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IN RICORDO DI DOMENICO GELLERA

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vincenzo
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IN RICORDO DI DOMENICO GELLERA

Messaggio da vincenzo »

Con tristezza ho saputo stamane della dipartita del Cav. Domenico Gellera di Lodi
Aveva appena 79 anni, da tempo era sofferente di cuore.

Lo conobbi nel 2014, quando scoprìi, presso i laboratori della ARASS BRERA, i rifrattori in restauro, di Schiaparelli da 49 cm e il 19 cm di De Mottoni. Mi parlò di lui Nello Paolucci e seppi, che Domenico era il vicepresidente e che insieme avevano fondato l'associazione.
Nello, mi disse anche che da qualche tempo si era ritirato proprio a causa della malattia e che aveva creato un osservatorio privato a Lodi, dove viva.
Quel giorno, lo ricordo con vivida eccitazione per i "tesori" che mi si ponevano davanti.
Non passò molto tempo che andai a trovare il Cavaliere, prima solo, poi con Cesare Baroni, poi con il suo caro intimo amico, l'astronomo di Merate ed esperto di stelle doppie, Marco Scardia, infine, con Francesco Toni. Tra il 2014 e il 2016, credo che andai a trovarlo, in tutto, una decina di volte.
Domenico era un abilissimo meccanico e autocostruttore, la sua casa piena oltre che di libri e riviste italiane e straniere, era lo scrigno di preziosi manufatti come diversi micrometri filari. Da appassionato osservatore di stelle doppie, collaborava attivamente con l'osservatorio di Pulkovo al quale puntualmente mandava la riduzione delle sue osservazioni.
Aveva, costruito attorno ad un prestigioso obiettivo Zeiss 1AS 10/1650, con materiali di recupero e di officina, uno straordinario osservatorio astronomico. La monumentale montatura equatoriale, è un capolavoro meccanico e ingegneristico.
In occasione del nostro Expo in Abbazia di Mirasole, Domenico con una delegazione di religiosi del collegio dei barnabiti di Lodi e ai quali egli era molto devoto (https://www.sanfrancesco.lodi.it/sites/ ... re2011.pdf) ci venne a fare visita e ci concesse, in comodato, alcuni libri, delle mappe del De Mottoni e il tubo ottico del suo amato Zeiss.
Quando lo conobbi, ormai non si dedicava più alle osservazioni e mi disse (visto che ero molto appassionato) che era disponibile a dismettere il suo osservatorio. Dopo poco, acquistai il doppietto AS, tutti gli oculari Zeiss e una preziosissima montatura equatoriale La Filotecnicaa Salmoriraghi del 1920. La cosa più preziosa, tuttavia, la bellissima e pesantissima montatura equatoriale era custodita in cantina dentro a 3 casse pesantissime. Mi chiese gentilmente se potevo aiutarlo in qualche modo a dismetterle. Solo una persona, a mia conoscenza, poteva avere la visione, la comprensione, le risorse, lo spazio, il tempo per far rivivere simile macchina. Da li a breve tempo, infatti, tornai a casa di Domenico con il caro amico Francesco...

Gellera, non si era mai sposato, viveva con la sorella, presenza discreta che si prendeva cura di lui. Ricordo che con Domenico passai tante ore a sfogliare i suoi preziosi libri a farmi raccontare storie, aneddoti, esperienze. Era gentile ma poco cerimonioso, di carattere asciutto, a tratti severo e spigoloso, ma trasudava correttezza e competenza. Egli rappresentava uno degli ultimi baluardi viventi della astronomia amatoriale che mi ha formato e che amo. Ciao Cavaliere e buon viaggio.
Pratico il "voyeurismo ed il feticismo" con tante (lenti) e confesso la mia passione per le "mature" (lenti) ...
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Raf584
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Re: IN RICORDO DI DOMENICO GELLERA

Messaggio da Raf584 »

Grazie Vincenzo di questo bel ricordo.

Ho inziato a frequentare il Gellera sul finire degli anni '90, grazie a un comune amico con cui andavo a trovarlo, di tanto in tanto, la domenica pomeriggio. Persona schiva e umilissima ma astronomo di grande cultura e operosità, aveva una biblioteca immensa, con molti volumi rari e preziosi, dalla quale prendevo sempre qualche libro in prestito. E' lì che ho visto per la prima volta la collezione delle opere di Schiaparelli di cui aveva qualche volume che ho potuto fotocopiare prima che riuscissi a trovare quella stessa collezione presso un antiquario romano. Negli anni '70 acquistò le riproduzioni delle immagini della superficie lunare riprese dagli Orbiter e dagli Apollo, in lunghi rotoli oppure in quadrati di carta fotografica di eccellente qualità, e gli chiedevo sempre di srotolarne qualcuno e ce lo guardavamo con una lente d'ingrandimento, su uno di questi si riusciva a identificare il LEM ripreso dall'Apollo in orbita. Aveva un'infinità di strumenti scientifici tutti autocostruiti ispirandosi a quelli che vedeva nei musei e aveva realizzato persino un sismografo perfettamente funzionante che teneva in cantina. Dopo aver abbandonato l'osservazione attiva misurava le stelle doppie direttamente sulle lastre della PSS usando anche qui uno strumento di sua invenzione, e pubblicando poi i risultati. Era un uomo davvero straordinario.
Raf

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