Recensione del rifrattore apocromatico Askar 120 APO F/7 – 2049 euro

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PREMESSA

Il rifrattore apocromatico Askar 120APO F/7 rappresenta una novità nel settore degli astrografi. Si tratta di un tripletto apocromatico spaziato in aria con un rapporto focale di f/7, ottimizzato con una lente centrale a bassa dispersione cromatica. Il costo è di 2049 euro, IVA inclusa, ed è stato gentilmente fornito in visione da Skypoint Srl,  distributore dei prodotti Sharpstar Optics qui in Italia. In questo articolo e nella videorecensione successiva, vi presenterò  caratteristiche tecniche, pregi,  difetti e le mie impressioni pratiche sul campo. Buona lettura e buona visione.

 

LA STORIA DI SHARPSTAR OPTICS

Sharpstar Optics, fondata nel 2000, è un’azienda cinese leader nella progettazione, produzione e vendita di telescopi astronomici e accessori correlati. Con una vasta esperienza OEM e un impegno per l’innovazione continua, Sharpstar Optics offre prodotti  apprezzati per la loro qualità ottica e costruttiva.

Il marchio Askar, appartenente a Sharpstar Optics , si focalizza sulla creazione di prodotti e accessori che uniscono praticità, efficienza e prestazioni molto soddisfacenti in proporzione al loro prezzo di acquisto. I prodotti Askar sono ideali per gli appassionati di astronomia che cercano strumenti affidabili e performanti a un prezzo molto interessante.

DATI TECNICI DICHIARATI DALLA CASA MADRE

 

Diametro (mm) 120
Schema ottico Tripletto  spaziato in aria
Vetri utilizzati Lente centrale ED
Lunghezza focale (mm) 840
Rapporto focale F/7
Ingrandimento massimo suggerito N.D
Focheggiatore A cremagliera da 3.3″ con riduttore da 2 pollici e 31.8
Strehl Ratio Non fornito
Peso OTA (g)  senza culla e cercatore: 5740
Cercatore di serie No
Distributore ufficiale per l’Italia Skypoint
Prezzo in Euro 2049 IVA INCLUSA – Marzo 2024

 

ACCESSORI IN DOTAZIONE

Fino a qualche anno fa eravamo abituati ad acquistare telescopi astronomici con dotazioni molto limitate, ma questo non è il caso dell’Askar 120 APO. Il telescopio arriva all’interno di una bellissima valigia semirigida, ottimizzata con una sagoma in materiale spugnoso che accoglie con estrema cura il tubo ottico. Troverete anche due basette per i cercatori e di una culla con barra Vixen. All’interno della confezione sono presenti, inoltre, il manuale delle istruzioni, un piccolo tagliando con i codici QR relativi ai social di Sharpstar , degli adesivi effigianti il marchio Askar, un certificato di ispezione e controllo di qualità, il tagliando della garanzia e un documento più grande riguardante l’intera lista di controllo eseguita dai tecnici, sia dal punto di vista ottico che meccanico, insieme all’accessoristica. Il documento  che ho visionato è datato 15 dicembre 2023. Potrete beneficiare, inoltre, di due piccole viti di ricambio per le basette incluse nella dotazione.

FIG.1 – La valigia di serie quando comprata in altri settori “esempio, tiro sportivo” può arrivare a costare anche 200 euro. E’ senz’altro un bel regalo in tale fascia di prezzo

ACCESSORI ACQUISTABILI SEPARATAMENTE

Durante la fase di progettazione  di questo rifrattore sono stati previsti  anche due correttori ottici diversi: uno spianatore 1x e un riduttore di focale 0,8 che porta lo strumento a un rapporto focale pari a f/5.6. Entrambi gli accessori consentono l’utilizzo di un filtro da due pollici e prevedono la possibilità di usufruire degli adattatori M48-M54, compatibili con la maggior parte delle macchine fotografiche attualmente in commercio

FIG.2 – I corretti ottici da acquistare separatamente e essenziali per l’astrofotografia

MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO

Considerando il prezzo proposto per l’ASKAR 120 APO, è evidente una attenzione particolare alle rifiniture. Il telescopio è estremamente compatto, con il tubo ottico verniciato in bianco satinato, arricchito da inserti arancioni sia sul tubo ottico che sul focheggiatore e nella culla. L’interno del tubo ottico è annerito con vernice nera opaca e presenta alcuni diaframmi.  L’interno del paraluce è stato migliorato con vellutino nero. Non ho riscontrato imprecisioni nell’applicazione della vernice o nella creazione delle rifiniture. Esteticamente, si presenta come un rifrattore piacevole nel design e nella forma, con una qualità costruttiva  più che adeguata alla fascia di prezzo.

