Recensione dello spotting scope TOP DI GAMMA, Zeiss Harpya 95: Arma Letale

Lo Zeiss Harpia s’inserisce nella fascia alta dei prodotti Zeiss, seguito dal Gavia (di produzione giapponese) e dal lungo Diaylit espressamente progettato per i cacciatori.

Lo Zeiss Harpia 95 con il treppiede ufficiale

 

 Ricordo che all’epoca della sua presentazione, rimasi alquanto colpito da alcune caratteristiche tecniche enunciate, prima fra tutte il grande campo apparente di ben 72° lungo tutta l’escursione dello zoom.

 

Victory Harpia 85

Victory Harpia 95

Lunghezza focale

162 – 486 mm

174 – 523 mm

Attacco filtri

M86 x 1.00

M95 x 1.00

Diametro utile obiettivo

85 mm

95 mm

Distanza minima dall’oggetto

3.5 m

4.5 m

Altezza x Larghezza x Lunghezza

121 x 103 x 384 mm

124 x 109 x 408 mm

Peso

1934 g

2078 g

Impermeabilità

400 mbar

400 mbar

Riempimento di azoto

Prezzo (Marzo 2019) Bignami 

3270 EURO

3838 EURO

 

Oculare

Oculare 22–65x

Oculare 23–70x

Ingrandimenti

22–65x

23–70x

Campo visivo a 1000 m    

63.2 – 21.0 m

58.8 – 19.5 m

Pupilla uscita

2.50 – 1.31 mm

2.50 – 1.34 mm

 

Qualche lettore di Binomania, che mi segue sulla pagina ufficiale di Facebook o sul Forum, ricorderà che la scorsa estate ricevetti in visione un prototipo del nuovo spotting scope Zeiss. Dato che si trattava di una versione “non definitiva”, preferii non presentarla in un articolo specifico, aspettando pazientemente la versione ufficiale.
Un paio di settimane fa, ho ricevuto un kit nuovo fiammante composto da  Zeiss Harpia 95 e treppiede.

Per questo motivo, dopo aver verificato se ci fossero delle differenze con il prototipo, ho deciso di scrivere le mie impressioni. Ovviamente avendo la possibilità di utilizzarlo per qualche mese, non mancherò di aggiornarvi sulle mie possibili e successive sensazioni.

Il ponte di comando con il sistema di messa a fuoco e la regolazione degli ingrandimenti

Meccanica e messa a fuoco

Questo telescopio terrestre è un netto passo avanti rispetto alla precedente produzione denominata ” Diascope”.  Il vecchio progetto è stato totalmente rivisto e sono state apportate innumerevoli novità che fanno dimenticare il vecchio “lungo tedesco” anche ai più affezionati.

Inizio con lo scrivere che lo Zeiss Harpia il cui nome deriva da una combattente e aggressiva aquila sudamericana- è disponibile in due versioni: con obiettivo da 85 mm di diametro e la più grande l’Harpia 95 che com’è ben comprensibile raggiunge quasi un diametro di quattro pollici. Una performance ” astronomica”, direi, dato che il diametro dell’obiettivo consente di ottenere anche qualche soddisfazione nell’osservazione astronomica.

La costruzione è irreprensibile, il design è tutto sommato classico, non noto bizzarri  tocchi di progettisti “fashion”:  la linea è sobria e pulita.  Lo scafo è protetto da un’ampia gommatura nera. Ci sono soltanto due piccoli loghi azzurri che propongono la veste grafica cui Zeiss ci ha abituato da anni.

A differenza di alcuni prodotti della concorrenza non è modulabile, penso sia stata una scelta un po’ controcorrente, ma in Germania avranno fatto i loro conti, oppure hanno in cantiere un aggiornamento dello Zeiss Photoscope. Fatto sta che non è possibile smontare in due il telescopio. Ci troviamo quindi di fronte ad un classico spotting scope che consente l’utilizzo di un eccellente oculare in grado di fornire un range d’escursione compreso fra i 23X e i 70X.

La zona “oculare” è decisamente snella e le dimensioni dello stesso sono molto confortevoli , cosi come il morbido paraluce di gomma

Il sistema di messa a fuoco è definito da Zeiss come “DualSpeed”.

 È un sistema di regolazione del fuoco a commutazione automatica che riconosce quando si gira velocemente il rotore, rispetto a quando si tenta di dare una regolazione fine.  Nell’uso pratico devo ammettere che è fluidissimo, forse fin troppo, e entrambi gli esemplari testati non hanno mostrato alcuna incertezza nel trovare il corretto punto di fuoco ai massimi ingrandimenti, seppur sia un telescopio di corta focale.

