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Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

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Francesco T
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Francesco T » 07/10/2019, 10:14

Si si è molto facile.
Piuttosto sono la ripetibilità e verificabilità di certi disegni eseguiti all'oculare di Newton e soprattutto cannocchiali da 8"-16 " ( e oltre) a lungo fuoco del tipo di quelli citati da Raffaello, risalenti agli anni 30' -40' 50' 60' 70' 80' 90' del secolo scorso ( Falorni-O'Meara-Moreux-Antoniadi-Desloges-Dollfus-Yamamoto-Cave-Liot-Mc Celland-Mayeda-Saheki -Murayama-Konnai-) la dimostrazione su base empirica che per lo studio di Luna e Pianeti non è scientificamente corretto definire i vecchi telescopi planetari "dinosauri".

1a1.jpg
Tuttaltro, essi rimangono per quanto concerne l'alta risoluzione visuale tutt'oggi strumenti dedicati ahinoi spesso insuperati, - complice anche il seeing spesso infausto dei nostri giorni, l'altezza dei Pianeti sull'Eclittica, e chissà, forse anche qualcos' altro.:

Si notino i dettagli impressionanti verificabili qui, specialmodo quelli all'oculare del nipponico doppietto 300 mm f 15 e il 330 mm di Pittsburgh, per non parlare dei mitici disegni di Urano eseguiti all'oculare del rifrattore di 23 cm di Harvard da SJ O'Meara che permisero di calcolare il periodo di rotazione del Pianeta, successivamente confermato dalle sonde:

https://www.kwasan.kyoto-u.ac.jp/~cmo/c ... ks_Mn1.htm

https://www.kwasan.kyoto-u.ac.jp/~cmo/c ... 10/10.html

https://www.sciencephoto.com/media/1005 ... udon-paris

http://www.planetastronomy.com/special/ ... do-SAF.htm

https://planetarymapping.wordpress.com/ ... mars-1958/

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da ForMa_55 » 07/10/2019, 10:56

-SPECOLA-> ha scritto:
07/10/2019, 8:22
Però scendendo un po' sotto alla mera semplificazione, qual è il motivo per cui è da moltissimo tempo che gli astronomi utilizzano altro?
Gli astronomi utilizzano diametri molto più grandi con specchi perchè ci sono problemi tecnici che impediscono la realizzazione di rifrattori di dimensioni superiore la metro.
Se ciò fosse stato possibile li avrebbero sicuramente prodotti e utilizzati.
Poi se oggi ci fosse qualche ente benemerito che si prendesse l'impegno di ottimizzare e rifigurare con la tencica "ion beam figuring", questi grossi rifrattori sicuramente li vedremmo riutilizzati e sfruttati molto di più.
tripletto apo 155 f. 7 a contatto su losmandy g11
oculari clave': 5,6,8,12,16,20,25,35,45, pentax xl: 21-10.5-5.2, radian 3mm
zoom: vixen 8-24 e hyperion 8-24. erfle 40mm, wide scan II 30mm, leica 14mm wa
barlow baader FFC, prisma di Herschel 2"
canon 550d con zoom: 18-135 EF-S IS, 100-400L IS USM

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da -SPECOLA-> » 07/10/2019, 13:14

Ciao Francesco T,

il termine "dinosauri" l'ho utilizzato per fare un parallelo; non di certo per definire qualcosa. ;)
Tantomeno i gloriosi grandi rifrattori dei secoli scorsi. :thumbup:

Pensavo si capisse.

Riguardo alla ripetibilità e verificabilità di certi disegni eseguiti all'oculare di Newton e soprattutto cannocchiali da 8"-16 " ( e oltre) a lungo fuoco, è vera; fa parte del parte del progresso scientifico ma...
Premesso che non raramente diventa impossibile disegnare tutto quello che si riesce a cogliere con l'occhio all'oculare, tanti sono i dettagli e le sfumature che un telescopio è in grado di mostrare, nel passato sono capitate anche cose un po', passami il termmine, "strane", tipo per esempio, rimanendo in tema, la "geminazione dei cosiddetti "canali marziani".

