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Binocolo Shogetsu Kansei Moon Prince 6.5×32 – prismi di Porro, qualità giapponese e 9.3° di campo

6 Febbraio 2024 by Fabio Bergamin

SOMMARIO

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  • LA DECISIONE
  • CARATTERISTICHE TECNICHE DICHIARATE DALLA CASA MADRE
  • MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO
  • PRIME IMPRESSIONI SUL CAMPO
      • Dal cortile di casa
      • Finalmente il sereno
      • Osservazione di Giove
  • TEST AGGIUNTIVI E DISCLAIMER

LA DECISIONE

Venduto l’ottimo binocolo Opticron SRGA 8×32 ero alla ricerca di un  prismi di Porro di diametro ridotto, diciamo intorno ai 30 mm, di buon campo e con buona estrazione pupillare.
Dopo una attenta ricerca nei vari forum italiani ed esteri, ho individuato un modello interessante: Binocolo Shogetsu Kansei Moon Prince 6.5×32 da 9.3 gradi.

Tale modello era magnificato nei forum americani e pure in uno giapponese ed apparteneva alla serie dei modelli recensiti dal nostro prode amministratore del forum, Marco Franceschetti, che aveva provato a importare qualche modello rimanendo molto soddisfatto per prestazioni e prezzo. 
Il modello ricercato dopo poco è andato fuori produzione con mio sommo dispiacere, ma successivamente è tornato disponibile e ho prontamente ordinato il binocolo.
Non mi dilungo sul produttore visto che Marco ne ha abbondantemente parlato in una recensione. 

Dall’ordine al ricevimento della merce sono passati solo quattro giorni compreso sdoganamento e il pagamento di vari dazi. Il costo del binocolo è stato di circa 330 euro a cui è necessario sommare 20-40 euro di spedizione e gli oneri doganali che nel mio caso sono stati di 110 euro (Iva, dazio e costo della bolletta doganale)

Qui trovate il link dove ho comprato il binocolo: https://item.rakuten.co.jp/shogetsukansei/10000134/

Inizio a fornirvi qualche foto e appena il tempo me lo permetterà proseguirò la recensione, con la speranza di incontrare a breve altri appassionati per un confronto.

Vi posso anticipare che la qualità costruttiva è molto elevata e la sensazione di impugnare un prodotto ben rifinito e ben bilanciato c’è tutta.

 

FIG.1 – Un primo piano della sigla presente sullo scafo ottico

Inizio riportando in una tabella i dati salienti:

CARATTERISTICHE TECNICHE DICHIARATE DALLA CASA MADRE

Modello 6.5X32 IF
Ingrandimento 6,5 x
Pupilla d’uscita 4,9 mm
Campo visivo 9,3°
Campo visivo apparente 60°
Diametro effettivo dell’oculare 29 mm 
Estrazione oculare 21 mm
Minima distanza di messa a fuoco 5 m
Trasmissione luce > 92%
Rivestimento lenti FMC
Rivestimento prisma FMC
Materiale prisma BAK-4
Distanza interpulillare 56-74 mm
Prestazioni di impermeabilità Immersione a 4 m per 2 ore
Intervallo di Temperatura -25C  55°C
Dimensioni 135 x 185 x 55 mm
Peso 620 g
Inertizzazione Con Azoto
Prezzo finale con sdoganamento  

 

MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO

Gli oculari sono immensi e paiono più grandi degli obiettivi!
Le conchiglie sono di plastica morbida e molto alti, infatti, se si intendono usare gli occhiali ritengo sia meglio toglierli, anche se l’estrazione pupillare di 21 mm è molto generosa.

Tutti i meccanismi sono molto fluidi compresa la messa a fuoco individuale. Tale scelta è non preferibile per ridotte distanze, ma considerato l’ampia profondità di campo a grandi distanze non rappresenta un minus per l’osservazione del paesaggio e del cielo sia di giorno sia di notte.