Un’altra caratteristica degna di nota che lo differenzia dai modelli più economici è il paraluce retrattile, fissabile tramite una manopola zigrinata di discreto diametro. Il tappo copri obiettivo è in metallo, si inserisce perfettamente a pressione ed è ottimizzato con del velluto interno per prevenire graffi al paraluce e migliorare la presa. Anche il tappo è di colore arancione anodizzato, contribuendo a creare un piacevole design bianco-nero-arancione della serie.

 

FIG.3 – Un particolare sul focheggiatore da 3.3 “

Ho montato il rifrattore sulla mia montatura Sky-Watcher NEQ6, ottimizzata con il kit GEOPTIK. Il tubo ottico è incredibilmente leggero e si installa senza difficoltà. Il peso stimato, escludendo il tappo e la culla, è di soli 5740 grammi. Quando completamente arretrato, misura 72 cm, che diventano 90 cm con il paraluce e il tubo focheggiatore completamente estesi. Date le sue dimensioni, è possibile utilizzarlo con profitto su montature con portata inferiore alla NEQ6. Infatti, un contrappeso da 10 kg, anche fissato nella parte superiore della barra, ha provocato un netto sbilanciamento dello strumento. 

Gli anelli e la culla sono robusti e leggeri, pesando poco meno di 800 grammi.  la culla si stringe grazie a due  manopole  di dimensioni discrete che consentono una presa sicura, anche con guanti invernali. Sulla parte superiore degli anelli è installata una solida maniglia dotata di sedi per i ricercatori. La barra a coda di rondine è di tipo Vixen GP ed è lunga 290 mm.

FIG.4 – L’ Askar 120 APO F/7 montato sulla NEQ6

Un’altra caratteristica molto apprezzabile di questo strumento è la possibilità di smontare una sezione del tubo ottico, permettendo l’utilizzo delle torrette binoculari senza la necessità di correttori ottici di tiraggio. Ciò vi consentirà di sfruttare ingrandimenti bassi simili a quelli di un classico binocolo astronomico.

Il focheggiatore ha un diametro di 3,3 pollici ed è dotato di un sistema di demoltiplica 1:10. Si tratta di un classico sistema a pignone e cremagliera, che può essere motorizzato tramite la maggior parte degli accessori disponibili sul mercato come ZWO EAF, Pegasus Astro FocusCube EAF, etc.etc.  Il tubo è ottimizzato con una serie di tacche graduate di precisione e offre un’escursione massima di 10 cm. Questo componente è stato realizzato con macchinari CNC ad alta precisione. Anche l’interno del tubo focheggiatore è stato annerito e progettato per ridurre al minimo l’influenza dei riflessi invasivi. Un’altra nota positiva è data dal sistema di rotazione a 360 gradi vicino al focheggiatore, dotato di manopola di blocco  sovradimensionata.

Essendo un rifrattore adatto anche all’osservazione, è stato dotato di raccordi da due pollici e di un riduttore da 31,8 mm di diametro. Durante il test pratico, il focheggiatore si è rivelato fluido e preciso; ho dovuto solo regolare le viti nella parte inferiore e quella di blocco per migliorare il funzionamento durante l’utilizzo di accessori pesanti come reflex, torrette binoculari e altro. Ritengo che in questa fascia di prezzo sia veramente impossibile trovare di meglio. Quando si utilizza il tubo di prolunga con una fotocamera mirrorless Olympus OMD, il focheggiatore si estrae di 54 mm. Tuttavia, se si utilizza il telescopio con un prisma Baader Zeiss e oculari MC ABBE Takahashi, il focheggiatore si estrae di circa 90 mm.

Unica attenzione necessaria riguarda l’uso del collare rotatore a 360 gradi: è importante verificare il corretto fissaggio, poiché essendo dotato di una filettatura di raccordo, potrebbe smontarsi durante la rotazione. Per questo motivo, consiglio di eseguire la rotazione totale sempre in senso orario.

