Minox HG APO 10×43

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Dopo la recensione del Minox APO HG  8×43  , considerando le richieste di vari appassionati, ho deciso di farmi inviare  da Minox Germania un esemplare che fornisse 10 ingrandimenti. Anche questo formato beneficia delle innovazioni attuate sulla nuova linea HG APO , Made in Germany: un campo di vista più ampio del 15% rispetto ai vecchi modelli . Oltretutto  vi è una ulteriore particolarità,  soltanto i due modelli di punta, l’ 8×43 ed il 10×43:  vantano  l’uso di  ottiche definite APO, quindi superiori ai comuni binocoli dotati di ottiche a bassa dispersione.

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Un primo piano sul Minox APO HG 10×42

 

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Ho utilizzato il Minox  HG 10×43 APO  durante tutto il mese di Novembre,  sono, quindi,  in grado  di esporre brevemente  le mie impressioni .

l'immagine estrapolata dalla recensione dell'8x43 mostra con precisione la ricca dotazione fornita di serie.

Dotazione di serie

Similmente al formato 8×43,  anche il 10×43 è custodito in uno stupendo cofanetto di legno.  Una realizzazione che molte aziende dovrebbero prendere come esempio. Insieme con essa sono forniti una borsa, i tappi per le ottiche, una cinghia di ottima fattura e un mini-kit per la pulizia del binocolo.  I possessori ne saranno ampliamente soddisfatti.

Costruzione e Meccanica

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Impugnando per la prima volta il MINOX APO HG 10×43 si apprezza il pregio principale di tutti i prodotti della azienda tedesca: la compattezza. Il binocolo, infatti,  è piccolo e leggero, poco più di 650 g. che sono distribuiti su 145 mm per 128 mm. Risulta quindi uno dei 10×43-42 più compatti e leggeri del mercato.

Il design è semplice ma elegante, soprattutto grazie all’accostamento dei colori: il classico “Nero Minox” e l’alluminio presente sul rotore e sulla ghiera di regolazione delle diottrie. Tuttavia, ammetto che  mi sarebbe piaciuto se   in catalogo fosse presente anche un’aggressiva versione “camouflage” per gli outdoorman più incalliti.
Lo scafo ottico è un classico “hollow bridge design”  ossia composto da una cerniera centrale con un ampio ponte di comando e presa. Parte della sua leggerezza deriva anche dalla presenza di magnesio.

Lo chassis, come visibile dalle immagini, è protetto da una ampia gommatura nera con un buon grip, avrei forse preferito una zigrinatura più profonda  sul rotore di messa a fuoco.  Spero che i progettisti potranno riconsiderare questo elemento.

Il MINOX APO HG 10×43 è  risultato ben bilanciato,  le scanalature sulla parte inferiore dello scafo consentono ai pollici di poggiare comodamente,  distribuendo , inoltre,  il peso dello strumento. E’ un binocolo leggero da trasportare e sicuro da impugnare.

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Seppur le dimensioni siano contenute l’ampio ponte centrale consente una ottima presa.

Molta cura è stata data anche alla opacizzazione interna ed alle diaframmature per prevenire le stray lights.
L’interno del binocolo è riempito di gas Argon per contrastare la formazione di muffa e la corrosione. Minox ha scelta l’Argon al posto dell’azoto per la sua  composizione molecolare, che è quasi tre volte più grande di quella dell’azoto. Questo consente una inferiore dispersione, del gas, nel corso degli anni. L’azienda tedesca garantisce, inoltre, l’utilizzo a temperature comprese fra i -10° ed i 50°.

 

Sistema di messa a fuoco.
Il sistema di messa a fuoco del MINOX APO HG 10×43 è interno e si attua attraverso un rotore centrale.   Ho  utilizzato principalmente questo binocolo con i guanti invernali , posso quindi confermare che possiede un buon grip seppur, come anticipato, penso sia migliorabile. Anche in caso di temperature sotto lo zero,  non ho notato giochi od impuntamenti.

Grazie al sistema MINOX CLOSE FOCUS è possibile, con un solo giro di manopola, passare dalla minima distanza di messa a fuoco all’infinito.

