Oculare zoom Baader Mark IV

Recensione dell’oculare zoom Baader Mark IV, il poliedrico


Non esistono astrofili che non conoscano quest’oculare zoom, giunto ormai alla sua quarta versione. Promette di soddisfare innumerevoli esigenze: dall’osservazione astronomica a quella naturalistica e alla ripresa fotografica.  Sarà riuscito a conquistare il mio cuore “minimalista”?

di Piergiovanni Salimbeni

 

Chi mi conosce sa che sopporto ben pochi elementi ottici tra me e il cielo, il mio setup preferito, infatti, è composto di un telescopio a rifrazione dotato di doppietto alla fluorite da 128 mm aperto a F/8 (Takahashi FS 128) e una manciata di oculari ortoscopici.

Non disdegno, tuttavia, utilizzare gli schemi ottici complessi o strumenti ed accessori “tutto-fare”. Del resto non avrei ancora in casa un Celestron C8 degli anni Novanta e decine di oculari.

Possiedo un esemplare dell’oculare zoom Baader della serie MARK III che acquistai qualche anno fa e che sostituì lo zoom “LV”di casa Vixen. Per questo motivo ho apprezzato con piacere l’offerta di MHZOutdoor di testare alcuni prodotti che sono arrivati nel loro nuovo negozio astronomico di Rimini. Tra essi spiccava, ad esempio, il nuovo zoom Baader MARK IV.

Da sinistra: Kowa TE 11 WZ, al centro il vecchio Baader MARK III a sinistra, il compatto, Baader MARK IV

Da sinistra: Kowa TE 11 WZ, al centro il vecchio Baader MARK III a sinistra, il compatto, Baader MARK IV

 

Giacché possiedo anche il pregiatissimo oculare zoom Kowa TE -11 WZ (25x -60 x su Kowa TSN 883) mi è parsa un’eccellente idea, comparare il nuovo progetto di Baader per verificare le reali prestazioni sul campo.

Devo ammettere che la differenza, rispetto al vecchio modello, è palese, anche di primo acchito: l’oculare zoom Baader MARK IV è più compatto con un minor diametro del barilotto  (305 g pesati, contro 356 g, entrambi in configurazione da due pollici).

Queste caratteristiche ben si prestano all’uso con i visori binoculari senza creare problemi agli astrofili con una distanza interpupillare un po’ stretta.

Ben visibile la differenza di dimensioni tra il nuovo MARK IV e il vecchio MARK III

Ben visibile la differenza di dimensioni tra il nuovo MARK IV e il vecchio MARK III

 

Per il prezzo cui è venduto, mi è parso essere ben curato sia meccanicamente sia otticamente. Di serie, oltretutto, sono presenti: una custodia dotata con passante per la cintura, altri due paraluce di gomma, un anello di raccordo per gli spotting scopes e due barilotti (due pollici e da 1 ¼) e vari tappi utilizzabili in base alla configurazione prediletta. In questo modo è possibile collegarlo rapidamente al proprio telescopio e ad altri accessori ottici e meccanici Baader (e non) in tempi molto rapidi.

Il campo di vista a bassi ingrandimenti  ( un po’ inferiore a  quanto dichiarato, circa 42° contro i  48) è simile a quello fornito da un oculare ortoscopico (in tal caso il confronto con i 60° forniti dallo Zoom Kowa sono improponibili) mentre garantisce  quasi 70°di campo apparente ai massimi ingrandimenti. In questo caso, mi è parso fornire un po’ più’ campo di quanto dichiarato dal costruttore (68°) utilizzando il metodo della deriva stellare. E’ stato dotato del nuovo trattamento Phantom Group Multicoating.


Mi sono divertito a specchiare il mio viso sulla lente oculare e devo ammettere di non aver notato particolari differenze con il vecchio modello, che presenta  soltanto una tonalità violacea del trattamento, rispetto al verde visibile nel nuovo oculare.

Alcuni degli accessori in dotazione, da notare al centro dei paraluce, il nuovo raccordo per gli spotting scopes

Alcuni degli accessori in dotazione, da notare al centro dei paraluce, il nuovo raccordo per gli spotting scopes


Ho molto apprezzato anche il paraluce a fetta di salame che nel caso di utilizzo in coppia su un visore, fornisce un confort invidiabile. L’estrazione pupillare che ho misurato è molto buona a 24 mm (19 mm) mentre scende a circa 15 mm al massimo ingrandimento disponibile.

Pensate ad esempio, all’uso di questo zoom su un binocolo di grande diametro, non avreste più il problema di cambiare continuamente gli oculari. Un fatto non da poco, questo, soprattutto se si vuole mantenere un kit leggero da utilizzare e trasportare.  Un conto è spostarsi in alta montagna con una valigia con dentro un binocolo gigante e una coppia di oculari zoom, un conto è portarsi a spasso almeno altre due coppie, magari con relativi tappi e scatole.

