Telescope Service 28×110 (Ba8 Series)

Dopo la chiusura della General HI-T , avvenuta nel dicembre del 2009, per l’appassionato italiano non è più stato possibile acquistare, sul territorio nazionale, i grandi binocoli di 110mm (Ba8 Series) realizzati da una delle aziende che sono unificate nella Kunming United Optics Corporation (China)

Grazie alla collaborazione dell’azienda tedesca Telescope Service ho avuto la possibilità di testare un esemplare TS 28×110 per circa un paio di mesi.

L’autore durante una fase del test

Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre

ingrandimento 28x
diametro lenti 110mm
estrazione pupillare 17 mm
campo visivo m/1000 40m/1000m
campo visivo in gradi 2.3° -64.4
Distanza minima di messa a fuoco 20 metri
Dimensioni 532x270x124
Peso gr. 6930g
Utilizzo dei filtri si, filettatura da 31.8mm
Prezzo 678 euro

Costruzione e Meccanica:

Lo scafo d’alluminio è identico all’esemplare 20×110 che ho testato mesi fa la cui recensione è presente su binomania. Il binocolo è imponente, 6930 gr di peso distribuiti su 532x270x124mm. Esternamente lo chasiss di alluminio è avvolto da una robusta protezione gommata, il costruttore, lo definisce shock proof, ossia anti-urto. Ovviamente a causa delle grandi dimensioni, ritengo non sia uno strumento in grado di resistere ad una caduta accidentale dal cavalletto, viste le masse in gioco; tuttavia , dal punto di vista costruttivo, questa serie risulta decisamente molto robusta anche se il grande effetto leva dei due tubi ottici e la barra centrale, non sovra-dimensionata, potrebbero subire delle flessioni a causa di urti accidentali. (1) La barra centrale è dotato di una piastra di aggancio per tutte le comuni piastre fotografiche da 1/4 e da 3/8 e consente, svitando la manopola centrale, di bilanciare lo strumento in base alle proprie esigenze.

La messa a fuoco di questo binocolo è singola su ogni oculare, come è implicito in uno schema di derivazione militare: robustezza prima di tutto! Tale caratteristica è ben gradita, anche all’astrofilo, che ritengo l’utente più adatto ad utilizzare tale strumento, il quale potrà contare in un sistema di messa a fuoco preciso ed affidabile. Quando si regolano le diottrie su una stella di media magnitudine per incominciare le osservazioni, comprese quelle allo zenith è praticamente impossibile perdere il fuoco , come capita spesso negli strumenti dotati di carrello centrale dalla fattura economica che tendono a flettere o a spostarsi per la forza di gravità e per il peso degli oculari.

Rispetto alle serie più economiche, prodotte dagli costruttori della United, (vedesi ad esempio la vecchia serie FB) la costruzione interna è molto curata, il binocolo è dotato di alcuni diaframmi interni e di un buon annerimento dei tubi ottici. Il binocolo è anche riempito in azoto per prevenire la formazione di muffe interne ed evitare l’appannamento. Il costruttore precisa anche che questo binocolo fa uso di un particolare chassis, dove alloggiano i prismi, che è in grado di assorbire maggiormente gli urti e di evitare lo spostamento degli stessi. In sintesi, da un punto di vista meccanica, ritengo che questa serie possa essere comparata , senza alcuna remora, con molti binocoli costruiti da case molto rinomate: Fujinon, Nikon, Vixen, etc etc.

Gli obiettivi da 110mm, ben visibile il trattamento FMC


Ottica

Le ottiche sono dotati di due obiettivi a doppietto da 110mm ( con rapporto focale pari a F 4.7) che il costruttore definisce come composti da vetro “esotico”. Come al solito è molto difficile avere ulteriori informazioni dai progettisti cinesi. Basandomi sulla personale esperienza con altri binocoli prodotti dal costruttore per uso astronomico, come ad esempio la serie economia 25×100 e 30×100, posso confermare che il TS 28×110 possiede ottiche decisamente più performanti, seppur come scriverò qui di seguito è presente dell’ovvio residuo cromatico. Dotare questo binocolo di ottiche molto pregiate, infatti, comporterebbe un notevole innalzamento del prezzo di acquisto. (continua..)

