Recensione del binocolo NIKON ACTION EX 7×35 CF -9-3° di campo, 220 euro, perfetto per il paesaggio e le costellazioni

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PREMESSA

Cercando di selezionare per i giovani lettori dei  binocoli contraddistinti da un ottimo rapporto qualità-prezzo, ho il piacere di presentarvi una nuova scoperta personale, seppur sia presente in catalogo da un po’ di anni: si tratta del binocolo con prismi di Porro Nikon Action EX 7×35 CF, che è disponibile al prezzo di 222 euro e gode di dieci anni di garanzia offerti da Nital, distributore ufficiale del marchio Nikon in Italia. All’interno di questo articolo e della relativa videorecensione, potrete trovare, come sempre, le sue caratteristiche, i pregi e i difetti, nonché le mie impressioni personali emerse durante un test sul campo, anche sotto la neve. Buona visione e buona lettura!

 

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DATI TECNICI DICHIARATI DALLA CASA MADRE

 

Modello

Nikon ACTION EX  

Ingrandimento

Obiettivi (mm)

35

Composizione vetri

N.D

Pupilla di uscita (mm)

 5

Estrazione pupillare (mm)

17.3

Distanza minima di messa a fuoco (m)

5

Campo reale di vista (°)

9.3

Campo apparente (°)

formula classica 65.1

Luminosità relativa

25

Distanza inter-pupillare (mm)

56-72

Regolazione delle diottrie

Si

Composizione scafo ottico

policarbonato

Tipo di Prisma

Porro

Impermeabilizzazione  

Dimensioni (cm)

120×184

Peso (g)

800

Prezzo (Euro Iva Inclusa – NITAL)

222

Sito Ufficiale

Nikon Store

 

ACCESSORI IN DOTAZIONE

Come tutta la gamma dei binocoli Action EX, anche il 7×35 è fornito con degli accessori indispensabili: due tappi per le lenti, una copertura per gli oculari, una tracolla per favorire un trasporto confortevole, una comoda e ben dimensionata borsa in cordura e un manuale delle istruzioni multilingua (giapponese, inglese, tedesco, francese, spagnolo, italiano e portoghese).

 

MECCANICA E SISTEMA A FUOCO

 

Come potete ammirare in queste gelide immagini invernali, il Nikon Action EX 7×35 è composto da una armatura molto spessa e resistente, decisamente più robusta di quella disponibile su alcuni prodotti della concorrenza. Mi sto riferendo ai classici prismi di Porro con obiettivi da 30 mm. Nikon ne dichiara l’impermeabilizzazione anche grazie al riempimento in azoto. Pare quindi garantito l’utilizzo sotto la pioggia  anche se rimane sempre da considerare la esposizione delle parti meccaniche esterne in movimento del carrello centrale che ospitano gli oculari. 

L’armatura è composta da sezioni differenti, con due incavi nella parte superiore dove sono alloggiati i prismi che accolgono con maggior sicurezza le dita. Le zone laterali e metà di quelle inferiori sono composte da materiale con un rivestimento esterno a  buccia d’arancia, che accoglie ancor più con sicurezza il palmo delle mani. La mia bilancia elettronica ha stimato un peso di 807 grammi, senza tappi e tracolla che è distribuito su 120×184 mm.

FIG.1 – Il binocolo NIKON ACTION EX 7×35 CF è impermeabilizzato

Ritengo personalmente che l’ergonomia sia ottima: sono in grado di impugnare completamente il binocolo e di estendere i medi  per poter operare alternativamente o simultaneamente sulla manopola di messa a fuoco. Lo strumento è anche decisamente sbilanciato verso gli oculari a causa degli obiettivi da 35 mm di diametro; per questo motivo, un altro fattore di pregio è la maggior facilità di gestione nel lungo periodo, dato che i muscoli delle braccia e delle spalle non devono sforzarsi troppo per bilanciare il peso verso gli oculari. Seppure sia un binocolo con un basso ingrandimento, Nikon ha previsto, come in tutta la serie Action EX, la presenza di una filettatura per il collegamento con i treppiedi fotografici, e vi assicuro che la scelta si è rivelata astuta, soprattutto per lunghe sessioni osservative del paesaggio o per navigare tra  costellazioni e asterismi durante l’ osservazione astronomica.