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Ben visibili le ghiere per segnalare la distanza del soggetto inquadrato.

 

La regolazione della compensazione diottrica è affidata, invece, ad una classica ghiera presente sull’oculare destro. Un sistema semplice ed affidabile. Per procedere alla sua regolazione, essendo dotato di sistema di blocco, è necessario far ruotare di almeno una posizione il sistema elicoidale dei paraluce sbloccandolo verso l’alto.

La minima distanza di messa a fuoco è nella media, ossia pari a 2.5 metri. Minima, invece, la correzione diottrica, pari a solo + -2,. Ciò costringerà molte persone ad utilizzarlo con gli occhiali da vista. Grazie alla sua compattezza ed alla relativa minima distanza fra gli obiettivi ho notato che il Minox 10×43 fornisce delle ottime visioni di fiori ed insetti anche alla minima distanza di focalizzazione concessa. Un fattore che potrebbe interessare a molti naturalisti a 360°

OTTICA

Lenti  e trattamento.
Il MINOX APO HG 10×43 fa uso di lenti costruite dalla SHOTT AG, una azienda sussidiaria della Carl-Zeiss e nota per fornire vetri di eccellente qualità.
Rispetto a tutti gli altri modelli, sia questo modello che l’ 8×43 sono equipaggiati con vetri composti da fluorite sintetica . Di fatto il contrasto e la nitidezza in asse sono molto elevati.

Trattamento antiriflesso.
Il MINOX APO HG 10×43 fa uso di un trattamento multistrato M* ,( gli strati sono ben 21) in grado di ottimizzare la trasmissione di luce e la resa dei colori. Minox garantisce una trasmissione della luce pari al 99%.

I prismi a tetto sono, inoltre, trattati con il sistema di correzione di fase  MINOBRIGHT Silver bearing che assicura un alta riflessione della luce.
Infine beneficia  del trattamento MINOTEC che consente una rapida pulizia delle lenti e la micro-scomposizione delle gocce d’acqua e della umidità.

 Oculari.
Rispetto alla serie precedente i nuovi binocoli HG fanno uso di oculari asferici oltre ad un campo reale superiore al 15%. Il rapporto campo reale/ ingrandimento genera un buon campo apparente, che con la classica formula è pari a ben 65° di campo.  Quasi totalmente corretto dalle aberrazioni geometriche.

E’ possibile abbassare le conchiglie paraluce con un sistema elicoidale (helical counter-clockwise) a 4 posizioni, per i portatori di occhiali o per le varie condizioni di illuminazione. L’estrazione pupillare,  è pari a 16,5 mm, i portatori di occhiali dovranno, preferibilmente, fare una prova in negozio per verificarne la comodità con i propri occhiali e con la conformazione del viso.

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Il bollino giallo del controllo di qualità operato dai tecnici prima della spedizione ai distributori mondiali

Prismi.
Il MINOX APO HG 10×43 utilizza  prismi a tetto ottimizzati con una correzione di fase molto pregiata.  Le immagini forniti sono molto luminose e non è presente alcuna vignettatura ai bordi del campo di vista.

Curvatura di campo.
Grazie ai maggiori ingrandimenti e al minor campo di vista inquadrato, il Minox APO HG 10×43 mi è parso di fornire un campo più piatto rispetto al formato dall’ingrandimento inferiore Posso confermare che, nell’esemplare  testato, il campo totalmente sfruttabile nell’uso diurno è pari al 95% mentre nell’uso astronomico che è un test decisamente più severo, si nota un degradamento delle immagini stellari, già a partire dal 85-90% .

Altre aberrazioni.
Nell’uso astronomico, come anticipato, è visibile anche un po’ di astigmatismo, a partire da circa il 90% del campo di vista. Veramente un ottimo risultato. Come al solito ho fatto uso di un cavalletto fotografico e del cielo stellato, che è sempre un valido test per questo genere di prove. Non ho notato , invece, tracce di astigmatismo particolarmente fastidiose. Direi che è un binocolo ben corretto, uno fra i migliori dotati di prismi a tetto e dalla vocazione prettamente naturalistica. Anche le stelle, al centro del campo, sono molto puntiformi, decisamente piacevole la visione, ad esempio delle Pleadi e delle Iadi.

