Miyauchi vs United Optics
Miyauchi vs United Optics

La terza guerra mondiale: Giappone contro Cina.

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Due mesi fa decisi di comparare il “mitico” binocolo giapponese con l’ultima versione del suo nuovo clone, grazie ad una serie di circostanze positive; avevo da pochi giorni ricevuto in prova il Miyauchi 20x100ED dalla ditta Skypoint per poterlo testare in vista della mia (purtroppo breve) recensione di binocoli che sarebbe apparsa sul mese di Maggio su “LE STELLE”, la stessa settimana, ricevetti una telefonata dal solito affabile Luca Mazzoleni, proprietario della General hi-t che mi confermava una sua visita per farmi provare in anteprima i prototipi della nuova serie USM di 70mm. Dato che ero a conoscenza della presenza di un modello di 100mm nella sua “scuderia” gli chiesi gentilmente se era disposto a lasciarmi per una ventina di giorni il cosiddetto “clone cinese del Miyauchi”, per consentirmi di compiere una comparativa.
Sinceramente, devo confessare che di primo acchito, seppur contento per questa nuova possibilità, ero un po’ scettico delle prestazioni del suo esemplare, poiché ritenevo fosse simile ad un clone testato l’estate precedente venduto da un’altra azienda.In realtà vi anticipo che le prestazioni di questo strumento si sono rilevate più che discrete e questo mi ha obbligatoriamente portato a meditare sul rapporto prezzo-prestazioni offerto da entrambi gli strumenti.
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vista di fronte
vista di lato

La prova
Nel corso delle varie comparazioni, ho sempre utilizzato i binocoli su due supporti per verificare in tempo reale, la distorsione, il residuo cromatico, il contenimento dei riflessi etc etc, questa è stata anche l’occasione per verificare la bontà della montatura G-hit che potete vedere nella foto accanto: treppiede ben dimensionato, asta sollevabile e due doppie leve per lo spostamento della testa che regge alla perfezione strumenti di 6Kg.

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il nuovo supporto della G-Hit
durante il test

Il Miyauchi 20×100 ED è un colladautissimo schema ottico a 4 elementi montati in tre gruppi e dotati di trattamento multi-strato, possiede, inoltre, due semi-pentaprisma a tetto accostati ad una prisma parallelo atto a creare la deviazione a 45° , l’avversario è dotato di uno schema a tripletto che mi è parso (2+1) con trattamento multi- strato, pare esista anche un versione con quadrupletto, ma G-hit dopo una lunga cernita di campioni forniti da varie aziende, mi ha confessato di aver optato per questo schema. Ritengo possieda lo stesso sistema di prismi del Miyauchi anche se il costruttore non lo precisa

Dopo un paio di serate, passate ad analizzare una dozzina di stelle sono riuscito a mettere su carta le mie impressioni riguardanti il CM, il CP e il CI, ossia la mia personale modalità di suddivisione del campo reale fornito da un binocolo.

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gli obiettivi giapponesi
gli obiettivi cinesi

Nota:(CM: il campo di massimo contrasto, ove le immagini sono contrastate e le stelle non mostrano distorsione.
CP:il campo panoramico ancora sufficientemente sfruttabile eche, unendosi alCM, dona panoramicità alla visione.
CI: il campo inutilizzabile, dove è presente in maniera evidente il cromatismo laterale, la distorsione e l’assenza di contrasto.

Il Miyauchi ha fornito le seguenti prestazioni: 75%CM-15%CP-10%CI.
il General hi-t ha fornito le seguenti prestazioni 75%CM 10%CP 15%CI, direi molto simili.

La puntiformità stellare è lievemente superiore nel Miyauchi, così come il campo di massimo contrasto che nel clone cinese, con gli oculari 20x è risulato lievemente spostato di circa il 2% ad ore 2 rispetto al campo reale.

Il residuo cromatico sia nella visione astronomica che in quella diurna è identico, seppur i progettisti cinesi abbiano utilizzato un piccolo ed economico stratagemma: osservando la cella dell’obbiettivo si può notare come il diametro sia inferiore all’apertura dichiarata: centimetro alla mano è risultata essere di 93mm contro i 100mm dichiarati ed effettivi del Miyauchi ED.

Basandomi sulla solita formula m=(7,0-2x p.u)5 log D il Miyauchi dovrebbe mostrare una magnitudine limite di 11 mentre il clone di poco inferiore, in realtà si arrivano tranquillamente ad osservare stelle di magnitudine 12, sotto un cielo discreto ma non ottimale.

La differenza di apertura fra i due binocoli si può solo percepire, dagli astrofili esperti, nella osservazione di galassie molto deboli o con una mappa stellare che riporti con precisione le magnitudini, sforzandosi di osservare le stelle ai limiti della visibilità, mentre non si nota alcune difformità nella osservazione degli oggetti celesti luminosi, come M42 e nelle osservazioni diurne, anche analizzando con attenzione i cartelli stradali o le ringhiere di alluminio illuminate dal sole.

La collimazione è risultata buona in entrambi i binocoli, (collimabili entrambi ma dai rivenditori vista la reale difficoltà) anche se non ho potuto sfruttare gli oculari dedicati della Miyauchi in grado di fornire maggiori ingrandimenti, tuttavia, utilizzando gli oculari cinesi (dal diametro lievemente inferiore alla sede porta-oculari giapponese) ho notato una maggiore incisività a 40X nella osservazione rispetto all’antagonista, peraltro poca cosa, circa il 10% 15%.
Il coma e l’astigmatismo si sono rilevati in entrambi i binocoli soltanto ai limiti del CI, dove le stelle rimanevano leggermente impastate anche cambiando la messa a fuoco, il Miyauchi anche in questo caso è risultato leggermente superiore ma non ha mai dato l’impressione, anche a chi ha avuto modo di osservare con me durante le varie serate, di fornire immediatamente il sentore di prestazioni ineguagliabili.

