I benefici della visione binoculare nella osservazione astronomica e naturalistica – Video

SOSTIENI IL MIO LAVORO DA GIORNALISTA INDIPENDENTE Contribuendo e diventando un sostenitore di BINOMANIA.it, mi aiuterai a mantenere gratuiti tutti i contenuti. Scegli la tua donazione. Grazie anticipatamente




La domanda che mi viene posta piu’ spesso dagli appassionati riguarda la visione binoculare, se sia veramente così utile acquistare un binocolo di grande diametro oppure una torretta binoculare da utilizzare con il proprio telescopio.
Come ogni soluzione, anche questa presenta pregi e difetti che cercherò di esporvi brevemente e spero senza annoiarvi.

Prima di guardare il video, potreste se ancora non lo avete fatto, iscrivervi al mio canale YouTube. Se vorrete è anche disponibile un articolo approfondito.

 



Se dovessi tentare di convincere una persona a osservare con due occhi, inizierei senz’altro citando gli innumerevoli pregi. Del resto, sono una persona molto di parte, quando coniai il termine “binomania”, intendevo evidenziare principalmente la forte passione, quasi manicale, che ho per il binocolo.
 In primis, penso sia alquanto scontato comprende che l’osservazione binoculare sia naturalistica, sia astronomica, fornisce una maggiore naturalezza osservativa rispetto alla visione monoculare. Vi basterebbe, ad esempio, partecipare a un censimento nel settore del birdwatching e notare la stanchezza di chi ha utilizzato uno spotting scope per otto ore e la tranquillità di chi ha avuto la fortuna di utilizzare un binocolo a medio o alto ingrandimento.

La stessa naturalezza si riscontra nell’utilizzo astronomico, ma perché?
Semplicemente perché il nostro cervello è abituato a codificare le informazioni ricevute da entrambi gli occhi. Inoltre, tenere per molto tempo un occhio chiuso, genera delle tensioni muscolari che provocano un affaticamento fisiologico generalizzato. I piu’ esperti astrofili sono in grado di osservare tenendo l’altro occhio aperto, anche facilitati dal buio o dalla assenza di distrazioni. C’è addirittura chi, un po’ fissato, opta per una banda nera da pirata in grado di coprire l’occhio inadoperabile.

Lo stesso modus operandi è applicabile con enorme difficoltà nell’uso naturalistico. L’osservazione binoculare provoca anche una migliore percezione dei colori e una notevole tridimensionalità dei dettagli. Per far questo vi basterebbe anche osservare ciò che vi circonda, semplicemente chiudendo un occhio e vi potreste stupire di quanto sia utile e necessario utilizzare due occhi.

Da un punto di vista piu’ tecnico, un altro beneficio di osservare con uno strumento in modalità binoculare è il minor affaticamento e la capacità di percepire meglio i dettagli in presenza di turbolenza. La turbolenza causata dall’atmosfera, introduce delle variazioni di temperatura, per tale motivo l’indice di rifrazione dell’aria e il fronte d’onda che proviene dall’oggetto celeste o terrestre che stiamo osservando viene perturbato, comportando una scarsa percezione dei dettagli.
La turbolenza, come avrete compreso, è piu’ deprimente nelle osservazioni astronomiche, anche se, in realtà, i cacciatori, i birdwatchers, gli appassionati di montagna o di nautica, avranno notato che è molto difficile osservare a medio-lunga distanza e con ingrandimenti molto alti anche i panorami terrestri. Il problema è accentuato nelle ore diurne durante il periodo estivo, tanto è vero che molti appassionati limitano le osservazioni ad alti ingrandimenti nella prima parte della mattina e verso il crepuscolo.

