Vista frontale dell'Opticron Savanna 6x30

Opticron Savanna WP 6×30: il binocolo “per tutti”.

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Vista frontale dell'Opticron Savanna 6x30

Vista frontale dell’Opticron Savanna 6×30

Altre volte ho iniziato i miei articoli citando chiacchierate fatte con gli amici che condividono con me la passione per i binocoli. Spesso da queste conversazioni è emerso come in Italia, rispetto per esempio a paesi come Inghilterra e Germania, non sia molto diffusa l’abitudine di avere in dotazione in famiglia un buon binocolo (un binocolo serio), da usare nelle più disparate occasioni, così come si può avere un qualsiasi altro accessorio di uso comune, come una macchina fotografica od un telefonino, relegando questo strumento all’uso di poche “inquadrate” categorie di persone. Sembra a volte che l’osservare con “sana” curiosità il mondo circostante sia qualcosa da delegare agli altri, che poi ce lo vengono a raccontare su internet o in televisione.

Certamente un binocolo per essere alla portata di un uso così “familiare” deve essere un oggetto “comune” senza per questo essere “ordinario”, ma deve avere alcune caratteristiche come la facilità d’uso, la fruibilità per tutti, una buona e durevole qualità, un costo accessibile (visti anche i tempi economicamente tristi in cui viviamo). Detto ciò devo dire che l’Opticron Savanna 6×30 ben si può candidare a questa tipologia di utilizzo.

Specifiche Opticron Savanna 6×30
Product Code
Campo (m)
Min Focus (m)
Rilievo della pupilla (mm)
Distanza interpupillare Min-Max (mm)
Dimensioni altezza per larghezza (mm) 
Peso (g) 
Prezzo in sterline inc. VAT (Iva)
30045
140
3
21
50~70
116×160
485
99.00

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè un 6×30

Ho deciso di recensire questo binocolo dopo un acquisto abbastanza casuale, è il caso dire che la cosa si sia rivelata un colpo fortunato.

Nei nostri tempi un formato glorioso come il 6×30, un tempo dotazione standard di tutti gli eserciti proprio per la sua praticità sotto molti punti di vista, è caduto abbastanza in disuso; i 6 ingrandimenti nel mercato odierno vengono mal visti: troppo pochi in un mondo dove i numeri spesso vengono pompati unicamente per fornire specchietti per allodole per attirare i consumatori. In realtà, come vedremo, i sei ingrandimenti bastano per un uso “generalista” del binocolo e talvolta forniscono anche qualche vantaggio rispetto a formati più impegnativi.

I sei ingrandimenti permettono di avvicinare a sufficienza il mondo naturale circostante, per tentarne una prima sommaria scoperta; la relativa profondità di campo permetterà di non dover armeggiare troppo con la messa a fuoco; il campo reale che inquadrerà il binocolo sarà, anche nel peggiore dei casi, tale da non creare troppo difficoltà per puntare velocemente il soggetto da osservare; il tremolio dell’immagine prodotto dalle nostre mani non verrà eccessivamente amplificato; i difetti intrinseci dell’ottica non verranno esaltati come con un più alto ingrandimento; in combinazione con un obbiettivo da 30mm (soprattutto se uniti a dei prismi di Porro) produrranno un binocolo maneggevole, compatto ma con una comoda e ancora luminosa pupilla di uscita. Insomma un formato adatto a tutti, senza distinzioni di caratteristiche fisiche ed età e per molteplici usi.

Il Savanna con alcuni suoi predecessori degli anni '30-40: I B&L 6x30, sia versione civile che militare, il glorioso M3.

Il Savanna con alcuni suoi predecessori degli anni ’30-40: I B&L 6×30, sia versione civile che militare, il glorioso M3.

 

Perchè l’Opticron Savanna

Questo piccolo Porro fa parte di una famiglia allargata di binocoli, di produzione ovviamente cinese,  ha un fratello maggiore versione 8×30 e veste anche brand e colori di Kowa e Leupold (lo Yosemite, molto apprezzato in terra americana), ne è strettamente parente e anche il Vortex Raptor 32mm. Non ci è dato di sapere se le case in questione, oltre a personalizzarne la livrea, diano l’imprintig anche a peculiarità più importanti dello strumento.