L’uscita pupillare è perfettamente illuminata in entrambi gli oculari, sintomo che i prismi sono sufficientemente dimensionati per l’utilizzo con i loro specifici oculari. L’estrazione pupillare è migliore negli oculari giapponesi (Reversed Kellner),mentre ho apprezzato il sistema pop-un dei paraluce degli oculari (schema ottico non dichiarato )del General hi-t.
Il campo apparentereale di circa 2.2° fornito dagli oculari del G-hit è inferiore a quello dichiarato (2.5°), corretto quello giapponese, che è realmente pari a 2.5°, misurazione effettuate sui campi stellari.
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residuo cromatico visibile nel General hi-t
residuo cromatico visibile nel Miyauchi
NOTA: foto eseguite con Nikon 995, con paraluce gommato auto-costruito su cavalletto fotografico separato.
Le immagini sono state pubblicate per scopo estetico,sono state create, ritagliano due fotografie, ottenute con la tecnica appena citata,e non vogliono assolutamente rappresentare alla perfezione il campo abbracciato dai due binocoli.
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cella del General Hi-T
cella del Miyauchi
Conclusione

Dell’osservazione con i prismi a 45°

Osservando abitualmente con un binocolo a visione diretta ho percepito immediatamente la comodità della visione a 45 gradi, ricordo ai lettori che la Miyauchi ha in catalogo anche la versione con prismi a 90 gradi che dovrebbe semplificare ancora di più l’osservazione astronomica.

Grazie al campo ancora abbastanza ampio e’ possibile puntare gli oggetti con una discreta velocità, anche se devo ammettere di impiegare meno tempo con il binocolo con visione diretta, questione di abitudine.

Testando il Miyauchi avrei preferito utilizzare gli oculari a 26 ingrandimenti che mi avrebbero concesso di percepire con maggiore facilità le 4 componenti del Trapezio in Orione ed i dettagli della superficie lunare, che anche in questo caso ha mostrato il medesimo contrasto in entrambi gli strumenti, nel clone d’altra marca, provato lo scorso anno, avevo riscontrato dei forti problemi con la messa a fuoco e la impossibilità di utilizzare i 40 ingrandimenti a causa della scarsa nitidezza ed all’aumento di colori spuri, non oso pensare a quante versioni differenti vi siano sul mercato, fra prismi,trattamenti anti-riflesso, oculari etc, e tc.

Ritornando ai due contendenti, senza perdermi in altre e futili divagazioni devo confessare che dopo aver osservato nel Miyauchi per alcune ore ho dimenticato la distorsione ai bordi apprezzando principalmente l’ effetto navigazione nello spazio che solo i binocoli possono dare, ho osservato per molte mattine di seguito la cometa Pojmanski, amando alba, dopo l’alba la leggerezza, la comodità e l’immediatezza di questo binocolo, (per chi non lo avesse ancora fatto consiglio di leggere il mio breve articolo su quali oggetti si possono osservare con un 100mm.)

Nel General hi-t anche se la puntiformità, il colore e la percezione stellare sono simili al modello giapponese, la finestra sul cielo, è più soffocata a causa del minore campo apparente, forse questo è l’unico fattore ottico-visuale e non meccanico, che potrebbe decretare la scelta da parte di un purista visuale, tuttavia, pur apprezzando il prodotto Miyauchi, anche se mi aspettavo una maggiore puntiformità ed una migliore resa cromatica devo ammettere che in fase di acquisto si è decisamente carezzati dal prezzo inferiore del General Hi-T| 20-40×100.

Gli oculari Miyauchi oltre ad offrire un campo apparente superiore, possiedono un sistema di fissaggio alla sede portaoculari più affidabile è precisa.
a sinistra gli oculari Miyauchi a destra quelli del clone.
Sintetizzando potrei dire che per chi bada a ciò che si vede all’interno dell’oculare la differenza è minima, tutto ciò che la circonda però è indubitabilmente differente.

Pare che la Miyauchi abbia sospeso la produzione di questo modello Ed e la mia personale ipotesi, e quindi opinabile, è la seguente: poiché le prestazioni visuali potrebbero far propendere gli acquirenti verso una scelta più economica, ritengo abbiamo deciso di puntare ancor di più sulla qualità, mantenendo per lo meno gli acquirenti precisi e pretenziosi e fornendo loro uno strumento con degliobiettivi a 5 elementi Ed APO più performanti: il Miyauchi 26×100 Bj-iCE …..

Mi sento davvero privilegiato, per aver potuto approfittare della disponibilità di queste due aziende e per essermi tolto un tarlo che rodeva le mie supposizioni da un paio di anni..

Attualmente per acquistare il binocolo Miyauchi sono richiesti1970 euro per la versione a 45°e 2290 per la versione con prismi a90° per acquistare il General hi-t 20-40×100,la sua valigetta dedicata ed il cavalletto con movimenti micrometrici si devono sborsare 1179 euro
Pare che in Cina stiano testando una versione di 120mm e addirittura una di 150mm, chissà mai che gli anni futuri non ci riservino delle belle sorprese.

Cieli sereni amici binofili.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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