Rifrattore TECNOSKY OWL 150 APO F/8 – Il rifrattore da sei pollici che molti astrofili stavano aspettando

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PREMESSA

Il rifrattore astronomico TECNOSKY OWL 150 APO F/8 si presenta come una stimolante novità nel panorama dell’astrofilia italiana. Lo scorso novembre, ho avuto il privilegio di osservare Giove attraverso il primo esemplare giunto in Italia durante la Notte dei Lunghi Tubi, un evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Astronomica Mirasole di Opera. La curiosità suscitata da questa  mia esperienza, poi condivisa nel video reportage, ha portato molti appassionati a chiedermi informazioni dettagliate sul telescopio, spingendomi a contattare Giuliano Monti di Tecnosky per richiedere la possibilità di testare un esemplare per un periodo significativo.

Nel corso di questa recensione, mi propongo di esporre in dettaglio le caratteristiche tecniche, i pregi e i difetti del TECNOSKY OWL 150 APO F/8 . Il prezzo ufficiale per il mese di marzo 2024 è di 3390 euro IVA inclusa. Posso affermare, senza esitazione, che il Rifrattore TECNOSKY OWL 150 APO F/8  rappresenta un investimento assolutamente valido. Attraverso questa recensione e il video associato, illustrerò le ragioni che mi hanno portato a trarre questa conclusione.

 

 

DATI TECNICI DICHIARATI DALLA CASA MADRE

 

Diametro (mm) 150
Schema ottico Doppietto  spaziato in aria
Vetri utilizzati FPL53 – Lantanio
Lunghezza focale (mm) 1200
Rapporto focale F/8 
Ingrandimento massimo suggerito N.D
Focheggiatore A cremagliera da 3.5″ con riduttore da 2 pollici e 31.8
Strehl Ratio da certificato ottico allegato: 0.98
Peso OTA (g)  senza culla e cercatore: 
Cercatore di serie N.D.
Distributore ufficiale per l’Italia TECNOSKY
Prezzo in Euro 3390  IVA INCLUSA – Febbraio 2024

 

ACCESSORI IN DOTAZIONE

Il Rifrattore TECNOSKY OWL 150 APO F/8 è  fornito con una serie di accessori essenziali, tra cui una culla con maniglia e un supporto per il cercatore. La scatola di imballaggio è progettata con cura e offre un materiale protettivo sagomato che assicura la sicurezza del telescopio durante il trasporto, prevenendo danni accidentali. Inoltre, è incluso un certificato ottico che attesta il controllo e la qualità dello strumento, confermando la sua affidabilità e  le prestazioni ottiche.

FIG.1 – Il rifrattore TECNOSKY OWL 150 APO F/8 installato sulla NEQ6

MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO

Le prime impressioni dopo l’apertura dell’imballaggio sono state estremamente positive. Il design classico e le rifiniture di alta qualità hanno immediatamente catturato la mia attenzione. Dal punto di vista meccanico, l’intubazione è impeccabile, con diaframmi interni disposti con precisione e criterio. L’interno del tubo è stato adeguatamente annerito con vernice nera opaca, mentre l’esterno presenta una verniciatura bianca che non solo conferisce un aspetto professionale al telescopio, ma testimonia anche l’attenzione ai dettagli da parte dei costruttori. La vernice è stata applicata con grande cura, senza difetti o sbavature, rendendo il telescopio paragonabile a rifrattori di fascia di prezzo superiore. E’ principalmente di colore bianco, con inserti anodizzati rosso e nero.

Il paraluce retrattile è un’aggiunta apprezzabile, e l’idea di raffigurare un gufo attraverso una stilizzazione moderna sul tappo copri obiettivo è  particolarmente gradevole. Anche se in questo esemplare è presente soltanto un adesivo, Giuliano Monti mi ha confermato che nella produzione di serie il gufo sarà serigrafato. La culla inclusa nel prezzo è di ottima qualità, dotata di una piastra Losmandy e pomelli per un rapido serraggio ottimizzati con anelli in materiale polimerico di protezione.

