Fujinon 16×70 FMT-SX2

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Fujinon  nacque nel 1934 con lo scopo di produrre pellicole fotografiche, attualmente  propone in tutto il mondo innumerevoli prodotti, dalle fotocamere digitali, alle stampanti, sino ad arrivare ai prodotti medicali ed ai prodotti chimici. L’azienda giapponese  è  nota anche per la costruzione di  binocoli per uso civile e militare che sono ben apprezzati dagli amatori e dai professionisti di tutto il mondo.

Ai più esperti, ad esempio, verrà in mente il binocolo militare  25 × 150 MTM-SX, utilizzato anche sulle porta-aerei americane o il Fujinon 14×40 Techno-Stabi™ un binocolo robusto ed impermeabilizzato  dotato di ben 5° di stabilizzazione.

Oggetto di questa recensione sarà, invece, il Fujinon 16×70 FMT-SX2, il binocolo astronomico  per antonomasia.

 

Un bel primo piano sulle ottiche da 70 mm di diametro.

 

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Modello 16×70 FMT-SX2
Ingrandimenti (x) 16
Diametro obiettivi (mm) 70
Angolo di campo reale (°) 4
Angolo di campo apparente(°) 64
Campo visivo in m a 1000 m  70
Diametro della pupilla di uscita (mm) 4.38
Estrazione  pupillare (mm) 15.5
Luminosità relativa 19.1
Regolazione distanza inter-pupillare (mm) 56-74
Dimensioni (mm) 270 x
Peso dichiarato (kg) 1.92
Garanzia (anni) 30
Prezzo: Luglio 2013- (Ianus SRL) 1016

 

 

Costruzione Meccanica e sistema di messa a fuoco.

Il 16×70 FMT-SX2 è un classico binocolo con prismi di Porro, robusto ed impermeabilizzato, concepito per un uso marittimo-terrestre, anche in condizioni di scarsa luminosità ma che

per le sue caratteristiche è diventato uno dei binocoli più utilizzati dagli astrofili di tutto il mondo.

I due tubi ottici sono uniti da un classico snodo centrale che si è rilevato privo di giochi.  All’estremo è presente la classica filettatura per collegare il “tripod adapter” alle teste fotografiche.  Sia i coperchi dei prismi che la parte finale dei tubi ottici, dove risiedono le celle degli obiettivi, è protetta da uno spesso strato in gomma.
L”intero scafo è protetto da una resistentissima gommatura vulcanizzata a buccia di arancia. L’interno dei tubi ottici è costellato da molti diaframmi. Molto robusti anche gli oculari, anch’essi gommati e dotati di un sistema di focalizzazione individuale.
Tutte le tacche di regolazione (distanza interpupillare e diottria) sono ben leggibili grazie al vivace colore giallo che spicca sul verde militare delle parti in gomma.

Linea classica, ottima costruzione..

 

Il sistema di focalizzazione è singolo su ogni oculare, una scelta più che perfetta per chi ambisce a costruire un binocolo robusto e ben impermeabilizzato. Per passare dalla distanza minima di messa a fuoco,  all’infinito che ho calcolato in circa 14 metri occorre, ruotare gli oculari di poco più mezzo giro. La percezione totale della profondità di campo si nota,in media, a partire da 250 metri sino all’infinito. Non è ovviamente un binocolo da birdwatching, ma un binocolo per sorveglianza nautica e terrestre e per le osservazioni astronomiche.

Il binocolo è garantito come impermeabilizzato è dotato di numerosi O-Ring ed è ovviamente riempito in azoto.
E’ utile approfondire il significato delle lettere che contraddistinguono la sigla di questo binocolo:

 F: Flattener Lens – Gli oculari di questo binocolo sono dotati di un elemento asferico che consente di eliminare quasi totalmente  la curvatura di campo.
MT: (Marine Tested) Il binocolo è testato per l’uso durante la navigazione
SX2: trattamento EBC. Il binocolo è dotato del nuovo trattamento anti-riflesso migliorato rispetto alle produzioni precedenti.

 

 Ottica

Eccellente il trattamento multi-strato antiriflesso di questo binocolo

Obiettivi. Il Fujinon 16×70 FMT-SX2   fa uso di un classico  doppietto acromatico. Seppur le ottiche siano di ottima qualità, in determinate condizioni di illuminazione si può evidenziare un poco di aberrazione cromatica. Il contrasto, in ogni modo, è buono, cosi come la luminosità, anche grazie all’ottimo trattamento anti-riflesso.

Oculari: il binocolo fa uso di oculari a grande campo: il campo fornito, infatti è ampio, pari a 4°, questo comporta la percezione di un campo apparente pari a 64°, un valore molto buono che lo pone di diritto, anche per norma ISO, fra i binocoli grandangolari. Anche gli oculari sono impermeabilizzati, la regolazione della messa a fuoco è precisa e fluida, senza impuntamenti con una resistenza adatta a non consentire di perderne la regolazione. A causa della sua estrazione pupillare, (15.5mm)  seppur i para-luce si possano abbassare consiglio ai portatori di occhiali di verificare il proprio grado di comfort.

