sono visibili solo minimi riflessi provenienti dalla meccanica interna dei prismi, ma che non interferiscono con la pupilla stessa.
È estremamente piacevole utilizzare un binocolo con una pupilla così ampia, anche se, in pratica, pochi osservatori sopra i quarant’anni riescono a sfruttarla completamente, poiché la pupilla umana tende a ridurre la propria dilatazione con l’età. Tuttavia, i vantaggi restano notevoli: maggiore comodità d’uso, possibilità di “navigare” più agevolmente all’interno della pupilla del binocolo rispetto alla propria, e un generale miglioramento dell’esperienza visiva.
Trattamento antiriflesso su lenti e prismi
Swarovski utilizza, come di consueto, trattamenti antiriflesso multistrato di altissima qualità su ogni superficie ottica, per garantire una trasmissione della luce eccellente, dichiarata in questo modello pari al 93% — uno dei valori più alti oggi disponibili sul mercato.
Il fattore crepuscolare, secondo la norma ISO 14132-1, è pari a 21,2, a conferma delle prestazioni di livello assoluto di questo SLC 8×56.
ABERRAZIONI CROMATICHE E GEOMETRICHE
Aberrazione cromatica al centro del campo
Rammento ai lettori che la percezione dell’aberrazione cromatica è sempre molto soggettiva. Personalmente posso affermare che in asse non sono riuscito a rilevare alcuna aberrazione cromatica ritenibile invasiva: si nota unicamente in condizioni davvero estreme.
Ad esempio, il binocolo ha superato brillantemente il test che effettuo di consueto nel mio giardino, osservando le parti metalliche molto riflettenti del gazebo bianco. In linea di massima, dunque, ritengo che si possa definire un binocolo apocromatico e senz’altro tra i migliori della sua categoria. Non ho potuto effettuare comparative dirette con altri modelli nella stessa fascia, quindi non posso dichiarare con certezza che sia “il migliore”, ma il livello qualitativo è elevatissimo.
Cromatismo laterale
Ottime impressioni anche per quanto riguarda il cromatismo laterale. Si manifesta soltanto su soggetti molto contrastati, a partire dal 50–60% dal centro del campo, ma nelle normali condizioni di illuminazione, durante l’osservazione del paesaggio o della fauna, è praticamente impercettibile.
Curvatura di campo
Nel 15×56 avevo già notato un’ottima resa anche ai bordi. Nel formato 8×56, a causa della maggiore grandangolarità e dell’assenza di uno spianatore di campo, non si può parlare di campo perfettamente piatto. Durante le osservazioni diurne si percepisce una leggera curvatura di campo, che compare intorno all’80–85% del campo visivo, ma risulta poco invasiva e spesso ben compensata dalla naturale accomodazione visiva dell’osservatore.
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Distorsione angolare
La distorsione angolare viene studiata con attenzione dai progettisti durante la progettazione di un binocolo, poiché una determinata percentuale serve a compensare il cosiddetto “effetto palla rotolante”, percepibile durante i movimenti di panning.
Questa percezione è particolarmente soggettiva: ci sono persone più sensibili e altre praticamente immuni. Io appartengo a quest’ultima categoria e, di conseguenza, non posso affermare se la resa sia migliore o peggiore rispetto ad altri modelli. Posso però confermare che l’8×56 SLC restituisce una sensazione di naturalezza eccellente durante i movimenti da sinistra a destra e viceversa.
Altre aberrazioni
Nell’osservazione e analisi dei campi stellari, ho notato l’assenza di un campo completamente piatto e di stelle perfettamente puntiformi fino al bordo. Non è ovviamente paragonabile alla serie EL o NL Pure, ma le stelle di prima e seconda magnitudine mostrano solo un leggero astigmatismo al bordo, a partire dall’80–85% del campo, variabile anche in base alla luminosità stellare.
Va considerato che questo binocolo fornisce una pupilla di uscita molto ampia, e quindi, qualora l’osservatore soffrisse di astigmatismo fisiologico, specialmente notturno, potrebbe percepire un effetto stellare accentuato — non imputabile allo strumento, ma alla propria vista.
Test con USAF Chart a 35 metri
Il test, effettuato utilizzando la carta di mira USAF che adotto come riferimento personale, ha evidenziato la capacità dello Swarovski SLC 8×56 di risolvere perfettamente le righe verticali e orizzontali del gruppo 1, in modo simile ad altri 8×56 che ho testato di recente.
Non ho potuto eseguire una comparativa diretta con lo Zeiss SFL 8×50 o con altri modelli, ma posso confermare che le righe apparivano molto nette, con un micro contrasto elevatissimo. Ritengo che questo sia uno dei binocoli più contrastati in asse che io abbia provato.
L’aberrazione cromatica residua è minima al centro e aumenta gradualmente verso il bordo, dove si notano sottili frange verdi-violacee attorno ai contorni delle linee e dei numeri, ma nulla di realmente invasivo. Anche in questo caso, lo SLC 8×56 conferma l’ottima qualità ottica della serie.