Una connessione filettata per il supporto per uso con treppiede è presente pur se gli ingrandimenti non sono spinti, talvolta può tornare utili per sessioni osservative prolungate.

FIG.2- Bellissimo il design di questo binocolo

La dotazione di borsa, due cinghie, panno per pulire, foglio di istruzioni e tappi è essenziale ma funzionale.
Ribadisco la sensazione di oggetto leggero ma ben costruito nel momento in cui si impugna lo strumento.
Lo strumento citato è chiaramente riempito di gas inerte e garantito come impermeabile nella condizione di immersione a 4 metri di profondità per 2 ore che penso non mi capiterà mai, a meno che mi trovi sopra un aereo che debba ammarare nell’oceano.

FIG.3 – Gli oculari sono più grandi degli obiettivi

I prismi sono in vetro BAK-4 e il peso è di circa 620 grammi.
Le dimensioni sono maggiori di quanto supposto e di certo non è un binocolo oda taschino!
Era disponibile anche un modello 8×32 ma dalle recensioni di oltreoceano pareva meno riuscito.

PRIME IMPRESSIONI SUL CAMPO

Dal cortile di casa

Dal cortile di casa non ho notato aberrazioni cromatiche in asse, ma un buon effetto di tridimensionalità e immersione nella scena e buona correzione ai bordi, ma mi riservo di provarlo a breve in diversi contesti.

Finalmente qualche nube si è diradata e ho potuto puntare il binocolo verso uno scorcio di cielo.
Una volta messo a fuoco entrambi gli oculari, con un meccanismo giustamente fluido e preciso ho osservato la luna che faceva capolino dietro una spessa coltre di nubi che illuminate dal nostro satellite avevano colori dall’argento, sull’azzurro fino al blu scuro. La luna non presentava aloni ma era scolpita con un effetto tridimensionale e sembrava fluttuare nel cielo senza alcuna dominanza ma con colore grigio molto neutro.

 

Naturalmente a mano libera si potevano scorgere i crateri principali come Thyco e il trio Ptolomaeus, Alphonsus e Arzachel e gli Appennini. Con una mano ferma come una roccia o un cavalletto sono sicuro che si potrebbe andare oltre e mi riprometto di farlo. Una piccola finestra aperta tra un cielo altrimenti coperto mi ha permesso una rapida occhiata alla costellazione di Cassiopea dal mio cielo inquinato da un lampione vicino a Led che illumina un parcheggio a giorno. Una siepe e una fila di alberi un poco aiutano ma in inverno le foglie sono scomparse e posso farmi una bella lampada nel cortile.  A parte le mie lagnanze direi che le stelle sono molto pulite e mi riservo di usare un cavalletto per stimare il campo corretto, per evitare che posture non corrette disallineino i miei occhi dall’asse ottico. Direi comunque che le aberrazioni tipo coma e astigmatismo non sono discernibili per buona parte del campo. Non ho notato distorsione evidente. Farò verifiche ulteriori per avere stime qualitative. Un plus del binocolo è la sua forma, classica a Porro e la sua distribuzione dei pesi che non affaticano nell’uso. Come nota estetica la leatherette è la finitura di elezione almeno per il mio gusto e la sensazione tattile da questo punto di vista mi appaga. Il piccoletto scalpita. Vedremo di usarlo ora che il tempo sta dando un po’ di tregua. Saluti

Finalmente il sereno

Questa sera, giusto prima di cena ho deciso di inforcare il binocolo in mio possesso e di scandagliare il cielo stellato.
I protagonisti di questa serata sono:

  • Kowa Genesis 8.5×44 (campo 7 gradi) che chiamerò KG
  • Shogetsu Kansei 6.5×32 (campo 9.3 gradi) che chiamerò SK
FIG.4 – I due contendenti della serata osservativa

I due binocoli protagonisti della serata sono riportati nella foto sottostante.

