Recensione del binocolo IBIS 20×80 ED

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Un regalo di Natale non si rifiuta mai, soprattutto se lo dovete fare a voi stessi. Ho provato l’Ibis 20×80 ED  e ora vi spiegherò’ come è andata-

di Piergiovanni Salimbeni
(foto scattate con Canon 6D e Canon EF  135 F/2 L USM)

Premessa

Un primo piano sul binocolo IBIS 20x80 ED

Un primo piano sul binocolo IBIS 20×80 ED

Mancano pochi giorni a Natale e ricordo che quando ero ragazzo trascorrevo molte serate davanti ai cataloghi cartacei ammirando quello che sarebbe, poi, diventato il mio primo binocolo astronomico “serio”. All’epoca acquistai con molti sacrifici un Vixen 20×80 per poco più di ottocentomila lire. La sua recensione è ancora disponibile su Binomania. Era uno strumento pregevole, dalla buona meccanica, con ottiche giapponesi di alta qualità, ma comparato agli stipendi dell’epoca, era di certo molto caro.

In questo periodo, invece, i neofiti sono molto più fortunati perché possono acquistare a poco meno di trecento euro, dei binocoli di pari formato, ma  dotati di ottiche ED. E’ il caso, ad esempio, del Tecnosky IBIS 20×80 ED.
Questo binocolo da ottanta millimetri di diametro è stato gentilmente fornito da Giuliano Monti di Tecnosky, che, ha deciso di venderlo a 289 EURO IVA INCLUSA.

Insomma: come un oculare astronomico di buona ma non eccelsa qualità.

Come sarà prassi sempre più sovente, ho decido di suddividere l’articolo in due parti: nella prima analizzerò lo strumento da un punto di vista tecnico, alla fine, potrete leggere le mie impressioni sul campo. Decidete a quale parte donare la vostra preferenza.

La barra centrale evita flessioni e funge nel contempo, da sistema di bilanciamento e fissaggio

La barra centrale evita flessioni e funge nel contempo, da sistema di bilanciamento e fissaggio

Meccanica e sistema di messa a fuoco

L’IBIS 20×80 HD è un classico binocolo dritto composto di prismi di Porro, i due tubi ottici sono sostenuti da un ponte centrale abbastanza ampio (in cui è integrata la manopola di messa a fuoco) e da una barra centrale di rinforzo che permette di collegare e bilanciare lo strumento su qualsiasi treppiede fotografico.
Non ci sono flessioni, è molto robusto, l’armatura di gomma vulcanizzata di colore verde mi è piaciuta, poiché ben si presta all’utilizzo naturalistico.

La mia bilancia elettronica ha rilevato un peso (senza tappi) di 2159 g che sono distribuiti su trenta centimetri di lunghezza.

Non ci sono dei paraluce retrattili, la cella metallica protegge molto bene gli obiettivi da eventuali urti. Gli oculari sono dotati di paraluci a rotazione, provvisti di un rapido sistema click-stop a tre posizioni. Sono abbastanza comodi da indossare, la distanza interpupillare minima che ho calcolato in questo esemplare è di 53,16 mm.  In tale posizione, gli oculari sono distanti tra loro unicamente 7,85 mm.

Quando il paraluce è completamente estratto, il bordo è situato a 14,72 mm dalla lente di campo. Osservando con i miei occhiali da sole (abbassando i paraluce) ho notato di non riuscire a percepire la totalità del campo.

Il binocolo è leggero e non ha bisogno di un cavalletto cosi' robusto

Il binocolo è leggero e non ha bisogno di un cavalletto cosi’ robusto

Il sistema di messa a fuoco è centrale ed è gestito attraverso una manopola con un diametro di 33,21 mm. E’ zigrinata, non molto fluida ma priva di giochi.  Il carrello che sposta gli oculari (che mi è parso di policarbonato) flette  poco. E’ un binocolo migliore di molti prodotti Made in China dal costo di poco inferiore.

La distanza minima di messa a fuoco è pari a circa quindici metri per passare da questa distanza all’infinito è necessario ruotare la manopola di un giro e un quarto.