Dicevamo più sopra di un fortunato acquisto, infatti nel complesso sono rimasto molto ben impressionato dalle qualità esibite dal Savanna 6×30, in parte come dicevo dovute alla riscoperta del formato 6×30, ma anche per le buone caratteristiche “proprietarie” di questo binocolo.

In bella mostra l'ampio rotore gommato della messa a fuoco.

In bella mostra l’ampio rotore gommato della messa a fuoco.

 

Di buona fattura

Il compatto strumento è ben costruito, le finiture e la meccanica paiono solide e ben fatte, ad un normale sguardo non si palesano difetti evidenti di realizzazione. Lo strumento e dichiarato  come Water Proof, quindi non dovrebbe temere col tempo infiltrazioni di umidità e può essere usato in ambienti umidi o sotto un po’ di pioggerella.

Il “vestito” del binocolo è una bella gommatura liscia, di un sobrio colore antracite, trovano spazio giusto due piccole scritte recanti nome dell’azienda che lo commercializza e il modello, nella parte inferiore troviamo invece due comodi rilievi sui cui i pollici vanno a cadere in modo molto naturale; il tutto, unito alla buona ergonomia del binocolo (tipicamente da Porro direi), consente una presa salda e sicura, adatta anche a mani piccole, come quelle dei bambini per esempio, che potrebbero tranquillamente godere di questo strumento come primo “vero” binocolo, visti anche i ridotti peso e ingombro e per la distanza interpupillare minima di soli 50mm (70mm la massima).

Molto solidi i paraluce twist-up degli oculari, che si estraggono con un secco e preciso scatto in un unica posizione; quando sono abbassati permettono anche ai portatori di occhiali, vista la discreta estrazione pupillare, di godere di tutto il campo inquadrato; quando estratti sono forse un po’ corti per chi invece osserva senza lenti da vista, bisogna trovare una buona posizione sfruttando l’appoggio del binocolo sotto le arcate sopracciliari, ma la cosa dipende anche molto  dalle abitudini osservative e dalla conformazione del viso che variano per ognuno di noi.

La meccanica della messa fuoco è comandata da un rotore gommato, facilmente raggiungibile quando si impugna il binocolo, che ha un ottimo grip e risponde ai comandi senza giochi. A volte ho incontrato alcuni piccoli impuntamenti, dovuti probabilmente al grasso pastoso che lubrifica il meccanismo, che se compresso da un movimento brusco tende a fare massa, ma questa cosa non ha mai rappresentato un grosso problema durante l’uso del binocolo.

La correzione diottrica, situata sull’oculare destro, si comanda con una ghiera metallica, molto tosta, forse anche un filo troppo, c’è da dire però che sarà pertanto impossibile lo spostamento accidentale della regolazione ottenuta.

Le lenti sono coperte da un efficiente trattamento antiriflesso multistrato verde intenso. Gli interni dei tubi ottici sono ben opacizzati. Per aver problemi di aloni luminosi o riflessi indesiderati ho dovuto avvicinarmi ad osservare “pericolosamente” al Sole.

Il binocolo viene fornito con cinghia in cordura,  un pratico rainguard in gomma per gli oculari e dei meno pratici tappi a pressione (è una tipologia facile da smarrire) per gli obiettivi e che hanno la possibilità di essere agganciati alle cinghie del binocolo, converrà però durante le escursioni lasciarli infilati nella comoda ed efficiente custodia in neoprene in dotazione.

 

Il Savanna in posa sulla sua bella custodia in neoprene, mostra il trattamento antiriflesso verde intenso delle lenti.

Il Savanna in posa sulla sua bella custodia in neoprene, mostra il trattamento antiriflesso verde intenso delle lenti.

 

Un ottica molto piacevole

La cosa che ho maggiormente apprezzato dell’Opticron Savanna 6×30 è la capacita di portare ai miei occhi un immagine molto gradevole, pulita, vivida e soprattutto con un contrasto estremamente gradevole, anche in giornate grigie l’immagine è parsa comunque viva e con colori saturi. A tratti questa ottica mi ha richiamato alla mente un “timbro cromatico” “quasi Leitz”. Questo marcato contrasto, unito all’uso di prismi di Porro, crea un effetto tridimensionale, sulle distanze medio-brevi, veramente notevole.