La soluzione ad anello centrale- derivata dai teleobiettivi fotografici – è molto più precisa e comoda da utilizzare rispetto alla classica con la piccola manopola demoltiplicata. Il mero piacere nel suo utilizzo è alquanto soggettivo, ma devo ammettere che da quando me ne avvalgo non ne posso più fare a meno. Oltretutto, tale sistema consente di mantenere una linea pulita e uno scafo ottico più robusto. Ricordo, infatti, che in caso di caduta le piccole manopole sono più soggette a danni. In questo caso è anche più facile proteggere il telescopio con una custodia. Di fatto Zeiss ne ha prevista una che è possibile ordinare separatamente e che potete ammirare nelle foto qui di seguito.

E’ possibile focalizzare i soggetti a una distanza breve- che ho calcolato essere pari a quattro metri-  A 23X, per passare da questa distanza  all’infinito, occorre ruotare la manopola di due giri precisi. E’ veramente entusiasmante osservare con questo telescopio -anche ad alti ingrandimenti – i fiori, le farfalle e gli insetti . Questa è una prestazione irraggiungibile, ad esempio, dagli strumenti dedicati all’uso astronomico che spesso sono prestati all’osservazione naturalistica; anche in questo caso uno spotting scope si è rivelato uno strumento sicuramente polivalente.

Il sistema “Dual Focus” si è rilevato affidabile e molto veloce

E’ presente un collare rotabile a 360 gradi che ha una base solida. Nei pressi dell’oculare è stata ottimizzata la protezione di gomma che presenta una zigrinatura atta a migliorare la presa. Il ponte di comando è composto non solo dalla messa a fuoco, ma anche dal sistema d’ingrandimento. Non serve, infatti, ruotare lo zoom, ma è sufficiente muovere un rotore (più piccolo di quello atto a focheggiare) e che consente rapidamente di trovare l’ingrandimento più confacente per l’osservazione che si sta compiendo.

Il tappo è molto funzionale, riprende anch’esso le ultime soluzioni nel settore fotografico, non si avvita ma si incastra. Per toglierlo è sufficiente fare pressione in due punti prefissati.  Talvolta ho trovato difficoltà a estrarlo dopo repentini cambi di temperatura, consiglio quindi di non inserirlo con troppa veemenza.

Lo Zeiss Harpia è ovviamente ben impermeabilizzato, riempito in azoto e garantito sino a 400 mb.

 

Obiettivo

Zeiss non dichiara con precisione quali vetri siano stati utilizzati, si limita a confermare che lo schema ottico è composto di elementi in fluorite e vetri d’altra composizione.  Cit. (Vetro FL e altri tipi di vetro garantiscono un’immagine ad altissima fedeltà https://www.zeiss.it/sports-optics/it_it/natura/telescopi/victory-harpia-spektiv.html)

Il grande obiettivo da 95 mm di diametro

Non posso che confermare la bontà di questo progetto: la nitidezza e il contrasto forniti sono ai massimi livelli. Similmente allo Zeiss Victory SF è stata abbandonata la “resa tonale glaciale” che era caratteristica degli Zeiss FL. Lo Zeiss Harpia fornisce dei toni abbastanza neutri, ma che sono lievemente virati verso il giallo. Per precisione preferisco scrivere “colori caldi” giacché tali differenze si possono solo evidenziare durante un paragone sul campo insieme con altri prodotti della concorrenza.

Questo spotting scope è luminoso come un telescopio astronomico da quattro pollici

Oculare

L’oculare fisso è uno delle parti più importanti di questo progetto e che penso contribuirà  a far crescere il numero degli ammiratori. La variabilità degli ingrandimenti deriva in realtà dagli elementi ottici presenti all’interno dello scafo ottico dello spotting scope. Per tale motivo è stato possibile ottenere un campo apparente cosi’ ampio per tutta l’escursione dello zoom.

Con l’ottica da 85 mm si ottiene un range compreso fra i ventidue e settanta ingrandimenti, con il 95 mm, l’ingrandimento minimo garantito è un eccellente 23X che batte di ben sette ingrandimenti il diretto concorrente Swarovski ATX consente di osservare  un minimo trenta ingrandimenti. 

Spesso “i 30x ” sono difficili da gestire durante le giornate estive, affette da molta turbolenza atmosferica, di contro è proprio in questo momento che i rapaci sono in piena attività, grazie alle termiche. Per tale motivo ho ben gradito la scelta di casa Zeiss di regalare ai possessori di un 95 mm, un ingrandimento ben gestibile  anche nell’uso diurno.

