Docter Compact 8×21

 

In molti si chiederanno perché ritorniamo a testare ancora un DOCTER ® Compact, in questo caso il piccolo 8X21, essendo trascorso solo poco tempo dalla pubblicazione delle impressioni sul 10×25 della stessa serie da parte di Piergiovanni Salimbeni.

Il motivo risiede nel fatto che, a nostro parere, questi due progetti esprimono una precisa azione intrapresa da DOCTER ® , e come vedremo davvero riuscita, volta a creare delle vere novità nel settore degli ultra compatti di alto livello.

Un primo piano sulle lenti oculari del Docter 8 X 21 Compact

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Ingrandimento: 8X
Diametro lente: 21mm.
Estrazione pupillare:Pupilla d’uscita: 15mm.2,6 mm.
Campo visivo a 1000m.:Angolo visivo obiettivo:Campo visivo apparente:Dichiarato per i portatori di occhiali: 131/1000m.7.5°60°Si
Distanza minima di messa a fuoco: 2 m.
Compensazione diottrica: +/- 3 diottrie
Distanza interpupillare: da 34mm. a 74mm.
Valore crepuscolare: 12,9
Telaio/Struttura:Rivestimento:Impermeabilizzazione: Metallica – Lega di alluminio e magnesioGommatura integrale – Fully ArmoredSI, riempito in azoto – Waterproof sino alla profondità di 1 m.
Temperatura d’utilizzo Non dichiarata
Dimensioni 105mm. x 105mm. (Struttura aperta)
PesoGaranzia 355g.10 anni
Prezzo (Gennaio 2012)Distributore Italia € 399,00ADINOLFI S.r.l. Monza (MB) www.adinolfi.com

 

Questi due binocoli infatti sono classificabili, a differenza dei loro concorrenti “naturali” (ovvero, in ordine alfabetico, i compatti Nikon HG-Light, i Leica delle gamme Ultravid/Trinovid, gli Swarovski Pocket/Traveller e gli Zeiss Victory/Conquest Compact), come delle vere ottiche a campo grandangolare (131/1000m. 7.5° CR e 60° di CA i valori espressi dallo strumento in test) ed è proprio questa la principale caratteristica che li differenzia maggiormente verso prodotti di confrontabile livello qualitativo. Attualmente la concorrenza infatti offre valori compresi tra i 110/1000m. (Zeiss Conquest 8×20 T, 6,3° di CR, 50° CA) e i 119/1000m. (Nikon HGL DCF, 6,8° di CR, 54.4 CA). Spesse volte infatti si è soliti considerare “il compatto” come una soluzione di ripiego rispetto al binocolo di proporzioni più classiche e ciò è principalmente dovuto, nell’esperienza visiva media degli osservatori, al ridotto campo apparente ri-trasmesso, oltreché a un’intrinseca minore luminosità. Oggi DOCTER ®, con la serie Compact, si è spinta invece avanti con una gamma di strumenti dotati sia di chiare e intrinseche doti di compattezza e portabilità, sia di prestazioni ottiche del tutto paragonabili, perlomeno nella maggior parte delle situazioni osservative, a binocoli di dimensioni nettamente superiori e con un prezzo anche competitivo.

 

Il sistema a doppia cerniera consente di ottenere un’ottima compattezza e soliditA’. Nel dettaglio è visibile anche il comando di regolazione diottrica

Meccanica e costruzione

Il DOCTER ® 8X21 Compact è dotato anch’esso di un sistema a chiusura centrale con doppia cerniera su ponte piatto. Il telaio è realizzato in lega di alluminio e magnesio. Il binocolo una volta richiuso assume dimensioni veramente ridotte e ancora minori rispetto al 10X. Per averne un’idea abbastanza precisa sono gli ingombri di un pacchetto di fazzoletti, il tutto poi con un peso complessivo, non contenutissimo rispetto ai diretti concorrenti, di 355g (è il più pesante in questa micro nicchia, il più leggero è il Leica 8×20 Ultravid BL a 230g.). Quindi potremmo averlo con noi nella classica tasca e nemmeno quasi avvertirne la presenza. Ergonomicamente efficace e con caratteristiche di costruzione identiche al 10×25, trasmette una sensazione di ottima solidità. Totalmente gommato e protetto contro gli urti accidentali (con un tipo di gommatura con funzione anche antiscivolo) è iniettato in azoto e garantito waterproof all’immersione accidentale fino alla profondità di un metro. Il rotore di messa a fuoco, normalmente posizionato lato oculari, presenta un movimento decisamente fluido ed è dotato di un’ottima scorrevolezza alla rotazione. La regolazione diottrica avviene con apposito comando posizionato lato obiettivi e agisce come di consuetudine sull’oculare destro. I paraluce sono estraibili, a rotazione con movimento twist-up a tre scatti intermedi dalla posizione zero fino alla massima estrazione, risultando comodi e veloci nel settare lo strumento secondo le personali necessità e/o in base alle varie condizioni di luce. In dotazione oltre alla classica cinghia in materiale sintetico, troviamo anche un astuccio da cintura realizzato in cordura.