Primo piano sugli oculari che forniscono 17mm di estrazione pupillare (22mm per la versione 20×110)

Prismi.

Il TS 28×110 fa uso di prismi in vetro Bak4. E’ possibile attuare una regolazione sugli stessi, ma sconsiglio tale operazione per due motivi. In primis perchè per i meno esperti è abbastanza difficile riuscire a regolarli alla perfezione, per tutto il range della distanza interpupillare, senza perdite di illuminazione e quant’altro;, inoltre, si invalida la garanzia del costruttore.

Per meri motivi di informazioni, pubblico qui di seguito delle foto, che ho scattato durante la collimazione dell’esemplare in prova, dove sono evidenti le posizioni dei i grani di accesso che si trovano sotto la copertura in gomma nei pressi degli oculari. Le viti sotto quelle di regolazione non sono da toccare in quando si andrebbe a perdere il riempimento in azoto.

Nell’immagine sono visibili le sedi dei grani di regolazione

Oculari

Gli oculari in dotazione al TS 28×110 , sono simili a quelli presenti nei modelli 22×85 e 15×70, sono composto da 5 elementi e forniscono un campo reale pare a 2.3 gradi ed un ovvio campo apparente pari a 64.4°. Una importante novità, rispetto alla “vecchia” serie venduta in Italia, è data dalla possibilità di utilizzare i filtri da 31.8mm, uin valido aiuto, in certe circostanze per le osservazioni astronomiche e per quelle terrestri. La loro estrazione pupillare è di 17mm, inferiore quindi a quella di 22mm fornita dalla versione 20×110. Ciò comporta, soprattutto per chi fa uso di occhiali da vista la impossibilità di osservare la totalità di campo con le conchiglie paraluce. Per tale motivo è utile svitarle ed osservare senza.

Due comuni filtri astronomici da 31.8mm di diametro avvitati perfettamente sugli oculari del TS 28×110

Trattamento anti-riflesso

Il trattamento anti-riflesso è migliore rispetto a quello presente sulla serie 25×100 e 30×100 che ho usato come paragone. Il costruttore dichiara che questo binocolo è in grado di fornire una eccellente trasmissione luminosa totale superiore a 92% (> 99,5% per ogni superficie ottica) Un asserzione che non è stato, ovviamente, possibile “certificare” nel mero uso visuale ed oltretutto paragonare con un binocolo più costoso dal medesimo formato. E’ indubbia, però, la luminosità fornita da questo strumento, dato che, come ebbi modo di scrivere, nel test del 22×85, il binocolo dal diametro inferiore era già paragonabile, in luminosità, all’economico 25×100. Questo 110mm, di fatto, nell’uso astronomico è in grado di mostrare oggetti molto flebili e, per certi versi, può essere un valido sostituto al classico telescopio per l’osservazione delle comete e di moltissimi oggetti celesti.

Prismi

I prismi sono composti di vetro Bak -4 , alloggiano, come anticipato, in uno chassis molto robusto e sono dotati di un trattamento FMC. Non ho notato una vignettatura evidente durante le osservazioni,l’immagine è molto luminosa, sintomo di un prisma ben dimensionato rispetto al progetto ottico. Nulla a che vedere con i primi binocoli di 100mm, prodotti in Cina, i 22×100, che facevano uso dei prismi (sottodimensionati) dei classici 15×70.

Il TS 28×110, montato su un clone cinese della Bogen 501, una testa ideale per sorreggere oltre 6Kg di peso.