Anche se possiede un obiettivo da 95 mm è decisamente compatto e snello. Molto comodo l’oculare

 

L’oculare è piccolo, compatto ma robusto, ben costruito ed è molto comodo da “indossare”. Dotato anch’esso di un sistema di blocco (di solito è presente sul telescopio). Si collega tramite un sistema a baionetta. E’ scontato dire che è presente una lente neutra nella parte superiore dell’Harpia che non consente di far entrare polvere, acqua e umidità, durante l’inserimento dell’oculare nell’uso sul campo. Fattore abbastanza raro, poiché appena si aggancerà quest’oculare al telescopio, raramente si avrà la voglia di toglierlo.

L’estrazione pupillare è elevata e non penso ci siano particolare problemi per i portatori di occhiali. Il paraluce di gomma (comoda) non presenta degli stop prefissati ma è totalmente estraibile per facilitare la pulizia della lente di campo. E’, inoltre, presente un anello rosso che avvisa l’utilizzatore della fine della corsa. Da quel punto in avanti, ruotando, s’inizierà a smontare il paraluce di gomma dall’oculare.

Trattamenti

Lo Zeiss Harpia è ottimizzato con i migliori e più attuali trattamenti Zeiss. La mia prova di riflessione con il classico test dello specchiarsi o del leggere i caratteri di un giornale, ha portato ad apprezzarne molto le caratteristiche. Penso sia uno fra i migliori trattamenti che ho visto su un prodotto di alta qualità.

Aberrazioni

Non è un binocolo 10X42, ma un telescopio dotato di un complesso sistema ad ingrandimento variabile. Per tale motivo è ovvio che la mia percezione delle aberrazioni sia differente rispetto all’ingrandimento utilizzato. Cercherò quindi di essere molto dettagliato per informare il lettore con precisione.

Aberrazione cromatica
Lo Zeiss Harpia ha ottenuto –nei miei testi visuali- un eccellente risultato. Ha una pregevole capacità di contenere l’aberrazione cromatica che è in pratica invisibile- al centro del campo- a bassi ingrandimenti. Si palesa talvolta a 70X solo durante le pessime condizioni d’illuminazioni e su soggetti ostici come fili della luce, rami, bordo lunare. 

Il Kit delle meraviglie. Zeiss Harpia 95 con custodia protettiva e treppiede originale

Cromatismo laterale
Lo Zeiss Harpia ha un eccellente contenimento dell’aberrazione cromatica laterale, penso il migliore che io abbia testato. E’ pressoché invisibile a bassi ingrandimenti.  A 70X, invece, si nota in maniera poco invasiva, soltanto in condizioni d’illuminazione critiche, ad esempio osservando un traliccio della luce a seicento metri di distanza in forte controluce.

Considerando anche che il campo fornito è invidiabile non penso proprio ci sia qualcuno disposto a lamentarsi. Promosso a pieni voti!

Curvatura di campo
Le immagini sono perfettamente fuoco sino al bordo del campo. Mi sento di confermare che questo spotting scope è in grado di fornire un ottimo campo piatto.

Distorsione angolare
Visibile, minima,a cuscinetto e ovviamente, maggiormente percepibile a bassi ingrandimenti.  C’è anche un po’ di distorsione di ingrandimento, ma minima e al bordo estremo del campo.Il panning mi è sembrato molto riposante, anche se io non sono molto influenzabile dall’effetto palla rotolante.

Prova sul campo

Quando si osserva in un TOP DI GAMMA, è utile non farsi suggestionare dal brand, ci si deve staccare dalla presupposizione o dalla deferenza, provando a essere il più oggettivi e neutrali possibili.

E’ abbastanza facile, tuttavia, testare prodotti di tal foggia, giacché raramente si esce indigesti da un ristorante segnalato dal “gambero rosso”. Lo Zeiss Harpia possiede tutte le caratteristiche tecniche che un grande appassionato di ottiche sportive potrebbe bramare.

In primis, l’ottima resa del grande obiettivo da 95 mm. La nitidezza è alta, il contrasto eccellente anche nelle pessime condizioni d’illuminazione, l’ergonomia è azzeccata cosi come il sistema di messa a fuoco che mi è piaciuto parecchio per fluidità, facilità di gestione, robustezza e pulizia nel design.  Ho notato un’ottima sensazione di tridimensionalità, osservato in questo spotting scope, penso dipenda dalle sue caratteristiche tecniche, soprattutto l’ampio campo di vista.