Prismi. Il Fujinon 16×70 FMT- SX2 è composto da prismi di Porro I che forniscono  4 riflessioni e 4 passaggi aria/vetro. Per maggiori informazioni sulle varie configurazioni di Prismi consiglio di leggere l’articolo di Ottaviano Fera

 

 Trattamento. Il trattamento anti-riflessi multi-strato  FX2 (Eletronic Beam Coating) è eccellente, forse il migliore che ho provato in questi formati. Il binocolo è molto luminoso tanto da consentirmi di compiere soddisfacenti osservazioni terrestri a crepuscolo inoltrato. Fujinon dichiara che con questo nuovo trattamento è possibile ottenere una trasmissione luminosa pari al 95%. In effetti, la luminosità è comparabile a binocoli, di fascia più economica di 80-90 mm di diametro.

Un bel primo piano sugli oculari del Fujinon 16×70 FTM-SX2

 

Aberrazioni

Aberrazione cromatica. Come ho già avuto modo di anticipare questa aberrazione è necessariamente presente, dato che il binocolo non fa uso di ottiche a bassa dispersione. Tuttavia non è elevata come quella visibile nelle produzioni più economiche e si nota, soltanto in particolari condizioni di illuminazione. Anche il cromatismo laterale è ben contenuto e questa caratteristica consente di mantenere un’elevata “leggibilità” dei dettagli anche agli estremi bordi del campo. Osservando i profili degli alberi, soprattutto in lontananza, si percepisce un lieve alone blu-verde che aumenta proporzionalmente spostandosi dal centro del campo. Non è però evidente ed invasivo come le produzioni  acromatiche cinesi che ho avuto modo di testare

Curvatura di campo: Minima ai bordi, il binocolo è dotato di un campo quasi totalmente piatto. Del resto tale caratteristica è ben evidenziata da Fujinon anche nella sigla del binocolo, la F, infatti, come abbiamo avuto modo di scrivere, significa Flat, ossia Flat Field Tecnology, tecnologia a campo piatto.

Nell’uso pratico, infatti, si nota, soltanto un minimo defocusing, agli estremi bordi del campo, che spesso viene compensato dall’accomodamento visivo, soprattutto nell’uso diurno.

Come visibile i paraluce possono essere smontati o totalmente abbassati per i portatori di occhiali

 

Distorsione angolare: è presente un minimo di distorsione angolare a cuscinetto.

 Altre aberrazioni.

Essendo un binocolo ben apprezzato dagli astrofili ho compiuto varie osservazioni dei campi stellari per analizzare il contenimento delle aberrazioni geometriche. Il binocolo ha dimostrato di possedere un ottimo contenimento del coma che è risultato praticamente ininfluente, una curvatura di campo, minima e visibile a partire da circa il 90-95% del campo di vista, oltre che un lievissimo astigmatismo osservabile agli estremi bordi del campo. Le stelle al centro del campo, sono ben puntiformi ed il loro degrado, avviene, in modo graduale, in base anche alla loro magnitudine, soltanto agli estremi del bordo campo. Questa è un’ottima prestazione. La migliore nel formato 15-18×70.
Del resto l’ottimo contenimento delle aberrazioni era già stato evidenziato da Piero Pignata, nella sua, ormai famosa, comparativa fra il Fujinon 16×70 FMT- SX2, Il Nikon 18×70 e il General Hi-T 15×70. Consiglio ai lettori, anche in questo caso, di rileggere le sue impressioni.

 

Impressioni d’uso.

Osservazione del paesaggio

Il sottoscritto è abituato ad usare, nell’uso naturalistico dei binocoli a campo piatto (Swarovski Swarovision e Nikon SE, Docter Aspectem89-500ED 40X ) per tale motivo, ho apprezzato sin dall’inizio l’ottima correzione del Fujinon 16×70 FMT-SX2. Grazie anche all’ampio campo apparente, di ben 64°, l’immersione nella scena e ottima e grazie alla tecnologia Flat Field, si può godere dell’intero campo di vista, ottenendo cosi una visione piacevole ma anche molto naturale. La resa dei colori è neutra, i colori sono ben saturi, la nitidezza ed il contrasto sono molto buoni.  Ovviamente date le sue dimensioni e gli ingrandimenti medio-alti per godere appieno delle caratteristiche di tale strumento è indispensabile utilizzare il supporto opzionale per il fissaggio ad una testa fotografica, meglio se fluida, come ad esempio le Manfrotto Bogen 701 e 501 HDV che ho utilizzate nel corso del test. Se fosse dotato di ottiche ED sarebbe un binocolo veramente eccezionale.

Ottimo il campo apparente fornito da questo binocolo

 

Osservazioni di aerei e rapaci.

Dato che il binocolo non è dotato di un veloce sistema di focalizzazione con rotore centrale, alcune osservazioni a media distanza potrebbero risultare difficoltose. Nulla da eccepire, invece, durante l’osservazione degli arei di linea  e dei rapaci “in termica” ove è raramente indispensabile, vista la distanza dei soggetti, ritoccare rapidamente la messa a fuoco. In tali circostanze si apprezza molto la correzione delle aberrazioni geometriche e l’ampio campo di vista. Talvolta l’aberrazione cromatica appare sulle sagome degli aerei dei rapaci, questo fattore varia al variare delle condizioni di illuminazione e quando si osserva in controluce.

