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Binocolo FARVISION BKSSH 20 x 50 dopo otto anni di utilizzo – Stabilizzazione eterna e tecnologia russa

14 Febbraio 2024 by Piergiovanni Salimbeni

SOMMARIO

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  • PREMESSA
  • LA STORIA DI FARVISION
  • I BREVETTI DELLA FARVISION
  • I PREGI DEI BINOCOLI STABILIZZATI
  • MECCANICA E SISTEMA DI MESSA  A FUOCO
  • PRESTAZIONI OTTICHE
    • Aberrazione cromatica
  • SISTEMA DI STABILIZZAZIONE
  • VARI SISTEMI DI STABILIZZAZIONE
  • PREGI E DIFETTI
    • Pregi
    • Difetti
  • IN SINTESI

PREMESSA

Oggi vorrei proporvi le mie impressioni riguardo un binocolo stabilizzato un po’ particolare prodotto in Russia qualche anno or sono e utilizzato anche dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta del Farvision BKSSH 20 x 50. Lo sto utilizzando da ormai 8 anni; all’epoca costava circa 2500 dollari e, visto che alcuni lettori mi hanno scritto chiedendomi di presentare le mie impressioni  ho deciso di creare un video specifico.

Prima di iniziare vi propongo di iscrivervi  gratuitamente al canale YouTube   e di venire a trovarmi su:

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https://www.termicienotturni.it Il sito web dedicato alle recensioni di strumenti ottici e digitali per la visione notturna

LA STORIA DI FARVISION

L’azienda (LLC) Farvision costruiva prodotti ottici per uso civile, nei settori caccia, pesca e osservazione naturalistica. Nei primi anni del Duemila, grazie alla collaborazione con l’Engineering Center del National Research Nuclear University della MEPHL, è stato creato un reparto specifico denominato FARVISION LAB. All’interno di questo reparto collaborano vari esperti di tecnologia ottica ed elettronica provenienti da quella che sembra essere una delle migliori università russe. Questo centro di studi vantava più di settant’anni di esperienza in questo genere di ricerche.
Pare, inoltre, che Farvision fosse altamente specializzata nell’area della progettazione ottica, nel ramo della tecnologia a infrarossi e termica, nella progettazione di dispositivi multi-spettrali combinati, nella progettazione e ideazione di sistemi di stabilizzazione d’immagine e nel design industriale. Parlo al passato perché non sono più riuscito ad avere contatti con i referenti di Farvision già dal 2019 e le mie ricerche non hanno portato a risultati; anzi, se qualche lettore avesse notizie sulla possibile attuale attività di Farvision, lo prego di avvisarmi. Ho provato a controllare il rilascio delle patenti in questo settore aventi come oggetto Farvision e confermo di averne trovate molteplici: dalla stabilizzazione ottica alla creazione di prodotti ottici (Night and Day) sino al settore delle scansioni termiche.

FIG.1 – Il binocolo FARVISION 20×50 nel suo habitat ideale

I BREVETTI DELLA FARVISION

In rete è possibile trovare riferimenti riguardanti i due brevetti registrati da Farvision.

Brevetto per l’invenzione del “Sistema binoculare con stabilizzazione dell’immagine” № 2229149 del 17.06.2003
Brevetto per l’invenzione del “Sistema binoculare con stabilizzazione dell’immagine” № 2472191 del 18.07.2011

I PREGI DEI BINOCOLI STABILIZZATI

Un binocolo stabilizzato di alto ingrandimento può essere superfluo per molte persone, ma letteralmente vitale o indispensabile per altri appassionati o professionisti in vari settori. Si ripongono tranquillamente in uno zaino, possono essere trasportati praticamente ovunque, sono robusti e impermeabili e, all’occorrenza, forniscono prestazioni veramente eccezionali. Basti solo pensare che con questo binocolo riesco a monitorare l’attività di un branco di cinghiali che si spostava su alcuni canaloni di una montagna distante circa 6 km dalla mia casa, il tutto comodamente dal terrazzo, seduto su una sedia a sdraio, in pace e tranquillità.