OTTICA

Obiettivo

Come anticipato, il rifrattore apocromatico Askar 120 APO F/7 è equipaggiato con un tripletto spaziato in aria, con un diametro di 120 mm e una lunghezza focale di 840 mm, che genera un rapporto focale nativo di f/7. L’azienda non ha specificato il tipo di vetro utilizzato, se FPL-51 o altro, ma ha dichiarato semplicemente la presenza di una lente  ED situata nella centrale del tripletto . Le immagini sono nitide e contrastate sia nell’uso diurno che nell’uso astronomico in proporzione al suo rapporto focale. L’aberrazione cromatica è praticamente assente nell’uso visuale anche ad alti ingrandimenti.

FIG.5 – Un primo piano sul tripletto spaziato in aria

STAR TEST  e SNAP TEST 

Nel corso del mese di marzo, ho effettuato diverse prove per verificare la qualità ottica di questo strumento. Come sempre, mi sono avvalso di oculari ortoscopici di alta qualità, di una stella artificiale di GEOPTIK e  ovviamente del classico test che prevede l’osservazione del disco di diffrazione di una stella. In questo caso, ho scelto Capella perché ancora ben alta in cielo.

Preferisco sempre citare le ime impressioni e commentare lo star test perché ritengo che la rappresentazione video e fotografica del disco di diffrazione spesso sia foriera di fraintendimenti e mal interpretazioni. Vi posso quindi confermare che le immagini in intra focale si sono dimostrate nitide, con anelli ben spaziati, uniformi e senza luce diffusa evidente al loro interno. Analizzando il disco di diffrazione in extra focale, si nota un po’ di aberrazione sferica.   Lo snap test ha dimostrato un punto di fuoco abbastanza preciso. 

 

TRATTAMENTO ANTI-RIFLESSO

L’Askar 120 APO possiede un obiettivo con trattamento antiriflesso su tutte le superfici ottiche, evidenziato da un piacevole colore verde intenso. Utilizzare trattamenti multistrato sulle superfici ottiche offre numerosi vantaggi. Questi trattamenti contribuiscono a ridurre i riflessi indesiderati sulle lenti, migliorando così il contrasto e la nitidezza delle immagini osservate. Inoltre, favoriscono una maggiore trasmissione luminosa attraverso le lenti, garantendo immagini più luminose e dettagliate. Grazie alla riduzione dei riflessi e all’aumento della trasmissione luminosa, i trattamenti multistrato aiutano anche a minimizzare gli effetti delle aberrazioni cromatiche, migliorando complessivamente la resa cromatica dell’ottica. Forniscono anche una protezione aggiuntiva alle superfici ottiche, contribuendo a prevenire graffi e danni causati da agenti atmosferici o manipolazioni

 

OSSERVAZIONE PRATICA

E ‘giunto il momento di estrapolare qualche osservazione dal mio diario osservativo. Per motivi di brevità citerò solo quelle che ritengo più rilevanti.

FIG.6 – Il rifrattore durante uno dei vari test pratici

Data: 16 marzo dalle ore 18:40 alle ore 19:30
Seeing: Pickering 5 – 5.5
Trasparenza: buona
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6 , diagonale prismatico Baader Zeiss, oculari Takahashi MC Abbe, HI-LE e TMN monocentrici

 

Prima osservazione con l’Askar 120 APO. Il cielo presenta una luminosità ancora significativa, con un fondo crepuscolare. Utilizzando l’oculare Takahashi MC Abbe  da 18 mm  (46x) e il prisma Baader Zeiss  l’immagine è decisamente nitida e molto contrastata, con una resa dei colori neutra.

Con l’oculare Takahashi  HI-LE da 7,5 mm (112x), l’immagine mostra  la presenza di turbolenza ma l’immagine è comunque nitida e contrastata.  Si inizia  a percepire la rima all’interno del cratere Arzachel, situata verso la cinta craterica sul lato del terminatore.  Utilizzando un MC ABBE  da 6 mm e poi a quello da 4 mm, l’immagine diventa ovviamente più scura e la turbolenza è accentuata. All’interno del cratere Posidonius, si nota la rima centrale più evidente e quella nei pressi del micro cratere centrale, ma non si percepiscono altre caratteristiche dettagliate. Non si riscontrano aberrazioni cromatiche, neanche sui picchi più luminosi dei crateri.