FIG.2 – La culla in dotazione è robusta e ben realizzata

La presenza di una maniglia sulla parte superiore della culla semplifica notevolmente l’installazione sulla montatura. Inoltre, la culla è dotata di cinque filettature per il collegamento di strumenti e accessori aggiuntivi. Si nota poi l’utilizzo di viti e pomelli ben godronati e spesso sovra-dimensionati, una caratteristica di pregio, rispetto a molte intubazioni più’ dozzinali.

FIG.3 – Come notate le rifiniture sono ottime

Ho installato il tubo ottico sulla mia montatura Sky-Watcher NEQ6 ottimizzata con kit Geoptik senza bisogno di assistenza, sollevando il tubo con una mano e stringendo i pomelli con l’altra. Il peso stimato dalla mia bilancia elettronica, esclusi tappo, cercatore e culla, è di 9135 grammi. Con il paraluce esteso e il focheggiatore non retratto, la lunghezza del telescopio è di 110 cm, estendendosi a 142 cm con il paraluce e il tubo focheggiatore alla massima estensione consentita. Questo conferma ulteriormente la facilità di gestione di un doppietto rispetto a un tripletto, che nella configurazione da 6 pollici sarebbe decisamente più pesante e meno facilmente maneggiabile da una singola persona.

FIG.4 – La maniglia consente una rapida e facile gestione del tubo ottico senza particolari problemi

Parlando sempre dei dettagli rispetto a strumenti nella stessa fascia di prezzo e disponibili sul mercato solo un lustro fa, ho particolarmente apprezzato la meccanica del fuocheggiatore. Ha un diametro di 3.5″ e una estensione del tubo ottico di 95 mm. È possibile ruotare le sue componenti sia vicino al collare di serraggio degli oculari che nei pressi della flangia di raccordo con il tubo ottico. Questa caratteristica consente una regolazione precisa e un rapido bilanciamento del telescopio durante la mera osservazione visuale e le sessioni fotografiche. Il fuocheggiatore è dotato di un sistema di demoltiplica che si è rivelato fluido e preciso, in grado di sostenere senza problemi un diagonale a specchio da 2 pollici con un oculare da 38 mm o una reflex Full Frame con battery pack integrato. I movimenti ,infatti, sono privi di impuntamenti e si riesce a dare la corretta tensione e scorrevolezza avvalendosi dei grani di regolazioni, le manopole sono grandi, zigrinate e ottimamente utilizzabili anche con i guanti invernali. 

FIG.5 – Un primo piano sul sistema di messa a fuoco

Nel caso in cui gli utenti più esigenti necessitino di una regolazione più accurata, è possibile ottenere ciò tramite le varie viti presenti nella zona del sistema di messa a fuoco. L’adattatore da due pollici a 31.8 mm è dotato di un sistema di serraggio a collare con vite maggiorata.

OTTICA

Obiettivo

Come confermato da Tecnosky, il doppietto  spaziato in aria è stato realizzato utilizzando vetri FPL-53 e Lantanio. Posso confermare senza esitazione che per l’uso prettamente visuale lo considero tranquillamente un rifrattore apocromatico anche se vi invito ad analizzare nella video recensione alcune riprese effettuata con la mirrorless su soggetti molto ostici . La cella è costruita con cura e non ho notato differenze evidenti nelle prestazioni anche durante il calo notturno delle temperature. Il telescopio si ambienta abbastanza rapidamente, tenendolo in una stanza senza riscaldamento e portandolo all’esterno ho sempre percepito ottime immagini di diffrazione dopo circa 30-40 minuti.  Le immagini, anche durante il giorno, forniscono una resa dei colori brillante e neutra, così come  la superficie lunare  che mostra toni estremamente naturali. È indubbiamente un doppietto capace di offrire prestazioni eccellenti quando utilizzato con attenzione, correttamente ambientato e associato a oculari di alta qualità.

FIG.6 – Un primo piano sul doppietto da sei pollici

STAR TEST  e SNAP TEST 

Per questa prova, ho esaminato il disco di diffrazione senza l’uso di un diagonale, utilizzando un tubo di prolunga. Ho impiegato un oculare MC ABBE Takahashi da 4 mm (300x). Inizialmente, ho puntato una stella artificiale Geoptik nel giardino di casa, posta a 90 metri dallo strumento, e successivamente ho diretto l’osservazione verso la stella Capella, ancora ben alta in cielo alle ore 20.