 

MECCANICA E SISTEMA DI MESSA  A FUOCO

Il FARVISION BKSSH 20 x 50 d’altra parte, è spartano nelle forme e ha dimensioni importanti, ma lo preferisco per ergonomia e bilanciamento rispetto ad altri binocoli. Come di consueto, ho dedicato qualche minuto a misurarli e pesarli con la bilancia elettronica. è lungo 21 cm, largo 16 cm e pesa 1150 g senza i tappi con l’anello di fissaggio che si aggancia allo scafo. Il Farvision s’impugna molto bene grazie alle zone laterali rifinite con un’ampia zigrinatura. Osservando in alto, l’incavo fra questa zona e quella degli obiettivi permette di incastrare perfettamente il mio palmo delle mani ottenendo così una presa molto sicura. È realizzato in una custodia in plastica ad alto impatto, ben protetta da danni meccanici, polvere e umidità. Vale anche la pena notare che il binocolo funziona in un ampio intervallo di temperature compreso tra -40°C e +50°C..

Relativamente al sistema di messa a fuoco C’è poco da dire: Il FARVISION BKSSH 20 x 50 presenta un sistema di messa a fuoco singolo che è robusto, affidabile e di concezione militare. Sui lati positivi di tale sistema  ho discusso per anni, sia su Binomania, sia sul forum, sia durante gli eventi fra appassionati. Meno meccanica interna c’è e meno il binocolo si rompe; inoltre, è più facile ottenere una messa a fuoco precisa, facendo ruotare un oculare, che con uno o più elementi ottici interni assistiti da vari micro-ingranaggi. Di contro, è quasi impossibile osservare dei soggetti in rapido avvicinamento o allontanamento. Conosco almeno una dozzina di persone che non guarderebbero mai attraverso un binocolo con messa a fuoco singola, poiché ritengono imprescindibile l’uso della messa a fuoco centrale durante le osservazioni naturalistiche. Inoltre, questo sistema ha dimostrato di funzionare molto bene anche a basse temperature.

FIG.2 – Ottima ergonomia e un sistema di stabilizzazione che non necessita di alimentazione

Con il mio visus, sono riuscito a mettere a fuoco con il Farvision soggetti posti a circa dieci metri di distanza. La percezione della tridimensionalità durante l’osservazione con il binocolo dipende prevalentemente dalla distanza degli obiettivi in rapporto al loro ingrandimento: maggiore è la distanza, maggiore è l’amplificazione di questa sensazione, e il Farvision mostra, a breve e media distanza, una tridimensionalità ottima; del resto, i due obiettivi russi distano fra loro 4 cm. Relativamente agli oculari, il binocolo Farvision beneficia di una estrazione pupillare pari a 11 mm e consente, anche a chi possiede una piccola distanza inter-pupillare, di accostare perfettamente gli occhi agli oculari senza il rischio di incastrare il naso nel binocolo. Il FARVISION BKSSH 20 x 50 mostra una tonalità calda che potrebbe infastidire il birdwatcher, ma anche risultare vincente nelle condizioni di alto contrasto o in presenza di foschia. Gli amanti delle ottiche militari, invece, troveranno in questo prodotto una tonalità del colore molto familiare.

