Messa a fuoco interna o esterna?

Negli ultimi anni, una delle domande piu’ frequenti ricevute dai lettori di Binomania riguarda il sistema di messa a fuoco dei binocoli. E’ meglio la messa a fuoco interna o quella esterna? Prima di scrivere la mia opinione, penso sia utile riassumere brevemente cos’è la focalizzazione e in che modo è possibile ottenerla. 

Inizio con lo scrivere che la focalizzazione è la capacità di ottenere delle immagini nitide grazie allo spostamento meccanico di (alcuni) elementi del treno ottico.  Esistono due tipi di focalizzazione, quella esterna e quella interna.

FOCALIZZAZIONE ESTERNA

La focalizzazione esterna è utilizzata sui binocoli con prismi di Porro (non tutti). Si attua grazie alla presenza di un carrello che trascina in alto o in basso gli oculari. Il lato positivo è la economicità della soluzione. I lati negativi sono molteplici:

  • I carrelli economici flettono e questo  problema può generare scollimazione
  •  Durante la fase di spostamento viene aspirata e estratta non solo l’aria esterna ma anche piccole particelle di polvere e umidità. I possessori di alcuni teleobiettivi zoom (a pompa) comprendono bene tale problematica 
  • Anche i prodotti piu’ pregiati – che beneficiano di una eccellente meccanica (Nikon EII, Nikon SE, Swarovski Habicht) non saranno mai totalmente impermeabilizzati.
  • Le parti meccaniche tendono a usurarsi di più, poiché sono esposte maggiormente ai fenomeni atmosferici
Immagine: un primo piano sul carrello centrale che sposta gli oculari del NIkon E II

E’ possibile risolvere questo problema  utilizzando degli oculari con un sistema di messa a fuoco su ogni oculare ma nel contempo si perde la facilità di inseguimento dei soggetti a breve-media distanza. I binocoli che utilizzano questa tecnologia sono principalmente i binocoli nautici, quelli militari e quelli astronomici. 

Immagine: il binocolo astronomico Oberwerk BT-100XL-SD propone una messa a fuoco singola su ogni oculare, come è prassi in questo settore

 

Qualche azienda propone dei binocoli con prismi di Porro con messa a fuoco singola su ogni oculare, che definiscono “sempre a fuoco”, quando, in realtà, sfruttano l’accomodamento visivi dei proprietari e la profondità di campo dei binocoli che ricordo è pari al quadrato dell’ingrandimento. All’atto pratico, un ipotetico 8×30 a fuoco fisso avrà una totale profondità di campo a partire da 64 m, tuttavia grazie all’accomodamento visivo, si potrà avere una discreta percezione dei dettagli anche sui 20-30 metri, ma alla lunga, la visione con questi binocoli sarà faticosa.

 

FOCALIZZAZIONE INTERNA

Immagine: Zeiss Victory HT e Zeiss Victory SF possiedono ovviamente una messa a fuoco interna
Immagine: Opticron è stata una delle poche aziende a proporre un prismi di Porro con messa a fuoco interna

I binocoli con messa a fuoco interna hanno due pregi principali. Di solito consentono una messa a fuoco piu’ breve, inoltre sono completamente impermeabilizzati. Grazie alla presenza di O-ring i costruttori evitano lo scambio di aria con l’esterno ma anche l’umidità e la polvere.  L’unico lato negativo è il maggior costo di produzione, vista  la presenza di micro-meccanismi che spostano gli elementi interni. 

Un altro lato positivo della messa a fuoco interna è la maggior durata dei componenti, giacché non sono soggetti alle intemperie, agli urti e a materiali usuranti come la sabbia o la salsedine. La focalizzazione interna è utilizzata su tutti i binocoli con prismi a tetto, anche se talvolta, il costruttore puo’ decidere di inserirli nei binocoli con prismi di Porro. Ricordo ad esempio il compianto Minox BD 8×44 BP, oppure l’Opticron HR 8×42 WP.
 

Con questo sistema di focalizzazione è utile (ma non necessario) riempire l’interno dello scafo ottico con azoto, argon o altri gas. In questo caso sarà possibile evitare la formazione di condensa interna, dovuta dall’aria umida che potrebbe insinuarsi dentro il binocolo. Alcuni binocoli concepiti nella Seconda Guerra Mondiale ovviavano a tale problema, prevedendo dei piccoli alloggiamenti per il silica gel.

Immagine: uno spaccato dello Zeiss VIctory FL, dove è visibile anche il meccanismo interno che fa spostare un elemento ottico che consente la focalizzazione



COMPENSAZIONE DELLE DIOTTRIE

E’ comune in entrambi i sistemi ma può essere concepita in modo differente. Di solito i progetti piu’ economici prevedono una semplice ghiera sull’oculare destro, il range di regolazione è usualmente compreso tra +/- 4D, ma ci sono prodotti piu’ economici che non superano le tre diottrie.
Due soluzioni piu’ pregiate prevedono la presenza di una ghiera integrata nei pressi della manopola centrale (come ad esempio lo Swarovski EL o lo Zeiss Victory SF) oppure nella parte opposta del rotore di messa a fuoco (come ad esempio, lo Zeiss Victory Pocket)

QUALE PREFERIRE?

Nella maggior parte dei casi è una scelta dettata dal budget di acquisto. Chi preferisce le soluzioni economiche acquisterà spesso dei binocoli con prismi di Porro dotati di carrello centrale, in altri casi, invece, in base al settore prediletto, sarà utile preferire una messa a fuoco singola su ogni oculare per garantire una perfetta stabilizzazione ( osservazione nautica) oppure una messa a fuoco piu’ minuziosa (osservazione astronomica)
Attualmente nel birdwatching e nell’attività venatoria gli appassionati piu’ esigenti acquistano performanti binocoli con prismi a tetto che tra i vari lati positivi, propongono messe a fuoco interne, sempre piu’ precise e performanti.

 

SOSTIENI IL MIO LAVORO DA GIORNALISTA INDIPENDENTE Contribuendo e diventando un sostenitore di BINOMANIA.it, mi aiuterai a mantenere gratuiti tutti i contenuti. Scegli la tua donazione. Grazie anticipatamente