Guardando nello Zeiss Harpia a 70X spesso si farà fatica a percepire tali ingrandimenti – poiché nelle giornate limpide e con poca turbolenza – esso è cosi nitido da farci credere di stare osservando a ingrandimenti decisamente più bassi.

Lo Zeiss Harpia in uno dei capanni della OASI LIPU Palude Brabbia di Varese

Ho compiuto delle osservazioni molto ostiche, come quelle di un falco pescatore in controluce che mi avrebbero fatto innervosire con un telescopio di bassa qualità. Che cosa dire poi dell’ingrandimento minimo? E’ perfetto e si utilizza alla perfezione anche nell’uso diurno. Se associamo tale fattore al grandissimo campo di vista inquadrato 3.3° a 23X che con la formula classica sono circa 77° di campo apparente, potrete, in parte, comprendere il mio entusiasmo. E’ il migliore oculare per uso naturalistico che io abbia provato (anche grazie al sistema zoom poc’anzi citato). Oltretutto  al minimo ingrandimento è possibile usufruire di una discreta pupilla di uscita che non affatica la vista, neppure dopo ore di osservazione. 

Anche ad alti ingrandimenti il campo apparente elevato unito a un’immagine piatta con poca distorsione, consente di ottenere delle immagini impensabili- nell’utilizzo in mezzo alla natura – sino a pochi anni fa.

Sfondare il muro dei 50-60X unendo un diametro cosi grande non può solo che generare un alto potere risolutivo in grado di percepire dei dettagli molto fini e non osservabili con il classico 20-50×80.

Lo Zeiss Harpia è perfetto per le osservazioni naturalistiche diurne: un campo di vista incredibile e un ingrandimento perfetto per contrastare la turbolenza

E’ uno strumento  adatto anche per le osservazioni dei volatili o dei cetacei dalle scogliere, dove spesso ci si scontra con soggetti molto lontani. In questo caso sarà anche utile la filettatura con passo M95 x 1.00 che consentirebbe di montare una bella lente neutra atta a non rovinare il performante obiettivo alla fluorite con la salsedine o la sabbia.

Grazie al raccordo dedicato si presta rapidamente a qualsiasi tipo di fotografia naturalistica. E’ possibile, infatti, collegare mirrorless e reflex con e senza obiettivo. Ovviamente è possibile collegare anche gli smartphone.

Molti di voi, immaginando una grande lente da 95 mm potrebbe dubitare della sua facilità d’uso in natura, in realtà, come anche la bilancia elettronica ha dimostrato è decisamente leggero e compatto “2280 g con oculare, 2065 g, senza). Provate a portare con voi un telescopio astronomico di tale diametro fra boschi, sentieri e paludi…sarò lieto di discuterne con voi davanti a un bel caffè.

Visto il grande diametro ho provato a utilizzarlo per le osservazioni astronomiche ed ha mostrato doti sorprendenti. E’ molto luminoso, l’immagine di M42 (Nebulosa di Orione) era identica –  per luminosità ma migliore per ciò che riguarda la nitidezza e il contrasto – a quella di un rifrattore acromatico da 102 mm che ho usato come confronto. Grazie al grande campo di vista è possibile inquadrare rapidamente gli oggetti celesti e poi divertirsi a zoomare, vedendo, ad esempio “esplodere” gli ammassi stellari nella costellazione di Auriga o percepire la forma di alcune galassie nell’Orsa Maggiore.

La resa ai bordi, con stelle di II e III magnitudine è quasi perfetta sino al bordo, si nota, soltanto un po’astigmatismo verso il 95% del campo di vista.
Se lo userete- durante le vostre escursioni in montagna- non mancate di puntarlo anche verso il cielo: sarete sorpresi. Avrei gradito la presenza di un raccordo per utilizzare gli oculari astronomici. Penso che regga tranquillamente anche i 150X nell’osservazione lunare.

 

 

PREGI

  • Resa globale dell’ottica (nitidezza, contrasto,)
  • Ottimo contenimento delle aberrazioni cromatiche
  • Compattezza rispetto al diametro
  • Soluzioni adottate riguardo al sistema di messa a fuoco e alla regolazione degli ingrandimenti

 

 

DIFETTI

  • Non è modulabile e per qualche utente potrebbe essere un problema
  • Possiede una luminosità leggermente  inferiore rispetto allo Swarovski ATX 95 che ho usato come metro di paragone.