Senza contare inoltre, che i GRANDI osservatori sono tali a prescindere dal mezzo che utilizzano; per esempio mi viene in mente che l'astrofilo Guido Ruggieri... :

download/file.php?id=20192&mode=view

--

Ciao ForMa_55

di sicuro se i vecchi e gloriosi GRANDI telescopi rifrattori di una volta venissero ottimizzati e rifigurati, potrebbero benissimo ritornare ad essere utilizzati proficuamente; è vero.
Pur sempre con i loro limiti però, perché i miracoli non li fa nessuno.

E comunque un siffatto intervento finirebbe irrimediabilmente per snaturali; imho.

Mi immagino per esempio i cannocchiali di Galileo rimessi in pista in quel modo; brrr..
Mi vengono i brividi; :mrgreen:
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Mi diverto con un po' di strumenti, dal rifrattore TECHNO 50/630 in avanti... (non in ordine di tempo, né di dimensioni e/o schema ottico).
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 07/10/2019, 14:29

In effetti quei rifrattori non si sono estinti come i dinosauri, per fortuna esistono ancora e la maggior parte è in uso anche se con scopi diversi da quelli per cui erano stati costruiti.

Come dice Maurizio il motivo per cui non si sono più costruiti rifrattori "giganti" dopo quello di Yerkes - ma altri ne sono stati realizzati dopo anche se di dimensioni minori - è dovuto da un lato alle problematiche di costruzione di lenti di quel diametro, dall'altro dall'abbandono dell'astronomia visuale in seguito alla nascita dell'astrofisica e dell'astronomia extragalattica che a differenza dell'astrometria - l'occupazione principale degli astronomi fino ai primi anni del XX secolo - avevano bisogno non tanto di risoluzione quanto di luce, di una buona luminosità fotografica - quindi strumenti a f/ basso - e di una focalizzazione perfetta a tutte le lunghezze d'onda, requisiti meglio soddisfatti dai riflettori.

La maggior parte dei grandi rifrattori è stata impiegata ancora per tutta la prima metà del XX secolo e diversi anche oltre (Pic du Midi, ad esempio, vedi i disegni riportati da Francesco) sia per l'astronomia planetaria - visuale e spettroscopica - sia per la misura delle stelle doppie. Purtroppo i professionisti non osservano più da un pezzo e quindi gli strumenti storici nella migliore delle ipotesi vengono usati per la didattica, nella peggiore cadono in disuso perché comunque mantenere e operare uno strumento di grosso calibro richiede soldi e personale che gli osservatòri e gli enti locali, perennemente a corto di soldi, preferiscono spendere per altre cose. Anche alcuni riflettori storici come l'Hooker da 100 pollici di Monte Wilson sono stati riconvertiti alla divulgazione perché resi inutili dall'inquinamento luminoso.

Comunque sia i grandi rifrattori non sono morti, anzi nell'immediato futuro ci saranno certamente delle realizzazioni importanti in questo campo. Alcune aziende propongono rifrattori di 30, 40 e anche 50 cm di diametro, che è la dimensione del Merz-Repsold di Schiaparelli che per qualche tempo fu il più grande in Europa. Per un riflettore si tratta di misure ormai ordinarie ma per un rifrattore certamente no.

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da -SPECOLA-> » 07/10/2019, 22:24

Premesso che le problematiche nella costruzione di lenti di elevato diametro, il progresso e l'abbandono dell'astronomia visuale, sono tutte cose che fanno il paio con ciò che ho già scritto, sono contento che nell'immediato futuro ci saranno certamente delle realizzazioni importanti in questo campo.
Sarà interessante valutare l'impatto del contributo scientifico in campo professionale che daranno le nuove leve di rifrattori di 30, 40 e anche 50 cm di diametro.
Si tratta comunque di telescopi di apertura decisamente più ordinaria, rispetto a quella dei grandi rifrattori di una volta, che definirei tali a partire dai 60 cm in su, in onore del capolavoro di Slater.
Oltre i 125 cm di apertura non si andò mai.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 08/10/2019, 8:02