Un confronto dimensionale “estremo” tra il Docter 8×21 Compact e un Leica Geovid 7×42 BD

Ottica

I due obiettivi da 21mm sono dotati di un eccellente trattamento antiriflesso multi-strato che si presenta, all’osservazione esterna, in un bel colore a tinta rosso-viola brillante. Non è specificata dal produttore la presenza di ulteriori trattamenti superficiali come ad esempio l’anti imbrattamento delle lenti esterne (tipo Lotutech T o Aquadura T , presenti rispettivamente sulle serie Compact degli Zeiss Victory e Leica Ultravid). Le parti meccaniche interne si presentano in un completo “Total-Black” e perfettamente pulite. A una prima prova osservativa le immagini fornite dallo strumento sono decisamente nitide, ottimamente contrastate e luminose. La tonalità cromatica rilevabile, a mia personale sensazione, presenta una timbrica totalmente neutra, molto naturale, e senza cromatismi di rilievo. Tengo a specificare che per “neutra” s’intende che si differenzia in modo chiaro ad esempio dalla “glacialità” tipica di alcune ottiche (Zeiss in particolare e alcuni Nikon ad es.) risultando più simile ad una timbrica cromatica pari a quella offerta da Leica o Swarovski. In definitiva lo strumento possiede doti ottiche che permettono un ottimo contrasto, nitidezza e incisività delle immagini.

Un altro primo piano su gli obiettivi e la borsa in cordura in dotazione

 

Oculari e prismi

Vista lato oculari e rotore di messa a fuoco

Il costruttore non dichiara particolari soluzioni tecniche, tipo la presenza di lenti asferiche o un disegno ottico spiccatamente votato a prestazioni grandangolari, ma come vedremo tali performance sono effettivamente concesse dallo strumento. Il campo fornito infatti – che come anticipato rappresenta il cosiddetto “piatto forte” – è pari a ben 131/1000 m, con 7.5° di Campo Reale e 60° di Campo Apparente (si ricorda che convenzionalmente a partire da tale valore di campo apparente l’ottica è definita “grandangolare”- N.d.R.) e questo genera una più che buona immersione nella scena, un aspetto decisamente raro nelle prestazioni di un compatto. Tali valori sono relativamente frequenti infatti solo in ottiche dal classico dimensionamento 8×30/32 e dotate di oculari dichiaratamente grandangolari. Questi progetti comportano però ingombri e pesi per nulla confrontabili a quelli di questo piccolo binocolo (ad esempio il DOCTER ® 8×21 Compact, per consentire un facile confronto al lettore su ottiche ampiamente conosciute, possiede identici valori di campo, sia di Campo Reale che di Campo Apparente, del Nikon 8×32 SE o del Fujinon 8×30 FMT- SX 2, mentre rispetto all’ottimo Leica 8×32 Ultravid HD – “lascia” sul campo inquadrato solo 4 metri). L’estrazione pupillare, pari a 15 mm, permette anche ai portatori di occhiali di godere dell’intero campo visivo. Anche se non ne sono portatore, ho testato l’ottica facendo alcune prove con occhiali da sole e non ho avuto alcun problema nell’inquadrare effettivamente la totalità del campo fino al bordo (paraluce oculari a zero). I prismi infine presentano un convenzionale schema a tetto, probabilmente uno Schmidt-Pechan, e beneficiano anch’essi, come tutte le superfici ottiche dello strumento, del noto ed efficiente trattamento Multitop Broad Band DOCTER ®

