Gli astrofili di tutto il mondo sono soliti associare il noto marchio americano Celestron a una vasta gamma di telescopi. In realtà, negli ultimi anni il brand è riuscito a proporre non solo agli appassionati delle osservazioni del cielo ma anche a quelli della natura una interessante serie di binocoli: dai Up Close G2 alla serie Outlander X, alla serie Skymaster, alla serie Nature DX. La novità di quest’anno è la gammaNature DX ED, che mi è stata gentilmente fornita da Auriga (Celestron Italia), distributore ufficiale per l’Italia dei prodotti Celestron. Questa nuova serie è composta da quattro formati: 12×50, 10×50, 10×42 e 8×42. Personalmente ho deciso di chiedere la “corretta via di mezzo”, quindi il classico e poliedrico 10×50, il cui prezzo attuale è di 339 €.
All’interno della recensione, come di abitudine, troverete le caratteristiche tecniche e le mie impressioni personali scaturite da varie sessioni osservative, dall’astronomia sino al birdwatching. Nel video, inoltre, troverete anche alcune riprese ottenute appoggiando la fotocamera dell’iPhone XR a uno degli oculari del binocolo. Buona visione e buona lettura!
Come sempre, per verificare la dotazione, vi consiglio di guardare il breve short che ho pubblicato sul mio canale YouTube e che vi presento qui di seguito. Abbiamo una dotazione minimal che prevede una borsa in nylon zigrinata, in grado di gestire anche un poco di pioggia in maniera morbida. All’interno della scatola troverete inoltre un manuale per le istruzioni, l’immancabile panno di pulizia per le ottiche, una piccola tracolla in tessuto per trasportare il binocolo e l’ovvia tracolla in tessuto per sostenere la custodia.
ACCESSORI OPZIONALI
Come accessori opzionali vi consiglio, qualora voleste utilizzarlo sul treppiede, un treppiede fotografico Celestron: è sufficiente secondo me il modello con codice A-WF6734, di cui allego il link, in grado di sostenere binocoli sino a 4 kg. Inoltre, qualora voleste, è disponibile l’adattatore universale per smartphone NexYZ, di cui trovate una video recensione approfondita su Binomania.
MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO
Il Celestron Nature DX ED ripropone lo stesso design del piu’ economico “Nature DX” non dotato di obiettivi ED a bassa dispersione. Ci troviamo, infatti, di fronte a un binocolo dotato di prismi a tetto con una cerniera centrale a cui sono fissati i due tubi atti a creare un ponte decisamente ampio: 61 mm nella parte più larga per 46 mm. L’armatura in gomma è del classico colore nero Celestron ed è formata da una serie differente di materiali; nella parte laterale, per migliorare il grip, la zona è più porosa, direi a “buccia d’arancia”, restando invece liscia nella parte inferiore e sul ponte. Non ci sono particolari fronzoli estetici, non fosse altro che per i due loghi “Celestron” ed “ED”, visibili reciprocamente nel tubo di destra e di sinistra, e la sigla Nature DX ED nei pressi del collare sull’oculare.
Un primo piano sul binocolo Celestron Nature DX ED 10×50
Anche la parte anteriore della manopola di messa a fuoco propone rapidamente alcune caratteristiche tecniche: oltre alla sigla Nature DX ED è visibile il campo di vista di 5,9° e il formato 10×50 mm. Nella parte laterale sono presenti due asole incastonate direttamente nel telaio che consentono, come anticipato, di collegare la tracolla.
Lo scafo ottico è composto in policarbonato, quindi abbiamo un prodotto abbastanza leggero e in grado di resistere in maniera discreta agli urti. La mia bilancia elettronica ha stimato un peso di 810 g, perfettamente in linea con quanto dichiarato da Celestron. Il binocolo risulta leggermente sbilanciato verso gli obiettivi mentre a livello di ergonomia, tenendo il dito medio e l’anulare sul ponte, è possibile utilizzare il dito indice in maniera abbastanza comoda per agevolare le operazioni di messa a fuoco.
In tale frangente i progettisti hanno previsto una manopola di messa a fuoco abbastanza grande (30 mm per 25), anch’essa protetta da un rivestimento in gomma dotato di scanalature per facilitare il grip. Nella zona di fissaggio della cerniera è visibile anche un anello di colore arancione che dona un lieve vezzo estetico. La messa a fuoco risulta abbastanza fluida, senza giochi o impuntamenti.