 La focale del nuovo oculare zoom Baader Mark IV è compresa tra gli 8 mm e i 24 mm, tuttavia è anche possibile avvalersi della minuscola barlow dedicata (acquistabile a parte) che aumenta moltissimo l’escursione focale.

Vorrei concentrarmi un attimo su gli altri due paraluci, disponibili, perché sono un’idea molto sensata, giacché spesso si utilizza con fatica un valido progetto per colpa della propria conformazione del viso o degli occhiali.

Ottimi gli accessori a corrado. Il paraluce è perfetto per l'uso con binocoli giganti e visori binoculari

Ottimi gli accessori a corrado. Il paraluce è perfetto per l’uso con binocoli giganti e visori binoculari

Il paraluce standard in realtà è perfetto per ogni occasione, si estrae con rapidità e il sistema click lock è decisamente poco rumoroso, valido anche per le osservazione naturalistiche con soggetti molto vicini.

L’altro paraluce, più compatto, è stato fornito per aiutare i portatori di occhiali, il terzo, come già ribadito è perfetto per le visioni binoculari e in determinati casi, in base alla propria conformazione del viso, sarà preferibile rispetto a quelli circolari. Per gli appassionati più esigenti, esiste, addirittura, addirittura un piccolo tubo di prolunga da 7,5 mm che consente di modificare con estrema precisione la estrazione pupillare a noi più confacente.

Anche questo modello si adatta rapidamente ai porta-oculari da 31,8 mm e due pollici, è inoltre possibile, come ripetuto, montarlo su alcuni spotting scopes (esiste una tabella specifica). Si possono anche montare i comuni filtri astronomici.

Una delle tante configurazione per collegare lo zoom Baader Mark IV al telescopio

Una delle tante configurazione per collegare lo zoom Baader Mark IV al telescopio

Ho provato anche a collegare il mio raccordo per la culatta degli Schmidt Cassegrain e si avvita alla perfezione.  In effetti, adoro particolarmente l’universalità dei prodotti Baader. Sarebbe molto piacevole avere un telescopio terrestre Baader equipaggiato con una serie innumerevole di accessori ottici e meccanici.

Seppur in questo periodo vi sia, la serie di spotting scopes  Zeiss Harpya è ancora possibile collegare con un adattatore specifico, il nuovo Baader Mark IV alla vecchia serie Diascope. E’ stato anche previsto un nuovo raccordo per gli spotting scopes della serie KOWA TSN 770 e TSN 880, insomma con questo oculare c’è di che sbizzarrirsi.

Anche se io sono un amante delle osservazioni visuali, mi pare doveroso far notare agli amici lettori che è possibile collegar quest’oculare a un’innumerevole gamma di macchine fotografiche, obiettivi e altro ancora. Sul sito ufficiale sono presenti decine di anelli adattatori per reflex FULL FRAME, APS, Micro-quattroterzi, ma anche per la tecnica del digiscoping .

Da un'altra angolazione si nota maggiormente la compattezza del nuovo MARK IV

Da un’altra angolazione si nota maggiormente la compattezza del nuovo MARK IV

In questo frangente, rispetto ai vari foto adattatori a focale fissa, si potrà godere di un sistema ad ingrandimento variabile.
E’ ovviamente possibile collegarlo anche alle fotocamere compatte, alle bridge e alle videocamere , grazie a vari Hyperion DT-RING  (dal M28 sino al M62)

E con i visori binoculari?

Come ho già avuto modo di descrivere, la cura dimagrante ha consentito di ottenere una distanza interpupillare minima di soli 55 mm, per tale motivo anche i più piccoli potranno utilizzare entrambi gli occhi. Grazie, inoltre, al sistema click stop (si percepisce un click ad ogni variazione di ingrandimento  8, 12, 16, 20 e 24 mm) sarà molto facile operare al buio senza difficoltà , oppure qualora si osservasse in gruppo o durante condizioni del seeing molto variabili .

La barlow dedicata da 2.25X estende la focale dai 3.6 mm e i 10,7 mm, mantenendo (come ho avuto modo di verificare) un contrasto ed una nitidezza più che buona anche nelle osservazioni lunari e planetarie (non è ovviamente nitido come un  oculare ortoscopico da 4 mm)

Quest’accessorio si collega facilmente anche agli oculari della serie Classic Ortho e alle reflex.

 E ‘composto da un tripletto, possiede un “anastigmatic flatfield design per un ottimo contenimento delle aberrazioni geometriche sino ai bordi del campo. Si fissa rapidamente anche al nuovo zoom Mark IV, grazie al raccordo di serie e si può utilizzare con tutti gli oculari che possiedono un barilotto da 31,8 mm.