 

Aberrazione cromatica

Nonostante non si dichiari l’utilizzo di elementi a bassa dispersione, l’aberrazione cromatica è molto ben corretta ed è pressoché invisibile nella maggior parte delle situazioni osservative. Per notare del residuo cromatico, ovvero un leggerissimo micro-alone di colore blu intorno al profilo dell’oggetto osservato, bisogna inquadrare oggetti con un fortissimo sbalzo di illuminazione e contrasto, ad esempio un soggetto molto chiaro e comunque in piena luce su sfondo scuro (come un cigno o una barca in pieno sole). Risulta invece percepibile una lieve quantità di aberrazione cromatica residua ai bordi estremi del campo (a toni blu-azzurri, come rilevato anche nel 10X), ma in questo caso è rilevabile solo se si “forza” l’attenzione al bordo mentre è totalmente assente nella normale osservazione.

 

Aberrazioni geometriche – Distorsione angolare e curvatura di campo

Un minimo di distorsione (chiaramente a progetto e voluta al fine di ridurre l’effetto “palla rotolante”) è presente anche qui e avvertibile durante un panning veloce, come pure evidenziato da Salimbeni nel test sulla versione da 10X. Nel DOCTER ® 8×21 Compact ritengo però tale aspetto ancora meno sensibile visto che, come tipologia di strumento, non si presta certo a ricoprire le funzioni di ottica “da inseguimento”.
La curvatura di campo è molto contenuta e ben corretta. Potrei classificarlo come un binocolo a “campo piatto”, dato che l’immagine ai bordi è ancora ottimamente trasmessa (per ottenere una tale prestazione ritengo plausibile la presenza, anche se non dichiarata, di elementi asferici nello schema ottico). Nell’uso panoramico – il grande campo lo farà preferire per utilizzi più “paesaggistici” – le immagini tendono ad ammorbidirsi solo a partire da circa il 90% del campo, mentre in un’osservazione a distanza ravvicinata e sufficiente un leggerissimo aggiustaggio nel fuoco per avere immagini nitide anche al bordo (e ciò mi confermerebbe ulteriormente l’utilizzo di lenti a doppia curvatura).
Chiaramente nell’estremo test astronomico (soprattutto per un binocolo a diametro 21 mm e otto ingrandimenti) le stelle di maggiori dimensioni rimangono puntiformi sino a circa l’85% del campo; in tale situazione osservativa il coma rilevato è minimo. Si tenga però anche presente che in questi casi l’osservatore possiede una dimensione diametrale nella sua dilatazione pupillare nettamente superiore rispetto a quella fornita dal binocolo in test (2,6 mm di Pupilla d’Uscita dello strumento contro una dilatazione della pupilla dell’osservatore pari a circa 6 mm – media effettiva naturale in completa oscurità – N.d.R.).

 

Uso pratico

Il test sul campo del DOCTER ® 8×21 Compact mi interessava non poco. Soprattutto era mia intenzione verificare se i tecnici tedeschi erano riusciti effettivamente ad ottenere in un binocolo così compatto prestazioni di fruibilità e piacere “osservativo grandangolare” realmente confrontabili con un classico 8×30/8×32, se non altro in condizioni di normale illuminazione diurna. Ebbene il Docter 8×21 Compact mi sembra raggiunga davvero tali obiettivi di progetto. Trattandosi di un compatto, la più che buona estrazione pupillare (15 mm) unita al notevole campo apparente offerto dallo strumento (60°) permettono una inusuale immersione nella scena, almeno per un binocolo di queste dimensioni. Molto nitido al centro, perde poco anche ai bordi nonostante un Campo reale di 7,5°. Le sessioni del test sono state effettuate con una temperatura ambientale media sempre vicino agli zero gradi centigradi (con oscillazioni tra picchi di minima e massima compresi tra i – 7°C e i + 12°C) e ne ho ricavato sempre belle sensazioni.

Uno scatto effettuato durante una fase del test (temp. ambiente – 7°C.)