La prima impressione è stata l’ottima puntiformità del disco di Airy. L’immagine in intrafocale si è rivelata nitida con anelli ben spaziati, uniformi e privi di luce diffusa. Si percepisce solo una leggera diffusione di luce in extrafocale, mantenendo comunque visibili gli anelli di diffrazione. Ho riscontrato una leggera sotto correzione nella sferica per tale rapporto focale. In intra-focale, l’anello esterno mostra una lieve aberrazione cromatica di colore blu, mentre in extra-focale si percepisce un leggero alone verde. Tuttavia, le immagini a fuoco risultano prive di cromatismo residuo.

Considerando il rapporto focale e la fascia di prezzo di questo doppietto, ritengo che fornisca una resa ottica molto soddisfacente. Lo Snap Test, come anticipato, ha dimostrato un punto di fuoco univoco sia a medi ingrandimenti che a ingrandimenti superiori ai 300X.

TESTO INTERFEROMETRICO (sistema ZYGO)

Come evidenziato dal test fornito dal costruttore, questo telescopio presenta una Strehl ratio pari a 0.983, un valore eccellente che conferma le prestazioni osservate sul campo. È importante anche considerare i valori RMS (Root-Mean-Square), che rappresentano una stima dell’errore medio su tutta la superficie, e il Picco-Valle (PV). La mia esperienza pratica mi ha insegnato che, mentre il PV evidenzia difetti macroscopici più evidenti, l’RMS è più difficile da verificare nelle serate medie, magari osservando la Luna o le stelle doppie, ma incide significativamente sul contrasto dei dettagli planetari più flebili. Pertanto, per gli appassionati delle osservazioni planetarie, è consigliabile fare affidamento sui valori RMS più che sul PV per valutare le prestazioni ottiche di un telescopio. Detto ciò’ un valore RMS pari a 0.019, mi pare una caratteristica molto interessante in un telescopio in tale fascia di prezzo e rapporto focale.

FIG.7 – Il test interferometrico fornito dal costruttore

TRATTAMENTO ANTI-RIFLESSO

Il trattamento FMC (Fully Multi-Coated), come dichiarato dal costruttore, implica l’applicazione di più strati di rivestimento antiriflesso su tutte le superfici ottiche al fine di ridurre al minimo le riflessioni indesiderate e massimizzare la trasmissione della luce attraverso il sistema ottico. Questo trattamento si manifesta con una piacevole e classica tonalità verde. È importante notare che, se confrontato con il rinomato trattamento ZEISS presente sul mio spotting scope Harpia 95, il trattamento FMC ha mostrato una leggera inferiorità nella prevenzione dei riflessi. Tuttavia, è significativo considerare che il prezzo dell’ Harpia con obiettivo Ultra FL da 95 mm è notevolmente più elevato, attestandosi a 4670 euro.

OSSERVAZIONE PRATICA

E ‘giunto il momento di estrapolare qualche osservazione dal mio diario osservativo. Per motivi di brevità citerò solo quello che ritengo più rilevanti.

FIG.8 – Un primo piano sulla barra porta accessori che aumenta anche la funzione primaria della culla

Data: 13 febbraio dalle ore 18:30 alle ore 20:00
Seeing: Pickering 6
Trasparenza: buona
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6 , diagonale prismatico Takahashi, oculari Takahashi TPL

“Durante l’osservazione lunare avvalendomi di  oculari fino a 6 mm di focale, ho purtroppo riscontrato una turbolenza atmosferica che ha influenzato parzialmente la qualità delle immagini. Tuttavia, ho notato che nonostante i bassi ingrandimenti, la superficie lunare presentava una tonalità neutra, senza alcuna aberrazione cromatica evidente sui picchi luminosi o al terminatore. L’analisi del bordo lunare ha confermato l’assenza di residui cromatici, evidenziando la mancanza di aberrazione cromatica nelle immagini della superficie lunare. Ritengo necessario eseguire ulteriori verifiche delle prestazioni con ingrandimenti più elevati. Durante l’osservazione di dettagli come la rima all’interno del cratere Petavius e varie caratteristiche del Sinus Iridum, ho compreso di aspettarmi prestazioni  interessanti per me e per tutti gli appassionati di osservazioni lunare.

