OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Zeiss Victory Pocket 8×25: leggerezza e fascino.

Share Button

Da un bel po’ di mesi, decine di appassionati attendevano una risposta di Zeiss allo Swarovski Pocket .
Finalmente, qualche settimana fa, il noto costruttore tedesco ha inviato ai distributori europei i primi esemplari del nuovissimo e Made in Japan Victory Pocket 25, disponibile in due formati: 8×25 e 10×25.

 Bignami, il distributore ufficiale per l’Italia mi ha inviato un esemplare nel formato da otto ingrandimenti.

Passo ora a descrivere le mie impressioni, anticipando ai lettori che ho anche avuto la possibilità di compiere una comparativa con il concorrente austriaco.

Un bel primo sullo Zeiss Victory Pocket 8×25. Tutte le foto sono state ottenute con Olympus OMD E-M5 e Zuiko 45mm f1.8

Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre.

Ingrandimenti 8 x
Diametro utile obiettivo 25 mm
Diametro pupilla d’uscita 3.1 mm
Valore crepuscolare 14.1
Campo visivo a 1000 m 130 m
Angolo visivo soggettivo 60 °
Focalizzazione ravvicinata 1.9 m
Campo regolazione diottrie +3 | -3 dpt
Estrazione pupillare 16.5 mm
Distanza interpupillare 34-74 mm
Tipo obiettivo FL
Sistema prismatico Schmidt-Pechan
LotuTec® / Riempimento di azoto Si / Si
Impermeabilità 100 mbar
Temperatura di funzionamento °C -25 / +63 ºC
Altezza 112 mm
Larghezza con distanza interpupillare di 65 mm 100 mm
Peso 290 g
Prezzo (Bignami) Agosto 2017 764 Euro

 

Meccanica e messa a fuoco.
Nel settore “dei compatti” si adottano due soluzioni per la chiusura-apertura del binocolo. Quella a “doppia cerniera” (ad esempio Swarovski Pocket e Kowa Genesis Prominar ) e quella a “cerniera singola” con uno dei tubi ottici che si ripiega sotto il ponte di messa a fuoco.
 

Zeiss, similmente alla vecchia serie Compact 8×20 T ha deciso di adottare lo stesso tipo di costruzione che presenta, all’atto pratico, molti pregi e qualche difetto.

Inizierei a esaminare questo binocolo soffermandomi, infatti, su questa scelta.
Lo schema ottico a cerniera singola mi è parso fornire i seguenti lati positivi:

  1. Rapidità nell’apertura e nel trovare la corretta distanza inter-pupillare (che è pari a 34-74 mm)
  2. Robustezza.
  3.  Il ponte ampio non solo facilità l’impugnatura ma ha consentito ai progettisti di inserire la manopola di messa a fuoco in una posizione ideale.  Il dito indice, infatti, per chi come me impugna il binocolo con la mano destra, è perfettamente allineato con la piccola rotella.

    Ben visibile la piccola rotella per la messa a fuoco che si è rivelata precisa e fluida il punto giusto.

 Il binocolo è un vero e proprio Top di Gamma in miniatura. E’ protetto con una spessa gommatura di colore “nero Zeiss”,molto sobria ed elegante, l’unico vezzo di colore blu compare sul tubo ottico sinistro: un piccolo logo rappresentante il Brand. E’ impermeabilizzato (100 mbar) riempito in azoto e lavora in un ottimo range di temperatura ( -25/ +63°). Il binocolo è decisamente leggero, la mia bilancia ha stimato un peso pari a 289 grammi  distribuiti su 112×100 mm. 

Gli oculari sono dotati di un sistema di paraluce ruotabile che non presentano  dei punti di blocco prefissati, il cosiddetto sistema click and stop.
Non è possibile, purtroppo, smontarli per consentire una più facile pulizia della lente degli oculari.

Per quanto riguarda il confort visivo, fattore preponderante in un binocolo compatto, posso dire che esso è sicuramente soddisfacente, grazie all’ampio diametro degli oculari (più grandi ad esempio del suo antagonista Swarovski Pocket) e alla buona estrazione pupillare di 16,5 mm (in proporzione al formato.)

Il sistema di messa a fuoco è affidato a una piccola (ma preciso)  rotella centrale che si è dimostrata fluida, ma non troppo, priva di giochi o arresti. La compensazione sull’oculare destro è affidata a una piccola ghiera situata nella parte anteriore del ponte centrale che presenta “un click” di riferimento per la regolazione di serie all’infinito. La correzione delle diottrie è di +3 -3.

La distanza minima di messa a fuoco che ho raggiunto è inferiore a quella dichiarata, di 1.9 metri. Personalmente ho focalizzato dei fiori e degli insetti un metro e mezzo di distanza, mantenendo ancora un discreto allineamento delle immagini. Da tale distanza all’infinito occorre ruotare la manopola di un giro e mezzo.

Per passare, invece, da una distanza più classica (otto metri) all’infinito è sufficiente correggere la corsa della manopola di pochissimi millimetri.