Mah, ciascuno definisce le cose come gli pare... io mi accontenterei anche di un rifrattore decisamente ordinario da 50 cm, qualcosa del genere, ecco
merz.jpg
magari mi sta anche sul terrazzo... :lol:
-SPECOLA-> ha scritto:
07/10/2019, 22:24
in onore del capolavoro di Slater
ma quel telescopio non esiste più
Francesco T ha scritto:
07/10/2019, 10:14
( Falorni-O'Meara-Moreux-Antoniadi-Desloges-Dollfus-Yamamoto-Cave-Liot-Mc Celland-Mayeda-Saheki -Murayama-Konnai-)
Francesco, anni fa Dollfus mi regalò un libro - con una bellissima dedica - in cui raccontava la sua carriera, ci sono dei disegni meravigliosi, alla prima occasione te lo porto. Se cerchi nei mercatini dell'usato forse puoi ancora trovarlo, nel caso ti consiglio di non fartelo scappare.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da -SPECOLA-> » 08/10/2019, 12:52

Se è per quello, io mi accontento ancora di meno.
Comunque sia,
se fossero veramente diametri "ordinari", allora le nuove produzioni non si fermerebbero a 50 cm; imho.

È vero che il telescopio Craig non esiste più, però al suo tempo è stato un bel salto in avanti.
Riguardo a Slater, invece:

Cit. "Chi è stato qualcuno resta sempre qualcuno".
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Dob » 08/10/2019, 14:56

piccolo OT:

qual è il più grande rifrattore amatoriale in Italia ?

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Raf584 » 08/10/2019, 17:52

Non ne ho idea. Stando a quello che leggo qui il 51 cm della foto sembrerebbe destinato a un cliente italiano.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Angelo Cutolo » 08/10/2019, 20:36

Sarà qualche osservatorio, non so quanto costi un tripletto apo da 20", ma sicuramente non poco (per me siamo ben oltre i 200.000 €).
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binocoli: Vixen ARK 30x80; Vixen Ultima 8x56; Vortex Diamondback 8x42; Canon 10X30 is II; Vortex Vanquish 8x26; Pentax Papilio 6,5x21; Ibis Horus 5x25.
Strumenti: dobson 410/1850 autocostruito; newton 200/1650 vintage; Celestron C8 xlt; newton 114/1000 "solarizzato"; rifra apo 80/480; rifra acro 76/1400 e 60/700.

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Rick » 06/11/2019, 15:54

Siamo sul mezzo milione di euro solo per l'ottica, più il tubo, la montatura e l'osservatorio.

L'intubazione è truss, il tubo sarà lungo più di 6 metri. Possibile che non si riesca a scoprire il proprietario?

https://www.apm-telescopes.de/en/telesc ... 0-cnc.html

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Faber » 06/11/2019, 18:21

Una domanda, ma come la mettiamo sull’equilibrio termico di tutto quel vetro? Occorreranno accorgimenti tecnici particolari immagino, per poter sfruttare al meglio il telescopio. Va bene la struttura truss, ma sarei curioso di capire effettivamente le prestazioni in condizioni reali. Comunque fortunato chi lo possiede e spero se lo goda alla grande!
Fabio Bergamin

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da elettrico » 06/11/2019, 18:47

Rick ha scritto:
06/11/2019, 15:54
... Possibile che non si riesca a scoprire il proprietario?
Alcuni anni fa, su una rivista di astronomia (forse Il cielo o Coelum Astronomia) c'era una pubblicità di non ricordo cosa che menzionava l'arrivo di questo tripletto, e ricordo che uno dei committenti era un certo dottor xxx* del centro Italia.

Alberto
* le x non è censura, ma non ricordo proprio il nome... :oops:

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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da Angelo Cutolo » 06/11/2019, 21:36

Relativamente all'equilibrio termico, penso che chi è in grado di spendere mezzo milione per l'obiettivo, un'altra cifra a cinque zeri per l'intubazione e la montatura, immagino lo sistemerà in un osservatorio climatizzato.
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Re: Caratteristiche tecniche di grandi rifrattori professionali

Messaggio da fulvio_ » 06/11/2019, 22:39

Angelo Cutolo ha scritto:
06/11/2019, 21:36
Relativamente all'equilibrio termico, penso che chi è in grado di spendere mezzo milione per l'obiettivo, un'altra cifra a cinque zeri per l'intubazione e la montatura, immagino lo sistemerà in un osservatorio climatizzato.
... Osservatorio sotto un bel cielo buio in montagna, aggiungerei. Tutto quel diametro per utilizzo esclusivo in alta risoluzione dal giardino dietro casa mi sembrerebbe un sacrilegio! :lol:
Insomma, in tutta questa storia di amatoriale ci vedo ben poco!
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