Per quanto riguarda Giove, il seeing non è stato favorevole per valutare appieno le prestazioni del Tecnosky OWL 150 APO. Tuttavia, ho notato con relativa facilità che il telescopio è in grado di mostrare alcune screziature nella zona equatoriale e un paio di evidenti festoni e una netta “rugosità” delle zone polari.  

 

Data: 14 febbraio, ore 9.40
Seeing: Pickering 6.5
Trasparenza: buona
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6, diagonale prismatico Takahashi, oculari Takahashi TPL

Durante l’osservazione terrestre ho avuto il piacere di constatare un’ottima trasparenza atmosferica e un seeing piu’ che sufficiente. Utilizzando l’oculare Takahashi TPL da 25 mm, ho puntato il telescopio verso un traliccio per la diffusione dell’elettricità situato a circa 600 metri di distanza. Ho notato con soddisfazione un’elevata nitidezza e un alto contrasto dell’immagine, accompagnati da una correzione del colore eccellente, priva di tonalità calde e senza alcuna aberrazione cromatica evidente. Questa esperienza mi ha confermato la qualità apocromatica del telescopio, confrontabile con strumenti terrestri di alta gamma come il KOWA TSN-99 e lo ZEISS HARPIA 95, tenendo conto delle proporzioni dovute al maggiore diametro.

Successivamente, aumentando gli ingrandimenti grazie all’oculare Takahashi TPL da 9 mm, ho ancora una volta apprezzato la qualità ottica di questo nuovo rifrattore. Nonostante un leggero cromatismo laterale che si palesava con una lieve tonalità verde-violetto, la sua intensità era meno invasiva  rispetto a esperienze passate con doppietti ED di altra marca. Per ulteriori verifiche, ho osservato il campanile di una chiesa situato a circa 450 metri di distanza, confermando l’assenza di aberrazioni cromatiche al centro del campo visivo e rilevando solo una lieve presenza di cromatismo laterale, che potrebbe essere attribuibile anche agli oculari utilizzati.

In conclusione, basandomi su queste osservazioni, definirei questo telescopio come autenticamente apocromatico, per quanto riguarda le osservazioni terrestri. Ritengo che se dotato di un prisma raddrizzatore e di un eccellente visore binoculare, potrebbe facilmente competere  e superare in contrasto i  migliori binocoli da 120 mm di diametro presenti sul mercato.

Per quanto riguarda il test fotografico visuale diurno, ho avuto l’opportunità di acquisire altre informazioni collegando la mia fotocamera mirrorless, una Olympus OM-D E-M5 Mark II, direttamente al telescopio. Durante la ripresa di un campanile situato a circa 450 metri di distanza, non ho riscontrato la necessità di utilizzare un tubo di prolunga. Tuttavia, per catturare un’immagine di una gru situata a circa 250 metri di distanza, ho optato per l’uso di un tubo di prolunga. 

In entrambi i casi, sono lieto di confermare che non ho notato la presenza di aberrazione cromatica nelle immagini acquisite. Questi risultati sono estremamente promettenti e confermano ulteriormente la qualità ottica del telescopio, anche nella mera ripresa fotografica.

FIG.9 – Ho usato quasi sempre oculari di alta qualità per le mie osservazioni, perché uno strumento ottico performa sempre come il suo elemento peggiore, quindi, è inutile e controproducente recensire i prodotti con accessori scadenti

Data: 15 febbraio, ore 18.50
Seeing: Pickering 7
Trasparenza: foschia
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NEQ6 , diagonale prismatico Takahashi, oculari Takahashi TPL, Vixen LV e Takahashi HI-LE

Nella seconda serata osservativa ho affrontato una foschia decisa, che di contro ha comportato un seeing eccezionale, uno dei migliori che abbia riscontrato negli ultimi mesi Sfruttando questa situazione apprezzabile, ho deciso di utilizzare con successo un oculare Takahashi HI-LE da 2,8 mm, che mi ha permesso di raggiungere ingrandimenti fino a 430x. In particolare, mi sono concentrato sull’osservazione del trittico  ” Theophilus, Cyrillus e Catharina”. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dai dettagli percepiti  analizzando i  picchi centrali tormentati di Theophilus. Mi pareva di sorvolare la Luna con un deltaplano, ammirando  dettagli infinitesimali dovuti al materiale d’impatto riversato nel cratere che ha generato i picchi. Ho distinto con chiarezza la zona di Catharina B, con la sua faglia caratteristica, e ho osservato  con molta facilità una zona con albedo differente nella cinta craterica del micro cratere interno di Catharina.