Ottiche

Il binocolo è definito ED, quindi presumo siano state utilizzate ottiche a bassa dispersione. E’ ovvio che le lenti a corredo non siano paragonabili a quelle di binocoli apocromatici dal costo dieci volte superiore, tuttavia mi pareva doveroso informare i lettori su quanto evidenziato. Il contrasto è discreto oggettivamente e più che buono in proporzione al prezzo, la resa dei colori abbastanza neutra, la nitidezza in asse, soddisfacente.

Le nuove ottiche ED da  80 mm sono un passo avanti, rispetto ai modelli di qualche anno fa

Le nuove ottiche ED da 80 mm sono un passo avanti, rispetto ai modelli di qualche anno 

Oculari

Non sono stati ovviamente utilizzati degli oculari  ultragrandangolare, ma superano di poco i 60 ° di campo apparente. L’IBIS 20×80 inquadra 56 m a 1000 m, ossia 3.2° di campo reale.
. La lente di campo ha un diametro di 23,89 mm, nell’insieme sono oculari abbastanza confortevoli da utilizzare, anche per lunghi periodi.

Gli oculari forniscono un campo grandangolare e sono sufficientemente comodi

Prismi

L’esemplare oggetto del test aveva pupille di uscita abbastanza circolari e si notava un po’ di vignettatura al bordo del campo.

 

Trattamenti

Il trattamento visibile era un classico multi-strato che esibiva un colore verde. Non mostrava imperfezioni

Aberrazioni

Aberrazione cromatica
In Asse 
L’aberrazione cromatica in asse è inferiore a quella visibile nel mio vecchio e costoso Vixen 20×80, già questo potrebbe essere una caratteristica ottimale per acquistarlo. Nella maggior parte delle condizioni d’illuminazione è ininfluente, si nota osservando in controluce o il bordo lunare che mostra un lievissimo alone verde-rossastro lungo il bordo luminoso.

 

Cromatica laterale

E’ ovviamente presente, dal 70% del campo, dipende molto dal soggetto che si sta osservando e se esso è in controluce.

Pregevole (per il prezzo) il contenimento dell'aberrazione cromatica

Pregevole (per il prezzo) il contenimento dell’aberrazione cromatica

Aberrazioni geometriche

Curvatura di campo
Non è un binocolo definibile a campo piatto: nell’uso terrestre il dettaglio ai bordi è ancora percepibile se si osservano dettagli ampi e riconoscibili. Durante le osservazioni astronomiche la deformazione stellare si palesa (con stelle di II-III magnitudine) verso il 75% del campo di vista. In questo frangente s’interpone anche l’astigmatismo e la coma a inficiare la puntiformità stellare ai bordi del campo.

Distorsione
Presente ai bordi a cuscinetto, minima.

Altre aberrazioni evidenti nell’utilizzo astronomico
Come ripetuto, non è un binocolo con campo piatto, si percepisce quindi un degrado della puntiformità’ stellare dal 75%- 80%, oltre alla curvatura arrivano anche la coma e l’astigmatismo a inficiare la puntiformità stellare.

Con la mia solita formula, oserei con:
 CM 75%-CI 10% CU 15%

 

Prova sul campo

L'IBIS 20x80 ED ...in attesa

L’IBIS 20×80 ED …in attesa

Ho senz’altro trovato qualche difetto, sarebbe impossibile e poco professionale non citarli, tuttavia, rammento ai lettori che stiamo disquisendo su un binocolo 20×80 con un prezzo veramente conveniente. Se avesse tutti i pregi di un top di gamma da 5000 euro, sarebbe un vero e proprio miracolo.

Per tale motivo, è normale aspettarsi un po’ di alone ai bordi del campo. Si percepisce di più quando la nostra pupilla ha lo stesso diametro di quella del binocolo e i prismi non sono sovradimensionati. Non possiede una meccanica sopraffina e non è ultra – impermeabilizzato. La a resa ai bordi non è comparabile a quella di un binocolo dotato di campo piatto, tuttavia gli obiettivi da 80 mm di diametro consentono di osservare decine di oggetti celesti anche sotto un cielo medio – inquinato.