Dopo questa lunga, ma spero non noiosa disamina, riguardo le caratteristiche tecniche del nuovo Zoom Baader vorrei esporre le mie impressioni sul campo.

Prova sul campo

 

A parte il piccolo campo di vista ai bassi ingrandimenti, l'ho anche apprezzato nella osservazione degli oggetti del cielo profondo, poco scattering, contrasto piu' che buono e ottima puntiformità

A parte il piccolo campo di vista ai bassi ingrandimenti, l’ho anche apprezzato nella osservazione degli oggetti del cielo profondo, poco scattering, contrasto piu’ che buono e ottima puntiformità

Ho utilizzato il nuovo oculare zoom Baader MARK IV con uno
spotting scope Swarovski (ATS 80) grazie al vecchio raccordo austriaco che ancora possiedo, con un Takahashi FS 128 e con un Celestron C8.

Che dire?
Siamo di fronte a un sistema complesso multi – lenti, tuttavia nelle osservazioni diurne e in quelle lunari ho molto apprezzato la comodità d’uso, il campo apparente ai medi alti ingrandimenti ,   il contrasto e la nitidezza, che mi paiono leggermente migliorati (soprattutto per quanto riguardo il contenimento della luce diffusa rispetto al vecchio modello).

Con il C8 che è un F/10, il contenimento delle aberrazioni geometriche (a bassi ingrandimenti) è alquanto simile rispetto al vecchio modello. Utilizzando  il Takahashi FS128 che è aperto a F/8, noto un maggior contenimento della coma ai bordi oltre a un lieve ma visibile maggiore puntiformità subito dopo il centro del campo.

Ad alti ingrandimenti la riduzione delle aberrazioni mi è parsa abbastanza simile al vecchio modello, anche se il MARK IV  (non so se dipenda da esemplare a esemplare) evidenzia un maggior contrasto dei chiari scuri durante l’osservazione della superficie lunare.  Mi pare anche leggermente migliorata la cromatica laterale, soprattutto ai bassi ingrandimenti.
Eccellente anche il confronto nell’osservazione degli oggetti del cielo profondo e di stelle di I e II Magn., quando paragonato con vari oculari dallo schema complesso (Vixen SSW, Televue Panoptic, Antares Speers Waler, Pentax XW.

In tale frangente la differenza di luminosità era impercettibile, la luce diffusa era maggiore rispetto a quella visibile nel Pentax XW (ma di poco), mentre ho apprezzato molto la sua resa  ai bordi in proporzione al prezzo di acquisto. Rispetto al blasonato Kowa Higlander ho percepito un inferiore contrasto (minimo) e una inferiore ( di poco) saturazione dei colori. Inezie, rispetto alla differenza di prezzo.

Il nuovo oculare zoom Baader Mark IV, funziona molto bene anche con la Barlow 2.25X

Il nuovo oculare zoom Baader Mark IV, funziona molto bene anche con la Barlow 2.25X



Nelle osservazioni planetarie di soggetti un po’ ostici come Giove e Venere, ovviamente, prediligo sempre gli oculari ortoscopici o schemi ormai rari, come i monocentrici, ma è indubbio che quest’oculare zoom fornisca un range di escursioni così ampio, da darsi al minimalismo osservativo senza troppe remore ma con molto piacere. Apprezzabile l’assenza di riflessi fantasmi, pur osservando la luna. quasi piena.

 
Ritengo sia un vero trasformista e che si presti a vari tipi di osservazione: in una sola giornata, l’ho usato con lo Swarovski ATS osservando gli uccelli migratori ed ho anche collegato la reflex per scattare delle fotografia a un esemplare di falco di palude posato. Dopo poche ore ho ammirato la luna con il Celestron C8, mentre il giorno successivo mi sono divertito a verificare la nitidezza della Divisione di Cassini, attraverso il Takahashi FS128 e la barlow dedicata.

In estrema sintesi posso confermare che il nuovo oculare zoom Baader Mark IV mi è piaciuto molto, se non siete obbligati, per paranoie o modus operandi, a collezionare dozzine di oculari ma volete solidità, sostanza, buona qualità, ottimo confort ed estrema universalità, questo è l’oculare che fa per voi.

 

E’ perfetto anche per i possessori di alcuni spotting scopes..io non lo disdegnerei affatto, dato che regge il confronto con oculari molto più costosi di brand noti e potrebbe nel contempo anche farvi risparmiare qualche centinaio di euro.

Ringraziamenti


Ringrazio  Angelo Pantano di Mhzoutdoor.com e Mareshop.eu (rivenditore) per aver fornito l’oculare in dotazione che è attualmente in offerta a 220  EURO IVA INCLUSA nello  loro shop online.

https://www.mhzoutdoor.com/it/baader-hyperion-zoom-mark-iv-8-24mm-eyepiece

 

 

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (576 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum.


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