Il bambino brillante  e il padre…spento

Spero mi concederete di non scrivere soltanto di binocoli.

Oggi vorrei raccontarvi un episodio che accadde, penso cinque anni fa, durante un evento di Binomania che organizzai presso un’oasi naturalistica lombarda.

Chi tra voi ha partecipato a questo genere di iniziative, sa che lo scopo principale è la divulgazione della mia passione riguardante l’utilizzo dei binocoli e delle ottiche naturalistiche. Durante gli eventi di Binomania si condividono le impressioni sull’utilizzo degli strumenti, si provano le novità del settore e si fa, magari, pratica con la tecnica del digiscoping e si osserva con i binocoli giganti.

Di solito, i partecipanti hanno una età compresa tra i trentacinque e i settant’anni, quindi, per me è sempre un vero piacere scovare nel gruppo, delle giovani leve. E fu così che accadde, quella volta. Si presentò un bambino di circa otto anni, magro ma con lo sguardo vigile e attento in compagnia di un padre distratto e imbarazzato.

Nel giro di qualche minuto compresi che aveva delle incredibili conoscenze dell’avi-fauna, proprio come un provetto birdwatcher di mezza età. Riconosceva gli uccelli dal canto, i rapaci, distanti centinaia di metri, dal loro profilo e dalle caratteristiche di volo. Il suo piu’ grande desiderio era quello di ricevere in regalo un binocolo “non troppo costoso” ma che gli avrebbe consentito di osservare con maggior profitto i suoi amici alati.

Eh, già! Il bimbo, il binocolo non lo aveva ancora e di certo non poteva sfruttare quello del padre, che rimase per tutta la durata dell’evento domenicale, in un angolo dello spazio messo a disposizione dall’OASI a vedere tramite lo smartphone le partite di calcio!

Il ragazzino fu uno dei piu’ attivi durante l’evento: chiedeva informazioni sui binocoli, sugli spotting scopes, voleva assolutamente vedere il falco di palude con il binocolo 12×50, presentato in quell’occasione, e comprendere il funzionamento della tecnica del digiscoping. A ogni mia rapida conclusione riguardante l’eventuale acquisto di un binocolo, per svolgere al meglio la sua passione, lo vedevo sbirciare con fare mesto e rassegnato verso la figura di suo padre, che nel frattempo, era sempre piu’ chino sul display lampeggiante.

Workshop Oasi Brabbia
Immagine: un classico evento di Binomania

Ricordo che alla fine del pomeriggio, il padre finalmente si avvicinò per venire a prendere il bambino.  Pensai che, fortunatamente, io mi ero dilungato così tanto da avergli consentito di vedere l’intera competizione calcistica, altrimenti avrebbe lasciato suo figlio, solo nel prato, sino al tramonto.

Ora vorrei scrivere tramite il discorso diretto, per meglio farvi comprendere cosa accadde nei cinque minuti successivi.

“Buon giorno”.

“Buon giorno, complimenti! Suo figlio è preparatissimo e in gamba.”
Lui mi guardò con fare stupito e, quasi giustificandosi, disse: “Sa, ha voluto per forza venire, lui..lui non è come i suoi compagni di classe.”
“In che senso?” Chiesi io.

Si sprimacciò la capigliatura finemente cesellate da un barbiere alla moda., toccandosi le sopracciglia piu’ rifatte di una soubrette televisiva.
“Nel senso che non vuole giocare a calcio, non pratica sport, è sempre sui libri, i libri di scuola e quelli degli…uccelli.” Sussurrò la parola “uccelli” come se ci fosse qualche riferimento freudiano all’organo sessuale maschile.

“Beh, è un bene”, dissi io, “non segue la massa e fa qualcosa di interessante. E poi, camminare in mezzo alla Natura per guardare gli animali è un’attività salutare. Non trova?”
Il padre era sempre piu’ sperduto. Guardava il figliolo come se fosse un alieno appena sbarcato sul “Pianeta Calcio”. Non contento, perdurò con la sua tesi: “E, poi sa….vorrebbe fare lo scienziato, come si chiamano quegli che studiano gli “uccelli”? Utilizzò ancora una volta la parola uccelli con notevole senso di imbarazzo e mi accorsi che forse il figlio avrebbe avuto bisogno di un altro padre e il padre di un bravo psicoterapeuta.

