Vortex Razor UHD 18×56: alti ingrandimenti in mezzo alla natura

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Vortex ha commercializzato un binocolo con prismi a tetto, per uso naturalistico e con messa a fuoco centrale, ma che fornisce ben diciotto ingrandimenti. L’ho provato sul campo  e sono pronto a scrivere le mie impressioni.

Dati tecnici disponibili sul sito del distributore

Meccanica e sistema di messa a fuoco

Il Vortex Razor UHD 18×56 è stato inserito nei formati della nuova serie UHD, che è piu’ performante rispetto alla “HD” grazie alla presenza di vetri Premium Apo che forniscono maggior contrasto, un’ottima fedeltà dei colori e una notevole correzione dell’aberrazione cromatica.

Cio’ che stupisce del Vortex Razor UHD 18×56 è la sua notevole compattezza e leggerezza, grazie anche allo scafo di magnesio.
L’ho pesato con i tappi e la bretella e non supera i 1235 g, se considerate che sul mercato ci sono ancora dei binocoli da 44 mm con un peso di poco inferiore, potete comprendere la mia sorpresa.
 Anche le dimensioni sono compatte. Come potete vedere in questa immagine l’ho paragonato a uno Zeiss HT 8×54 e a un Fujinon 16×70.

Un primo piano sul "ponte di comando" del Vortex Razor UHD 18x56

Un primo piano sul “ponte di comando” del Vortex Razor UHD 18×56

Come tutti i prodotti giapponesi Vortex di alta gamma, la qualità costruttiva è pregevole: le rifiniture sono ottime, l’armatura di gomma antiscivolo è spessa e robusta e ottimizzata con due zone, nella parte interna dei tubi ottici, per agevolare la presa delle dita.
Non ci sono difetti di assemblaggio: l’interno dello chassis è dotato di vari diaframmi ed è stata utilizzata una vernice nera, così opaca, che di primo acchito mi pareva fosse velluto nero.

Il binocolo è ovviamente riempito di gas Argon e dotato di O – ring per garantirne l’impermeabilizzazione.

La messa a fuoco è affidata a una manopola centrale, non molto grande, ma sicuramente priva di giochi o impuntamenti. Il punto di fuoco, nell’esemplare testato, è ben univoco e sono stato in grado di focalizzare a soli quattro metri di distanza, una prestazione impensabile con i classici binocoli nautici con prismi di Porro nel formato 16×70 e 18×70.
Dalla distanza minima che ho rilevato, è necessario ruotare la manopola in senso-antiorario per raggiungere l’infinito. Da dodici metri, invece, sono stato in grado di spostare il fuoco verso l’infinito con solo mezzo giro di manopola.

Ben visibili in questa immagine le superfici zigrinate per garantire una presa piu' sicura

Ben visibili in questa immagine le superfici zigrinate per garantire una presa piu’ sicura

Il Vortex  Razor UHD 18×56 è dotato, ovviamente, della filettatura per il collegamento ai treppiedi fotografici, con cui, ovviamente da il meglio di sé.

 

Parte ottica

Obiettivi

Come anticipato sulla serie UHD sono stati utilizzati vetri HD Premium, quindi di qualità superiore rispetto ai modelli (già molto performanti, in proporzione al prezzo) della serie HD. La fedeltà dei colori è molto buona, il contrasto alto, così come la nitidezza.

Gli obiettivi da 56 mm di diametro sono perfetti per gestire 18 ingrandimenti

Gli obiettivi da 56 mm di diametro sono perfetti per gestire 18 ingrandimenti

Oculari

Gli oculari del Vortex Razor UHD 18×56 forniscono un campo di vista di 65 m a 1000 m, ossia 3.7°, quindi ben 66.6 ° di campo apparente. E’ un binocolo grandangolare perfetto per ammirare soggetti veloci e sfuggenti come i rapaci.

L’estrazione pupillare che ho misurato è di circa 14 mm, con gli occhiali da sole e i paraluce abbassati, ho potuto vedere tutto il campo di vista. I portatori di occhiali dovrebbero riuscire a usarlo senza particolari avvertenze se non quella di abbassare totalmente i paraluce degli oculari che sono estraibili a rotazione con stop prefissati. Con il supporto centrale per il cavalletto, la distanza inter -pupillare consentita è di 64,70 mm, a questa distanza gli oculari sono separati da 18.62 mm di spazio.