Osservando il cratere Theophilus, oltre all’enorme picco centrale, ho notato dettagli molto interessanti nelle strutture della cinta craterica, dei terrazzamenti e dei micro-crateri. Ho proseguito con l’osservazione all’interno dei crateri Cyrillus e Catharina, dove ho identificato due “ghost crater” avendo poi anche una vaga percezione della rima omonima.

Spostandomi verso il cratere Fracastorius, ho facilmente individuato la rima interna e notato altri dettagli come il cratere L e altri micro crateri circostanti. Il cratere Posidonius ha mostrato chiaramente le sue rime principali e ho percepito una differenza di albedo dovuta all’insediamento del basalto proveniente dall’impatto che generò il Mare Serenitatis.

Continuando l’osservazione all’interno del cratere Atlas, ho identificato la parte principale della sua rima e forse una ramificazione verso il terminatore. Il cratere Hercules, oltre al micro cratere G, ha mostrato una complessa struttura di terrazzamenti nella parte ovest del cratere, con evidenti differenze di altezza. Non ero mai stato in grado con il mio FS128 di notare con dovizia di particolari questa zona.

Ho concluso la serata osservando i due domi lunari vicino al cratere Arago. Posso confermare che il telescopio è in grado di reggere ingrandimenti fino a 400-450x senza problemi. L’unico limite è dato dalle mie miodesopsie, che purtroppo stanno progredendo con l’avanzare dell’età.

 

Data: 17 febbraio, dalle 17.00 alle 20.30
Seeing: Pickering 7.5
Trasparenza: foschia
Montatura e accessori: Montatura Sky-Watcher NE16 , diagonale prismatico Takahashi, oculari Takahashi TPL e vari oculari

Il giorno 17 febbraio, che coincideva con il mio compleanno, ho avuto il piacere di beneficiare di un seeing eccezionale, stimato a tratti di Pickering 7-7.5. Sia le immagini di Giove sia quelle lunari erano molto dettagliate e nitide, tanto da dover utilizzare delle mappe lunari della LROC con una risoluzione massima di 60 m (integrate nel Virtual Moon Atlas ) per poter percepire tutti i micro dettagli che ho osservato all’interno del cratere Ptolemaeus. Di fatto, sono stato in grado di esaminare con dovizia di particolari l’hummocky material presente in quella zona, ossia  il materiale lavico da impatto poi ricaduto all’interno del cratere. Ben visibili anche la rima interna, oltre che decine di crateri nei pressi del Ghost Crater e del cratere Ammonius.

Verso le 19:30 ha iniziato a palesarsi anche la rima Alphonsus, mentre non ho avuto la visibilità di ammirare la Rima Arzachel a causa della maggior altezza delle pareti del suo cratere (3600 metri contro i circa 2300 di Alphonsus). Ho provato a tratti a percepire la rima all’interno della Vallis Alpes, che è una delle rime più difficili da osservare sulla superficie lunare. Con il Tecnosky 150 OWL, sono stato in grado di percepire soltanto la zona più evidente nei pressi di Monte Alpes,. Non ho riscontrato quindi la sua totalità  la cui visibilità dipende molto dalla colongitudine e dalla librazione che devono concedere di avere una visuale molto aperta sulla valle anche se a volte alcuni appassionati alle prime armi confondono l’ombra delle pareti tormentate con la rima.

Posso ricordare con piacere la rima HYGINUS fratturata da decisi impatti meteorici. Utilizzando sempre l’oculare Takahashi HI LE da 2,8 mm ho ammirato, in verità, varie rime lunari, ad esempio la rima Bradley e la tortuosissima Hadley, sede dell’allunaggio della missione Apollo 15 del 26/07/1971 che a 450X pareva un serpente strisciante sulla superficie selenica. Devo confermare che con il Tecnosky OWL 150 APO ho notato decine di  dettagli strutturali delle rime stesse, come  il complesso sistema di solchi della rima Fresnel.

