Recensione della torretta binoculare Baader MaxBright II

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Questa è una di quelle recensioni che avrei voluto scrivere mesi fa, gli appassionati di tutto il mondo aspettavano con ansia un aggiornamento della torretta binoculare Baader MaxBright, compreso il sottoscritto. Grazie alla collaborazione di mhzoutdoor.com ho avuto la possibilità di testare un esemplare durante Luglio, per saggiarne le prestazioni.

Vi ricordo che è anche disponibile una breve video-recensione visibile all’interno di quest’articolo e sul mio canale Youtube. Se volete, potreste iscrivervi per rimanere sempre aggiornati.

Lo strumento è venduto con un’ottima valigetta dotata di sistema di pressurizzazione a due valvole che consente di tenere a bada muffe e umidità. All’interno, ben protetti, sono presenti: il visore, un naso da 31,8 mm, un correttore ottico (glasspath da 1.7x), la flangia Zeiss e una piccola chiave per lo smontaggio degli accessori.  Questo combo è molto professionale e potrebbe far presagire un prezzo di acquisto certamente superiore, soprattutto, visto che binocoli da oltre 2000 euro, spesso, sono venduti e spediti in una semplice confezione di cartone.

Un bel primo piano sul nuovo visore binoculare "Baader MaxBright II"

Un bel primo piano sul nuovo visore binoculare “Baader MaxBright II”

Meccanica  e sistema di messa a fuoco

La torretta binoculare Baader MaxBright II ha un aspetto professionale: è piu’ robusta, spessa, esteticamente affascinante e denota caratteristiche molto apprezzabili – come leggerete- nell’uso pratico, sintomo che il progettista ha tenuto conto dei lati negativi del vecchio esemplare (che possiedo).

Inizio con il confermare che questo nuovo prodotto è il trait d’union tra i visori binoculari entry-level e il più costoso “Mark V”. Il prezzo attuale, Luglio 2020, è di 450 euro, una corretta via di mezzo, che è anche molto conveniente, per le prestazioni e le caratteristiche che ho riscontrato.

Da un punto di vista meccanico ho apprezzato il sistema ClickLock® che consente un serraggio rapido e sicuro degli oculari (anche al buio e con i guanti) Devo ammettere, seppur sia molto accorto con la mia attrezzatura, di aver fatto cadere, anni fa, un bellissimo ortoscopico Baader Genuine da 18 mm, per colpa delle dita gelate e del vecchio sistema di blocco, composto di tre manopole situate a 120° l’una dall’altra. Il ClickLock® è stato molto apprezzato sia da me, sia dagli astrofili, che hanno avuto il piacere di provarlo.

Il sistema ClickLock ideato da Baader è realmente molto efficace

Il sistema ClickLock ideato da Baader è realmente molto efficace

Oltre al design compatibile con il sistema T2 è presente anche una flangia di raccordo con passo Zeiss che potrebbe essere molto utile per montare accessori specifici. E’ ovvio che anche il MaxBright II sia compatibile con tutti gli accessori Baader. Personalmente l’ho utilizzato con tre glasspath, un prisma Baader-Zeiss, il prisma Cool Ceramic e prolunghe e accessori Baader che ho utilizzato per anni con la precedente versione.

La novità forse piu’ interessante è la grande apertura libera dei prismi (26 mm, all’uscita oculare e 27 mm, lato strumento) che consente finalmente l’utilizzo di oculari con un diaframma di campo elevato che  forniscono un campo grandangolare senza generare evidenti vignettature.

da sinistra: il precedente modello MaxBright e il successore

da sinistra: il precedente modello MaxBright e il successore

Ho Utilizzato degli Hyperion da 24 mm e altri oculari da 26 mm, con campi  apparenti compresi tra i 60° e i 65°, montandoli sia sul vecchio che sul nuovo MaxBright e la differenza di caduta di luce ai bordi era palese. Questo potrebbe essere anche l’unico motivo per preferirli.

le due torrette binoculari durante una fase della comparativa

le due torrette binoculari durante una fase della comparativa

E’ ovviamente presente il trattamento Baader “Phantom” che già avevo avuto il piacere di ammirare sugli ortoscopici Baader Genuine, di cui possiedo ancora varie focali.
 Il nuovo trattamento anti-riflesso esibisce un’evidente colorazione rossastra, come ad esempio lo Zeiss Harpia 95. Questa caratteristica è presumibilmente la testimonianza che sia stato progettato specificatamente un trattamento in grado di fornire la più alta trasmissione luminosa nello spettro piu’ percepibile dall’occhio umano. Finalmente un progetto ottico astronomico, devoto agli osservatori visuali del cielo!

L'evidente colore rossastro che esibisce con fierezza il nuovo MaxBright II

L’evidente colore rossastro che esibisce con fierezza il nuovo MaxBright II

Il range della distanza inter-pupillare è eccellente, quella dell’esemplare che ho testato, era compresa tra i 53,2 mm e 75.1 mm, un ottimo ventaglio che consente di far “indossare” questo visore anche ai piu’ giovani. Del resto, come visibile in questa foto, mia figlia Ester, non ha mancato di provarlo, osservando la Luna e Giove con il Takahashi FS 128. Grazie al sistema T2 compatibile è possibile agganciare una serie innumerevole di accessori, anche il naso da 31,8 mm si avvita senza difficoltà. Resta soltanto il consiglio di non fissare troppo i glasspath o ad esempio il raccordo per la culatta degli Schmidt Cassegrain per non dover necessariamente usare una chiave a compasso. Tuttavia per accessori molto pesanti, la flangia Zeiss rimane il rimedio piu’ efficace, per evitare che con la forza di gravità si possano svitare dal T2, spostandosi con forza verso il basso.