Questa mi è parsa una prestazione molto simile a quella di un ottimo binocolo da birdwatching.  L’esemplare di Swarovski Pocket che ho usato come metro di paragone, ad esempio, ha una distanza minima di messa a fuoco maggiore

(circa due metri e mezzo) e raggiunge l’infinito con un giro e tre quarti di manopola.

Ottiche alla fluorite in un piccolo 25 mm? Vi serve altro?

Ottica.
Bella, veramente bella! E’ un Victory in miniatura.
 L’immagine fornita dalle ottiche alla fluorite è neutra, brillante (per essere un piccoletto) il contrasto è alto (anche se non è il più alto) la nitidezza è elevata. Un appassionato esigente che lascerà a casa il suo performante 8×42 non terminerà la sua escursione pentito o affaticato.

Prismi e trattamenti.
Per motivi di compattezza, questo binocolo è stato ovviamente dotato, di prismi Schmidt Pechan. E’ ottimizzato – come i migliori strumenti Zeiss – con il trattamento Lutotech (che non consente all’acqua e allo sporco di agglomerarsi sulle lenti, facilitando nel contempo la pulizia)  e con il noto “ZEISS T* multi-layer coating” un pregevole trattamento multi-strato antiriflesso su ogni superficie.

Oculari.
Gli oculari forniscono un ottimo campo di vista, superiore, a quello fornito dallo Swarovski Pocket
e per correzioni geometriche e ampiezza, mi ricorda molto  il  piccolo gioiello di casa Kowa: il Prominar Genesis 8×20.

Di fatto 130 m a 1000 sono circa 7.4°: quasi sessanta gradi di campo apparenti! Non male per un binocolo 8×25!

Se poi calcoliamo, come vedremo, che la resa è quasi perfetta sino all’estremo bordo del campo, direi che non v’è nulla da recriminare a riguardo.

Il sistema a cerniera centrale si è rilevato molto solido e preciso.

Aberrazioni.
Aberrazione cromatica.  Questo piccolo binocolo è dotato di ottiche FL Zeiss (alla fluorite) Per questo motivo il contenimento dell’aberrazione cromatica in asse è pregevole. Si nota raramente un piccolo alone (blu – verde) solo le peggiori condizioni d’illuminazioni. Posso confermare che la resa durante l’uso quotidiano è pressoché perfetta.

Cromatismo laterale.
Chi, come me, è sensibile a quest’aberrazione, potrà, talvolta, notare un lieve accenno di cromatismo laterale da circa l’80% del campo di vista.

Curvatura di campo.
Il binocolo non è dotato di campo piatto, ma.. poco ci manca. Nell’uso diurno le immagini degradano (lievemente) da circa l’80% del campo di vista. Anche ai bordi la leggibilità dei dettagli rimane elevata. Mi ricorda un po’ lo Zeiss Victory SF: campo ampio e minimo deterioramento ai bordi.

La posizione della manopola della messa a fuoco è perfetta! Proprio dove dovrebbe essere. Brava Zeiss.

Distorsione angolare.
 Il Victory Pocket 8×25 presenta una lievissima distorsione a cuscinetto. Basandomi sulla mia esperienza, la potrei stimare del 3-4% da circa l’80% dal bordo del campo.

Coma e astigmatismo.
Osservando i campi stellari ho notato un po’ di coma ai bordi a circa l’80% del campo, visibile soprattutto su stelle luminose.

 

Una breve comparativa con lo Swarovski Pocket Mountain 8×25!

Sulla sinistra: Swarovski Pocket Mountain 8×25 e sulla destra Zeiss Victory Pocket 8×25. Che si apra la tenzone…

 Ho potuto comparare un esemplare nuovo fiammante di Swarovski Pocket CL 8×25 contro lo Zeiss Victory Pocket 8×25, insomma: Pocket vs Pocket! 

Ogni prodotto ha pregi e pochissimi difetti – se cosi, li possiamo chiamare.
Ho confrontato due Top di Gamma nel settore dei compatti e qualunque sia la scelta di acquisto non si dovrebbe rimanere insoddisfatti.

Zeiss Victory Compact 8×25
Pregi:

  • Nitidezza in asse.
  • Resa dei colori.
  • Ergonomia (impugnatura e naturalezza nel focheggiare grazie alla posizione della manopola).
  • Campo ampio.
  • Messa a fuoco precisa.

Difetti:

  • E’ più leggero dello Swarovski ma da chiuso è più ingombrante.(vedesi foto).
  • Custodia: E’piu’ robusta rispetto al “borsellino austriaco” ma è quasi grande come quella a corredo di un 8×32 compatto (tipo Minox) 

In questa foto si nota il maggior ingombro in altezza e larghezza dello Zeiss. .