Grazie all’Ibis 20×80 ED, ad esempio, ho visto i bracci della Nebulosa di Orione M42 in una maniera più soddisfacente rispetto alla visione fornita dallo Swarovski 12×50 che costa ben 2700 euro. La luna nella zona del crepuscolo non ha mai mostrato aberrazione cromatica, che si nota, come già anticipato, soltanto sul bordo illuminato. Nell’uso terrestre ho apprezzato la messa a fuoco centrale che consente di utilizzarlo come uno strumento “naturalistico” anche se ovviamente la distanza minima di messa a fuoco e la profondità di campo sono quelle che è solito aspettarsi da un binocolo con venti ingrandimenti.

E’ leggero, non richiede supporti molto robusti. Le persone che possiedono una distanza interpupillare molto stretta dovranno fare solo attenzione, perché i tubi ottici potrebbero toccare la superficie della testa fotografica prima di aver raggiunto la distanza a loro congeniale.
Il problema è ininfluente con teste strette o a sfera tipo quelle vendute da Arca Swiss, Benro e Sirui. In ogni modo è possibile risolvere il piccolo problema, inserendo uno spessore cilindrico dotato di filettatura e innesto tra la piastra e il raccordo del binocolo.

 

80 mm sono indispensabili per iniziare ad ottenere qualche soddisfazione nell'osservazione astronomica

80 mm sono indispensabili per iniziare ad ottenere qualche soddisfazione nell’osservazione astronomica

Pregi e difetti

Pregi

  • Prezzo di acquisto
  • Ottiche di buona qualità in proporzione al prezzo di acquisto
  • Buona armatura in gomma , apprezzabile la scelta del colore verde
  • Leggerezza in proporzione al diametro degli obiettivi
  • Messa a fuoco centrale
  • Contenimento dell’aberrazione cromatica, migliore rispetto a binocolo giapponesi di qualche anno fa, venduti a un prezzo decisamente superiore.Difetti

     

  • Un po’ di luce diffusa ai bordi del campo
  • Degrado delle immagini stellari verso il 75- 80% del campo.
     In caso di distanza interpupillare stretta, i tubi ottici potrebbero toccare sulla testa del treppiede.
  • Come tutti i binocoli dritti, anche questo è più stancante rispetto a un binocolo angolato nelle osservazioni prolungate del cielo stellato.

In sintesi

Il binocolo Tecnosky IBIS 20×80 ED non è ovviamente il TOP DI GAMMA che tutti stavate aspettando, ma possiede prestazioni più che buone se non ottime, paragonate al prezzo di acquisto. E’ luminoso, leggero, di facile utilizzo e fornisce un pregevole contenimento dell’aberrazione cromatica in proporzione al prezzo di acquisto.

Lo consiglio vivamente come regalo di Natale per i vostri figli desiderosi di iniziare ad ammirare il cielo stellato o il paesaggio a lunga distanza, ma anche ai naturalisti che vagano per i boschi con degli 8×42 da duemila euro e che vorrebbero intraprendere con poca spesa le osservazioni astronomiche.

Con un 20×80 avrete rapido accesso a decine di oggetti celesti, in maniera rapida e rilassante, senza bisogno di cavi, cavetti, monitor e camere CCD e soprattutto senza lo stress psicologico di dover condividere la foto “del secolo” sui Social.

E' un binocolo compatto ed economico. Rispetto ai classici 25x100 astronomimi, l'ho preferito nell'uso diurno, per la migliore correzione dell'aberrazione cromatica

E’ un binocolo compatto ed economico. Rispetto ai classici 25×100 , l’ho preferito nell’uso diurno, per la migliore correzione dell’aberrazione cromatica

Ringraziamenti

Ringrazio, come il solito, Giuliano Monti per aver fornito il binocolo oggetto di questa recensione.

E’ possibile ordinare il Tecnosky 20×80 ED, direttamente sul sito ufficiale di Tecnosky, visitabile al seguente indirizzo.

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (639 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com


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Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum. Appassionato di fotografia di paesaggio, potete vedere le sue fotografie visitando: www.piergiovannisalimbeni.com

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