“Ornitologo!” Scandii’ io ad alta, voce, si chiama “Ornitologo” ed è un lavoro molto soddisfacente.
“Si, ma non è remunerativo”.
“Come il calciatori?” Dissi io, in senso ironico, ma non ne colse il senso.

“Sì..come i calciatori, esattamente! E poi, sa….vorrebbe anche che gli comprassi un binocolo!”
“Beh, non mi sembra le abbia chiesto poi nulla di così grave, anzi!”
Lui mi scrutò  con fare sconcertato come se io fossi un venditore di aria fritta che stesse tentando di proporre ghiaccioli al Polo Sud.

Immagine: durante gli eventi di Binomania, ci sono quasi sempre persone adulte. E’ quindi un piacere per me, condividere la mia passione con i piu’ piccoli

“Ma un binocolo è costoso, sa! Io faccio l’operario e guadagno 1200 euro al mese!”
Nel frattempo ci stavamo incamminando verso il parcheggio, (io all’epoca giravo ancora con una Fiat Multipla con 130.000 km). Il padre si fermò davanti a un’auto di lusso- presumibilmente usata, brandeggiando orgogliosamente le chiavi che sfavillavano piu’ del suo smartphone.

Io non volevo rassegnarmi: “Guardi che a suo figlio potrebbe comprare un binocolo da 100-150 euro, non è necessario acquistare un prodotto da 1000 euro!” 
Le pupille degli occhi del bambino luccicarono, forse aveva trovato un adulto, calvo e con la barba brizzolata che gli era complice. Io affondai un colpo da spadaccino provetto, lo faccio talvolta, per far comprendere alle persone che se uno ha una esigenza differente dalla propria, non è per forza frivola o non indispensabile.
“Mi scusi, ma quanto costa il suo telefono?”
Lui si indispettì’!
“Cosa c’entra mi scusi?”
“ E’ importante!” Gli dissi io”
“Beh..,costa sui mille euro”. Mi rispose, un po’ malmostoso.
“Non pensa che valga la pena acquistare un binocolo da 150 euro a suo figlio?”
“Non è un cosa essenziale.”
“Come cosa?…Come uno smartphone?”
 Rimase zitto per qualche istante, iniziai a vedere, forse, un moto neuronale in quel cervello annebbiato da stereotipi banali. Aveva un diamante di figlio e al posto di valorizzarlo lo stava immergendo nel fango dei suoi preconcetti. 
“Esatto!”. Sbraito’ lui.  “Può sempre vedere gli “uccelli”, tramite il computer o con il tablet.
“Oh, sì, ottima idea”. Ribattei io. “Lei preferirebbe vedere questa macchina su YouTube o guidarla?”

Speravo di destare in lui una qualche forma di sentimento, ma rimase “spento” lo stesso atteggiamento che aveva davanti al telefono..acceso.
Il ragazzo mi salutò, un po’ disperato ma confidai nella sua intelligenza e intraprendenza. 
“Non ti preoccupare” gli dissi, con il padre che stava ascoltando senz’alcun dubbio dalla macchina: “Tuo padre è una brava persona e vedrai che ti comprerà senz’altro un binocolo. Deve solo pensarci un altro po’.
Li vidi andar via in una nuvola di polvere e ricordo che non passai una bella serata, ero molto dispiaciuto per quanto era accaduto. Una delle tante cose che rimpiango di mio padre è che mi ha sempre concesso di praticare le mie passioni, a volte, facendo enormi sacrifici.

Forse, dopo questa breve storiella, avrete il piacere di sapere come è andata a finire.. Ho scritto questo breve editoriale, proprio perché “il bambino brillante” mi ha scritto ieri pomeriggio! Quest’anno avrà gli esami di Terza Media, si è iscritto  a un Liceo Scientifico di Scienze Applicate e sta per comprare il suo secondo binocolo!

Il mio non è di certo un lavoro remunerativo, ma talvolta qualche soddisfazione me la dona e talvolta riesco ad accendere anch’io qualche genitore un po’ spento!!!

Buone osservazioni a tutti voi!

 

 

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1 thought on “Il bambino brillante  e il padre…spento

  1. Che dire…!!!! A volte certi racconti sembrano favole, ma solo chi le vive si rende conto dell’insensibilita’ del genere umano… Io credo che solo lo 0,1 % delle persone fanno un lavoro che li soddisfa e li appaga appieno… Speriamo che sia così per il ragazzino….

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