 

L’ho utilizzato nelle situazioni e condizioni più disparate; durante le passeggiate in campagna come in città (ad esempio per esaltare particolari di monumenti o edifici), per seguire eventi sportivi (anche sotto luci artificiali in indoor); ho osservato sulla neve in pieno sole in alta montagna come al mare. Nonostante le piccole dimensioni non ho poi avuto particolari problemi al brandeggio manuale, grazie anche all’ottima gommatura antiscivolo. La solidità intrinseca dello strumento aiuta anche nella presa sicura dello stesso mentre la distanza interpupillare, una volta impostata, resta in posizione e ciò è dovuto alla corretta resistenza delle cerniere. Anche indossando un paio di guanti invernali, di utilizzo sempre molto critico soprattutto su piccoli strumenti, è stato comunque agevole ottenere una rapida focheggiatura per merito del giusto dimensionamento del cursore di messa a fuoco. Il movimento dello stesso si è sempre presentato senza resistenze di sorta e questo anche a bassa temperatura, anche se personalmente avrei gradito una “consistenza” alla rotazione ancora maggiore.

Una sessione osservativa effettuata nel Parco del Ticino (temp. ambiente + 12°C.)

 

Veramente efficaci i paraluce oculari, molto comodi in appoggio, permettono di incrementare sensibilmente la stabilità dello strumento durante l’osservazione (fatto non trascurabile con una P.U. di soli 2,6mm – N.d.R.). Dotati di regolazione a scatti intermedi con quattro posizioni predefinite in estrazione, consentono di scegliere sempre la distanza corretta tra occhio e lente oculare e ciò risulta ideale non solo al portatore di occhiali ma anche rispetto alle reali condizioni di luce ambiente e/o alle personali conformazioni fisiche delle arcate sopracciliari. Dotato inoltre di una più che buona profondità di campo, nonostante una rilevabile compressione delle quinte, a partire da un dato valore di distanza, direi indicativamente circa 50/60m. (che costituisce il punto Zero di fuoco assoluto ) tutto è perfettamente a fuoco e ciò costituisce un aspetto certo di pregio nelle fasi di osservazione “in dinamica”, evitando continui e difatti inutili movimenti di focheggiatura. I riflessi a luce diffusa sono ben controllati, anche in un controluce pieno e tendono a presentarsi in modo contenuto unicamente in un medio controluce frontale/angolato. Al brandeggio anche le conformazioni per i pollici poste sotto i tubi ottici, pur se solo accennate, contribuiscono a stabilizzare l’ottica al meglio. La messa a fuoco minima infine è risultata superiore, e anche di molto, al dato dichiarato (c.a. 1,45m effettiva) ma a tale distanza purtroppo si paga un fastidioso sdoppiamento dell’immagine che scompare appunto a partire dal dato dichiarato.

L’unico intrinseco effettivo limite che ho rilevato nell’utilizzo del DOCTER ® 8×21 Compact è una prestazione di trasmissione chiaramente relativa all’abbassarsi della luce ambiente (ciò si palesa in maniera abbastanza rapida a partire da una certa quantità di luce residua). Diciamo che il suo utilizzo ideale è nelle ore diurne di piena illuminazione. Con una lente obiettivo pari a soli 21mm (come nota si segnala che le lenti oculari hanno un diametro pressoché identico di 20mm) non si potrebbero del resto pretendere anche “eccellenti” visioni crepuscolari. Durante il giorno invece il binocolo fornisce una luminosità delle immagini del tutto paragonabile, almeno per la maggior parte degli utilizzatori, a strumenti dotati di obiettivi a diametro 30/32mm e in alcuni casi, rispetto a strumenti da “media gamma”, addirittura superiore. Infine il design, che non si distingue certo per particolari vezzosità e ricercatezze estetiche, è impostato con caratteristiche “squisitamente teutoniche” di sobrietà quasi spartana e forse, se si vuole, anche nel complesso un po’ banale. Il tutto risulta però completamente inchinato a una perfetta funzionalità ed ergonomia dell’oggetto.