Swarovski Compact  Mountain 8×25

Pregi:

  • Nitidezza e contrasto. Il contrasto mi è parso lievemente superiore a quello fornito dal binocolo Zeiss.
  • Resa dei colori.
  • Campo piatto sino al bordo, similmente ai binocolo della serie EL.
  • Confort osservativo. “Veste” quasi come dei buoni 30 mm.
  • Molto bello da vedere forse la vernice potrebbe essere, alla lunga, meno resistente, rispetto alla quasi completa copertura di gomma dello Zeiss.

 

Difetti:

  • Peso (rispetto allo Zeiss)
  • La regolazione della distanza interpupillare non è cosi immediata come quello dello Zeiss
  • Nell’esemplare testato la manopola di messa a fuoco, presentava una meccanica con movimenti troppo fluidi che a volte mi facevano “andare più avanti” rispetto al preciso punto di fuoco. Lo Zeiss mi è parso più preciso.

Il comfort visivo mi pare molto simile, forse con un punto a favore per il binocolo tedesco, grazie al maggior diametro delle lenti, tuttavia, le differenze sono così lievi e dipendono molto dalla conformazione del viso, che non mi sento in grado di decretare – in tale frangente- un vincitore.

 In ogni caso ho notato che la posizione più confortevole per entrambi si attua, poggiando l’arcata sopraccigliare  nella parte superiore del paraluce. In definitiva se paragonati al piccolissimo Leica Ultravid 8×25 questi binocoli sono molto confortevoli e meno affaticanti nell’uso protratto.

Mia moglie, Jenny, osserva durante una piacevole escursione con la famiglia.

Prova sul campo.

Sono sempre molto contento di testare un binocolo compatto dato che so di aver maggiori occasioni per utilizzarlo. Di fatto l’ho portato spesso con me, sia a lavoro, sia durante le gite familiari, dove spesso evito di portare l’attrezzatura più corposa.

Come spero io abbia chiarito nel corso della recensione, lo Zeiss Victory Pocket 8×25 possiede un’ottica di alta qualità,  un ampio campo di vista, non eccelle nel contrasto (anche se le differenze sono veramente minime)  ma fornisce una ottima nitidezza e una buona rappresentazione dei colori.
Anche il sistema di messa  a fuoco non “mi ha mai lasciato a piedi” durante le varie escursioni e se si eccettua, il minor confort visivo rispetto ai miei binocoli 8×42,  devo ammettere che tutte le osservazioni si sono sempre rivelate  molto piacevoli.

Ho ben apprezzato la capacità di contenere l’aberrazione cromatica, trovandomi a mio agio in situazioni anche abbastanza ostiche. Ho notato, invece, talvolta, Essendo molto suscettibile all’aberrazione cromatica la presenza di luce diffusa, puntando dei soggetti, nella stessa direzione del sole, anche se situato molto in alto e non inquadrabile.

 Bastava poggiare una mano sopra lo scafo ottico- nei pressi degli obiettivi- per cancellare la luce diffusa. Penso sia quindi un problema imputabile all’assenza di paraluci, del resto la profondità della cella che contiene gli obiettivi è simile a quella di molti altri prodotti di alta qualità.

piccolo, leggero, robusto e con una buona qualità ottica.

Per anni ho utilizzato dei binocoli compatti con doppia cerniera, ma devo ammettere che il sistema a cerniera singola di Zeiss mi ha conquistato: in primis per la rapidità con cui si trova la distanza inter-pupillare, per la solidità del sistema e per la facilità con cui si focheggia.

E’ un binocolo molto facile da utilizzare e che invita l’appassionato a utilizzarlo con una sola mano.

L’ho portato spesso con me nello zaino durante le mie escursioni con la mountain bike da enduro. Poiché le mie priorità velocistiche sono solo rivolte alle discese, è sempre stato un piacere arrivare con calma sulla vetta e godersi per qualche minuto lo spettacolo della Natura con questo binocolo che, oltretutto, grazie al peso, non da proprio fastidio all’interno di uno zainetto.

 

In sintesi.

Lo Zeiss Victory Pocket 8×25 si è rilevato un piccolo prodotto dalle grandi prestazioni. Se amate il marchio Zeiss  e i binocoli compatti non penso dobbiate farvelo sfuggire.

Forse i puristi saranno rimasti un po’ basiti riguardo la scelta di Zeiss di far costruire questo prodotto di alta fascia in Giappone, tuttavia, come ben sappiamo i prodotti del Sol Levante sono quasi sempre sinonimo di alta qualità, sia ottica, sia meccanica, insomma: c’è da star tranquilli!

 

Ringraziamenti. 
Ringrazio, come sempre, il dottor Achille Berti   per aver fornito, in tempi rapidi, l’esemplare oggetto di questo test.

 

Ti è piaciuto quest’articolo? 
Binomania consente a tutti gli appassionati di leggere gratuitamente decine e decine di recensioni di prodotti  ottico-sportivi, tuttavia, se apprezzi il nostro lavoro, potresti contribuire a sostenere Binomania offrendoci un cappuccino attraverso paypal. Ti ringraziamo anticipatamente.

Offrici un cappuccino!

 

Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Agosto dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente il distributore ufficiale Bignami.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

You may also like...