Il risultato con la USAF CHART
Faretto, Spike e luce diffusa
Come potrete vedere nel video, ho avuto modo di osservare alcuni gabbiani in forte controluce e devo confermare che, nonostante la pupilla di uscita molto luminosa, il contenimento della luce diffusa è pregevole.
Per le sue caratteristiche tecniche, questo binocolo è perfettamente utilizzabile in controluce, come è giusto che sia per uno strumento progettato per osservazioni all’alba e al crepuscolo, che restano il suo campo d’impiego ideale.
Durante le osservazioni notturne, ho anche effettuato test osservando la Luna quasi piena e il classico faretto del vicinato (situato a circa 50 metri). Ho potuto constatare che il binocolo mantiene un ottimo controllo dei riflessi interni, senza fenomeni di ghosting o flare evidenti.
IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO
Birdwatching
Mi scuso per questa premessa che può sembrare fuori luogo, ma ricordo bene un episodio avvenuto in un negozio milanese: anni fa, mentre ero indeciso tra un rifrattore da 102 mm e uno Schmidt Cassegrain da 203 mm, un astrofilo veterano mi disse che “in astronomia è sempre meglio investire nel diametro”. Oggi, osservo che quella stessa filosofia si applica anche al binocolo — pur dovendo considerare peso e ingombro quando si porta lo strumento su terreni difficili.
Un 8×56, quando le condizioni sono favorevoli, può offrire prestazioni superiori rispetto a un 8×42. In condizioni diurne difficili, talvolta le differenze non sono immediatamente evidenti: ma la pupilla d’uscita da 7 mm permette un allineamento rapido al viso senza ricercare compulsivamente il “punto corretto”.
Ho notato una superiorità evidente nell’osservazione delle sotto ali dei rapaci: a parità di illuminazione, l’8×56 rivela dettagli più nitidi, quasi come “alzando le ombre” in un RAW fotografico. Al crepuscolo, quando un 8×42 fatica a mettere a fuoco rapaci posati o nascosti, l’8×56 svela nuovi particolari con minore sforzo.
Attenzione però: l’efficacia dell’8×56 dipende anche dalla dilatazione della pupilla dell’osservatore. Se la vostra pupilla non raggiunge i 7 mm, lo sfruttamento pieno del binocolo sarà proporzionato al diametro effettivo della vostra pupilla (mettiamola così: se avete una pupilla di 5 mm, lo sfrutterete come un “binocolo da 42 mm” — se ne avete 3,5 mm, diventa quasi un 30 mm).
Notare l’espressione soddisfatta alla fine del test pratico sul campo
Paesaggio
I formati 7×42 e 8×56 generalmente non sono noti per i loro campi visivi molto ampi, specialmente nei modelli più economici. Tuttavia, lo Swarovski SLC 8×56 riesce a fornire un campo apparente definibile come grandangolare: la visione non dà mai l’impressione di essere “stretto”.
Si apprezza la resa cromatica, la brillantezza, la nitidezza e il contrasto — insieme alla comodità della pupilla d’uscita generosa. Le dimensioni, in qualche modo, aiutano nella stabilità: un oggetto un po’ massiccio tende ad assorbire piccole vibrazioni, similmente al caso di obiettivi fotografici più pesanti che risultano più facili da tenere saldi rispetto a quelli ultraleggeri.
Crepuscolo
Il crepuscolo è davvero il regno di questo formato. Nella video recensione vi porto con me in un’uscita notturna, mimetizzato e ben piazzato in controvento: quando all’occhio nudo appaiono solo sagome grigiastre, l’8×56 “illumina” la scena, intensificando i colori e mantenendo nitidezza e contrasto.
Ritengo che, a condizione di non distrarsi con lo smartphone, un osservatore con una vista sana — anche nella mia fascia d’età — possa sfruttare quasi totalmente questo binocolo. L’unico “difetto” pratico resta l’ingombro, da considerare in escursioni lunghe: per questo motivo molti birdwatcher optano per modelli più compatti (ad esempio lo Swarovski Habicht 7×42).
Osservazione astronomica
Benché non sia progettato specificamente per l’astronomia, un grande diametro e un ingrandimento moderato generano opportunità notevoli: grazie alla notevole luminosità, la Via Lattea appare viva, le stelle (al centro campo) sono davvero puntiformi e molte stelle più deboli iniziano a mostrarsi con caratteri e colori — cosa che con un 8×42 sarebbero solo “punti bianchi”.
In un’occasione, sono riuscito a osservare M33 con facilità, e ho notato un miglior contrasto rispetto a un9×63 Vixen Ultima che avevo usato come riferimento — pur con campi differenti.In sintesi: non è uno strumento telescopico puro, ma in buone notti e in condizioni favorevoli può dare soddisfazioni notevoli anche sotto il cielo stellato.
Il binocolo Swarovski SLC 8×56 è ancora tra le migliori situazioni disponibili sul mercato
Pregi e Difetti
Pregi
Qualità ottica eccellente: immagini nitide, contrastate e con una resa cromatica brillante, molto naturale.