PRESTAZIONI OTTICHE

Il suo campo apparente è molto elevato, 70°, tuttavia, nelle osservazioni astronomiche, le stelle degradano da circa il 70-75% del campo di vista. Osservando la Luna piena nel Farvision BKSSH 20 x 50, compare un’immagine fantasma, mentre il bordo lunare presenta un forte residuo cromatico blu-verde. Ho riscontrato, invece, un problema durante l’osservazione delle stelle con il Farvision BKSSH 20 x 50: più si punta verso lo zenith, più le stelle si deformano, tipo astigmatismo. Esemplificando, posso dire che, osservando la stella Sirio sorgere a Est, il problema non si pone; inquadrando più in alto la stella Aldebaran, con la stabilizzazione attivata, la stella si deformava, come a formare un piccolissimo trattino, e il peggioramento si manifestava ancor di più puntando la stella polare. Ho fatto varie prove da entrambi i tubi ottici, osservando anche con un occhio la volta e compiendo decine di panning in verticale, ed effettivamente l’esemplare che ho in prova pare possedere questa caratteristica. Molto probabilmente si tratta di una forma di compensazione del sistema magnetico quando i prismi sono puntati verso l’alto.  Inoltre, l’esemplare arrivo’ leggermente scollimato e decisi quindi di farlo collimare. Purtroppo dopo questa operazione comparve un ulteriore problema: alzando il binocolo verso lo zenith la stabilizzazione tende a scattare. Credo che questo problema possa dipendere dai due alloggiamenti conici che possiedono delle aperture che servono senz’altro ad attivare il sistema magnetico. Presumibilmente devono essere inseriti in una posizione specifica. Attualmente non usandolo in astronomia non sento la necessità di farlo riaprire e controllare, tuttavia rispetto a quanto riferitomi da Kevin Busarow di Oberwerk, che li ha distribuiti negli USA per qualche anno, tale problema non è caratteristico della stabilizzazione ottenuta da Farvision che funziona alla perfezione anche se puntata verso l’alto.

FIG.3 – Il binocolo della Farvision utilizza ottiche acromatiche da 50 mm di diametro

Aberrazione cromatica

Sto descrivendo le prestazioni di un  binocolo acromatico ad alto ingrandimento ma dal corto rapporto focale. Per tale motivo  mostra ovviamente un po’ di aberrazione cromatica. Osservando panorami innervati o in controluce, nel binocolo russo, si può sempre notare un alone spurio verde-bluastro intorno alle sagome degli oggetti inquadrati. La tonalità calda del Farvision BKSSH 20 x 50, nella maggior parte delle condizioni osservative, sembra fornire un buon contrasto.

 

SISTEMA DI STABILIZZAZIONE

 

Il sistema magnetico-inerziale della Farvision consente una ottima stabilizzazione, un alta correzione  pari a 6° + – di scostamento e non richiede alimentazione.
I russi dichiarano che è più robusto e waterproof rispetto al sistema utilizzato nel notissimo Zeiss 20x60S. Prediligono questo metodo sui binocolo ad alto ingrandimento asserendo che non esiste nulla di meglio sia per il minor prezzo di acquisto sia per la totale assenza di manutenzione. Purtroppo non ho avuto la possibilità di fare una comparativa, ma mi sto organizzando a riguardo. In effetti nell’utilizzo pratico è impressionante la capacità di stabilizzare  le oscillazioni di questo binocolo. Ho provato ad osservare varie volte dei caprioli al tramonto mentre un amico guidava su una disagevole strada sterrata. L’oscillazione lenta, caratteristica di tale sistema magnetico consentiva di osservare dettagli impossibili da percepire  in altri stabilizzati che non era in grado di compensare la guida sulle buche. Penso potrebbe essere anche un ottimo binocolo per uso nautico o per gli elicotteristi. Insomma un prodotto tutto-fare ma piu’ specializzato nel settore terrestre-militare.

 

VARI SISTEMI DI STABILIZZAZIONE

Al mondo ci sono tre principali sistemi di stabilizzazione: quello giroscopico classico, il sistema giroscopico Canon con prismi ad angolo variabile (V.A.P.) e quello meccanico.

Il sistema giroscopico, utilizzato ad esempio nei binocoli Fujinon, Nikon e Bushnell, si ottiene collegando al prisma un motore dotato di giroscopio che funziona ad altissima velocità. I suoi pregi sono la capacità di stabilizzare molto bene le vibrazioni, anche quelle causate da spostamenti molto rapidi. Tuttavia, richiede l’uso di batterie e non può distinguere quando lo scostamento dipende da una mera vibrazione o da uno spostamento intenzionale come il panning.