Il sistema di messa a fuoco è ovviamente singolo su ogni oculare, la ghiera è abbastanza ampia e data la differente conformazione, non si corre il rischio di confonderla con il sistema di serraggio degli oculari.

Ben visibile la filettatura con passo T2- ideata da Tamron anni or sono

Ben visibile la filettatura con passo T2- ideata da Tamron anni or sono

Prova sul campo

Ho comparato il Baader MaxBright II al mio vecchio, fidato e molto usato, MaxBright. Ho utilizzato, come anticipato, decine di accessori Baader e una valigetta piena di oculari che utilizzo con i miei binocoli e con i visori binoculari: Dai Baader Genuine, ai vecchi Vixen LV, per passare ai Takahashi TOA, sino ai Vixen SSW e ai Tecnosky Ultrawide.

 

Cielo Profondo

Forse è il settore in cui si nota maggiore differenza. L’ampio campo di vista che si può ottenere grazie alla grande apertura libera dei prismi è un fattore molto positivo per l’osservatore di galassie e nebulose che ha utilizzato per anni il vecchio modello. Con oculari da 25 mm, 26 mm con campi apparenti superiori ai 65° è possibile godere di immagini astronomiche da mozzare il fiato. Stelle puntiformi sino al bordo, senza vignettatura e con bei colori. Anche la trasmissione luminosa è sicuramente migliorata rispetto al vecchio modello.

L’ergonomia poi è perfetta per usare anche al buio il sistema ClickLock e i due fuocheggiatori, senza rischio di far cadere gli oculari. Con un bel rifrattore corretto, anche acromatico da almeno 150 mm dovrebbe essere un vero piacere navigare tra le stelle, poiché ero già soddisfatto con il mio doppietto alla fluorite da 128 mm di diametro

Eccellente la visione con gli oculari Baader Hyperion, in questo casi i 24 mm

Eccellente la visione con gli oculari Baader Hyperion, in questo casi i 24 mm

Luna e pianeti

Nell’osservazione planetaria ho usato principalmente il combo: torretta+oculari Ortho Classic o Genuine Ortho+ prisma Baader Zeiss.

Mi sono avvalso di due telescopi: il Takahashi FS128 alla fluorite (128 mm di diametro aperto a F/ 8.1) e il mio vecchissimo ma sempre fedele, Celestron Ultima su montatura Celestar.

In entrambi gli strumenti (maggiormente nello Schmidt Cassegrain) ho notato meno luce diffusa, durante l’osservazione di Giove. Il cielo era più scuro e i bordi più “incisi”rispetto agli stessi accessori montati sul vecchio modello. Inoltre, mi è parso di vedere meno aberrazione sferica (che è corretta dai glasspath in base anche allo schema ottico dello strumento e alla lunghezza focale raggiunta dal treno ottico). Nell’osservazione dei crateri lunare, mi è parso di notare un po’ meno aberrazione cromatica, anche se l’immagine era sicuramente più luminosa nel nuovo esemplare.

Anche oculari abbastanza economici come gli Ortho Classic della Baader, sono dei validi accessori nell'osservazione lunare

Anche oculari abbastanza economici come gli Ortho Classic della Baader, sono dei validi accessori nell’osservazione lunare

Evito di soffermarmi sui benefici della visione binoculare in questo genere di osservazioni astronomiche, giacché su Binomania.it e sul forum ne abbiamo parlato in abbondanza, confermo soltanto che i dettagli planetari sono percepibili con maggior facilità, rispetto alla mono – visione.
La superficie lunare pare così tridimensionale da vederla come se si sorvolasse con un deltaplano.

Il visore Baader Maxbright II montato sul Takahashi FS 128

Il visore Baader Maxbright II montato sul Takahashi FS 128

 

In sintesi

Questo è uno dei visori binoculari che mi ha piu’ appassionato, oserei dire che per prestazioni è molto piu’ vicino alla resa del Mark V che alle torrette binoculari entry-level. E’ meccanicamente ben curato, con un ottimo sistema di serraggio degli oculari, è totalmente compatibile con il sistema Baader, è molto luminoso e fornisce osservazioni grandangolari senza evidenti vignettature.

 

Pregi e difetti

PREGI
Trasmissione luminosa
Possibilità di utilizzare oculari grandangolari  di lunga focale
Ottimo contrasto ed eccellente nitidezza
Pregevole costruzione meccanica
Cura nei particolari
Accessori disponibili in dotazione
Il connettore Zeiss è perfetto per gestire al meglio il peso degli accessori piu’ pesanti senza dover aver paura che il sistema T2 si sviti, ruotando, a causa del peso.

 

DIFETTI

Chi possiede come me il vecchio visore binoculare Baader MaxBright, non dormirà la notte per decidere in che modo sostituire il vecchio modello con quello nuovo senza che la consorte se ne accorga.

 

Ringraziamenti

Ringrazio come sempre mhzoutdoor.com per aver fornito il visore binoculare e alcuni oculari Baader Hyperion, lasciandomi- come sempre – libero di citare le mie impressioni senza alcuna restrizione.

 

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (652 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com


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Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com