Nulla da eccepire sulla manopola di messa a fuoco: ho provato di peggio anche su binocolo dal prezzo superiore
Il grip non è tra i migliori; in ogni caso si riesce a gestire il binocolo anche con le mani sudate ed eventualmente con i guanti invernali. La messa a fuoco minima che ho verificato in questo esemplare è perfettamente in linea, anche in questo caso, con quanto dichiarato da Celestron: personalmente sono riuscito a ottenere immagini nitide a circa 2,40 m.
Per raggiungere l’infinito da questa distanza è necessario ruotare in senso antiorario la manopola di circa un giro e mezzo, mentre è sufficiente spostare rapidamente la corsa qualora dobbiamo inquadrare dei soggetti a 20 m di distanza per poi raggiungere l’infinito. Certamente non raggiunge la profondità di campo di un 7×42; in ogni caso si può sfruttare nella maggior parte delle osservazioni naturalistiche, strizzando forse l’occhio a quelle a media-lunga distanza.
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Come tutti i prodotti per uso outdoor, anche il Nature DX ED è impermeabilizzato e riempito in azoto.
OTTICA
Obiettivi
Rispetto alla serie Nature DX sono stati utilizzati elementi ottici a bassa dispersione, definiti con l’acronimo ED, che significa “extra low dispersion”, che sono in grado di eliminare almeno teoricamente l’aberrazione cromatica. Nell’uso pratico ho notato una tonalità dei bianchi leggermente virata verso il caldo. L’immagine al centro del campo è nitida, seppur ovviamente non raggiunga le prestazioni dei top di gamma, e il contrasto si mantiene mediamente alto.
Da un punto di vista meccanico, l’obiettivo è incastonato all’interno del tubo ottico per circa 12 mm, proteggendo le lenti frontali da urti e in parte dalla luce laterale. Il sistema semplicissimo di tappi dotati di anello elastico che si avvolge sul tubo è funzionale, anche se in presenza di vento o durante osservazioni verso il basso è utile tenerli fissati con il dito pollice sullo scafo ottico inferiore.
Gli obiettivi ED sono un netto miglioramento rispetto alla semplice serie Nature DX
Oculari
Se si guarda al prezzo, non è molto facile ottenere campi di vista grandangolari; Celestron non lo raggiunge per un vero soffio, nel senso che la “grandangolarità” che io certifico a 60° di campo apparente qui è di soli 59°, ossia 5,9° di campo reale, pari a 103 m a 1000 m. Per beneficiare di visioni più grandangolari è necessario investire qualche centinaio di euro in più.
Il diametro della lente di campo è di 20,50 mm; la dimensione del barilotto dell’oculare, paraluce compreso, è di soli 40,80 mm, e questo consente alla mia distanza interpupillare di 66 mm di beneficiare di una distanza tra gli oculari di quasi 22 mm. È un binocolo decisamente confortevole, secondo me, anche per gli appassionati che non dispongono di distanze interpupillari molto grandi. Ideale quindi anche per adolescenti ed eventualmente per i bambini.
Il sistema di estrazione dei paraluce avviene a rotazione, senza click-stop prefissati. La gomma che avvolge la gabbia in plastica è abbastanza confortevole anche per un utilizzo prolungato. Celestron dichiara un’estrazione pupillare di quasi 18 mm; con il mio metodo un po’ spartano, verificando la distanza tra il bordo del paraluce estratto e il centro della lente di campo, ho misurato all’incirca 15 mm. Personalmente consiglierei ai portatori di occhiali una prova presso un negozio qualificato prima dell’acquisto.
Gli oculari sono molto comodi da utilizzare anche per chi ha una distanza interpupillare di 62-66 mm
Prismi
Celestron ha utilizzato prismi a tetto Schmidt-Pechan. La pupilla di uscita non è perfettamente circolare; non ho notato evidenti cali di vignettatura ai bordi e il diaframma di campo, quando si inquadra all’infinito, è quasi perfettamente nitido, con un minimo accenno di blue fringing. Il contenimento della luce diffusa è simile a quello di altri prodotti nella stessa fascia di prezzo: non si notano evidenti problemi nei pressi della pupilla, ma c’è qualche riflessione interna nei bordi esterni.
