Recensione William Optics Zenithstar 66ED e 105 ED TRIPLET APO

 Nel sito ufficiale dell’azienda americana William Optics si può leggere un’ottima premessa del fondatore ed attuale presidente William Yang, nella quale sono evidenziate le principali caratteristiche della nuova serie di telescopi “Zenisthar”. A quanto pare i progettisti hanno concepito questa serie di strumenti per l’astrofilo pendolare, che tenta di fuggire dall’ampio dilagare dell’inquinamento luminoso spostandosi sotto cieli più scuri.
Fra i vari telescopi realizzati, ha attirato la mia attenzione lo Zenithstar 66 ED  Triplet apo che mi è parso, almeno sulla carta, lo strumento ideale per queste genere di osservazioni “mordi e fuggi”.

La casualità delle circostanze, mi ha anche concesso di testare il nuovo rifrattore di 105 mm anch’esso dotato di  lenti ED, che era arrivato  in sede pochissimi giorni prima del mio contatto telefonico con il distributore italiano (attualmente UnitronItalia)

Quale occasione migliore se non provarli tutti e due?

N.B. Questo articolo è stato scritto nel 2005, per tale motivo i giudizi riguardanti la qualità ottica dei telescopi citati, sono da giudicare in base al periodo di produzione.

 
Zenithstar 66 ED Triplet apo

Questo rifrattore è davvero molto compatto, lungo solo 36 cm si può trasportare agevolmente grazie alla borsa di cordura personalizzata che la azienda americana offre di serie. Con il paraluce totalmente estratto la lunghezza si estende per altri 6 cm e seppur utilizzando un diagonale di due pollici ed estraendo totalmente il sistema di messa a fuoco, le dimensioni si mantengono abbondantemente sotto i 60 cm.

La circonferenza del tubo ottico è di 22 cm mentre quella del tubo di focheggiatura e di 15 cm. Di notevole precisione, mi è parso il suo sistema di scorrimento che, grazie alle manopole ben dimensionate e al pomolo di fissaggio.  offre una buona sicurezza pur montando accessori e fotocamere digitali discretamente pesanti, come ad esempio la Nikon D100. Innegabilmente in questa contingenza, la scorrevolezza sarà meno fluida.
Si è rivelata molto utile anche la possibilità di far scorrere il sistema di focheggiatura Crayford di 360 gradi, ideale sia per le fasi di ripresa che per le osservazioni visuali.

Immagine: la borsa e gli accessori in dotazione al piccolo Zenithstar 66 ED

In dotazione è presente una piccola slitta per l’installazione del telescopio sulle normali montature astronomiche. Due fori filettati, inoltre, consentono il montaggio sulle piastre fotografiche. Del resto il suo peso compatto, 1,7Kg, gli concede d’essere utilizzato con profitto anche sui comuni treppiedi fotografici.

Passo ora a descrivere lo schema ottico.
Si tratta di un sistema a tre lenti, spaziato in aria, con trattamento multi-strato su ogni superficie che la William Optics definisce ED APO.
Le immagini che fornisce, infatti, sono ottime e rappresentano con perfezione la realtà. Lo star test di questo piccolo telescopio si è rilevato ottimo, con  gli anelli del disco di diffrazione ben spaziati fra loro e un disco di Airy visibile  già in un oculare di 9 mm.

L’unico difetto potrebbe essere dato, per gli astrofili più esperti, dall’assenza di grani di collimazione  che consentirebbero una regolazione “casalinga” della cella.
La sua lunghezza focale è di soli 460 mm e di conseguenza il suo rapporto focale è pari ad F/7.
Esteticamente è piacevole: le parti dorate contrastano perfettamente con lo scafo ottico, peraltro perfettamente verniciato d’un nero molto lucido, così brillante da mostrare all’istante le impronte digitali di chi lo impugna.

Immagine: il rifrattore astronomico è compatto quasi come uno spotting scope



Chi utilizza i telescopi di medio-grande diametro, sa quanto sia noiosa la fase di installazione che precede quella osservativa. Con questo piccolo rifrattore, per un paio di settimane, ho tralasciato questa boriosa prassi.
Per le mere osservazioni visuali mi sono avvalso, di un robusto ma poco ingombrante cavalletto fotografico che mi ha concesso di montare dei pesanti oculari di due pollici senza generare controproducenti vibrazioni.

Ho analizzato lo Zenithstar 66 sia nell’osservazione astronomica che in quella naturalistica costatando come sia  in grado di prestarsi perfettamente ad entrambi i generi di osservazione.

Le immagini diurne sono luminose e contrastate il sistema di focheggiatura è molto preciso e non ho notato residuo cromatico; oltretutto il diagonale dielettrico fornito in dotazione dona una marcia in più, soprattutto grazie alla sua ottima luminosità. Lo specchio di questo diagonale è così perfetto, che la prima volta che ho rimosso i tappi non riuscivo a percepirne la presenza, pareva che l’azienda mi avesse inviato unicamente lo scafo ottico.