Alle 18:51 ho iniziato a osservare con un oculare Takahashi HI-LE da 2.8 mm (300x). Stimo il seeing pari a Pickering 6  anche in questo caso non si nota alcuna evidenza di aberrazione cromatica in visuale.

Alle 19:06, noto un lieve miglioramento del seeing, con un Pickering di 6- 6.5. Ho tentato quindi l’osservazione di Giove, avvalendomi di un oculare TMB  monocentrico da 6 mm (140x). In questa circostanza, non beneficiando di un seeing ottimale, ho comunque percepito un’immagine piacevole, sebbene notassi un contrasto o leggermente inferiore rispetto a quello visibile nel Takahashi FS 128 che uso spesso come confronto (doppietto la fluorite minerale). L’immagine propone una resa dei colori piuttosto neutra, ma la SEB (Zona Equatoriale Sud) e la NEB (Zona Equatoriale Nord) sono lievemente meno contrastate rispetto a quanto visibile nel FS 128 che mostra anche un maggior contenimento della luce diffusa.   

FIG.7 – In attesa di iniziare l’osservazione lunare

Data: 17 marzo ore 17:30 – 20:00
Seeing: Pickering 6.5
Trasparenza: buona
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6, diagonale prismatico Baader Zeiss, oculari Takahashi MC Abbe, HI-LE e TMN monocentrici

Questa sera il seeing è migliore di ieri ma non eccellente. tuttavia ritento l’osservazione di Giove. Sto utilizzando come sempre un prisma Baader Zeiss. Inauguro la serata con l’oculare TMB monocentrico da 6 mm. Le bande equatoriali del pianeta sono ben visibili e questo sera inizio anche a vedere le bande sub tropicali e qualche vaga ombreggiatura ai poli con una texture un po’ tormentata. Talvolta si palesano un paio di festoni ma non la EZ.

La visione della superficie lunare è  ottima: nitida e priva di aberrazioni cromatiche, confermando ancora una volta la totale apocromaticità del telescopio, anche con l’oculare Takahashi HI-LE da 2,8 mm a 300x il cratere Posidonius, ormai totalmente illuminato dal Sole, mostra due rime e due micro crateri interni in modo molto chiaro dettagliato. È possibile osservare chiaramente la ramificazione della rima Triesnecker   e  dettagli all’interno della Hyginus che si estende per circa 230 km. Si percepisce molto bene il solco che la collega alla rima Ariadeus. La visione con il visore binoculare è decisamente molto soddisfacente, con poca luce diffusa e un contrasto che non pensavo di vedere in un tripletto in tale fascia di prezzo.

La Vallis Alpes è ancora parzialmente in ombra, quindi tenterò l’osservazione della rima domani sera quando  meglio illuminata. Comunque, posso confermare che questo telescopio si dimostra soddisfacente nell’osservazione lunare, anche più di quanto possa esserlo nella osservazione planetaria cercando dettagli  flebili su Giove. Riesce facilmente a sostenere 300x. Ho tentato di osservare la rima Sheephanks ma purtroppo, ho percepito solo la parte piu’ evidente, quella a nord est del cratere C, facilmente visibile, invece, la rima Gartner.

FIG.8- Scatto singolo senza elaborazione per mostrare la qualità dello strumento

Data: 19 marzo ore 21
Seeing: Pickering 7
Trasparenza: foschia
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6, diagonale prismatico Baader Zeiss, oculari Takahashi MC Abbe, HI-LE e TMN monocentrici

 Alle 21:09   con un seeing pari a Pickering  7 stavo osservando la Vallis Alpes utilizzando un oculare Takahashi  HI-LE da 2,8 mm, nella speranza di individuare la rima. Purtroppo, non sono riuscito a percepirla, si notava soltanto un dettaglio nei pressi della parete est   che formava un’ombra che poteva ingannare l’osservatore occasionale.

Altri dettagli di rilievo osservati includono la rima all’interno di Alphonsus e la rima Birt. Degno di nota sono anche i dettagli nei pressi di Kies, che si svelava al terminatore e che mostrava vari micro-crateri al suo interno e l’affascinante domo ancor piu’ vicino al terminatore.

In generale, sono soddisfatto di questo telescopio nella osservazione lunare , si è rilevato un valido compagno di osservazioni per questo genere di attività osservativa in proporzione al suo rapporto focale.