 

L’osservazione binoculare è in grado in parte di rimediare a questo problema, proprio perché il nostro cervello fa una somma delle immagini ricevute dai nostri occhi e le elabora, omettendo, oppure migliorando, dettagli “comprensibili”. Preciso “comprensibili” perché il cervello fa piu’ fatica a interpretare ciò che non conosce. Questo è un altro argomento, però, che vorrei affrontare con voi piu’ avanti e che riguarda l’esperienza durante l’osservazione crepuscolare.
Se fino a pochi anni or sono nella osservazione naturalistica era normale optare per un classico binocolo con un altrettanto classico telescopio terrestre, negli ultimi anni, anche grazie all’avvento di molti prodotti cinesi, tanti appassionati della Natura hanno iniziato a prediligere l’osservazione dei panorami utilizzando entrambi gli occhi.

Immagine: Luca Mazzoleni medita sulle prestazioni del TEC 140 dotati di torretta binoculare e oculari TeleVue

Di contro, nel mero utilizzo naturalistico itinerante dove è anche necessario focheggiare spesso, perché i soggetti si spostano rapidamente, è possibile utilizzare dei binocoli abbastanza compatti, che garantiscono sino a 18X , 20X ma che possono consentire la naturalezza di un classico 8×42 con la “potenza di fuoco” di un telescopio. Infatti, un altro pregio della visione binoculare è la percezione di stare osservando con un ingrandimento maggiore rispetto a quanto in realtà sia. Non vorrei annoiarvi con troppe formule, sappiate, però, che genericamente, un binocolo da 15 ingrandimenti fornisce una facilità di discernere i dettagli che è possibile ottenere in “monovisione” a 20, 22X.

Questa qualità sarà indispensabile, durante le giornate estive, giacché potrete sopportare meglio la turbolenza, avere una visione piu’ ampia, tridimensionale, naturale e meno affaticante rispetto a quanto consentito, a maggiori ingrandimenti, con la “monovisione” di uno telescopio terrestre.

Un altro pregio è che la visione con due occhi, talvolta è in grado di ridurre la percezione dell’aberrazione cromatica, questo è più notabile con i binocoli che forniscono alti ingrandimenti e con i telescopi acromatici dotati di torretta binoculare. Tale caratteristica, però, ritengo sia molto soggettiva. Ho avuto modo di confrontarmi nel corso degli anni con tanti appassionati, potrebbe dipende sia dalla diminuzione della luminosità dovuta alla presenza di maggiori elementi ottici nel treno ottico, sia dalla correzione e dalla integrazione operate dal cervello come poc’anzi detto.

Molti tra voi, soprattutto se hanno la mia età, presumo abbiano iniziato a percepire le cosiddette “mosche volanti”.  Il termine scientifico è miodesopsie e sono dei veri e propri disturbi della visione che dipendono dalla comparsa nel campo visivo di alcuni corpi scuri vitreali, che sono presenti nel corpo vitreo, ossia una sostanza molto gelatinosa che è composta da fibre di collagene e che riempie il bulbo oculare.

Con l’avanzare dell’età inizia il suo deterioramento e spesso le fibre di collagene si spezzano, frammentandosi e vagando come piccole e fastidiose mosche nere, di piccolissime dimensioni, ma incentivate dalla diminuzione della pupilla di uscita e dall’aumento dell’ingrandimento. Per tale motivo, se osservaste sempre a 8X, potreste anche reputarle poco fastidiose ma il problema inizierebbe a diventare piu’ critico qualora osservaste ad esempio, la luna a 300 ingrandimenti.

In questo caso, è abbastanza risaputo che l’utilizzo di una torretta binoculare o di un binocolo consenta al cervello di operare al meglio per eliminare dalla visione questi scomodi effetti dello scorrere del tempo È molto affascinante comprendere come reagisce ed elabora le immagini il nostro corpo ed è anche produttivo per una certa nicchia di appassionati che trascorre molte ore l’anno a osservare dettagli flebili dei pianeti o della luna attraverso un telescopio. La mia esperienza personale è che seppur l’utilizzo delle torrette binoculari presenti dei lati negativi, che citerò tra breve, ci sono piu’ benefici che altro. Esemplificando posso dire che le strutture della superficie lunare appaiono molto tridimensionali, io lo chiamo, “effetto sorvolo con deltaplano” ed è, inoltre, possibile percepire con maggior facilità, i dettagli al limite della risoluzione e le differenti variazioni di albedo della superficie lunare e dei pianeti.
Giove, Marte, Venere e Saturno mostrano, ad esempio, sempre più particolari rispetto a quelli visibili osservando con un occhio solo.