La pupilla di uscita non è perfettamente circolare, nessun riflesso che la coinvolga
Trattamento anti-riflesso su lenti e prismi
Il trattamento antiriflesso è presente su ogni superficie ottica e si mostra con una lieve tonalità viola, a volte rubino. La mia prova di contenimento osservando i dettagli del mio viso ha dimostrato prestazioni, in questo caso, superiori a quelle di molti binocoli nella stessa fascia di prezzo.
Prova a faretto le osservazioni in controluce
Grazie al campo reale non grandangolare devo dire che il contenimento della luce è molto buono nella sua fascia di prezzo, ho spesso osservato delle cince sui rami con il sole praticamente celato dal bordo del campo e a parte cromatismo residuo non vedevo molta luce invasiva. Nell’uso serale si osservano gli spike dei prismi a tetti sui faretti piu’ luminosi ma nulla di molto invaso. Insomma, mi è piaciuto.
TEST CON USAF CHART A 35 METRI
Il classico test con la USAF CHART ha mostrato che questo binocolo è in grado di mostrare il numero 2 e le righe orizzontali e verticali come la maggior parte dei binocoli di pari formato. Ovviamente contrasto, nitidezza sono inferiori ai Top di Gamma e il cromatismo è superiore ma con una percentuale simile alla differenza di prezzo.
Risultato classico e in linea con molti 10×50, ovviamente la nitidezza non è da Top di Gamma
ABERRAZIONI CROMATICHE E GEOMETRICHE
Aberrazione cromatica al centro del campo
Come sapete, c’è differenza tra la qualità di un binocolo ED proposto nella fascia di prezzo di 350 € e quella di binocoli proposti nella fascia di prezzo di 1000–2000 €. In ogni caso, al centro del campo, nella maggior parte delle condizioni di illuminazione, il Celestron Nature DX ED si comporta molto bene. Si nota solo raramente la presenza di aberrazione cromatica, che invece è più visibile nella versione non dotata di vetri a bassa dispersione.
Devo ammettere che nella maggior parte delle condizioni di luce ha superato anche perfettamente il test del “gazebo bianco”. Si palesa più che altro un cromatismo residuo nelle osservazioni su soggetti molto contrastati in controluce, come ad esempio rami, rapaci, aerei, dove si può percepire la presenza di un lievissimo alone violetto–verde sui bordi delle sagome.
Cromatismo laterale
Il cromatismo laterale aumenta spostandosi dal centro verso il bordo osservando soggetti “a forte contrasto”, senza però mai diventare troppo invasivo. Buono invece il contenimento nella maggior parte delle osservazioni, dove è quasi impercettibile, similmente al cromatismo assiale.
Curvatura di campo
Come era abbastanza intuibile immaginare, il binocolo, essendo un entry level, non è dotato di oculari asferici e quindi non dispone di un campo perfettamente piatto. Le immagini infatti iniziano a degradare in definizione a partire da circa il 75–80% del campo, in maniera graduale.
Distorsione angolare
La distorsione angolare a cuscinetto si percepisce a partire da circa l’80% dal centro del campo. Essendo poco sensibile all’effetto “palla rotolante” durante il panning, ossia quando si inquadra rapidamente il panorama spaziando da destra a sinistra e da sinistra a destra, devo ammettere che, forse complice anche un campo non grandangolare, l’osservazione mi è sembrata decisamente poco affaticante.
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Altre aberrazioni
Nell’osservazione astronomica, osservando i campi stellari, si può notare la presenza di coma e astigmatismo a partire da circa il 75–80% del campo. La difformità stellare si nota maggiormente sulle stelle più luminose. Non è un binocolo espressamente progettato per questo genere di osservazioni, ma come vedremo nel paragrafo specifico, il suo formato è ben sfruttabile anche sotto il cielo stellato.
IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO
Birdwatching
I birdwatcher preferiscono utilizzare il formato 10×42 rispetto all’8×42 perché ritengono essenziali quei due ingrandimenti in più per percepire a mano libera dettagli migliori sulla avifauna. Il Celestron 10×50 si fa forte di un peso ottimale, nel senso che è simile a quello di molti binocoli da 42 mm di diametro; per questo motivo, personalmente, quando le dimensioni lo consentono, preferisco passeggiare in mezzo alla natura con un diametro superiore per poterlo sfruttare nelle zone in ombra o al crepuscolo.