Centro campo impeccabile: almeno nella zona centrale, la resa è ai vertici della categoria, con microcontrasto elevato e una sensazione di tridimensionalità sorprendente.
Campo apparente grandangolare: pur non essendo un wide-angle estremo, la visione risulta ampia e priva dell’effetto “buco della serratura”.
Prismi Abbe-König di altissima qualità: responsabili della trasmissione luminosa eccezionale e della resa crepuscolare.
Costruzione robusta e impermeabilità certificata: utilizzabile in qualsiasi condizione ambientale, anche in escursioni impegnative o in appostamenti notturni.
Buon comportamento in controluce: notevole soppressione della luce diffusa, utile in osservazioni con sorgenti luminose vicine all’asse ottico.
Ideale per uso crepuscolare e venatorio: luminosità e contrasto lo rendono perfetto per l’osservazione di fauna in bassa luce.
Qualità percepita e meccanica senza compromessi: messa a fuoco precisa, fluida e con regolazione diottrica integrata ben calibrata.
Difetti
Peso e ingombro: non è un binocolo da portare ovunque; rispetto a un 8×42 richiede più attenzione nel trasporto e nell’impiego prolungato a mano libera.
Nitidezza ai bordi migliorabile: verso l’80–85% del campo si percepisce una lieve perdita di definizione, anche se mai fastidiosa.
Non specificamente ottimizzato per uso astronomico: il grande diametro e il basso ingrandimento non permettono un contrasto altissimo sul fondo cielo, ma restano comunque prestazioni eccellenti per osservazioni panoramiche della Via Lattea. Per uso prettamente astronomico meglio il 10×56 o il 15×56 (su treppiede)
Prezzo elevato: si colloca nella fascia premium del mercato, ma proporzionato alla qualità costruttiva e ottica offerta.
In Sintesi
Lo Swarovski SLC 8×56 si conferma, ancora oggi, come punto di riferimento assoluto tra i binocoli con prismi a tetto destinati all’uso naturalistico in questo formato. La sua combinazione di luminosità, comfort visivo, solidità e resa cromatica lo rende uno strumento polivalente, capace di eccellere sia nell’osservazione crepuscolare che nel birdwatching o nel semplice piacere di ammirare il paesaggio.
È uno di quei binocoli che trasmette la sensazione di poter “andare ovunque e vedere tutto”, mantenendo una qualità d’immagine che solo i migliori prodotti europei sanno garantire.
Chi lo sceglie sa di portare con sé uno strumento da vita intera, costruito con la precisione tipica della casa austriaca.
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Prezzo e Garanzia
Il prezzo di acquisto dello Swarovski SLC 8×56, aggiornato a novembre 2025, come indicato da Marco Lucchini, è di 2.490 €. Come da tradizione Swarovski, il binocolo è coperto da garanzia internazionale di 10 anni, con un eccellente servizio di assistenza post-vendita e possibilità di manutenzione anche dopo il periodo di garanzia.
Ringraziamenti
Ringrazio come sempre Marco Lucchini per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e, soprattutto, per avermi lasciato piena libertà di esprimere le mie impressioni personali — nel bene e nel male. Chi volesse provare di persona lo Swarovski SLC 8×56 può recarsi nel negozio di Marco a Domodossola, in via G. Galletti, dove sarà possibile testarlo sul campo e confrontarlo con altri modelli della gamma.
Disclaimer
Binomania non è un negozio. Sul mio sito troverete solo recensioni imparziali di prodotti ottico-sportivi, fotografici e astronomici. Non ricevo percentuali sulle vendite né incentivi commerciali dai marchi recensiti. Per informazioni aggiornate su prezzi, disponibilità o novità di prodotto, consiglio di visitare il sito ufficiale Swarovski Optik o i rivenditori autorizzati italiani.
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Piergiovanni Salimbeni è un tester e giornalista indipendente iscritto all’Albo Professionale dei Giornalisti della Lombardia. Si è laureato presso l’Università Statale di Milano con una tesi riguardante : ” I danni da inquinamento elettromagnetico e il caso Radio Vaticana”. E’ responsabile dei siti web: www.binomania.it e www.termicienotturni.it. Pubblica video recensioni sul suo canale YouTube. Dal 1997 collabora con mensili e quotidiani nazionali, sempre nei settori di sua competenza: ottica sportiva, astronomica, fotografica, sistemi per la visione notturna e termica, geologia lunare. Coltiva da sempre la passione per la scrittura, nel 2020 ha esordito con pseudonimo con un editore classico, mentre nel 2022 ha pubblicato su Amazon il suo secondo romanzo “Il Purificatore”, disponibile anche in formato e-book. Nel tempo libero leggi molti libri, pratica tiro sportivo a lunga distanza, fototrappolaggio, digiscoping, fotografia di paesaggio.
Questo sito è di proprietà del dott. Piergiovanni Salimbeni iscritto all’Ordine Professionale dei Giornalisti della Lombardia. (Giornalista indipendente con Partita IVA n. 03822680124) Per informazioni sul trattamento dei dati, si prega di visitare il settoreprivacy e cookies
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