Conscio che si tratta di binocoli di tipologia totalmente differente (uno hai prismi di Porro e l’altro a tetto, i formati sono differenti, etc…), faccio questo test incrociato in quanto al momento sono gli unici binocoli in mio possesso.

 

La prima visita della serata è stata la Luna crescente che riporto nella foto come appare dall’applicazione MoonGlobe HD che rappresentala visione in maniera abbastanza realistica.

FIG.5 – La fase lunare al momento del test

Montando lo SK sopra un treppiede, pur se traballante, moltissimi crateri fanno capolino: Copernico, Eratostene, Clavius con i suoi crateri all’interno. Il cratere Platone e il Sinus Iridum si vedono con estrema facilità e sono distinguibili diversi particolari nella catena degli Apennini, anche se la zona che soddisfa maggiormente è quella del Polo Sud.
Il KG non ha dato molto in più, diciamo che entrambi sono egualmente godibili.

Il regalo che il cielo mi ha fornito stasera è stata la Luna nello stesso campo delle Pleiadi, che bellezza!

FIG.6 – L’ampio campo di vista consente osservazione grandangolari mozzafiato

Diciamo che il KG rendeva con un paio di gradi in meno rendeva meno godibile il quadretto anche se forse il controllo dei riflessi era un pelo migliore, ma probabilmente ha contato il posizionamento degli occhi, in ogni caso parliamo di questioni di lana caprina. 

Il numero di stelle presenti all’interno delle Pleiadi era circa lo stesso anche se forse uno o due erano maggiormente visibile nel KG anche se devo dire che la luminosità del SK mi ha stupito per quanto le immagini sono brillanti e si ha la sensazione di maggior trasparenza del binocolo rispetto al KG. 
Alcyone A e B erano visibili e in ogni caso il quadretto mi ha incantato per almeno dieci minuti.

 

Mi sono avvicinato ad Aldebaran e alle Iadi e devo dire che la saturazione dei colori della Gigante rossa del Toro era comparabile: che dire uno spettacolo con entrambi i binocoli!

 

Tra la casa e la palma ha fatto capolino la costellazione di Orione.
Lo SK con il suo campo enorme mi permetteva di  spaziare tra la cintura di Orione, M42 e omicron Orionis oppure tra Alnitak e Saiph. 
Stavo cercando un binocolo che mi garantisse un campo molto ampio e lo SK mi ha appagato molto, difficile chiedere di più e lo strumento è adattissimo per ampie spazzolate del cielo.

FIG.7 – La zona nei pressi di Orione, inquadrata con questo binocolo, è molto suggestiva

Una veloce occhiata a Mirfak Persei mi ha permesso di notare sostanzialmente un pareggio tra il KG e lo SK.
Capella, Starfish e Pinwheel Cluster mi hanno divertito seppur non entusiasmato visto i piccoli diametri, la presenza della Luna e il cielo di paese abbastanza funestato dall’inquinamento luminoso.

FIG.8 – I pressi di Mirfak Persei

Osservazione di Giove

Ho notato una resa maggiormente neutra del SK rispetto al KG, che notoriamente ha una resa abbastanza calda, che tuttavia si apprezza in diverse condizioni diurne.
La foto che allego rappresenta abbastanza fedelmente ciò che osservavo al binocolo, con la differenza che Giove nel KG aveva una dominanza calda mentre nel SK era decisamente bianco.

FIG.9- La posizione dei satelliti di Giove al momento del test pratico

Un ulteriore appunto della serata: impugnare lo SK è più facile che tenere in mano del KG e in particolare prendendo lo SK verso gli imponenti oculari si può tenere la posizione senza affaticarsi troppo.
Altra differenza tra lo SK e il KG è la messa a fuoco su ogni oculare del primo e comune nel secondo.
Una volta messo a fuoco, ho trovato il fuoco maggiormente stabile nel SK rispetto al KG e forse ho notato una punto di messa a fuoco più netta nel SK.