Immagine: un primo piano sul piccolo obiettivo da 66 mm di diametro

Ho provato a riprendere qualche volatile con un oculare DCL 28 della William Optics ed una Nikon Coolpix 995 e con una più moderna reflex  digitale: le immagini che ho ottenuto sono sempre state soddisfacenti, ovviamente non sto parlando di un tripletto alla fluorite, ma sembra che i progettisti abbiano trovato un ottimo compromesso tra la resa ottica e il costo progettuale. L’unica debolezza, in questo genere d’osservazioni, è in realtà un pregio per gli astrofili: la cura dei dettagli. Questa caratteristica lo rende uno strumento poco consono ad essere utilizzato in condizioni meteorologiche precarie, come spesso molto birdwatchers sono soliti fare. Pioggia e fango potrebbero comprometterne le prestazioni, in questo caso, meglio utilizzare uno strumento specifico. Per l’uso generico non esasperato però è ottimo.

Dubitavo di scorgere molto nell’osservazione lunare e planetaria, ma mi sono dovuto ricredere, il contrasto ottimo con un ortoscopico di 9mm si manteneva pressoché identico inserendo una Barlow apocromatica 2X.  Ritengo che l’ingrandimento limite si possa situare sui 150X, ovviamente i dettagli mostrati e il potere risolutivo non sono paragonabili a quelli offerti da strumenti di 100, 150 mm.
E’ stato molto divertente però mostrare a un paio di “colleghi” astrofili i dettagli marziani attraverso uno strumento più simile a un cercatore che a un telescopio per le osservazioni planetarie. A dire il vero, la prima volta che osservai il pianeta rossa, stentai a crederci anche io, mettendo a fuoco più volte. Il disco planetario era piccolo, ma ben contrastato e i dettagli superficiali erano evidenti, quasi paragonabili a quelli percepibili in un 80 mm.

Immagine: Luna ottenuta con il piccolo Zenithstar 66ED, scatto singolo

Parlare di cielo profondo con così pochi centimetri mi pare poco sensato, tuttavia l’ho ben apprezzato nell’osservazione di asterismi, di amassi stellari delle Pleiadi e delle Iadi, che a fine settembre iniziavano già a fare capolino sorgendo a nord est.
Grazie ad un oculare Televue Panoptic di 35mm il piccolo rifrattore fornisce un campo reale di ben 4.9°, pari a più del doppio del binocolo 25×100 che impiego per questo genere di osservazioni

 

Zenithstar 105 ED  Triplet apo

La famiglia Zenithstar presenta sì dei telescopi compatti e ben trasportabili, ma ciò non vuol dire che queste due caratteristiche non possano coincidere con delle alte prestazioni. Il nuovissimo Zenithstar 105 Ed Triplet Apo pare, infatti, un ottimo compromesso tra compattezza e performances.

Immagine: la grande valigia in dotazione che ospita lo Zenithstar 105 ED TRIPLET APO



Chiuso non supera i 60 cm, mentre con il paraluce estratto, il diagonale di due pollici e l’estrazione della corsa del fuocheggiatore posta al massimo non oltrepassa i 92cm. L’impressione visuale è quella di un telescopio compatto, ma con uno scafo ottico ben dimensionato e “muscoloso.

Un primo piano sull’obiettivo da 105 mm

In questo caso, la William Optics ha previsto una comoda valigia imbottita che ha dimostrato di resistere perfettamente ai continui trasporti che le abbiamo imposto nel corso del mese di settembre.
L’obiettivo è un tripletto Ed che William Optics definisce APO, l’analisi del disco di diffrazione stellare ha evidenziato un leggero residuo cromatico blu, visibile ad alti ingrandimenti, percepibile anche osservando, con ottimi oculari, il bordo della luna piena e una lieve differenza fra le immagini in intra ed in extra focale.


Lo scafo ottico riprende il colore della linea Zenithstar: nero, accompagnato da dettagli dorati; anche in questo caso, ci imbattiamo in un sistema di focheggiatura Crayford ben dimensionato, la circonferenza interna del  tubo  è di ben 21cm mentre quella dello scafo che lo contiene è  di 29 cm. Come se non bastasse è munito di una scala millimetrica per la misura dell’estrazione focale, che è visibile anche in condizioni di scarsa illuminazione utilizzando la classica pila a luce rossa.

Inoltre, come nel fratello minore, sono presenti le viti per il bloccaggio del sistema di messa a fuoco e della rotazione.  

Mi hanno anche ben impressionato gli anelli che contengono il tubo ottico, notevolmente sovra-dimensionati e robusti. La parte interna è rivestita con una fibra morbida in grado di prevenire i graffi,  nella fase di bilanciamento del tubo ottico, mentre il fissaggio è affidato a due  pomelli a sgancio rapido, pratici ed ergonomici. Nella parte superiore, invece, sono presenti delle filettature che permettono il montaggio d’altri strumenti od accessori.

 

Il peso del tubo ottico è pari a 3.7 kg, io l’ho installato su una montatura Sky-Watcher Eq6 ma i proprietari di supporti più leggeri potranno utilizzarlo con eguale profitto.

