Ibis Horus 5×25 by Tecnosky: una finestra sul cielo.

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Un primo piano sul piccolo Ibis Horus 5×25, by Tecnosky.

Come tutti sapranno, Horus era il dio egiziano, figlio di Iside e Osiride, spesso rappresentato con una testa di falco pellegrino (o lanario).  Era una divinità molto conosciuta sin dai tempi pre-dinastici, in grado di suscitare una cosi grande devozione da varcare i confini dell’Egitto, espandendo il suo culto lungo tutto il Mediterraneo. La leggenda narra che suo padre Osiride fu ucciso da suo fratello Seth, ma Iside, grazie all’aiuto della sorella e dei suoi poteri magici lo fece risorgere. In seguito diedero alla luce Horus che in età adulta vendicò il padre e raccolse l’eredità reale. Secondo gli antichi Egizi, gli occhi di Horus erano il sole e la luna, anche se alla fine il nostro astro fu lasciato a Ra, mentre al povero Horus toccò solo la luna.

Non sto scrivendo, di certo, quest’articolo, per informarvi dei molteplici dei egizi, ma per parlarvi del nuovo binocolo venduto da Tecnosky: l’Horus 5×25. Molto probabilmente, date le sue caratteristiche tecniche, Tecnosky – che ha deciso di marchiare questo binocolo sotto la nuova gamma “IBIS” – l’ha battezzato con un nome cosi altisonante per la sua ampiezza visivo “da occhi di falco”.

Il binocolo pronto per una serata osservativa

Il campo reale fornito, infatti,  e’ uno dei più grandi nel settore delle ottiche commerciali, che va a superare anche il mitico Miyauchi 5×32 che possedeva “soltanto 13.2 gradi di campo.  L’Ibis Horus 5×25 ne fornisce, invece, ben quindici. La domanda, fra voi, sorgerà quindi spontanea: cosa si vede con un binocolo economico da quindici gradi e soprattutto, come si vede? Beh, a queste domande cercherò di dare una risposta nel mio breve articolo, poiché l’ho portato con me, spesso e volentieri, sotto un bel cielo buio di montagna.

Prima, però, vediamo di descrivere le sue caratteristiche tecniche.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Formato 5×25
Campo visivo 15°
Campo di vista a 1000 m 262 m
Pupilla di uscita  5 mm
Prismi a tetto
Trattamento Multi-strato
Peso dichiarato 540 g
Dimensioni 111x50x123
Prezzo (Dicembre 2017)  169 Euro- Iva inclusa
   

Meccanica e sistema di messa a fuoco.

Questo binocolo “Made in China” è alquanto compatto: poggiato sopra la solita bilancia elettronica, ha rivelato un peso, in grammi, pari a 520 grammi che sono distribuiti su neppure tredici centimetri (vedesi la tabella).

E’ dotato di uno scafo in policarbonato con una classica cerniera centrale. A dispetto delle sue dimensioni, il ponte  di comando è ampio, mentre la manopola di messa a fuoco è perfetta per un utilizzo senza guanti, ma l’avrei preferita più grande, perché secondo me, predilige l’uso astronomico.

Il sistema di messa a fuoco avviene ruotando la manopola e spostando gli elementi ottici interni.  La sua distanza minima di messa a fuoco è inferiore a due metri, per passare da questa distanza all’infinito occorre ruotare la manopola in senso orario per circa tre quarti di giro. Un’ ottima prestazione.

La doppia pupilla di uscita che dipende dalla configurazione degli obiettivi anteriori.

Ovviamente, visto il basso ingrandimento (5X) e data, la nota formula sulla profondità di campo (che è pari al quadrato dell’ingrandimento) con questo binocolo si dovrà raramente focheggiare: le immagini da venticinque metri (ma anche meno, grazie all’accomodamento visivo) saranno sempre perfettamente a fuoco. La regolazione della compensazione diottrica è un po’ celata, giacché si deve ruotare completamente i para-oculari di gomma. Scrivo in questo modo, perché non sono dei paraluce veri e propri: non sono estraibili, a causa della bassa estrazione pupillare di questo strumento ottico. Per fortuna la corsa è molto lunga e questo consente di compensare i problemi di vista (eccetto l’astigmatismo).

Il binocolo non è waterproof o almeno il distributore non cita questa caratteristica fra i dati tecnici, in ogni modo è ben gommato e, grazie all’assenza del carrello che muove gli oculari -caratteristica presente nella maggior parte dei binocoli dotati di prismi di Porro- dovrebbe essere abbastanza protetto per resistere all’umidità,’ a patto di non riporlo nella custodia, ancora grondante per la condensa.

Lenti e obiettivi.

L’Horus 5×25 non è ovviamente un binocolo con delle performanti ottiche a bassa dispersione, ma – in tutta onestà- dato il basso prezzo d’acquisto e soprattutto il basso ingrandimento, non ne ho sentito, di certo, la mancanza. Gli obiettivi sono composti di un semplice gruppo con due elementi, mentre il sistema ottico degli oculari, è più complesso: quattro elementi in tre gruppi.

Un primo piano sugli obiettivi dell’Horus 5×25

L’unico e vero difetto di questo binocolo è la sua ridotta estrazione pupillare che non consentirà ai portatori di occhiali di godere del gigantesco campo di vista. Ho fatto una prova con i miei occhiali da sole (con montatura ultra-slim in titanio) e sono riuscito a superare di poco, i nove gradi di campo, poco più della metà di quelli consentiti da questo strumento.

Ho notato una caratteristica interessante: il binocolo è sbilanciato verso gli oculari e questo consente di osservare il cielo senza troppo affaticamento dato che pare “attaccarsi” alle arcate sopraccigliari.