Il binocolo KG ha un pelo di luminosità in più che permette di discernere qualche stella in più mail campo e la luminosità dello SK permettono di pareggiare i conti e devo dire che forse se dovessi sceglierne solo uno per le spazzolate celesti sceglierei lo SK, anche se vorrei metterli alla corda su una cometa per capire se lo KG in qualche modo potrebbe dare qualcosa in più.

Trovo un sostanziale pareggio nella godibilità del campo in entrambi i binocoli, diciamo che sono molto user friendly entrambi vista la generosa estrazione pupillare.

Nota Bene: tutte le mappe stellari sono state generate dal programma Sky Safari Pro e i cerchi che si notano sono le simulazioni del campo del binocolo Shogetsu Kansei 6.5×32

 

TEST AGGIUNTIVI E DISCLAIMER

Le mie impressioni sullo strumento hanno come “tara” i miei difetti ottici, il fatto che l’occhio destro ha una dominanza più calda del sinistro e un leggero astigmatismo.
Per una verifica indipendente dall’osservatore, occorrerebbero degli strumenti non in mio possesso, perciò alcune delle mi valutazioni potrebbero essere non totalmente sovrapponibili a quelle di un altro osservatore.
Altra variabile da tenere in conto è che, essendo uno strumento dritto e non angolato, la posizione degli occhi potrebbe non essere replicabile ad ogni elevazione e questo potrebbe variare la mia valutazione, seppur abbia tentato di riposizionare la testa in maniera adeguata.

Detto ciò, riporto le mie valutazioni, sia senza occhiali che con le lenti a contatto.

Giove appare come un bel disco privo di particolari, abbagliante e rotondo fino a buona parte del campo e portandolo verso il bordo si nota la presenza di aberrazione cromatica laterale e un po’ di astigmatismo.
ho provato a focheggiare in intra ed extra per valutare eventuale aberrazione sferica, ma non sono stato in grado di rilevarla.

Ho cercato di riportare i valori dei vari parametri con un cruscotto riassuntivo dove per ogni parametro analizzato si trovano 3 diverse sigle, che ho mutuato da Piergiovanni, che spesso usava nelle recensioni dei binocoli, non avendo degli oculari con scala graduate le valutazioni sono non perfette ma ragionevoli.
La legenda è la seguente:

  • CM= campo di massima nitidezza
  • CU=Campo utilizzabile
  • CI=Campo inutilizzabile

Per quanto riguarda il fenomeno del glare e delle immagini fantasma ho usato un lampione led vicino e la luna presente nel cielo.
Non ci sono dei fenomeni disturbanti la visione in maniera apprezzabile.

Ulteriore verifica fatta oggi sul cielo serale non mi ha fatto notare apprezzabili “cerchi di fuoco” ai bordi del campo e direi che il campo è illuminato in maniera abbastanza uniforme con una leggera caduta di luce ai bordi, ma in maniera abbastanza fisiologica

In ultimo le pupille di uscita sono perfettamente rotonde, il binocolo pare ben annerito internamente e non noto particolari riflessi dei prismi.

FIG.10 – La tabella che riassume le aberrazioni analizzate

 

Fabio Bergamin

Nato nel 1976 e fin da piccolo incuriosito dalla natura.
Ha scoperto il fascino del cielo stellato, quando, da piccolo, ha visto nel deserto con un binocolo la cometa di Halley e da allora è stato un susseguirsi di acquisti strumentali e di approfondimenti sulla bellezza del cosmo.
Con gli anni si è avvicinato alle osservazioni della natura, prima avvicinandosi alla microscopia e successivamente passando al birdscoping, cercando con umiltà di imparare dai testi e dagli esperti che ha avuto modo di incontrare.
Desideroso di imparare e di condividere, ama vivere le sue passioni, per quanto gli impegni lo permettano, insieme gli amic

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