FIG.4 – Il FARVISION comparato al CANON 18×50 IS

Il sistema “Vari Angle Prism” CANON impiega costantemente giroscopi che in combinazione con un sistema di prismi ad angolazione variabile posizionati tra la lente anteriore e il prisma principale, lavorano per compensare e correggere le vibrazioni esterne. Quando i sensori giroscopici interni individuano movimenti verticali o orizzontali, dirigono i prismi per garantire visualizzazioni e panoramiche più fluide. Un microcomputer, dotato di algoritmi proprietari, ottimizza ulteriormente il funzionamento del sistema di stabilizzazione dell’immagine, contribuendo a ridurre i tempi di avvio e a migliorare l’efficienza energetica complessiva.  Il sistema VAP è costituito da due lenti collegate da un soffietto flessibile in resina. Lo spazio tra le lenti contiene un liquido trasparente con le stesse caratteristiche di rifrazione del vetro. Normalmente, la luce attraversa il VAP senza cambiare direzione. I segnali elettrici dei chip creano campi magnetici, a loro volta, spingono o tirano una piastra metallica su cui sono montate le lenti.  Le bobine mobili allargano o restringono diverse aree della camera piena di liquido in modo che la luce colpisca il VAP in un angolo specifico. L’ampiezza dell’angolo è calcolata elettronicamente in modo tale che i raggi che attraversano il VAP vengano rifratti con precisione per riportare i fasci luminosi sul percorso corretto. Questo sistema non supera 1° di stabilizzazione.

Il Farvision BKSSH 20 x 50, invece,  è dotato di un sistema meccanico magnetico “inerziale” di stabilizzazione, attivabile modificando la posizione della leva situata nella parte inferiore del corpo. Lo strumento non genera rumore acustico durante il funzionamento, non distrae e non smaschera l’osservatore. È possibile condurre un’osservazione panoramica senza perdita di qualità dell’immagine. Come anticipato, stabilizza 6°

Anche Zeiss ha proposto un sistema  meccanico a corredo dello Zeiss 20x60S, con snodo cardanico e dotato di ammortizzatori magnetici, si attiva senza rumore e non richiede batterie. Questo sistema è decisamente costoso ma corregge scostamenti di poco superiori ai 3 secondi di arco.

FIG.5 – In questa immagine è visibile la leva per l’attivazione del sistema di stabilizzazione

PREGI E DIFETTI

Pregi

  • Sistema di stabilizzazione magnetico privo di alimentazione e molto performante
  • 20x facilmente gestibili
  • Ottimo campo apparente

 

Difetti

  • Estrazione pupillare di soli 11 mm
  • Aberrazione cromatica evidente
  • Perdita di nitidezza verso i bordi del campo
  • Dovrei verificare nuovamente la posizione dei componenti interni che limitano le osservazioni allo zenith dopo la collimazione

 

IN SINTESI

Nel corso di questi otto anni ho apprezzato il suo sistema di stabilizzazione sempre pronto, rapido e senza bisogno di alimentazione a batteria. I gradi di compensazione sono   elevati e il suo “dolce ondeggio” rappresenta un buon compromesso per sfruttare a mano libera i venti ingrandimenti. Certamente avrei preferito possedesse una qualità ottica migliore e una resa ai bordi se non simile ai Canon, quanto meno, apprezzabile.

Restano alcune considerazioni da fare, come il possibile degrado della stabilizzazione quando si guarda verso lo zenith che potrebbe dipendere dall’intervento di collimazione successivo ( all’epoca lo inviai subito a riparare prima di approfondire la resa nell’osservazione astronomica)  e l’estrazione pupillare, che potrebbe essere un po’ limitante per chi indossa  gli occhiali .In ogni caso, il Farvision BKSSH 20 x 50 si è dimostrato un binocolo robusto, praticamente eterno, che grazie alle sue prestazioni di grado militare e alla sua rarità ha suscitato e sta suscitando sempre piu’ l’interesse dei collezionisti. Non passa ,infatti, mese che qualcuno non mi contatti per l’acquisto.

Piergiovanni Salimbeni
Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni — Giornalista e tester indipendente, fondatore di Binomania.it, con oltre 25 anni di esperienza nella valutazione di strumenti ottici e digitali. Offre recensioni pratiche e consulenze personalizzate per scelte di acquisto consapevoli.

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