 

Comparativa con il rifrattore con doppietto alla fluorite  Takahashi FS 128

Nel corso degli anni, il Takahashi FS 128 (doppietto alla fluorite minerale aperto a F/8)  si è sempre rivelato uno strumento molto performante, tanto da non far ambire ai fortunati proprietari l’acquisto di telescopi a rifrazione di diametro superiore. Il pregio del Tecnosky OWL  150 APO, pero’,  rispetto ad altri rifrattori con obiettivi made in China che ho avuto il piacere di testare negli anni passati, è la sua attitudine a esibire un ottimo contrasto che si palesa non tanto sulla superficie lunare che è già contrastata per composizione geologica, ma soprattutto osservando Giove. Ovviamente sono solito citare le prestazioni di uno strumento in proporzione al proprio rapporto focale.

Ho percepito, infatti, grazie al seeing ottimale del 17 febbraio, immagini nitide e dettagliate ad ingrandimenti superiori rispetto a quanto è possibile ottenere con un ottimo rifrattore da 5 pollici.

FIG.10 – La serata della comparativa si è rilevata molto interessante, forse una tra le migliori che io abbia effettuato nel corso degli anni

Sta di fatto che tutto ciò che osservavo all’interno del Takahashi  128 con un oculare da 6 mm, lo vedevo perfettamente all’interno del Tecnosky, che talvolta palesava anche maggiori dettagli ad ingrandimenti quasi comparabili con un LE da 7.5 mm e spesso con lo stesso oculare e quindi a ingrandimenti superiori.  Il pregio di osservare Giove al crepuscolo con un diametro di sei pollici è palese e molto facile da intuire, in quanto la luminosità superficiale dovuta all’ampio diametro è in parte smorzata dalla luminosità del cielo, e per questo motivo le visioni migliori del pianeta gassoso le ho ottenute osservando Giove al crepuscolo.

In tale circostanza era più facilmente percepibile la presenza di dettagli sia all’interno delle zone equatoriali, nella cosiddetta zona EZ, sia nei pressi delle bande subtropicali, in quanto, seppur i dettagli in parte fossero visibili anche nel Takahashi 128, i più flebili erano leggermente più evidenti nel Tecnosky OWL 150 APO. Lo stesso dicasi per la maggior facilità di leggere alcuni ovali presenti sulla superficie di Giove. Osservando Giove amo utilizzare ingrandimenti medio bassi senza mai superare i 200X, con questo sei pollici ho sfoderato spesso con profitto oculari ortoscopici da 5 mm, senza evidenti cali di nitidezza. 

La stessa parvenza di superiorità l’ho avuta osservando i micro crateri all’interno di Ptolemaeus e quelli nei pressi del cratere Ammonius. In tale frangente, mentre nel Tecnosky OWL 150 APO  percepivo qualche micro-cratere in più, il Takahashi FS 128 non riusciva ad essere altrettanto risolvente, mostrando solo alcune macchiette bianche.

Ritengo che il rifrattore Tecnosky OWL 150 APO possa essere uno strumento definitivo per la maggior parte degli appassionati che ambiscono all’osservazione lunare e planetaria.

Una successiva mia analisi comparativa degli star test ha evidenziato nel Tecnosky OWL la presenza di un po’ di luce diffusa in piu’ all’interno del disco di diffrazione in extra focale  rispetto al telescopio al Takahashi FS128 (minima ma si notava). Questo in teoria dovrebbe significare che il telescopio  concentrava meno luce nel disco di Airy e che parte di essa andava a illuminare gli anelli di diffrazione esterni diminuendo il contrasto.. All’atto pratico, comparato con un ipotetico star test da manuale (e non è il caso del FS 128, caso mai di qualche 150 F/15  di alta qualità che ho avuto l’onore di testare) si potrebbe ipotizzare una immagine meno contrastata nella osservazione planetaria, ma nella mera osservazione pratica,  se osservato con un doppietto di alta qualità con il suo stesso rapporto focale F/8  ho notato un contrasto molto simile.