 

Nel caso in cui sia presente una forte turbolenza, riesco a percepire maggiori dettagli che spesso sono distinguibili a fatica con la visione singola. Inoltre, come ribadito, gli oggetti celesti sembrano anche piu’ grandi e quindi è possibile osservare a ingrandimenti inferiori beneficiando di vari fattori, luminosità, minor sensibilità alla turbolenza, etc., etc. Se dovessi sintetizzare potrei anche dire un po’ drasticamente che, a volte, preferisco acquistare una torretta di media qualità con oculari economici, piuttosto che un  singolo oculare pregiato e molto costoso.

 

Tali benefici sono maggiormente visibili nella osservazione della Luna, del Sole in luce bianca o dei pianeti, sono però proponibili anche nella osservazione naturalistica.
Sempre piu’ persone, infatti, si divertono ogni giorno a scoprire dettagli lontani e difficili e non potrebbero fare più a meno del loro strumento. Ci sono sempre dei fattori da considerare, infatti, una nota azienda del settore ottico sportivo ha ideato uno spotting scope dotato di torretta binoculare. Nulla di originale, in realtà poiché, come potete vedere in questa immagine di repertorio, già alla fine degli anni Novanta, erano disponibili degli spotting scopes cinesi dotati di visore binoculare.  

Mi sto riferendo, infatti, allo Swarovski BTX con cui si è tentato di far entrare gli affezionati del marchio nel mondo della visione binoculare ad alto ingrandimento, mantenendo un sistema di messa a fuoco centrale. Anche se questo progetto, secondo il mio parere, pecca per la impossibilità di sfruttare un reale ed efficace sistema variabile di ingrandimenti è innegabile che la compattezza sia invidiabile rispetto a un binocolo gigante angolato.

Scrivendo di difetti, potrei confermarvi che, in primis, seppure sia vero che,
a parità di diametro, un binocolo è piu’ luminoso di un semplice telescopio, lo stesso non si può dire per l’utilizzo delle torrette binoculari ( o ad esempio del sistema Swarovski BTX). In tale caso, l’uso di un visore binoculare divide in due il fascio ottico per distribuirlo nuovamente agli oculari. In realtà, la luce non è dimezzata, grazie all’integrazione e alla elaborazione del cervello, ma la perdita di luminosità a parità di ingrandimento è palese.

Inoltre, non tutte le persone sono in grado di sfruttare con profitto tutti i binocoli o vari oculari astronomici da montare sulle torrette binoculari. Tralasciando i difetti visivi molto specifici che provocano l’impossibilità di osservare con un binocolo, intervengono piu’ semplicemente dei fattori fisici, come ad esempio la morfologia del viso, la grandezza del naso e la distanza inter-pupillare che potrebbero non consentire di utilizzare alcuni binocoli e molti oculari. Per tale motivo, come sempre, ritengo che la scelta di un binocolo o di uno di questi interessanti accessori debba avvenire, provandolo personalmente.

 

Sussiste, poi, l’ovvio aumento del budget da investire, ad esempio per corredare un telescopio con varie coppie di oculari o di filtri e di una torretta binoculare.

Ed è ovvio che spesso le soluzioni binoculari naturalistiche a parità di diametro siano piu’ costose di un semplice spotting scope compatto. Spero che dopo questa breve chiacchierata, apprezzerete ancor di piu’ l’utilizzo di un binocolo o di una torretta binoculare.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.