Curvatura di campo

il TS 28×110 non è un binocolo in grado di fornire un campo piatto, come ebbi modo di anticipare nella recensione del 20×110, gli oculari in dotazione al 28×110 non riescono a correggere, in maniera ottimale, la curvatura di campo del doppietto e per tale motivo le immagini iniziano ad essere fuori fuoco nell’uso diurno verso il 65% del campo, una prestazione inferiore rispetto a quella fornita dal modello 20×110 che fornisce, invece, quasi il 75-80% di campo piatto. Non sarebbe male che il costruttore apportasse delle modifiche in tal senso. Ho anche notato ch, pur cercando di mettere fuoco ai bordi, le stelle, si deformavano, senza mai raggiungere la puntiformità, rilvevando un po’ di astigmatismo. Del resto la curvatura di campo è sempre connessa all’astigmatismo. In sintesi l’esemplare di TS 28×110 da me testato mostrava sia curvatura di campo, che un lieve astigmatismo ( che avviene , allorquando i raggi non coincidono più in un punto, bensì fra due segmenti fra loro perpendicolari)

Distorsione angolare

Ho osservato una griglia quadrata a grande distanza ed era evidente un po’ di distorsione angolare a cuscinetto.
Cut-off dei prismi

Minimo, direi soltanto il 2% nel modello da me testato.


Aberrazione cromatica

Il binocolo mostra un po’ di aberrazione cromatica sugli oggetti terrestri più luminosi e in condizioni di illuminazione critica, nell’osservazione astronomica si percepisce sul bordo lunare, e sulle stelle più luminose, paragonato ad un’ottica molto più costosa e dichiarata ED si nota anche una lieve colorazione blu-verde sui crateri più luminosi e nella zona al terminatore che potrebbe sfuggire agli osservatori inesperti che non possono avere altro metro di paragone.Ricordo ai lettori che la luce bianca che è collimata su una lente viene a focalizzarsi in punti dissimili sull’asse ottico.A partire dalla lente si incontrerà in primis, il punto di fuoco del violetto e poi quello del rosso, Tale aberrazione dipende oltre agli indici di rifrazione delle lenti anche la lunghezza focale del sistema ottico che in questo caso è abbastanza spinto, ossia F 4.7.

Se proporzionato al suo prezzo di acquisto direi che il contenimento dell’aberrazione cromatica è più che soddisfacente, migliore rispetto ad un esemplare di 30X100 che ho potuto comparare durante una sessione osservativa. Il giorno 30 di ottobre,grazie all’evento organizzato da BInomania è stato possibile compararlo contro un Miyauchi Bj-100  dotato di oculari che fornivano 37 X che, puntato su una croce, sopra un monte distante circa 1 km, esibiva un alone violaceo più evidente rispetto al 28X110. Forse un paragone improponibile a causa dei maggiori ingrandimenti utilizzati nel binocolo giapponese, tuttavia sempre il Miyaachi, quando dotato di oculari a 20X, mostrava un aberrazione cromatica superiore rispetto al 20×110 di un appassionato iscritto al nostro evento. Scrivo ciò, in quanto, gli eventuali possessori di tali strumenti potrebbero essere interessati ad avere tali informazioni.

Uso pratico

Con 680 euro, spesso, si riesce ad acquistare unicamente un eccellente oculare astronomico per osservare il cielo profondo, con tale cifra, potrete ambire ad acquistare un binocolo dotato di lenti da 110mm, ben costruito, con vetri che posso definire a bassa dispersione, seppur non paragonabili ai migliori XD presenti sul mercato. Spesso gli astrofili mi chiedono se sia evidente l’eventuale passaggio rispetto al comune 25×100 o 30X100. Posso confermare, senza dubbi, di si! Le immagini sono più nitide e contrastate, l’aberrazione cromatica è inferiore, la resa ai bordi è migliore (ancor di più nel modello 20×110) la costruzione è allineata con i prodotti giapponesi. Rispetto al 20×110, invece, si nota una maggior curvatura di campo, come spiegato poco fa, una maggiore percezione della cromatica da “ingrandimento”, di contro, si può godere di un maggior ingrandimento che è in grado, oltre che di scurire il fondo cielo, di mostrare meglio vari oggetti celesti. Visto il suo peso è necessario comprare una testa adeguata, in grado non solo di reggere 7kg, ma anche l’effetto leva dei grandi tubi da 11cm. Personalmente, opterei senza dubbio per una Bogen 501 e cloni vari.