Un primo piano sulla regolazione della compensazione diottrica (con sistema di blocco) e sui paraluce estraibili

Un primo piano sulla regolazione della compensazione diottrica (con sistema di blocco) e sui paraluce estraibili

Prismi

Vortex ha adottato dei prismi Abbe Konig per questo binocolo (come ad esempio gli Zeiss Victory SF). Per questo motivo, sono leggermente più lunghi e ingombranti, rispetto ai binocoli dotati di Schmidt Pecan ma offrono un’ottima trasmissione luminosa oltre a contribuire al contenimento dell’aberrazione cromatica, è  La pupila di uscita è perfettamente sferica con una minima caduta di luce ai bordi osservando il cielo intenso di mezzogiorno

 

Trattamenti

Come ogni Top di Gamma Vortex, anche il 18×56 è stato ottimizzato con vari trattamenti: il sistema ArmoTex che fornisce una maggior resistenza ai graffi, all’olio e alla sporcizia, il Plasma Tech e il coating XR Plus, un rivestimento multi-strato anti riflesso che incrementa la trasmissione luminosa. E’ presente ovviamente la correzione di fase sui prismi a tetto per migliorare il contrato e la nitidezza.

 

Aberrazioni

Aberrazione cromatica in asse

Nella maggior parte delle condizioni osservative, il binocolo – in proporzione al suo formato – è certamente corretto. Si nota l’aberrazione cromatica solo durante le osservazioni di soggetti e oggetti in controluce, come ad esempio rami, rapaci e aerei, ma non è molto invasiva, il contrasto, ad esempio è sempre pregevole.

Fotografia ottenuta appoggiando una mirrorless Olympus OMD E-M5 MARK II ( a mano libera) con ottica Zuiko 45 mm F1.8, all'oculare del binocolo

Fotografia ottenuta appoggiando una mirrorless Olympus OMD E-M5 MARK II ( a mano libera) con ottica Zuiko 45 mm F1.8, all’oculare del binocolo

 

Stessa modalità, ma con il Vortex Razor UHD 8x42

Stessa modalità, ma con il Vortex Razor UHD 8×42

Aberrazione cromatica laterale
Lieve e si percepisce da circa l’80% del campo di vista come alone viola-verde intorno ai soggetti/oggetti in controluce

Curvatura di campo
Non è un binocolo con campo piatto, ma per pochissimo. E’ sufficiente una millimetrica correzione del fuoco con la manopola per verificare come gli oggetti vadano immediatamente a fuoco ai bordi del campo. L’immagine rimane poi ben corretta, sintomo che ai bordi non si percepisca la coma e l’astigmatismo.

Distorsione angolare
E’ percepibile a cuscinetto, direi di poco superiore al 5% verso l’80% del campo di vista. Il panning è sicuramente piacevole, seppur io sia la persona meno indicata per verificare l’effetto palla rotolante, giacché ne sono alquanto immune.

Altre aberrazioni
Nell’uso astronomico le immagini stellari di I e II magnitudine sono molto puntiformi sino a circa l’80% del campo di vista, dopo si inizia a percepire il degrado stellare che aumenta proporzionalmente sino all’estremo bordo del campo con l’aggiunta di un poco di coma.

Prova sul Campo

A sinistra: Zeiss Victory HT 8x54, al centro il Vortex Razor UHD 18x56 , a destra, Fujinon FMT 16x70

A sinistra: Zeiss Victory HT 8×54, al centro il Vortex Razor UHD 18×56 , a destra, Fujinon FMT 16×70

Avendo in prova questo binocolo da prima dell’emergenza del virus COVID-19, ho avuto la possibilità di testarlo per molti giorni in mezzo alla Natura. Ho terminato, invece, in quest’ultimo periodo, i test comparativi dal giardino di casa e la prova nell’osservazione astronomica.

Seppure il prezzo non sia abbordabile per molti appassionati, devo ammettere di aver giudicato positivamente la scelta di Vortex: 18 ingrandimenti con due occhi sono spesso più convenienti che 23-25 X percepiti attraverso uno spotting scope.
Ad esempio, sono rimasto molto impressionato dalla facilità con cui si riesca, osservando delle pareti rocciose situate a centinaia di metri di distanza, a scansionare in panning la zona, trovare i rapaci, inseguirli e verificare l’eventuale presenza di nidi e posatoi. Un sabato pomeriggio, in soli venti minuti ho portato a casa un risultato che non ero stato in grado di realizzare dopo varie ore passate a perlustrare una zona con lo spotting scope.

Da amante dei binocoli ad alto ingrandimento, non posso quindi che suggerirne l’utilizzo e l’acquisto.

Quando era ancora possibile uscire in posti isolati: monitoraggio dei rapaci, un settore dove il Vortex 18x56 regna sovrano

Quando era ancora possibile uscire in posti isolati: monitoraggio dei rapaci, un settore dove il Vortex 18×56 regna sovrano

I binocoli sono facili da gestire e da trasportare, anche questo 18×56, seppure non sia compatto come un 8×32 è senza dubbio leggero da trasportare. Da il meglio di sé, quando si fissa su un treppiede, ma sono anche riuscito a osservare con un monopiede in carbonio.
In quest’ultimo caso, la percezione dei dettagli è più simile a quella visibile nel binocolo stabilizzato Zeiss 20×60 che in uno stabilizzato con soli dodici ingrandimenti, Nel panning si percepiscono molti più dettagli rispetto a un 10×50, ma ovviamente, manca quel poco di risoluzione che si perde a causa delle ovvie vibrazioni. Con un po’ di tecnica (ad esempio, stando seduto con il monopiede tra le ginocchia) sono riuscito a fare delle stupende osservazioni paesaggistiche con un peso veramente ridicolo dentro lo zaino che mi ha consentito di portare con me anche la macchina fotografica e varie ottiche. Amici, amanti delle migrazioni, siete avvertiti.