 

Distorsione angolare.
E ‘ presente un po’a distorsione a cuscinetto, ma non eccessiva. Piacevole il suo utilizzo nel panning. Rammento  ai lettori che la a percezione di questa effetto è legato ad impressioni soggettive, dato che non tutti riescono a percepire il medesimo grado di distorsione. Personalmente lo ritengo un binocolo gradevole quando utilizzato in panning.

Box di approfondimento.

Nel 1940  tutti i binocoli erano progettati per realizzare immagini prive di distorsione , successivamente Zeiss si decise di applicare un minimo di distorsione angolare ai binocoli anche se la parte conservatrice dei progettisti,  Heinrich Erfle, Albert Konig e Otto Eppenstein erano assolutamente contrari.
Nel 1945 grazie a Hermann Slevogt e Sonnefeld fu proposto un valido compromesso, ciò comportava la possibilità di creare binocoli con un piccola quantità di distorsione angolare che potesse eliminare in parte l’ effetto palla rotolante. Successivamente, grazie a Kohler, si applicò a tutti i prodotti ottici terrestri Zeiss quello che si definisce “cerchio di condizione”, ossia un valido compromesso fra contenimento della distorsione e l’effetto appena citato.  Tale parametro, che sarà analizzato in un seguente e specifico articolo, è stato per anni un punto di riferimento per tutti i progettisti di ottica terrestre. L’effetto palla rotolante: In un binocolo privo di distorsione angolare,  si nota  maggiormente la curvatura del panorama terrestre, osservando soprattutto l’orizzonte e spaziando velocemente da destra a sinistra. tale fattore è meno evidente nel panning a media distanza, guardando ad esempio in uno stagno o in un prato .
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Vignettatura dei prismi.
Nell’esemplare testato la pupilla di uscita è apparsa perfettamente sferica.

Aberrazione cromatica.
Come anticipato, il binocolo è dotato di ottiche a bassa dispersione. La resa dei colori è abbastanza neutra, forse lievemente calda, l’aberrazione al centro del campo è molto contenuta, direi quasi impercettibile nella maggior parte delle condizioni di illuminazione. Si nota soltanto osservando dei rami in contro-luce o , talvolta, osservando i profili innevati delle montagne. Ho passato molte ore del mese di Novembre presso il lago di Ganna e la zona torbiera Pralugano,  ove vi sono spesso condizioni  di illuminazione molto  critiche,  oltre a  ghiaccio  e contrasti elevati. In generale  mi ritengo soddisfatto delle sue prestazioni.

L’aberrazione cromatica extra-assiale si nota maggiormente, a partire da circa l’85% del campo e sempre in condizioni particolarissime. In questo caso le versioni non APO forniscono risultati peggiori, soprattutto per ciò che concerne i bordi del campo di vista. Se devo giudicare il contenimento delle aberrazione cromatica, anche in proporzione agli ingrandimenti forniti e al corto rapporto focale del sistema,  posso confermare che  Minox ha svolto un lavoro  veramente egregio seppur non rappresenti l’eccellenza.

Uso pratico.

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Il minox sul ghiaccio onnipresente nella palude di Ganna, nel Nord Italia

Ho utilizzato il  MINOX APO HG 10×43 spesso in condizioni meteo pessime: pioggia, neve, nebbia, gelo, forte umidità e discreti balzi termici. Il binocolo non ha fatto una piega: gli O-ring hanno evitato che l’acqua si insinuasse nello scafo ottico, la messa a fuoco ha funzionato bene anche sotto zero e la spessa gommatura ha protetto le dita dal freddo.