 

OSSERVAZIONE DELLA COMETA  12P/PONS-BROOKS E DEL CIELO PROFONDO

Durante l’osservazione della cometa 12P, l’ASKAR 120 APO, utilizzato con un oculare di alta qualità come il Doctor UWA da 12,5 mm, ha fornito una immagine nitida e luminosa. Anche sotto un cielo suburbano e con la disturbante presenza della luna, è stato possibile osservare un nucleo cometario abbastanza luminoso, stimato intorno alla magnitudine sei, con un accenno evidente della coda. Le immagini ai bordi del campo visivo sono risultate perfette, con le stelle molto puntiformi.

Ritengo che l’ASKAR 120 APO sia un rifrattore molto piacevole e performante anche nell’osservazione astronomica degli oggetti del cielo profondo.  Utilizzato con un visore binoculare a bassi ingrandimenti, ha mostrato la stessa luminosità di un binocolo da 100 mm, con stelle decisamente molto più puntiformi sia al centro che ai bordi del campo visivo.  Entusiasmante la visione delle Pleiadi e del Doppio ammasso di Perseo che mostravano stelle molto puntiformi ,con un contrasto deciso e in definitiva piu’ soddisfacente rispetto al binocolo usato come confronto. E’ un telescopio realmente  poliedrico.

 

IL SUO SCOPO PRIMARIO: ASTROFOTOGRAFIA

 Il distributore ufficiale Skypoint Srl,ha incluso nel suo ampio catalogo l’ASKAR 120 APO  all’interno del settore “astrografi”. Questo rivela ancora una volta lo scopo primario per cui è stato progettato soprattutto quando utilizzati con gli  accessori per la fotografia ad esso dedicati.. Ritengo che l’attenzione principale di questo strumento sia rivolta principalmente agli astrofotografi. Attualmente mi pare non ci siano tripletti ED con queste caratteristiche tecniche a un prezzo così favorevole.  Sebbene non possa competere con le prestazioni degli astrografi di fascia alta, certamente offre un eccellente rapporto prezzo-prestazioni, specialmente per quanto riguarda la sua attitudine fotografica.

 

UTILIZZO CON IL VISORE BINOCULARE

Come accennato in precedenza, è possibile rimuovere una sezione del tubo ottico per facilitare l’uso con visori binoculari senza l’ausilio di correttori ottici aggiuntivi. Nel mio caso, ho notato che utilizzando una torretta Max Bright II della Baader Planetarium con prisma Baader Zeiss, è necessario aggiungere un ulteriore raccordo da due pollici del sistema Baader per raggiungere il fuoco, poiché il fuoco è leggermente spostato all’esterno di circa 6-7 mm. Tuttavia, non ci sono problemi nell’utilizzo di un diagonale a specchio da due pollici. Senza correttori di tiraggio, è possibile osservare tranquillamente a bassi ingrandimenti, rendendo questo setup molto simile a quello di un classico binocolo.

FIG.9 – Per focalizzare all’infinito con il visore MaxBright II senza correttori è necessario estrarre l’adattatore di qualche millimetro

UN ULTERIORE APPROFONDIMENTO: OSSERVAZIONE VISUALE DELLA LUNA E DEI PIANETI CON UN “ASTROGRAFO”

Escludendo quanto avrete appurato leggendo parte del mio diario osservativo, desidero condividere con voi ulteriori impressioni personali. Come ho già evidenziato nella illustrazione dello start test, questo strumento presenta un po’ di aberrazione sferica, un fattore, in realtà, di minore importanza per il fotografo che cerca principalmente fattori come la luminosità e la puntiformità delle stelle ai bordi del campo.  Di contro  un osservatore planetario  esigente, necessiterà di strumenti con un rapporto focale più elevato dell’ASKAR, magari con uno schema ottico più semplice (doppietto) e una migliore correzione della “sferica”. Questo, però, comporta l’acquisto di strumenti dal costo superiore o di strumenti molto più ingombranti, come il classico e ormai raro rifrattore da 5 pollici aperto a f/15.

Nel caso dell’osservazione di Giove, ho utilizzato con profitto oculari monocentrici fino a 6 mm di diametro. La differenza con un blasonato rifrattore apocromatico alla fluorite di fattura giapponese si manifestava principalmente in due fattori: una maggiore presenza, seppur minima, di luce diffusa intorno al pianeta e un contrasto meno netto, specialmente per quanto riguarda la visione dei dettagli più flebili come i festoni nella zona equatoriale.   