Il colore nero regna sovrano, mentre una piccola nota di colore deriva dalla colorazione dorata del marchio Nikon e della sigla “Action EX”, oltre ad evidenziare il formato e il campo inquadrato (9,3 gradi) e che si tratta di un binocolo waterproof. 

 

Modello

Peso

Dimensioni  

NIKON ACTION EX 7×35 CF 807 g 120×184

 

Per quanto riguarda il sistema di messa a fuoco, sebbene sia consapevole che si dovrebbe testare la meccanica dopo qualche settimana d’utilizzo e non per poche ore, ho evidenziato una po’ di resistenza nella fase di rotazione, che in parte priva del piacere di  gestire una manopola con movimenti molto fluidi come i migliori binocoli Nikon HG o Monarch HG. Tuttavia, imparando a utilizzarla con entrambe le dita, si ottengono ottimi risultati, anche in vista della grandissima profondità di campo, che spesso ci fa dimenticare di dovere mettere a fuoco i soggetti. C’è inoltre da considerare che dopo qualche ora di uso, la situazione dovrebbe migliorare.

La manopola è grande, ricoperta di gomma e ben zigrinata, e il sistema di messa a fuoco, come già anticipato, è esterno, nel senso che è affidato a un carrello (spesso  definito archetto), che fa traslare gli oculari. La distanza minima di messa a fuoco che ho stimato è esattamente di 2,70 metri. Da questa distanza è necessario ruotare la manopola in senso orario per quasi un giro completo.  Con il mio accomodamento visivo, ho raggiunto l’infinito a circa 350° di rotazione. È presente, inoltre, un sistema di regolazione delle diottrie sull’oculare destro, composto da una ghiera dotata di due rilievi opposti e zigrinati che facilitano moltissimo tale operazione. Non è presente un sistema di blocco ma, data la posizione della ghiera e la conformazione del binocolo,  confermo di non avere  mai spostato accidentalmente la mia taratura.

 

FIG.2 – La manopola di messa a fuoco la userete raramente dai 30 metri all’infinito, grazie all’ottima profondità di campo

 

Modello

Distanza minima di messa a fuoco rilevata (dichiarata in 5 metri)

Senso di rotazione

Raggiungimento dell’infinito dalla distanza minima

NIKON ACTION EX 7×35 CF 2.70 orario 350 °

 

OTTICA

Obiettivi

Come è palese prevedere, visto il prezzo di acquisto, anche questo binocolo Nikon non è dotato di obiettivi a bassa dispersione. Sono stati utilizzati obiettivi acromatici  con un diametro di 35 mm che forniscono un ottimo contrasto al centro del campo, sempre giudicandolo in base al prezzo di acquisto. Obiettivamente, rappresentano un valore di vendita più che buono quando confrontati con i prodotti di marche concorrenti ma dal prezzo superiore. Talvolta, nelle migliori condizioni di illuminazione, ha stupito  anche alcuni possessori di binocoli blasonati a cui lo ho sottoposto per una breve analisi sul campo.

FIG.3 – Questi piccoli binocoli con prismi di Porro, stupiscono sempre per la qualità in proporzione al prezzo di acquisto

Oculari

Relativamente agli oculari, posso confermare di avere apprezzato la comodità degli oculari a discapito della mia forma del viso non di certo “orientale” ma con un naso abbastanza pronunciato. I paraluce sono protetti da uno strato di gomma molto morbida, il loro diametro è di 44 mm, mentre a una distanza interpupillare di 66 mm quella tra gli oculari è di circa 21,30 mm. Posso quindi confermarvi che, almeno secondo la mia esperienza, il Nikon Action EX 7×50 è  un binocolo confortevole con cui osservare. 

I paraluce sono dotati di un sistema di estrazione a rotazione con quattro passaggi: totalmente retratto, due zone intermedie e completamente estratto. Non è possibile sfilarli per facilitare la pulizia della lente di campo, come invece è fattibile su binocoli Nikon dal costo superiore. Il campo di vista lineare a 1000 metri è pari a 163 m. Questo comporta  un campo reale di 9,3 ° che moltiplicato per i sette ingrandimenti, raggiunge un interessante campo apparente di  65,4°.

Pare entrare di diritto nei binocoli “grandangolari”  che consentono un’ottima immersione nella scena ed è ideale per le osservazioni paesaggistiche o per l’osservazione naturalistica con soggetti in rapido movimento in campo aperto o nel bosco.