Come ho avuto modo di anticipare nella parte concernente le aberrazioni, il Vortex Razor UHD 18×56 è sicuramente ben corretto. Dobbiamo, infatti, ricordarci che lo schema ottico ha un rapporto focale aperto e che senza la presenza dei vetri UHD sarebbe stato inevitabile percepire il cromatismo residuo sempre e comunque. In questo caso, invece, si nota, soltanto durante le condizioni di forte controluce e osservando rami, tralicci o aerei, ma in proporzione al suo formato, ritengo sia un binocolo ben corretto.

Non è come avere un treppiede, ma devo ammettere che si riesce a gestire anche con un leggero monopiede

Non è come avere un treppiede, ma devo ammettere che si riesce a gestire anche con un leggero monopiede

Possiede, inoltre, un diametro degli obiettivi, perfetto per consentire un’ottima risoluzione dei dettagli, Spesso, durante le giornate molto assolate, osservando una volpe che riposava sopra una roccia a 600 metri dalla mia postazione, ho preferito i 18X di questo binocolo che i 23X forniti da uno spotting scope teutonico con un diametro dell’obiettivo di ben 95 mm.

 

L’impressione che si ha è di sommare  i pregi della visione binoculare a degli ingrandimenti decisamente più elevati, rispetto al classico 8×42. Non sono tuttavia così da inficiare le osservazioni alla presenza di forte turbolenza diurna. L’ho utilizzato spesso e volentieri anche a mezzogiorno.

Ritengo che possa essere non un binocolo sostitutivo ma uno strumento ottico in grado di coadiuvare il classico binocolo da birdwatching nel formato 8×42, 10×42.

 

Le sue prestazioni nell’uso astronomico sono  interessanti, non è un  18×70 ma grazie all’ottima puntiformità che fornisce soprattutto in asse, alla minima curvatura di campo e alla buona pupilla di uscita, perfetta per osservare da cieli medio inquinati, mi ha consentito di trascorrere alcune ore sotto il cielo invernale,senza rimpiangere strumenti dal diametro superiore.

Ma a chi potrebbe servire un binocolo di tale formato?
Mi vengono in mente molte opzioni: dall’appassionato di rapaci e aerei, sino al sorvegliante professionale di parchi o aeree boschive per finire al cacciatore che per motivi di selezione o di caccia (non nazionale) deve verificare la posizione degli animali situati a lunga distanza.

Non posso dire che sia il binocolo perfetto per uso astronomico, ma acquistandolo per altri scopi, vi farà senz’altro divertire anche sotto un bel cielo stellato.

Una comparativa sul campo mostra le prestazioni esagerate di questo 18X rispetto a un classico 8x42

Una comparativa sul campo mostra le prestazioni esagerate di questo 18X rispetto a un classico 8×42

 

Pregi e Difetti

Pregi

  • Vetro UHD Premium
  • Qualità costruttiva
  • Dimensioni in rapporto agli ingrandimenti
  • Nitidezza e contrasto in asse
  • Pregevole correzione dell’aberrazione cromatica
  • Minima curvatura di campo

 

Difetti

Di solito mi preoccupo di trovarli, rischiando talvolta di apparire troppo pretenzioso, onestamente non ne ho trovati: è un formato molto particolare, a tratti estremo, ma tutto è stato concepito con cognizione di causa. Molto probabilmente, anni or sono, non sarebbe stato possibile ottenere un prodotto del genere in questa fascia di prezzo. La differenza di contrasto, rispetto ad alcuni 20×56 di medio costo è, infatti, impressionante.

 

In sintesi

Vortex ha fornito agli appassionati un nuovo modo di osservare la natura: ha creato un binocolo abbastanza compatto e a facile da trasportare, che si brandeggia come un comune binocolo da birdwatching ma che fornisce delle prestazioni molto simili a quelle di uno spotting scope di almeno 70 mm di diametro quando utilizzato a 23-28 ingrandimenti.

Diciotto ingrandimenti con due occhi, fruttano come 23-25x con uno spotting scope, ma l'immagine binoculare è decisamente piu'appagante

Diciotto ingrandimenti con due occhi, fruttano come 23-25x con uno spotting scope, ma l’immagine binoculare è decisamente piu’appagante

 

Ringraziamenti

Ringrazio come sempre Pietro Romagnoni di RPOptix per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, lasciandomi libero di esprimere, come sempre, le mie opinioni.

 

Prezzo e disponibilità

Il Vortex Razor UHD 18×56 è in questo periodo disponibile sul sito web di RPOptix a un prezzo pari a 1799 EURO.

 

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (649 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com


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Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com

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