Nell’uso diurno non ho riscontrato residuo cromatico particolarmente evidente, se non in tracce e maggiormente verso il bordo lente. La nitidezza al centro mi è parsa molto buona e così per circa l’80% del campo, poi l’immagine diventa più morbida ma sempre utilizzabile.

Il campo reale di 8° unito ai 6 ingrandimenti non porta certo ad avere un campo apparente grandangolare, calcolando con il sistema classico potremmo dire di arrivare a soli 48° di AFOV; devo dire però che la buona qualità di quello che si vede in questo binocolo può far restare comunque l’osservatore ampiamente soddisfatto: non c’è tantissimo ma non si butta quasi nulla. Personalmente non mai avuto la classica sensazione, propria dei binocoli a campo stretto, di osservare in “buco di serratura”.

La distorsione geometrica dell’immagine è a cuscinetto ed è molto contenuta, tale da controllare bene l’effetto palla rotolante durante il panning.

Una vista degli ampi oculari con i paraluce twist up abbassati.

Una vista degli ampi oculari con i paraluce twist up abbassati.

 

A spasso per boschi e campagne e un poco sotto al cielo notturno.

Ho sfruttato il Savanna 6×30 durante passeggiate nel verde, per fare un po’ di bird watching e guardare il panorama circostante, restando sempre piacevolmente soddisfatto per l’immagine che mi veniva offerta. Usando lo strumento in “spedizioni” un poco più impegnative ho apprezzato molto le maneggevolezza di questo binocolo, che unita ai bassi ingrandimenti, mi ha permesso di inquadrare con facilità e stabilmente i soggetti da osservare, anche impugnandolo con una mano sola, mentre l’altra reggeva il cavalletto con lo spotting scope portati a spalla.

La comoda pupilla di uscita (5mm) e gli 8° di campo hanno sempre permesso una adeguata rapidità di azione nel puntamento. La velocità, maneggevolezza e precisione del sistema di messa a fuoco sono stati all’altezza del compito richiesto. I 6 ingrandimenti e l’immagine stabile che danno, hanno permesso di rivelare particolari sufficienti per i riconoscimenti dell’avifauna presente intorno a me (a medio-breve distanza).

Forse in qualche frangente avrei potuto necessitare di “qualcosa” di più in termini di luminosità, ma francamente pretendere tanto da uno strumento di questa classe mi pare un po’ troppo, dopo tutto pur non essendo certamente un formato crepuscolare, il Savanna si è difeso anche con poca luce.

Non ho resistito a puntare il piccolo Opticron anche sul cielo notturno, pur non essendo questo binocolo di una tipologia particolarmente vocata all’astronomia. Sostanzialmente ho ricevuto conferma di ciò che già le osservazioni diurne mi avevano detto. La Luna si è mostrata nitida e contrastata, senza aloni colorati intorno se non portandola verso il bordo del campo, solo un tenue riflesso fantasma è comparsa durante l’osservazione, il degrado dell’immagine e cominciato muovendo il nostro satellite verso il bordo a circa il 75-80% del campo. Fino a questo limite di inquadratura anche la puntiformità delle stelle mi è parsa buona.

A contatto con la natura, l'ambito perfetto per questo piccolo e agile 6x30

A contatto con la natura, l’ambito perfetto per questo piccolo e agile 6×30

 

Per chiudere, come avevamo cominciato.

Performante, ben fatto, utilizzabile da grandi e piccoli e dal costo accessibile, l’Opticron Savanna 6×30 merita decisamente considerazione. Può soddisfare anche, con le dovute proporzioni, i palati educati all’ottica fine.

Sarebbe bello che anche nelle famiglie italiane strumenti come  questo binocolo cominciassero a diffondersi, anche come vero e proprio ausilio educativo per i più giovani. Che bello sarebbe insegnare già ai bimbi, accompagnati da genitori e nonni, che il mondo visto dietro le lenti di un binocolo e decisamente più interessante di quello visto dietro lo schermo della TV.

 

Dati tecnici e costi aggiornati reperibili sulla apposita pagina del sito Opticron: Opticron – Savanna WP

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel marzo 2014. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. La recensione è basata su un singolo strumento campione acquistato in proprio.

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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