A dispetto del diametro degli obiettivi, di soli 35 mm, grazie all’utilizzo di  sette ingrandimenti,  genera una pupilla di uscita di 5 mm, quindi di media luminosità, che può in parte consentire anche osservazioni crepuscolari o nel bosco, sempre se rapportata al suo diametro. Per quanto riguarda la sua distanza interpupillare, è compresa tra i 56 e i 72 mm.  

L’estrazione pupillare, invece, è dichiarata in 17,3 mm. Non disponendo di un sistema di misurazione molto accurato, ho semplicemente stimato con il mio calibro digitale la distanza tra il centro della lente di campo dell’oculare e il bordo del paraluce, utilizzando un cartoncino per tentare di rimanere precisamente allineato nella corretta posizione.

In questo modo  ho stimato una misura di 14,35 mm anche se devo ammettere di riuscire a visualizzare tutto il campo di vista rimanendo leggermente spostato dal bordo del paraluce, quindi potrebbe essere leggermente superiore a quanto stimato con il calibro. Per questo motivo, consiglio ai portatori di occhiali di evidenziare la comodità d’uso. Personalmente, ho compiuto una prova con i miei occhiali dotati di filtro per la luce blu che utilizzo quando lavoro al computer e, in tale caso, mi è parso di riuscire ad osservare la quasi totalità del campo di vista, se non 9,3 gradi, quanto meno di 9°.

FIG.3 – Gli oculari sono confortevoli anche a distanze pupillari comprese tra 60 e 66 mm

Prismi

 Come anticipato, questo binocolo fa uso di prismi di Porro composti da vetro di alta qualità, probabilmente BAK-4, o quantomeno della miglior qualità che si possa ottenere in questa fascia di prezzo. Non ho notato nessuna invasiva vignettatura, solo la presenza ovvia dell’effetto blue-ring, come spesso accade nei binocoli che presentano comunque un field stop  netto. Anzi, in questa fascia di prezzo, mi aspettavo un field stop leggermente più “morbido”. La pupilla di uscita presenta un po’ di luce diffusa ai bordi del campo visibile nell’oculare. Questa è una prestazione abbastanza comparabile con la maggior parte della concorrenza; diciamo che non eccelle, ma non è il peggiore, infatti, talvolta si nota un po’ di luce diffusa ai bordi del campo, che è ad esempio assente nel Nikon E II 8×30.

FIG.4 – Un primo piano sulla pupilla di uscita

Trattamento anti-riflesso

Il trattamento  antiriflesso si palesa con una piacevole tonalità verde scuro che a volte evidenzia in base all’angolazione una colorazione porpora. Non è senz’altro in grado di contenere i riflessi come ad esempio la serie E II, come visibile in questa immagine comparativa, ma svolge sufficientemente il suo lavoro, anche perchè in queste fasce di prezzo è spesso difficile beneficiare di trattamenti migliori.

FIG.5 – Se paragonato al trattamento anti-riflesso multistrato del NIkon E II, l’economico Action EX non è in grado , giustamente, di reggere il confronto

ABERRAZIONI CROMATICHE E GEOMETRICHE

 

Aberrazione cromatica al centro del campo

 

Ci sono binocoli fortunati e altri che hanno un po’ di sfortuna, non per la loro progettazione o per lo schema ottico, ma per le condizioni meteorologiche a cui sono sottoposti durante i miei test. L’arrivo del Nikon Action EX 7×35 è coinciso quasi totalmente con tempo uggioso, con pioggia e addirittura con un paio di giornate di neve. In queste circostanze, quindi, è molto più facile percepire l’aberrazione cromatica, anche al centro del campo, rispetto a una classica giornata di sole. Tuttavia, posso confermare che al centro del campo, anche sottoponendolo a quello che ormai definisco il ‘test del gazebo bianco di mia moglie’, le immagini in asse risultano quasi totalmente corrette. L’aberrazione cromatica si palesa ogni tanto con un po’ di cromatismo residuo verde-bluastro, che aumenta giustamente spostandosi verso il 30-40% al centro del campo. Questa è una prestazione ottimale che, in alcuni casi, può far vantare al binocolo una ipotetica sigla ‘HD’, che in realtà, a livello ottico, non vuol dire nulla ma che spesso contraddistingue le ottiche che presentano un migliore contenimento dell’ aberrazione cromatica rispetto a binocoli acromatici di qualità inferiore. Il fattore che più mi ha stupito nel Nikon Action EX 7×35 è stata l’osservazione dei rami in controluce con della neve posatasi sui rami stessi. Al centro del campo, il contenimento dell’ aberrazione cromatica era quasi  simile a quella di un binocolo  definibile come ‘ED’. Non oso immaginare cosa accadrebbe se  Nikon decidesse di proporre sul mercato una serie di prismi di PORRO con vetri ED   a bassa dispersione.