Osservazione diurna

Tenendo conto del modico prezzo di acquisto e del diametro del binocolo le immagini fornite sono globalmente migliori rispetto al 25×100 FB usato come confronto. Non è ovviamente un binocolo che fornisce una totale soppressione del residuo cromatico, anche il contrasto non è ai massimi livelli, i neri sono più visibili come “viola scuro” e non possiede un campo piatto. L’osservazione dell’avi-fauna comporta la presenza di contorni blu-verdi, intorno ai soggetti più luminosi: aironi, garzette, etc etc. Ovviamente la messa a fuoco singola su ogni oculare, non consente rapidi spostamenti di fuoco, ma tale binocolo è concepito prettamente per un uso astronomico o per spaziare il panorama terrestre a lunga distanza dato che la sua messa a fuoco minima e pari a 20 metri. Se un appassionato mi chiedesse consiglio su quale modello da 110mm utilizzare per un uso prevalentemente terrestre, personalmente sceglierei il 20×110 mentre per un uso astronomico, sotto cielo medio inquinati, preferirei il TS 28×110.

La resa fornita dal TS 28×110 la definirei una buona resa ma non eccellente, dato che, purtroppo l’eccellenza si raggiunge a costi ben superiori. Dati alla mano, se il mio esemplare di Docter da 40X con ottiche SHOTT ED da 80mm costa circa 3000 euro, un eventuale 110m con ottiche cosi performanti dovrebbe costare circa 4500-5000 euro. Il TS 28×110, costa 678 euro! Un eccellente rapporto prezzo-prestazioni.

Direi che , in ogni modo, all’utilizzatore di questo strumento non è sconsigliata l’osservazione terrestre, la quale, può essere migliorata, soprattutto nelle giornate con foschia, facendo uso di un paio di filtri giallo chiari che riescono a far risaltare maggiormente il contrasto del panorama terrestre. Decine di anni fa, molti binocoli, primi fra tutti i HUET venivano forniti con un paio di filtri gialli , che servivano a questo scopo..

Osservazione astronomica

Una sessione astronomica con il TS 28×110

Nel mio blog ho pubblicato, qualche settimana fa, il risultato di una sessione osservativa astronomica. In quel caso, il TS 28×110 fu utilizzato contro il Docter Aspctem 40x80ED .

Riporto qui di seguito le miei impressioni relative alla mera osservazione astronomica quasi tutte effettuata dalle mie due location abituali (da casa, in un paese delle Prealpi Lombarde a 520m slm e dal monte Sette Termini a 1200m slm. )E” ovvio che tali prestazioni dipendano oltre che dall’acquità visiva del soggetto anche dalle condizioni del cielo.

LUNA

il TS 28×110 mostra un evidente alone blu intorno al bordo illuminato della luna, si evidenzia anche una forte tonalità violacea al terminatore e nelle zone più illuminate della superficie lunare, ossia quello con un alto albedo. E’ possibile fare uso dei filtri astronomici, personalmente l’ho quasi sempre utilizzato con dei filtri Made in Japan 13 A (giallo chiaro) o con dei Baader Contrast Booster (uno di essi s’avvitava a fatica) che aiutavano il binocolo a fornire un fondo cielo più scuro dei bordi netti e quasi totalmente privi del residuo cromatico.

GIOVE

Il pianeta appare come  una sfera molto luminosa immerso da un alone blu, molto evidente, si nota, inoltre sul bordo sud del pianeta un orlo rossastro. Evidente, in ogni caso la banda  equatoriale nord( NEB )ed ovviamente i 4 satelliti galileiani. La situazione migliora, interponendo due filtri gialli che eliminano in parte il residuo cromatico e tolgono anche parte della luminosità. In questo caso, nei giorni successivi alla sfida contro il Docter sono stato in grado di notare altri piccoli dettagli planetari nella zona in cui è presente la flebile SEB. Il pianeta degrada spostandolo a circa il 60% del campo di vista del binocolo. ( dalle mie prove precedenti effettuate con il 20X110 il pianeta iniziava a “sfocarsi” a causa della curvatura di campo verso il 70% del campo, l’immagine era però più luminosa ed i dettagli ancor più soffocati dalla luce)

110mm di diametro in un binocolo forniscono un’ottima raccolta di luce anche per le osservazioni delle comete, degli ammassi stellari e delle nebulose.