Inoltre, non ho mai percepito la presenza di aberrazione cromatica sui bordi del pianeta e sul bordo dei crateri più luminosi della Luna, anche a 400 ingrandimenti.

UTILIZZO CON IL VISORE BINOCULARE

E’ inutile ribadire quanto sia apprezzabile la visione della Luna e dei pianeti con un visore binoculare. Nel caso specifico ho inserito un Baader MaxBright II dotato di prisma Baader Glasspath Corrector 1.7x. In tale caso ho dovuto estrarre il tubo focheggiatore di 32 mm per raggiungere il fuoco all’infinito.

FIG.11 – Ho utilizzato spesso il visore binoculare per la osservazione lunare e planetaria

OSSERVAZIONE DEL CIELO PROFONDO

Come avrete intuito, sono un grande appassionato di Luna e pianeti, e trovo essenziale analizzare  e giudicare il contrasto e le reali prestazioni di uno strumento osservando la flebile atmosfera gioviana o i dettagli di Marte. In ogi modo ho compiuto anche qualche breve sessione osservativa dei migliori oggetti celesti del cielo invernale. Oltre a confermare un’ottima puntiformità stellare fino ai bordi del campo con gli oculari VIXEN SSW e DOCTER UWA da 12.5 mm, ho notato che la luminosità è molto simile a quella di un telescopio Celestron C9.25 che ho utilizzato per anni, con un maggiore contrasto visibile nel rifrattore e con stelle decisamente più puntiformi. Penso che il Tecnosky OWL 150 APO non deluderà neppure in questo genere di osservazioni.

 

CONSIGLI PER L’USO FOTOGRAFICO

Per gli appassionati di fotografia consiglio senza dubbio l’acquisto dello  spianatore FULL FRAME variabile sempre proposto da Tecnosky, disponibile al seguente link: https://www.tecnosky.eu/index.php/spianatore-full-frame-1x-variabile-tecnosky.html 

PREGI E DIFETTI

Pregi:

  1. Doppietto di alta qualità in vetro FPL-53 e Lantanio
  2. Rapporto focale che inizia a consentire ottime osservazioni lunari e planetarie ma si presta anche alla fotografia
  3. Fuocheggiatore da 3.5″ di alta qualità
  4. Intubazione curata, paraluce estraibile e rifiniture di alta qualità
  5. Aberrazione cromatica praticamente inesistente  nell’uso visuale
  6. Nitidezza e contrasto paragonabile a strumenti dal costo decisamente superiore

Difetti:

  1. Non ho notato difetti in uno strumento che mi sembra contraddistinto da un ottimo rapporto prezzo-prestazioni

 

IN SINTESI

 

Se dovessi descrivere rapidamente il rifrattore Tecnosky OWL 150 APO, confermerei che si tratta di uno strumento che vale più del suo prezzo di vendita. Infatti, la reale differenza rispetto a telescopi più blasonati e molto più costosi non è assolutamente proporzionale alla notevole differenza di prezzo. Dotato di un ottimo doppietto in FPL-53 e lantanio, presenta un’ottima intubazione, un focheggiatore da 3.5″ con doppio sistema di rotazione a 360° e tutti i suoi particolari sono stati curati con dovizia. Se siete degli astrofili esigenti, non amate i prodotti di bassa qualità ma non potete neppure investire cifre impossibili per  acquistare a rate un rifrattore da 6″ di altissima qualità, credo  che il Tecnosky OWL 150 APO sia il rifrattore dei vostri sogni. Un plauso a Giuliano Monti di Tecnosky per avere presentato questo “gioiello” sul mercato italiano.

 

PREZZO E GARANZIA

Il rifrattore Tecnosky OWL 150 APO è disponibile nello shop di Tecnosky a un prezzo molto conveniente di 3390 euro e beneficia di una garanzia di due anni.

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio Giuliano Monti, patron di Tecnosky per aver fornito il telescopio oggetto di questo test. 

DISCLAIMER

Questa recensione è stata pubblicata nel mese di febbraio dell’anno 2024-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali ottenute  in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente  Tecnosky .