Cromatismo laterale

Se è abbastanza naturale verificare la presenza di aberrazione cromatica laterale, sappiate che anche in tale frangente il Nikon Action EX 7×35 se l’è cavata egregiamente, o quantomeno meglio di quanto il suo prezzo di acquisto facesse presagire. Di fatto, le immagini anche ai bordi, osservando rami contro luce, tralicci e altro, rimangono abbastanza corrette, seppur si palesi ovviamente un po’ di alone verde-violetto intorno alle sagome degli oggetti più contrastati e luminosi.

Curvatura di campo

Nikon non dichiara la presenza di elementi sferici all’interno degli oculari del Nikon Action EX 7×35. Nell’utilizzo pratico sul campo, è possibile percepire un lieve degrado a partire da circa l’70% del centro del campo. Per esemplificare posso scrivere che osservando un gruppo di case situate a 2200 metri di distanza dalla mia postazione osservativa, è ancora possibile percepire le finestre e le persiane anche ai bordi del campo, sebbene ovviamente con meno dettaglio rispetto al centro. Questa sfocatura è leggermente correggibile attraverso la messa a fuoco, ma non completamente. Pertanto, è abbastanza evidente che ai bordi vi sia la presenza di un po’ di coma e di astigmatismo.

FIG.6 – E’ impossibile avere un campo di 9.3° totalmente corretto in questa fascia di prezzo, ma…

Distorsione angolare

Per quanto riguarda la distorsione angolare, mi sarei aspettato una maggiore distorsione dato l’ampio campo di vista. Tuttavia, essa è percepibile a partire dal 75% dal centro del campo e per un 4.5%.  Sebbene io sia poco sensibile all’effetto “palla rotolante”, posso confermare che l’utilizzo in panning di questo binocolo è risultato piacevole.

Altre aberrazioni

Per quanto riguarda l’osservazione delle aberrazioni come la coma e l’astigmatismo, ho condotto due test separati. Il primo è stato un test casalingo utilizzando una stella artificiale da 50 micron venduta dalla Geoptik, che utilizzo spesso per l’analisi del disco di diffrazione dei telescopi. Per questa prova, ho montato il binocolo su un cavalletto e ho analizzato la stella artificiale a una discreta distanza. Durante questa prova, ho notato i limiti di tale binocolo, che in effetti non è progettato per la mera osservazione astronomica. Ho iniziato a percepire un po’ di coma e astigmatismo già a partire dal circa il 60% dal centro del campo,  che aumentava in maniera esponenziale spostandosi verso il bordo. Diciamo che tale prova è stata effettuata utilizzando un occhio solo all’interno di un oculare singolo. Con l’osservazione binoculare, la situazione migliorava grazie alla compensazione visiva e alla capacità del cervello di riconoscere soggetti puntiformi e di apportare la correzione del caso dovuta all’esperienza dell’osservatore. Questo è quindi un fattore leggermente soggettivo, ma  sul campo  direi che nella mera osservazione stellare il campo visivo soddisfacente è  pari  a circa il 70% di quanto inquadrato.

 

TEST CON USAF CHART A 35 METRI

Ho effettuato tre test separati con la USAF CHART e in ogni caso ho sempre notato di riuscire a percepire il numero 1 all’interno della parte inferiore della tabella. come visibile nella immagine. A tratti, riuscivo a comprendere la differenza tra le righe verticali e quelle orizzontali, non ovviamente in maniera così evidente come con un binocolo 8x. Devo ammettere, comunque, di essere rimasto ancora una volta sorpreso dalla capacità di contenere l’aberrazione cromatica, soprattutto presumo sia per la presenza di prismi di Porro sia per la bassa potenza di ingrandimento. Di fatto, al centro del campo non ho notato evidenti aberrazioni, che si palesavano unicamente come un lievissimo alone, a volte non presente, nella bordo destro della tabella e verde in quello di sinistra . La nitidezza e il contrasto, come già sottolineato nell’osservazione pratica, sono risultati decisamente soddisfacenti, tanto da esser paragonabili a un binocolo dal prezzo superiore.