 

Prismi.

L’Horus 5×25 è dotato di prismi a tetto. E’ presento una seconda pupilla di uscita molto ovale, situata a ore 14 rispetto a quella (abbastanza sferica) principale. Tale circostanza non si nota durante l’uso sul campo.

 

Trattamenti.

Anche in questo caso “ ha tutte le cosine al suo posto”: trattamento multi-strato su ogni superficie ottica e presumo anche una correzione di fase sui prismi, poiché le immagini sono contrastate in proporzione al suo formato e al prezzo di acquisto.

Aberrazioni.

Premessa.

Ragazzi, sto scrivendo riguardo un  binocolo con ben quindici gradi di campo e che costa meno di 170 euro, è ovvio, quindi, che il contenimento delle aberrazioni geometriche non sia eccellente, dato che non lo era, ad esempio, neppure quello del costosissimo Miyauchi Binon 5×32.

Di primo acchito ero indeciso se riportare con minuzia le mie impressioni riguardo al contenimento delle varie aberrazioni, ma l’ho fatto ugualmente.

Aberrazione cromatica.
In questo caso è presente solo durante le peggiori condizioni d’illuminazioni, il basso ingrandimento fornito è un grande aiuto per il contenimento di quest’aberrazione.

Curvatura di campo.
 Ne ha, ovviamente! La curvatura di campo inizia a mostrarsi da circa il 60% del campo di vista e nell’uso astronomico si mischia anche con il coma e l’astigmatismo.

Distorsione angolare.
Presente, da circa il 70%, e’ molto evidente.

L’immersione nella scena con questo binocolo è decisamente affascinante, pur considerando le aberrazioni ai bordi del campo.

Prova sul campo.

Premetto che ero alquanto dubbioso di testare questo binocolo: come sapete, ogni mese ricevo decine di prodotti in visioni e alla fine, scelgo sempre quelli più interessanti per i lettori e..per me   Ero abbastanza scettico riguardo i benefici nell’osservazione astronomia con un tale binocolo, giacché il suo schema ottico e il basso prezzo di acquisto, non mi facevano presupporre una eccellente qualità ottica, in realtà, ho compreso le sue capacità e apprezzato i pregi e sopportato gli ovvi difetti.

Scordatevi, ovviamente delle prestazioni da rifrattore a campo spianato con un bell’oculare super wide angle ultra-corretto e costosissimo, tuttavia, questo piccoletto mostra quasi tutta la costellazione di Auriga nel campo e lo stesso dicasi per Cassiopea..penso che per molti, questo possa bastare.

Termino qui questa disamina pseudo – tecnica parlando delle mie mere impressioni sotto il cielo invernale.

Ho osservato le principali costellazioni invernali con questo binocolo: Orione, il Toro, i Gemelli, Auriga e il Cane Maggiore. Di primo acchito, l’approccio con questo binocolo lascia spaesati. Abituato ad osservare con binocoli costosi nel formato 8×42 con meno di otto gradi di campo, mi son trovato a inquadrare il cielo in un modo completamente differente: meno stelle, meno luce e certamente più aberrazioni ai bordi del campo(a partire da circa il 65%) tuttavia l’immersione nella scena  è piacevole. Non oso immaginare  come sarebbe osservare con uno strumento dal campo piatto. Ma veniamo alle prestazioni. Le Pleaidi sono immerse in campo gigantesco e si mostrano piccole ma molto puntiformi, le Iadi sono un bell’ oggetto, incastonato in un mare di stelle, osservando ” il cacciatore”, invece, e’ possibile inquadrare tutta la zona della cintura con Alnilam, Alnitak e Mintak,  la nebulosa M42, percepibile come piccola macchietta  sfocata ma anche la zona di Rigel. Lo stesso dicasi per Auriga, quasi totalmente inquadrata nell’intero campo. Un binocolo con 25mm di diametro, ovviamente non mostrerà molti oggetti deboli del cielo profondo. Si vedono però-M42 e M31.

15 gradi a meno di 180 euro: onestamente non penso si possa pretendere di piu’. L’Horus è un binocolo che fornisce un approccio differente all’osservazione astronomica.

Molto bella anche la zona del Doppio Ammasso di Perseo e di M36, M37, M38, i famosi ammassi stellari nella costellazione di Auriga, che in questo caso, sono tutti visibili all’interno del campo.

 

In sintesi.

Come spero di aver chiarito, non abbiamo a che fare con un binocolo ultra-grandangolare veramente corretto,  il campo corretto nell’uso astronomico è di circa 9 gradi, se cosi fosse, sarebbe grande e pesante almeno il triplo e costoso almeno una ventina di volte, vedesi, ad esempio i nuovi Nikon VX che costano come una Dacia Sandero nuova, nuova.

Tuttavia se, non utilizzate gli occhiali e se vi piace ottenere un effetto immersivo osservando il cielo stellato, questo binocolo potrebbe essere uno strumento -non sostitutivo, bensì aggiuntivo- per la vostra attrezzatura ottica.

Personalmente mi sono divertito e spero di poterlo riutilizzare in estate per navigare nella Via Lattea. In linea di massima avrete un binocolo con un campo corretto per circa nove gradi con più il quid di una finestra panoramica sulle stelle che presenta, però un degrado, alquanto omogeneo da quel settore sino ai bordi.

Pregi
Prezzo, formato, campo apparente, compattezza

Difetti:
Contenimento delle aberrazioni geometriche, scarsa estrazione pupillare.

Ringraziamenti.

Ringrazio Giuliano Monti per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, lasciandomi libero di citare, come sempre, le mie impressioni personali.

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Dicembre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente  Tecnosky 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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