Ho molto apprezzato la sua ergonomia e leggerezza: quando è custodito nella borsa in dotazione, fissandolo alla cintura dei pantaloni pare di trasportare un  binocolo da 30 mm, seppur la sua luminosità sia superiore. Grazie all’ampio ponte centrale le vibrazioni sono alquanto ridotte.  Ottima la nitidezza in asse ed il campo apparente fornito. Nella maggior parte delle condizioni osservative la resa cromatica è buona, va un poco in crisi, soprattutto ai bordi del campo, quando si inquadrano scene molto luminose, caratteristica oltretutto spesso visibile in binocolo dal costo ben superiore.

In sintesi potrei sintetizzare estrapolando la medesima conclusione che presentai nella recensione del formato 8X:

“Se si tralascia un minimo di aberrazione cromatica ,visibile anche al centro del campo ed in particolari condizioni di illuminazione, il MINOX APO HG fornisce prestazioni prossime all’eccellenza. Al centro del campo le immagini sono veramente molto nitide, con un ottimo contrasto dei vari passaggi tonali ed è quasi impossibile, nell’uso a mano libera, trovare delle differenze con la concorrenza più agguerrita (ed anche più costosa) Grazie alle lenti asferiche, la resa ai bordi del campo è risultata superiore anche rispetto a binocoli dal costo decisamente superiore.”

Passo ora la parola ad Abramo Giusto, un noto birdwatcher lombardo nonché appassionato fruitore di prodotti Minox. Attualmente si avvale di un Minox BD 8×44 Bp, di un BD 8-14×40 BR ED ed di uno spotting scope MD 62 ED Wide. Chi meglio di lui potrebbe giudicare la nuova realizzazione Minox?

Pregi e difetti.
Come anticipato sono molti: il peso contenuto, una messa a fuoco precisa, una campo apparente che ha raggiunto i migliori TOP DI GAMMA e un ottimo contenimento delle aberrazioni cromatiche e geometriche.

Difetti? Forse preferirei una nuova conformazione delle conchiglie para-luce, meno spesse per chi possiede distanze inter-pupillare minime ed una nuova zigrinatura della manopola di messa a fuoco.

In sintesi.
Ritengo che il MINOX APO HG 10×43 sia una  ottima alternativa ai  binocoli  piu’ costosi presenti sul mercato. Possiede delle caratteristiche che potranno, senza dubbio, affascinare l’appassionato di natura.

 

Alla ricerca del corvo imperiale con il Minox HG APO 10×43

di Abramo Giusto

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Abramo durante il test sul campo del Minox APO HG 10×43- Foto, cortesia, Roberto Glaviano

Ricevo una chiamata dal nostro “ Pier”  Sabato 30 Novembre,  ha belle notizie da darmi, da qualche settimana sta testando un esemplare di Minox HG APO 10×43 e vorrebbe farmelo provare il giorno successivo, visto il mio feeling e la mia discreta esperienza con i prodotti Minox.  Senza pensarci troppo  confermo la mia disponibilità e dopo aver discusso la metà da raggiungere, preparo, felice, lo zaino e la mia solita attrezzatura, Minox 62 ED compreso.

Da molti anni sono un grande appassionato dei   prodotti Minox dato che ritengo sia una marca contraddistinta da un ottimo compromesso qualità/prezzo.
Questa volta stiamo parlando del loro nuovo Top di Gamma un binocolo che supera i 1500 euro e che presenta, almeno sulla carta, caratteristiche che lo fanno entrare di diritto nella categoria “binocolo dei sogni.”

La voglia di provarlo è cosi tanta che domenica mattina mi trovo, solo soletto, nel punto di incontro, arrivando con largo anticipo.

Appena “il Kapo” arriva, insieme all’amico Roberto, apre lo zaino mimetico e mi affida, avvolto in una vecchia borsa di pelle, marchiata Minox, il nuovo APO HG.

Ci guardiamo negli occhi e confermiamo il percorso ipotizzato la sera precedente.

Da un po’ di tempo abbiamo voglia di avvicinarci ai corvi imperiali che spesso ammiriamo a centinaia di metri di distanza grazie ai nostri spotting scopes e questa potrebbe essere una bella occasione

E’ una giornata tersa dopo una bella nevicata, motivo in più per mettere alle corde il nostro APO e come riferimento Pier porta con se lo Swarovsion 8,5×42 un mostro sacro nel campo del  birdwaching e non solo.