 

BOX 1
Treppiede e testa  
Ho ricevuto, pochi giorni fa, un esemplare del nuovissimo treppiede + testa Zeiss, specificatamente progettato per i telescopi teutonici. Le prime impressioni sono positive: leggero, con una buona capacità di contenere le vibrazioni, abbastanza fluido nei movimenti. Lo proverò’, insieme alla piastra di bilanciamento e al raccordo fotografico e non manchero’ di informarvi.


BOX 2

Zeiss Harpia 95 vs Swarovski ATX 95

Ho avuto anche la possibilità di compiere una comparativa sul campo fra quelli che ormai ritengo i telescopi terrestri più performanti in questo periodo.

Citerò le mie impressioni in un breve riassunto, evitando sterili tabelle.
Lo Swarovski ATX 95  di primo acchito pare più pesante, essendo più spesso, soprattutto, nella zona dei prismi. In realtà pesa poco meno, anche se appare meno snello-  rispetto allo Zeiss Harpia. Guardando con maggiore attenzione si nota, ad esempio che lo Zeiss possiede un maggior diametro nei pressi del rotore di messa a fuoco.

Swarovski ATX (sulla sinistra) e Zeiss Harpia 95

Per quanto riguarda l’aberrazione cromatica, lo Zeiss Harpia possiede un miglior contenimento   dell’aberrazione cromatica in asse ad alti ingrandimenti. La miglioria si nota ancor di più (sempre ad alti ingrandimenti) per ciò che concerne il cromatismo laterale.

Riguardo alla curvatura di campo, posso dire che in questo caso lo Swarovski ATX mostra un’immagine ai bordi leggermente più a fuoco.

 

Per quanto riguarda la tonalità dei colori, la ricetta austriaca è più neutra, quella teutonica più calda. Lo Zeiss, forse, rende un po’ meglio durante le giornate contraddistinte da foschia.  

Messa a fuoco. Entrambe sono pregevoli, quella Zeiss è più fluida.

Campo di vista.  In questo caso, stravince lo Zeiss Harpia.  Il campo di vista dello Zeiss è maggiore a bassi ingrandimenti, proprio perché è possibile osservare a 23X, laddove l’ATX si ferma a 30X. Di contro, le prestazioni a 70X sono comparabili 19.5 m a 70X contro 19 metri dello Swarovski. L’osservazione diurna in presenza di forte turbolenza è senza dubbio meno affaticante osservando con l’Harpia.

Per quanto riguarda la luminosità ho tribolato e non poco.

Dalle mie innumerevoli prove effettuate al crepuscolo, ho notato che sia a 23X sia a 30X lo Zeiss Harpia è leggermente meno luminoso (di pochissimo).

Tuttavia questo fattore mi pare ridimensionarsi ( se non annullarsi) a 70X dove non ho notato evidenti differenti di luminosità, sia al crepuscolo, sia a notte inoltrata. In tal caso la differenza di luminosità è cosi infinitesimale che la giudico irrilevante.

Per fare questo test ho osservato un faggio tagliato che mostrava il sottobosco. La zona osservata era distanza circa 400 metri dal mio punto osservativo. Ho speso varie serate per fare questo test , tuttavia non aspettatevi, però, chissà quale differenza, come direbbe un caro amico, trattasi di argomentazioni … sulla lana caprina.

 

In sintesi

Lo Zeiss Harpia 95 si è dimostrato uno fra i migliori telescopi terrestri che ho avuto il piacere di testare, se non il migliore: è compatto, nitido, contrastato,  “tridimensionale” ,con una ottima resa dei colori , un eccellente contenimento delle aberrazioni cromatiche. Lo zoom è pregevole, così come la visione a 23X, pari a 72° di campo apparente. Ritengo sia migliore di altre soluzioni per il birdwatcher che esige grandi campi di vista e bassi ingrandimenti da sfruttare anche nell’uso diurno.

Ovviamente tali beltà si fanno pagare, ma sono certo che chi è appassionato come me e come me trascorre molte ore in mezzo alla Natura comprenderà che il suo acquisto potrebbe essere un vero e proprio investimento “Per la vita”. Si avrà quindi a disposizione un piacevole compagno di avventure, performante e affidabile.

 

Ringraziamenti

Ringrazio come sempre Achille Berti  e Andy De Santis, della  Bignami SPA, importatore ufficiale dei prodotti Zeiss che mi hanno concesso di provare questo formato (e prossimamente anche gli altri) lasciandomi, come sempre, libero di scrivere le mie impressioni sincere.

 

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Marzo dell’anno 2019-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente il distributore ufficiali Zeiss Bignami.

 

 

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (572 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum.


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