M57. NEBULOSA DELLA LYRA.

La nebulosa si percepisce immediatamente, direi che la luminosità fornita mi ricorda molto quella di un Newton da 15cm a bassi ingrandimenti, le due stelle principali che contengono questo oggetto celeste “tagliano” in obliquo il campo di vista del binocolo, un po di astigmatismo toglie puntiformità ad esse, l’immagine degrada a circa il 65% del campo.

DOPPIO AMMASSO DI PERSEO

L’immagine è molto luminosa, paragonabile a quella di un telescopio da 15cm a bassi ingrandimenti,  al centro del campo le stelle risultano puntiformi, a circa il 65% del campo inizia ad esservi un degrado delle immagini, in parte dovuto al campo curvo ed in parte associabile a ad un po’ di astigmatismo che si nota maggiormente agli estremi del campo inquadrato. In ogni caso la visione di insieme e molto affascinante e non fa rimpiangere telescopi dal diametro ben superiore.

Nella serata in cui ho potuto confrontarlo contro uno Sky-Watcher 30×100 ho notato immediatamente la inferiore puntiformità del binocolo 30×100 nonchè la sua peggiore resa ai bordi del campo, che giudicherei inferiore di circa il 10% ed anche inficiata da astigmatismo, migliore, nel TS 28×110, come già ribadit,o anche la resa cromatica ed il contenimento dei riflessi.

M13, è molto luminoso, a causa dell’ingrandimento/diametro non è possibile risolvere le stelle ma si nota una certa “granulosità” della struttura ai bordi dell’oggetto celesti.

Albireo, ben sdoppiata a 28X, molto luminosa, si nota bene la componente blu, la stella gialla appare di colore più spostato verso l’arancione.

M42, ho potuto osservare m42 con un paio di filtri nebulari e l’immagine mi ha appagato notevolmente, il trapezio era ben risolto, mentre, in una serata molto trasparente, la nebulosa pareva una piccola opera d’arte, colma di strutture e chiari-scuri.tracciata da un pittore nel cielo.

Pleadi: risultano molto luminose, l’immagine degrada ai bordi a causa dei problemi sopra esposti.

M81 M82, ho percepito queste galassie in tutte le serate in cui ho fatto uso del TS 28×110 , si percepisce un accenno di nucleo centrale in M81 e qualche differenza di luminosità in M82 (dal monte Sette Termini in unaserata di luna nuova)

M101 e M51 visibili, in quasi tutte le condizioni di cielo nel quale è stato utilizzato., si possono ammirare i due nuclei in M51

M 31- Galassia in Andromeda: è l’oggetto migliore che il possessore del TS 28×110 possa osservare, la struttura occupa tutto il campo del binocolo, si nota una netta differenza di luminosità del nucleo centrale e la galassie satellite NGc 205 è luminosa similmente alla stessa M31 visibile quando è osservata attraverso un classico 8×42.

In sintesi

Il TS 28×110 è un validissimo binocolo per le osservazioni degli oggetti del cielo profondo, la possibilità di utilizzare i filtri astronomici estende le sue potenzialità. Attualmente non è possibile trovare un altro strumento, dalle medesime caratteristiche in tale fascia di prezzo. Personalmente lo consiglio all’astrofilo, che magari possiede già un telescopio o a chi vuole osservare velocemente gli oggetti del cielo profondo, senza preoccuparsi di installare teste, treppiedi, cavi, pesanti tubi ottici , valigette d’oculari. Il TS 28×110 è un binocolo “classico” , senza fronzoli, e come tale va apprezzato ed utilizzato.E’ necessario al massimo un cavalletto, un paio di filtri e soprattutto quello che spesso fa la differenza: un limpido cielo d’alta montagna.

 
Ringraziamenti

Ringrazio Patrick Woitala di Telescope Service per aver fornito il binocolo oggetto di questa recensione

 Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  Agosto del 2010. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici.