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Recensione del telescopio Schmidt Cassegrain Celestron Nextar 6 SE

9 Maggio 2020 by Piergiovanni Salimbeni

 Articolo comparso sulla rivista LE STELLE, anno 2006

Un primo piano sul nuovo Celestron Nexstar 6 SE

Osservando l’intenso colore arancione dello scafo ottico di questo nuovo Schmidt Cassegrain non posso non volgere la mente al passato, richiamando alla mente il design del classico Celestron 8, che negli anni 80, faceva, appunto, bella mostra di sé sfoggiando una tonalità simile. L’azienda ha deciso di rendere omaggio al proprio passato, facendo uso di un colore simile, ma creando una linea di telescopi tecnologicamente avanzati: tale iniziativa mi è parsa l’ideale incontro fra ciò che ha fatto storia e ciò che sarà futuro.

Questo catadriottico di medio diametro è,  infatti, equipaggiato delle migliori ed attuali innovazioni, sia informatiche che ottiche: lo SkY Align, il Next Remoteed il notissimo StarBright XLT. Passiamo ora a descrivere le caratteristiche di questo strumento, che ho avuto il piacere di testare per un paio di mesi.


Configurazione ottica.

Il Celestron Nexstar 6 SE è uno Schmidt Cassegrain dal diametro di 150mm, che fornisce, di conseguenza, un rapporto focale pari a F/10. Le ottiche sono ottimizzate di serie con il trattamento StarBright XLT che, oltre a consentire una maggior trasmissione delle ottiche, è stato specificatamente progettato per offrire le migliori prestazioni nella ripresa fotografica.

Il tubo ottico è molto compatto, ben rifinito e, grazie all’innovativo sistema a sgancio rapido, consente, in pochi secondi, di separare la piastra universale che lo sostiene dalla forcella mono-braccio. Questa caratteristica consente di montare il Celestron Nexstar 6 SE sulle comuni montature equatoriali. La lastra correttrice, nella mera analisi visuale, si è rilevata perfetta, priva di difetti o striature, con un trattamento uniforme.  Sulla sommità del supporto dello specchio secondario sono ben visibili le tre viti a croce, indispensabili per collimare questa configurazione ottica.

I progettisti  sono stati molto previdenti ed hanno creato un bordo a sbalzo che evita, che  i più maldestri, operando distrattamente con il cacciavite, righino la lastra correttrice. Per onore di cronaca tengo a precisare che lo strumento mi è stato consegnato perfettamente collimato. Tale esemplare presentava, oltretutto, un contenutissimo spostamento dello specchio primario durante la  fase di messa a fuoco visibile solo agli alti ingrandimenti: un risultato eccellente per un telescopio commerciale. In parte questa peculiarità potrebbe dipendere oltre che dal nuovo pomello e dalla nuova vite interna che attua la traslazione dello specchio, anche dal peso inferiore dell’ottica rispetto al più comune diametro di 203 mm. Tuttavia, durante le molteplici ore d’utilizzo, talvolta, ho verificato, un tenue scostamento dalla precisa messa a fuoco, dovuta ai continui spostamenti del tubo ottico, durante la fase automatica di puntamento.

La lastra correttrice del  Celestron Nexstar 6 SE

 

Gli accessori

D’utilità sopraffina mi è parso lo star pointer, accessorio quanto mai azzeccato in uno strumento automatizzato qual è il piccolo Celestron Nexstar 6 SE Questo compatto puntatore s’installa e si collima con molta facilità e, grazie ad un piccolo pomello, è possibile regolare l’intensità del led rosso in base alle proprie esigenze. Non è necessario, infatti, fare uso di un cercatore ottico in uno strumento simile, dato che, tranne, casi disperati è sempre possibile scorgere delle stelle luminose per la prima fase d’allineamento.
Di discreta qualità l’oculare Celestron X-Cel di 25mm, solo sufficiente il diagonale, che non mi ha convinto per la sua resa ottica e che ha alterato, oltretutto, la prima analisi allo star test, risultata poi molto confortante in visione diretta, senza alcuna interposizione.

Consiglio ai lettori di Astrotest.it di utilizzare degli accessori più performanti rispetto a quelli forniti di serie, dato che, come sarà esposto fra breve, l’ottica di questo catadriottico è di tutto rispetto. Comoda la piccola bolla adesiva, che finalmente consente di verificare la messa in bolla del treppiede, anche se, si può correre il rischio di perderla, essendo fissata in maniera precaria.

Il treppiede si estende con molta rapidità,  la base della montatura è  fissata ad essa tramite tre piccole manopole , mentre  la classica vite sotto il basamento, che serve anche spingere lo spaziatore, che funge anche da scompartimento porta-oculari, completa la fase di montaggio. Cronometro alla mano il Celestron Nexstar 6 SE si assembla in meno di cinque minuti e la sua leggerezza è tale che si può portare all’esterno senza alcuna difficoltà.

 

Ottica e star test

Molto bello il design con la forcella mono-braccio, da notare la sede laterale per alloggiare la pulsantiera

Lo star test dell’esemplare da me analizzato si è rilevato molto favorevole: le immagini di diffrazione in intra-focale ed in extra-focale erano molto simili, eccetto una lievissima sotto-correzione della sferica in extra-focale. Non ho rilevato alcuna tensione della lastra correttrice, mentre la sensibilità  rilevata con lo snap test ha avvalorato una più che buona lavorazione ottica, per uno strumento prettamente commerciale ed entry-level. Il metodo Starbright, inoltre, fornisce davvero una marcia in più rispetto alle ottiche non-trattate, del testo me ne ero accorto qualche mese fa, osservando contemporaneamente in un CPC 8 ed in un C 9 ¼ di prima generazione,che esibivano una luminosità quasi simile.

Prova su campo

Sin dalle prime ore d’utilizzo, come anticipato, sia per l’estrema leggerezza del sistema che per la sua compattezza, mi è parso lo strumento ideale per le osservazioni visuali quando si ha poco tempo a disposizione o si possiede una pigre indole, tale da evitare il benché minimo sforzo nel puntare o ricercare gli oggetti celesti.
Ovviamente il sistema mono-braccio di resina sintetica (leggete plastica) mi è parso il meno indicato per reggere grandi accessori e per la fotografia a lunga posa.  Chi scrive è abituato a fare uso di montature molto sovradimensionate rispetto alla focale ed al peso del sistema ottico utilizzato, ergo, tali considerazioni potrebbero essere rivalutate, dall’astrofilo neofita che voglia scoprire il piacere della fotografia lunare con brevi tempi di posa tramite la propria reflex digitale,oppure tramite le comunissime webcam. Ricordo ai lettori, che  comunque  è disponibile una testa equatoriale dedicata.

Nell’uso prettamente visuale, l’assestamento delle vibrazioni è più che buono, meglio, ad esempio, di ciò che consentivano  le montature mono-braccio di anni fa. Il tubo molto compatto e leggero, ovviamente  offre un valido aiuto con la sua  estrema leggerezza.

Molto comoda l’integrazione della pulsantiera, compreso il cavo, all’interno del supporto altazimutale che, oltre a rendere moderno il design di tale strumento,  consente  di non lasciare cavi esterni,  quando lo strumento è collocato in casa e magari attorniato da pargoli o animali domestici curiosi.

L’alimentazione è delegata ad otto batterie A-A che dovrebbero fornire una resa, dichiarata dalla casa, di circa 8 ore. In realtà abbiamo notato che la sua reale autonomia si attesta in circa quattro ore continue ed intense d’utilizzo, ergo, ho  preferito fare uso di un trasformatore a 12V, durante  le osservazioni dal giardino di casa, mentre, per le uscite in montagna, mi sono avvalso di una una comunissima batteria per autovetture.
I motori, nella fase di puntamento, sono notevolmente veloci e forniti d’innumerevoli impostazioni (5°/sec, 3°/sec, 1°/sec, 64x, 16x, 8x, 4x, 1x, 0.5x ) anche se abbiamo notato un lieve ritardo nella risposta del motore che regola l’asse verticale soprattutto con il tubo rivolto a pochi gradi dalla linea dell’orizzonte e allorquando era installato uno sdoppiatore binoculare.

L’allineamento è molto veloce: in meno di 5 minuti è possibile iniziare delle proficue sessioni osservative. La prima volta il sistema chiederà la posizione del sito osservativo, la data, l’orario ed il fuso orario, infine sarà possibile optare per vari tipi di allineamento: Il velocissimo SkyAlign, il puntamento automatico a 2 stelle, il puntamento stellare  e l’allineamento con gli oggetti del sistema solare. Per maggiori informazioni consiglio di rileggere la recensione relativa al Celestron CPC 8, ove sono illustrate tutte le opzioni di puntamento.

Confermo unicamente che il sistema da noi prediletto, per la sua immediatezza e che abbiamo utilizzato durante quasi tutte le nostre osservazioni è stato lo SKYALIGN che trasforma  il Nexstar 6 SE in un impareggiabile strumento “fast-view”.

Il funzionamento è elementare: sulla pulsantiera compare l’avvertimento di scegliere tre stelle di riferimento (non occorre conoscere i loro nomi!) premendo “ENTER” si attiva la modalità di trascinamento veloce dei motori, che consente di inquadrare  con velocità la stella desiderata, infine il sistema, diminuendo automaticamente  la velocità dei motori, chiederà di allineare con precisione la stella di nostra preferenza che poi dovrà essere confermata premendo il tasto “ALIGN”. Si dovrà  poi ripetere tale iter per altre due stelle ed infine il sistema, dopo un brevissimo periodo di tempo, richiesto per compiere i calcoli d’allineamento, confermerà la buona riuscita dell’operazione.

Nel corso delle varie serate, il  Celestron Nexstar 6 SE con l’oculare in dotazione, che fornisce 60X, non ha mai fallito il bersaglio: l’oggetto celeste era sempre visibile nel parte centrale del campo esibito. Soltanto “saltellando” dalle costellazioni situate a sud, a quelle a nord e viceversa, si percepiva una perdita di precisione, rivelata dalla visione dell’oggetto prescelto ai  bordi del campo dell’oculare. In questo caso era però sufficiente centrare nuovamente l’oggetto, attraverso i comandi della pulsantiera per ottenere nella ricerca successiva una migliore precisione. Un’operazione ancor più efficace consiste nella sostituzione di una stella, in precedenza utilizzata come allineamento, con una nuova. Di fatto ho ottenuto i migliori risultati avvalendomi sempre  di una stella nei pressi dell’ultimo oggetto celeste puntato.

il diagonale economico in dotazione al Nexstar 6che consiglio di sostituire con un valido accessorio da due pollici

Devo ricordare, inoltre, che per consentire al sistema automatizzato di operare al meglio delle proprie possibilità è doveroso curare il livellamento del treppiede facendo uso della piccola bolla in dotazione. Inoltre,  se la fase d’allineamento avverrà con un oculare capace di fornire un maggiore ingrandimento rispetto  a quello fornite dall’oculare di serie, potrete osservare per molto tempo,  senza avvertire la necessità di apportare delle regolazioni.

Il database è davvero infinito, ed è impossibile, sia a causa del medio diametro dello strumento che della qualità dei cieli, sempre maggiormente inquinati dalle luci artificiali, osservare tutto ciò che esso contiene: 40.000 oggetti, più altri 200 personalizzabili dall’utente. Comodissima la funzione “TOUR” che consente di osservare rapidamente tutti gli oggetti celesti più interessanti.
Grazie all’ottima pulsantiera ed al sistema “user friendly” il felice possessore di questo piccolo telescopio potrà osservare con profitto, nei limiti dell’apertura, decine e decine di oggetti celesti, magari nella breve pausa serale nel dopo-cena.

Sotto un cielo sub-urbano con magnitudine prossima alla quinta ho ammirato con molto profitto, M1, M13, M29, M31, M33, M35, M36, M37,  M37, M42 il doppio ammasso di Perseo e la nebulosa planetaria M57, situata nella costellazione della Lira: questi ci sono parsi gli oggetti più ammalianti concessi da soli 150mm di diametro. In ogni modo, è stato possibile percepire anche una dozzina di galassie, ed una serie innumerevole di stelle doppie.

Molto piacevole la visione della superficie lunare, avvenuta utilizzando uno sdoppiatore binoculare della William Optics che, grazie alla sua leggerezza, non ha inficiato particolarmente il sistema di inseguimento dei motori,seppur in questo caso, nella fase di ricerca degli ammassi stellari, vagando nel cielo, il  Celestron Nexstar 6 SE abbia perso un poco la sua notevole precisione.

Alcune levate all’alba mi hanno concesso di  ammirare il pianeta Saturno, che esibiva quasi tutti i dettagli osservabili all’interno dell’oculare utilizzato nel fratello maggiore d’otto pollici, con una differenza di luminosità esigua. Facendo uso del visore binoculare appena citato, ho paragonato la bellezza della visione ottenuta a quella  visibile in un rifrattore ED di 100mm d’ultima generazione,  seppur il fondo cielo risultasse leggermente più chiaro nel catadriottico, un sintomo intrinseco in tale schema ottico  fatto risaltare anche dalla ostruzione dello specchio secondario che è di ben 55mm. Ho calcolato l’ingrandimento massimo utile per tali visioni in circa 200 ingrandimenti.

Un’interessante funzione di questo nuovo telescopio è data dalla possibilità di comandare l’esposizione della propria fotocamera reflex attraverso la pulsantiera, ovviamente le nostre asserzioni sul peso e la stabilità poc’anzi citate, permangono, seppur mi sia parsa una caratteristica molto interessante, che va a sommarsi alla dotazione di serie del trattamento Starbright XLT, all’aggiornamento via internet della memoria flash e del controller dei motori, insomma, pare che i progettisti di Celestron, abbiano voluto dotare “il piccoletto” di vari confort.

In sintesi, giudichiamo questo telescopio utile per tutti gli astrofili che hanno poco tempo a disposizione da dedicare alle osservazioni. Non mi è parso un sistema molto valido per la fotografia a lunga posa, tuttavia, chi già possedesse una montatura equatoriale, potrebbe servirsi della forcella mono-braccio e delle potenzialità del sistema SkyAlign per ottenere delle proficue sessioni visuali.

L’ottica è molto luminosa, in proporzione al diametro e la compattezza del telescopio sono davvero eccellenti. Fattori negativi? Oltre al  lieve backlash di uno dei motori che ho avuto modo di riscontrare  nell’esemplare testato, cito l’impossibilita di montare alcuni diagonali da due pollici che potrebbero toccare contro la base e l’assoluta incapacità di avvalersi  manualmente del telescopio nel caso in cui dovesse venire a mancare l’alimentazione.

Piergiovanni Salimbeni
Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni — Giornalista e tester indipendente, fondatore di Binomania.it, con oltre 25 anni di esperienza nella valutazione di strumenti ottici e digitali. Offre recensioni pratiche e consulenze personalizzate per scelte di acquisto consapevoli.

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