Analizzando il costo nell’usato di un doppietto alla fluorite aperto a F/8 e dal diametro di poco superiore, è possibile notare che il suo prezzo di stima è ancora pari al doppio del prezzo di acquisto dell’ASKAR 120, che risulta vincente in termini di rapporto prezzo-prestazioni.

Come risaputo, invece, la Luna è dotata di un grande contrasto, motivo per cui si osserva con profitto anche con strumenti ostruiti, come un Schmidt-Cassegrain, o con strumenti non specificamente progettati per le osservazioni lunari. L’ASKAR  ha fornito dettagli molto interessanti, mostrando un ottimo contrasto, che ho trovato sorprendente per quanto potessi presagire analizzando prezzo e dati tecnici “sulla carta”.

 Il terminatore lunare si palesa con poca luce diffusa, se paragonato ad uno Schmidt-Cassegrain, e con una luce diffusa leggermente superiore, rispetto al mio doppietto alla fluorite,   la resa del colore della superficie lunare mi è parso naturale. Inoltre, non ho notato cromatismo residuo, nemmeno ad altissimi ingrandimenti. Dotato di un visore binoculare, questo tripletto spaziato in aria si è poi dimostrato davvero piacevole e performante nei limiti del suo schema ottico e rapporto focale per l’osservazione lunare. 

FIG.10 – L’Askar 120 in configurazione “binocolone”. Ha dimostrato prestazioni simili a un binocolo 100 ED con una maggiore puntiformità

Pregi:

  • Tripletto ED con il prezzo piu’ favorevole sul mercato
  • Ottime prestazioni in rapporto al prezzo, soprattutto quando utilizzato come astrografo.
  • Presenza di vetro ED all’interno del tripletto.
  • Buona dotazione di serie.
  • Facilità di utilizzo con un visore binoculare.
  • Ottime rifiniture  nella sua fascia di prezzo, dal focheggiatore al paraluce.
  • Soddisfacente nell’osservazione planetaria.
  • Molto soddisfacente nell’osservazione lunare.
  • Ottimo anche nella osservazione del cielo profondo, sia in visione monoculare sia con un visore binoculare di qualità.
  •  Luminoso come un binocolo di alta qualità da 100 mm di diametro

Difetti:

È difficile trovarne 

  • La presenza di un po’ di aberrazione sferica e il rapporto focale medio non lo rendono ideale per l’osservazione planetaria rispetto a strumenti più dedicati, ma questo non è il suo scopo principale.

 

 

IN SINTESI

In sintesi, ritengo che il rifrattore ASKAR120 APO fornisca delle prestazioni molto interessanti a un prezzo  inferiore rispetto alla concorrenza (tripletti ED). Mi pare sia infatti il nuovo punto di riferimento da abbattere, un tripletto ED a soli 2000 euro.

Si tratta infatti di una soluzione dal prezzo entry-level nel settore dei rifrattori apocromatici che soddisfa pienamente le esigenze degli astrofotografi. È adatto anche nella osservazione lunare, in quella del cielo profondo e terrestre, inclusa l’osservazione con le torrette binoculari, rendendolo un’opzione valida per gli appassionati di astronomia che non possono investire cifre elevate in uno strumento versatile.  Negli ultimi anni, la produzione in Cina ha fatto passi avanti significativi non solo dal punto di vista ottico, ma anche dal punto di vista meccanico per buona pace dei pochi detrattori.

 

PREZZO E GARANZIA

E’ possibile acquistare il rifrattore apocromatico Askar 120APO F/7 sul sito di Skypoint Srl, a un prezzo di soli 2049 euro.  https://www.skypoint.it/it/rifrattore-apocromatico-askar-120apo-f-7.html

 
 

RINGRAZIAMENTI

Grazie a Mauro Narduzzi di Skypoint Srl,, distributore ufficiale dei prodotti Sharpstar in Italia, per aver gentilmente fornito il telescopio oggetto di questo test pratico sul campo.

DISCLAIMER

Binomania non è un negozio on-line ma un mero sito di recensioni,  i prodotti sono testati e restituiti e  come giornalista non posso venderli ai lettori, per tale motivo per conoscere eventuali offerte e prezzi sui prodotti oggetti di questa recensione dovete contattare direttamente il distributore ufficiale Skypoint Srl,.