Durante il test – Vista lato oculari

In sintesi

Il DOCTER ® 8×21 Compact rappresenta un connubio notevole di potenza, dimensioni, peso ridotto, robustezza e fluidità meccanica, prezzo e qualità di visione davvero invidiabile. Nel complesso lo ritengo un piccolo gioiello dell’attuale tecnica ottica, alla pari con gli altri compatti di vertice ma con una marcia in più nel rapporto qualità globale/prestazioni grandangolari/prezzo. A chi pertanto ne consiglierei l’acquisto? Direi potenzialmente a tutti, esclusi chiaramente quegli utilizzatori che necessitano specificatamente di grande luminosità crepuscolare e/o di grandi pupille d’uscita. Dal birdwatcher (per i colori neutri che ritrasmette e la praticità di utilizzo, sia occasionale sia in condizioni estreme) al trekker d’alta quota (che non lo sentirà nemmeno nell’equipaggiamento e poi potrà godersi ampi panorami a campo piatto raggiunta la vetta), allo sportivo in genere (per l’ottimo e bilanciato rapporto tra ingrandimento, campo visivo e luminosità fornita con luce diurna) e anche al turista domenicale (che porta la famiglia in campagna e ci fa divertire pure i bambini grazie all’ampia regolazione della distanza interpupillare e alla notevole affidabilità meccanica). Per il binofilo esigente poi può rappresentare una sorta di “base coerente” della gamma, una specie di piccolo tender tuttofare di alta qualità verso gli altri pezzi in collezione, dagli utilizzi però più impegnativi e selettivi ma anche non sempre possibili. Si doterebbe infatti di un binocolo di intrinseca qualità e realmente utilizzabile in un’infinità di occasioni.

Vista superiore

 

 

Consigli al produttore

Praticamente nulla. Oltre alla citata migliorabile “consistenza” del comando di messa a fuoco (che renderebbe ancora più rapida e sicura tale operazione evitando “falsi” movimenti oltre il punto esatto di fuoco, soprattutto alle corte distanze) non sarebbe male prevedere (se assente) anche un rivestimento superficiale delle lenti esterne con funzione anti-goccia e anti-imbrattamento e ciò al fine di allineare totalmente le prestazioni “passive” dello strumento a quelle dei suoi concorrenti diretti, incrementandone ulteriormente la praticità di utilizzo.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia l’ADINOLFI S.r.l. di Monza – Importatore e rappresentante ufficiale per l’Italia di Analytik Jena/Docter ® – per aver gentilmente messo a disposizione di Binomania l’esemplare oggetto del presente test di impressioni d’uso.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Febbraio 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente l’Adinolfi S.r.l. cliccando sull’immagine qui di seguito.

Copyright © BINOMANIA – Tutti i diritti riservati.

 

N.B I PREZZI ED I PRODOTTI CITATI NELL’ARTICOLO SONO RELATIVI AL MESE DI Aprile 2012. 2011, PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER GLI AGGIORNAMENTO VI CONSIGLIO DI CLICCARE SUL SITO DEL RIVENDITORE

Marco Ghirardi Marco Ghirardi (1 Posts)

Ghirardi Marco:Nato a Pavia nel 1968, è consulente in marketing strategico e comunicazione istituzionale. Fotografa per passione dall'età di 14 anni e scopre in quell'età il binocolo. Da allora, per passione e ricerca personale, matura un'elevata esperienza soprattutto su binocoli di derivazione militare e/o civili di alta gamma. Finora ha messo gli occhi in circa 400 binocoli, sviluppando una passione accentuata per le ottiche francesi degli anni '50 e '60. Un po' birder, un po' visualista puro di paesaggio, per quanto riguarda la sua "selezione" di binocoli, tende a collezionare "sapori visivi caratteristici", un po' come se scegliesse degli eccellenti vini da abbinare idealmente alle "diverse situazioni osservative".


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Ghirardi Marco:Nato a Pavia nel 1968, è consulente in marketing strategico e comunicazione istituzionale. Fotografa per passione dall'età di 14 anni e scopre in quell'età il binocolo. Da allora, per passione e ricerca personale, matura un'elevata esperienza soprattutto su binocoli di derivazione militare e/o civili di alta gamma. Finora ha messo gli occhi in circa 400 binocoli, sviluppando una passione accentuata per le ottiche francesi degli anni '50 e '60. Un po' birder, un po' visualista puro di paesaggio, per quanto riguarda la sua "selezione" di binocoli, tende a collezionare "sapori visivi caratteristici", un po' come se scegliesse degli eccellenti vini da abbinare idealmente alle "diverse situazioni osservative".

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