In questo caso, il Celestron Nature DX ED nella sua fascia di prezzo si è dimostrato un buon performer: l’utilizzo di vetri a bassa dispersione, seppur non raggiunga ovviamente le caratteristiche qualitative di un top di gamma, permette di osservare con una buona rappresentazione dei colori la avifauna. Durante il mese di novembre, approfittando anche delle mie cassette di mangime per gli uccelli invernali, ho osservato per molto tempo cince, cince more, pettirossi, fringuelli e altro, e devo confermare che, seppur io sia abituato a sfruttare binocoli al top della gamma, mi sarebbe piaciuto tantissimo avere un binocolo Celestron del genere quando, negli anni ’90, acquistai il mio “C8”.
Con una cifra simile a quella di un buon oculare astronomico è possibile comunque compiere delle osservazioni della natura che confermo essere molto soddisfacenti. Un altro fattore di pregio, per me, è la comodità degli oculari: vista la distanza interpupillare di soli 66 mm e l’ottimo posizionamento dei paraluce, ho notato che gli oculari, seppur non abbiano una lente di campo molto grande, si appannano raramente all’esterno, nonostante il vapore dell’espirazione sia notevole.
Qualora invece voleste osservare la fauna all’interno dei boschi, vi consiglierei di acquistare il formato 8×42 perché potreste beneficiare di una maggiore profondità di campo.
Il binocolo Celestron sulle rive del Lago Maggiore, posto sempre perfetto per testare un binocolo sul campo
Paesaggio
Anche in questo caso i vetri a bassa dispersione vengono in aiuto. Il Celestron Nature DX ED è in grado di fornire immagini interessanti anche di cime innevate o di paesaggi in controluce, risultando nettamente migliore rispetto alla serie Nature DX che avevo provato tempo fa. Non beneficia di un campo ultragrandangolare; in ogni caso, per poco non raggiunge i classici 60° di campo apparente, quindi, visto il prezzo e viste le caratteristiche, direi che proprio non c’è nulla di cui lamentarsi.
Anche in questo caso ho apprezzato le dimensioni, perché il peso di circa 800 grammi lo rende comunque facile da trasportare, seppur non sia leggero come un 8×32.
10x forniscono già dettagli interessanti soprattutto se si vuole osservare, come in questo caso, a lunga distanza
Crepuscolo
Fattore crepuscolare ottimale: testato con un top di gamma 10×50, perde circa 3–4 minuti di luce al crepuscolo e ovviamente propone una nitidezza inferiore. Tuttavia la differenza di prezzo, che è quasi di otto volte, resta quindi un parametro che l’appassionato deve valutare in base alle proprie esigenze, per capire se sia indispensabile investire così tanto.
Anche in questo caso il Celestron Nature DX ED ha dimostrato di essere un ottimo performer nell’osservazione di caprioli e volpi al crepuscolo. Buono, anche qui, il contenimento della luce diffusa. Posso andare solo a memoria, ma test passati e condotti sul modello non-ED, ricordo palesassero un contrasto inferiore.
Osservazione astronomica
Il 10×50 da molti anni è il formato preferito dagli astrofili per l’utilizzo a mano libera: la pupilla di uscita di 5 mm è quasi sempre sfruttabile anche sotto cieli mediamente inquinati. L’ingrandimento superiore al classico 8×, inoltre, riesce a scurire leggermente il fondo cielo, aumentando nel contempo i dettagli su ammassi stellari e galassie.
Mi sono divertito a osservare le Pleiadi, le Iadi, la Nebulosa di Orione, gli ammassi in Auriga e qualche altro oggetto stellare, comprese le galassie M81 ed M82. Non è paragonabile certamente ai Celestron Skymaster ED, top di gamma della Casa; tuttavia, qualora voleste un binocolo leggero ed economico per spaziare dalle osservazioni naturalistiche alle osservazioni del cielo, vi consiglierei senz’altro — soprattutto se siete amanti del marchio americano — di acquistare senza remore il 10×50.