FIG.7 – Il risultato del test con la USAF CHART

PROVA SUL CAMPO

Birdwatching

Penso sia giunto il momento di condividere le mie impressioni sul campo d’uso pratico, e per iniziare mi concentrerò sul settore del birdwatching. Come avrete già intuito, questo non è il miglior binocolo nella gamma Nikon per un utilizzo così specifico. La messa a fuoco non è particolarmente fluida e la corsa non è tra le migliori presenti nel catalogo Nikon. Tuttavia, grazie al suo ingrandimento minimo e all’ampio campo di vista fornito, devo ammettere che risulta per certi versi imbattibile nell’inseguimento di soggetti in movimento, come picchi e cince, all’interno di un bosco, rispetto a un classico binocolo più risolvente come il 10×42. Ribadisco ancora una volta che il formato 7×35 è uno dei miei preferiti, così come il 7×42. L’ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica, se rapportato al prezzo di acquisto, consente anche di ottenere stime abbastanza precise del piumaggio e delle sue variazioni rispetto a prodotti più economici.

FIG.8 – La profondità di un 7x è perfetta per le osservazioni nei boschi

Osservazione del paesaggio

Se nell’osservazione di rapaci e volatili potrei suggerire altri binocoli Nikon, devo ammettere che subito dopo l’8×30 E II, questo 7×35 potrebbe essere, secondo il mio parere, uno dei migliori binocoli  Nikon per l’osservazione del paesaggio. Come ho avuto modo di confermare durante la mera descrizione dei dati tecnici, le mie prime impressioni, seppur il test con la stella artificiale abbia evidenziato una caduta di definizione ai bordi dovuta all’astigmatismo, tale fattore non è così evidente nell’osservazione del paesaggio. Per due motivi: innanzitutto, i dettagli sono più facilmente interpretabili dal cervello rispetto a quanto lo possa essere una stella puntiforme; inoltre,  la compensazione visiva soggettiva puo’ migliorare la perfezione delle immagini. Per questo motivo, posso confermare di aver beneficiato di almeno 8 dei 9.3 gradi forniti  dato che soprattutto osservando il paesaggio in movimento, non mi fermo molto a vedere il lieve calo di nitidezza al bordo, il resto fa da contorno anche se non potrete contare su una ottima definizione. È un binocolo discretamente piacevole. Inoltre, grazie alla sua parvenza di tridimensionalità dovute ai prismi di Porro, mostra con netta evidenza i vari passaggi tra un piano e l’altro, risultando quindi molto tridimensionale. La percezione di gestire un ingrandimento 7x è simile a quando si gestisce un binocolo stabilizzato visto che le vibrazioni sono ridotte al minimo. Grazie, inoltre, alla sua forma molto avvolgente che consente di limitare le vibrazioni durante l’utilizzo, è un binocolo che, seppure non sia compatto come un 8×25, risulta decisamente molto soddisfacente nell’osservazione del paesaggio.

FIG.9 – Il Nikon Action 7×35 EX CF nel suo ambiente prediletto

Osservazione astronomica

Avendo già ribadito che il test con la stella artificiale ha evidenziato la presenza di coma e astigmatismo già verso il 60-65% del campo, ciò non avviene se si è soliti spazzolare il cielo stellato alla ricerca di asterismi e costellazioni senza fissare il binocolo sul cavalletto e analizzare con pignoleria i suoi bordi. In tale frangente, con la classica tecnica del panning, dove interviene comunque in parte la compensazione visiva soggettiva, devo ammettere di avere apprezzato l’ampio campo di vista fornito da questo binocolo. Osservando la Costellazione di Orione è possibile vedere sia le tre stelle della cintura che tutta la spada, anche se la stella piu’ esterna in alto (Mintaka) inizia a perdere puntiformità a causa delle aberrazioni geometriche.