Immagine: Il William Optics Zenithstar 105 ED TRIPLET APO montato sulla Sky-Watcher EQ6

 

Le prestazioni ottiche di questo rifrattore sono di tutto rispetto e se si eccettua un lieve residuo cromatico sopraccitato ad alti ingrandimenti su oggetti celesti molto luminosi non fa rimpiangere un più costoso e performante obiettivo alla fluorite. Il trattamento anti-riflesso è molto efficiente, così come il sistema di diaframmi interni coadiuvato da una perfetta opacizzazione del tubo ottico.

La messa  a fuoco si è rilevata precisa e fluida, anche le viti di fissaggio svolgono alla perfezione il loro lavoro a patto di stringerle con decisione quando si fa uso d’accessori molto pesanti.

Il modello in prova non era dotato di cercatore, con un oculare a grande campo, ho potuto rintracciare gli oggetti celesti con discreta velocità, riteniamo però che con uno strumento di focale medio-alta, in questo caso pari ad F/7 sia indispensabile.

Immagine: il certificato di garanzia a corredo

Entrando nel vivo della prova, posso confermare che  la sensazione è stata quella che si può presumere da qualsiasi sistema a rifrazione di buona qualità: ossia delle immagini planetarie e lunari molto contrastate,  un’ottima puntiformità stellare  e una ridotta turbolenza focale.
A metà settembre  (anno 2005) osservando nei pressi del cratere Gassendi ho percepito alcune delle sottili rime e dei micro crateri che costellano il suo fondo, oltretutto era ben riconoscibile  la differenza d’albedo della colata lavica che,  scavalcando la cinta craterica posta a sud, ne ha colmato parte del fondo. Impiegando un oculare di 5mm, che forniva circa 150 ingrandimenti, ho esplorato il terrazzamento delle pareti interne del cratere Aristarcus.  Queste prestazioni, potrebbero concedere all’appassionato osservatore lunare di passare centinaia d’ore con uno strumento simile, senza dover necessariamente bramare un telescopio dal diametro superiore.

Le umide notti di settembre non hanno inficiato la resa dell’obiettivo di 105 mm che, grazie al paraluce estraibile si è mai appannato nel corso delle varie osservazioni.
Gradevole la visione del pianeta rosso che  ha rivelato  con facilità  delle zone che riusciamo a discernere a tratti con strumenti a riflessione dal diametro maggiore, come, ad esempio, la zona del Mare Sirenum.
In condizioni di seeing perfetto, un occhio ben allenato è in grado di percepire le sottili variazioni di colore che costellano la superficie marziana. È un vero peccato non aver potuto osservare i due pianeti più grandi del sistema solare, che mi avrebbero permesso di affinare ancor di più il nostro metro di giudizio.
La mia valutazione è favorevole, sempre proporzionalmente al diametro, anche nell’osservazione di stelle, ammassi e galassie.

Con un buon oculare di 80 gradi di campo, coadiuvato dall’eccellente luminosità del diagonale dielettrico, è stato un vero piacere spaziare la zona della costellazione del Cigno e della Lira a 1800 metri d’altezza.

La puntiformità delle immagini stellari e il campo di 3 gradi fornito da un oculare Televue Panoptic di 35mm. mi ha concesso di spaziare nella zona della via lattea e di ammirare condensazioni stellari, ammassi e nebulose. La luce raccolta non è molta, ma la visione d’insieme è sicuramente appagante. Le stesse sensazioni le ho appurate, navigando fra i vari ammassi stellari che circondando la costellazione di Cassiopea, ed il famoso doppio ammasso di Perseo.

Che dire? Questi due strumenti della serie Zenithstar mi sono piaciuti il piccolo 66ED si è rilevato impareggiabile per la compattezza e la sua attitudine “tutto fare”, pare un ottimo acquisto per l’astrofilo pendolare, ma anche per l’astro-fotografo che potrà utilizzarlo  come strumento guida per telescopi di medio diametro o come obiettivo a focale fissa per le fotocamere Reflex digitali e analogiche.
Il 10 5mm. invece, grazie alle sue maggiori prestazioni è in grado di soddisfare l’osservatore lunare e planetario, consentendo nella fase di ripresa sia digitale che analogica una maggiore luminosità ed una robustezza paragonabile a sistemi a rifrazioni più costosi.

 

Disclaimer

Questo articolo è stato scritto nel 2005, per tale motivo i giudizi riguardanti la qualità ottica dei telescopi citati, sono da giudicare in base al periodo di produzione. Binomania non è un negozio, in questo sito troverete unicamente recensioni di prodotti ottico sportivi, fotografici e astronomici che sono concessi in visione dalle aziende del settore. Le eventuali vendite nel mercatino sono delle eccezionalità o sono prodotti di collaboratori o lettori. Le mie impressioni sono imparziali come è dovere di ogni giornalista e non ho alcuna percentuale di vendita sull’eventuale acquisto dei prodotti. Per questo motivo, qualora voleste acquistare o avere informazioni su eventuali variazioni di prezzo o novità, vi consiglio di visitare il sito ufficiale di UnitronItalia, cliccando sul banner che rappresenta l’unica forma pubblicitaria presente in questo articolo. Grazie.

 

 

 

 

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