Presumibilmente, con il formato 12×50 potreste avere un beneficio nella percezione dei dettagli più flebili, come nel caso degli ammassi stellari o delle galassie e dei crateri lunari ma dovreste necessariamente appoggiarvi a un supporto, utilizzare un treppiede oppure sdraiarvi su un lettino, appoggiando gli oculari sull’arcata sopracciliare per scaricare il peso sulla testa.
Insomma, anche in questo caso mi sento di promuoverlo nella sua fascia di riferimento
Il Celestron Nature DX ED 10×50 è un binocolo decisamente compatto e leggere molto simile a tanti 10×42
PREGI E DIFETTI
Pregi
Obiettivi ED di buona qualità.
Compatto e leggero, simile a molti binocoli da 42 mm.
Ottima dimensione degli oculari per persone con distanza interpupillare inferiore ai 66 mm.
Buon contenimento dell’aberrazione cromatica nella sua fascia di prezzo.
Tonalità dei bianchi leggermente calda, che aumenta la percezione di contrasto.
Buon rapporto prezzo-prestazioni.
Formato poliedrico, adatto a tutti i settori osservative.
Difetti
Non paragonabile a un top di gamma che costa anche 10 volte di più; non aspettatevi la stessa nitidezza o contrasto.
Campo apparente non grandangolare come i modelli piu’ costosi
Contenimento delle aberrazioni meno efficace nelle osservazioni più critiche.
Avrete quindi compreso che nella fascia sotto i 350 euro non presenta difetti rilevanti ed è uno strumento valido.
IN SINTESI
In definitiva, Celestron con la serie Nature DX ED ha dimostrato di riuscire a entrare in una fascia di mercato entry level veramente molto agguerrita, con caratteristiche di dimensioni, peso, qualità ottica ed ergonomia che risultano senz’altro una valida scelta per molti appassionati. Soprattutto per gli astrofili che possiedono un telescopio Celestron e vogliono beneficiare delle visioni binoculari a bassi ingrandimenti, sia per l’osservazione astronomica che per la natura, che soltanto un binocolo consente di ottenere.
Sono molto curioso di verificare anche la resa del 12×50 nelle osservazioni prettamente astronomiche.
Il binocolo Celestron Nature DX ED 10×50 è uno strumento poliedrico per chi vuole addentrarsi nel fantastico mondo delle osservazioni binoculari
PREZZO E GARANZIA
Prezzo di acquisto per il Celestron Nature DX ED nel mese di novembre 2025, consigliato da Auriga.it: 339 €.
RINGRAZIAMENTI
Grazie, come sempre, a Matteo Di Bella e Valerio Zuffi di Auriga per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e per avermi lasciato libero di citare le mie impressioni personali pratiche sul campo. Invito a visitare il sito ufficiale Celestron Italia per maggiori informazioni e a acquistare i prodotti Celestron al seguente link: shop.auriga.it; inoltre, qui trovate la catena dei rivenditori italiani.
DISCLAIMER
Binomania non è un negozio. Nel mio sito web troverete unicamente recensioni di prodotti ottico-sportivi, fotografici e astronomici. Le mie impressioni sono imparziali, come è dovere di ogni giornalista, e non ho alcuna percentuale di vendita sull’eventuale acquisto dei prodotti. Per questo motivo, qualora voleste acquistare o avere informazioni su eventuali variazioni di prezzo o novità, vi consiglio di visitare il sito ufficiale di Celestron Italia.
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Piergiovanni Salimbeni è un tester e giornalista indipendente iscritto all’Albo Professionale dei Giornalisti della Lombardia. Si è laureato presso l’Università Statale di Milano con una tesi riguardante : ” I danni da inquinamento elettromagnetico e il caso Radio Vaticana”. E’ responsabile dei siti web: www.binomania.it e www.termicienotturni.it. Pubblica video recensioni sul suo canale YouTube. Dal 1997 collabora con mensili e quotidiani nazionali, sempre nei settori di sua competenza: ottica sportiva, astronomica, fotografica, sistemi per la visione notturna e termica, geologia lunare. Coltiva da sempre la passione per la scrittura, nel 2020 ha esordito con pseudonimo con un editore classico, mentre nel 2022 ha pubblicato su Amazon il suo secondo romanzo “Il Purificatore”, disponibile anche in formato e-book. Nel tempo libero leggi molti libri, pratica tiro sportivo a lunga distanza, fototrappolaggio, digiscoping, fotografia di paesaggio.
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