Pare un incontro impari data la differenza d’ingrandimenti ma forse e’ proprio quello che  volevamo.
Di primo acchito noto l’estrema compattezza del Minox, impugnandolo pare un 30 mm, di contro però la sua robusta costruzione  fa capire immediatamente  che non si tratta di un giocattolo economico, vista la sua solidità e attenzione ai particolari.

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Abramo Giusto in primo piano e Piergiovanni Salimbeni sullo sfondo alla ricerca del corvo imperiale.Foto, cortesia, Roberto Glaviano

Mentre salgo per il sentiero, nonostante l’uso dei guanti di lana,noto che lo si tiene in mano benissimo evitando così di usare la tracolla, la messa a fuoco, inoltre, si dimostra veloce e precisa  anche  a bassissime temperature !!! Sono le 8 di mattina, siamo a 1200 metri e ci sono 7 gradi sotto zero.

Arrivati in cima dove ci aspettava un panorama mozzafiato, approfitto di un sole ancora basso ma intenso per testare il trattamento anti-riflesso Minox, mi pare sia solo di poco inferiore allo Swarovision 8.5×42 , fornendo una prestazione all’altezza della categoria. Inizio anche ad impostare le conchiglie per trovare il perfetto feeling con il mio visto dato che ho un naso un po’importante.
Preferisco non estrarle tutte , ormai le conchiglie sono studiate per essere adattate agli occhiali e quindi non avvolgono più il viso come quelle di gomma in voga fino a qualche anno fa’, ma ormai è una moda  ben evidente in varie produzioni: fare  conchiglie circolari semirigide.

Con un rapido passaggio di mani, comparo la sua resa ottica con l’Austriaco. Lo Swarovision offer una visione leggermente “più chiara e neutra” ma il Teutonico si difende egregiamente, offrendo colori più intensi,  e leggermente più caldi che mostrano con piacevolezza il territorio roccioso ed innevato circostante.

E’ proprio durante questa prova che appare uno dei “nostri” corvi imperiali.  Dalle lunghe distanze non avevo mai notato un nero cosi brillante. Ci saluta con il suo caratteristico “KROPPP” che ci rimbomba nelle orecchie, mentre Piero guarda con ammirazione e rispetto il suo enorme becco.
Infine si mette a volteggiare ad una ventina di metri da noi,riesco tranquillamente a tenerlo a fuoco anche quando mi distraggo ad inseguire i passeriformi che passano vicino a noi  per poi tornare prontamente su di lui. Noto che la messa a fuoco è realmente uno dei punti di forza di questo binocolo, infatti non si sente mai il bisogno di rifuocheggiare perdendo in certi casi il “carpe diem”.

Il Corvo Imperiale  per nulla infastidito della nostra discreta presenza continua a volteggiarci sopra e solo in queste occasioni ti rendi conto della sua maestosità: per intenderci ha un apertura alare superiore alla Poiana.

Non facciamo in tempo a rederci conto dell’accaduto che i Corvi diventano DUE, noi sorridiamo nella speranza che in futuro ne potremmo vederne di più,infatti loro, a differenza del Corvo Comune, nidificano in Italia.

Ci scambiamo due parole relative al possibile posto dove potrebbero fare il nido, nella zona c’e’ un costone di roccia e sia io che Pier incominciamo a fare pannig, analizzando il posto minuziosamente. Il nuovo  Minox  APO HG  è incredibile e’ perfetto anche se e’ un 10x . Si riescono a trovare facilmente i punti di riferimento e tenendo conto che ha  anche un  centro lente fantastico compiere queste osservazioni è un vero piacere.

Tutto sommato la Minox e’ riuscita sfornare un buon 10x compatto e bilanciato facile da usare anche per uno come me che predilige 7-8x .

Abramo GIusto

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Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  Dicembre del 2013 Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente  il distributore ufficiale italiano cliccando sull’immagine qui di seguito.

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Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (242 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi


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