 

Osservazione astronomica.

Chi fra i lettori possiede una copia del libro  “Touring The Universe Through Binoculars”  di Phil Harrington avrà notato che l’autore scelse  il Fujnon 16×70 FMT-SX per la copertina, essendone anche un soddisfatto utilizzatore.

Confermo senza alcun dubbio che si tratta di un binocolo perfetto per le osservazioni astronomiche.  Appena si poggia l’occhio all’oculare si può godere di campi stellari, composti da stelle ben puntiformi al centro del campo, luminose e colorate e  con un lievissimo degrado ai bordi estremi. Il discreto diametro, inoltre, unito ad una pupilla d’uscita media consente di compiere delle buone osservazione anche dai centri sub-urbani, grazie al maggiore scurimento del fondo del cielo , rispetto alla versione da 10 ingrandimenti, che reputo più adatta al mero utilizzo nautico.

Il supportino opzionale per collegare il Fujinon 16x70 FMT-SX2 alle teste fotografiche

Attraverso il Fujinon 16×70 FMTSX2 si compiono delle stupende “navigazioni”  nella Via Lattea, e si possono anche percepire decine di oggetti celesti, quali ammassi stellari, globulari, galassie.
Ben visibile,ad esempio M57 che inizia a mostrare la sua caratteristica forma, molto luminosa, M27 che si stacca perfettamente dal fondo del cielo. Sempre visibili, anche con la luna  piena le galassie M81 ed M82 nell’Orsa Maggiore.  La sua alta luminosità, lo fa rivaleggiare con soluzioni più economiche nel formato 20×80. Varie volte sono rimasto stupito di come si staccassero meglio dal fondo cielo gli oggetti celesti, rispetto a due recenti produzioni cinesi di maggior diametro.  Apprezzo la sua resa diurna ma lo adoro letteralmente nelle osservazioni astronomiche.

Come il  dottor Jekyll e  il signor Hyde. Questo binocolo mi appare un po’anomimo di giorno, mentre mostra la sua vera natura la notte, sotto un cielo stellato.

La sua ottima puntiformità al centro del campo, consente, inoltre, di sdoppiare alla perfezione, alcune componenti stellari  che sono alla portata del suo potere risolutivo. Albireo nella Costellazione del Cigno è stupenda quando osservata con il Fujinon 16×70 FMT- SX2

L’osservazione lunare svela decine di crateri, le differenze di albedo fra i mari lunari cosi come le raggiere più evidenti,tipiche quelle del cratere Tycho. Una buona vista, è anche in grado di iniziare a percepire  le anse che dividono il globo dal pianeta Saturno, utile, in tal caso, osservare in una serata un po’ fosca, per celare in parte l’alta luminosità del pianeta a tali ingrandimenti.

Per migliorare le prestazioni astronomiche di questo binocolo, Fujinon vende anche separatamente una coppia di filtri nebulari  (140  euro la coppia) che consentono  di staccare maggiormente dal fondo cielo, vari oggetti nebulari.

Per l’uso prettamente astronomico sono anche disponibili, su richiesta, i filtri polarizzatori che, similmente a quelli astromici, si possono avvitare agli oculari, dopo aver svitato i paraluce in gomma.

La filettatura di serie consente di inserire i filtri nebulari o polarizzatori che sono stati costruiti da Fujinon per questo binocolo

 

Pregi e difetti.

I pregi sono innumerevoli: l’ottima costruzione meccanica, la garanzia trentennale,  il contenimento delle aberrazioni geometriche, l’ampio e corretto campo di vista. Se questo binocolo fosse dotato di lenti a bassa dispersione raggiungerebbe l’eccellenza. Personalmente a causa della mia minima distanza inter-pupillare, tocco con il naso  il bordo interno dei paraluce, per tale motivo, sarebbe preferibile fornire opzionalmente, dei paraluce  laterali con la zona interna a basso profilo. Quelli che definisco sovente “a fetta di salame”
In sintesi

Il binocolo Fujinon 16×70 FMT- SX2 è un binocolo adatto ad un appassionato esigente che bada molto alla meccanica oltre che all’ottica,  che ama le garanzie pluriennali e che ambisce ad ottenere visioni ben corrette dei campi stellari. Inoltre se  siete astrofili ed amate i binocoli “classici” in visione diretta, senza prismi angolati o oculari intercambiabili  il Fujinon  16×70 FMT-SX2 potrebbe essere lo strumento ideale per voi. Ottima luminosità, eccellente meccanica: insomma  un prodotto giapponese per palati “fini”

Ringraziamenti

Ringrazio Renata Pisula, manager di Fujinon Germania per aver messo gentilmente a disposizione l’esemplare oggetto di questo test.

 

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Luglio del 2013 Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente la Ianus SRL cliccando sull’immagine qui di seguito.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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