Oltretutto, per 220 euro sarebbe completamente impossibile poter beneficiare di un binocolo dotato di oculari a bassa dispersione, dato che sarebbe necessario migliorare lo schema ottico e inserire elementi molto più costosi sia a livello progettuale sia a livello di componentistica. Per questo motivo, lo reputo un binocolo soddisfacente per la classica navigazione nel cielo stellato, divagando qua e là alla ricerca di oggetti interessanti. Inoltre, la sua  discreta puntiformità al centro del campo me lo fanno preferire rispetto a un piccolo binocolo con prisma tetto, anche per l’assenza degli spike spesso visibili e causati dal bordo del tetto del prisma.

L’osservazione lunare, per quel poco che è possibile percepire a livello con un 7x mostra comunque una Luna nitida e contrastata, con nette differenze di luminosità tra i mari e gli altopiani, e anche la presenza dei crateri più importanti. Il bordo lunare, quando situato al centro del campo, è privo di aberrazione cromatica.

FIG.10 – Il binocolo possiede una armatura molto spessa, superiore a molti prodotti della concorrenza

PREGI E DIFETTI

Pregi:


– Nitidezza e contrasto molto soddisfacenti in proporzione al prezzo di acquisto
– Ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica
– Buona ergonomia
– Buona tridimensionalità delle immagini
– Sbilanciato verso gli oculari
– Ottima ergonomia
– Adoro l’ingrandimento 7x
– Ampio campo di vista
– Binocolo da considerare senz’altro per l’osservazione del paesaggio
– Robusto, gommato e impermeabilizzato
– Pupilla d’uscita di 5 mm, migliore rispetto ai classici 8×30 – 8×32

Difetti:
– Presenza di astigmatismo ai bordi del campo e nell’osservazione astronomica

Un po’ di luce diffusa durante le osservazioni in controluce

– La manopola di messa a fuoco, con le dovute premesse, non è fluida come i binocoli di fascia superiore

 

 IN SINTESI

In conclusione, credo che il binocolo Nikon Action EX 7×35 sia un ottimo strumento per l’osservazione del paesaggio, adattandosi con notevole agilità anche alle osservazioni naturalistiche in campo aperto grazie al suo ampio campo visivo e alla sua tridimensionalità, che lo rendono ideale anche dentro i boschi . La sua eccellente profondità di campo consente una visione nitida che raramente obbliga a mettere a fuoco. Non eccelle ovviamente nelle resa ai bordi, quindi non è la scelta migliore nel catalogo Nikon per l’osservazione astronomica, tuttavia, se confrontato con i modelli più piccoli  della concorrenza con prismi di Porro nei formati 6×30 e 8×30, si distingue per una maggiore luminosità, una pupilla di uscita più comoda e ampia, e una robusta gommatura che protegge con maggior efficacia lo scafo ottico rispetto a soluzioni con armature decisamente più economiche.

FIG.1 – E’ un binocolo economico adatto alla osservazione del paesaggio e delle costellazioni

PREZZO E GARANZIA

Il prezzo ufficiale suggerito dall’importatore italiano Nital è di 220 euro. Acquistandolo in Italia presso un rivenditore autorizzato, sarà possibile beneficiare anche di una garanzia di 10 anni.  E’ possibile acquistarlo sul sito Nikon Store usando questo link: https://www.nikonstore.it/sport_optics/action_ex_7x35_cf_p_243718436

RINGRAZIAMENTI


Ringrazio Marco Rovere e Fabrizio Gillone di Nital per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test, consentendomi, come sempre, di esprimere le mie impressioni in modo imparziale. Ricordo ai lettori  di Binomania.it che ogni azienda che invia i prodotti in visione firma un patto di imparzialità giornalistica che mi concede la libertà di esprimermi senza restrizioni alcune.

DISCLAIMER

Binomania non è un negozio, Nel mio sito web troverete unicamente recensioni di prodotti ottico sportivi, fotografici e astronomici.  Le mie impressioni sono imparziali come è dovere di ogni giornalista e non ho alcuna percentuale di vendita sull’eventuale acquisto dei prodotti. Per questo motivo, qualora voleste acquistare o avere informazioni su eventuali variazioni di prezzo o novità, vi consiglio di visitare il sito ufficiale  di NITAL cliccando sul banner che rappresenta l’unica forma pubblicitaria presente in questo articolo. Grazie!