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Televue NP 101. Recensione e comparativa

23 Giugno 2021 by Piergiovanni Salimbeni

Negli ultimi anni spopolano nel mercato nazionale e estero decine di rifrattori acromatici, a corta e media focale dalle aperture comprese fra gli 80 mm e i 150mm provenienti dalla Cina. Commercializzati con marche differenti, hanno come peculiarità comune il basso costo di acquisto e la praticità, ma anche modeste prestazioni, limitate, di fatto, dalla mediocre lavorazione delle ottiche e dallo scarso riguardo nella cura di tutti quei dettagli costruttivi che implicherebbero alti costi in fase di produzione. Pur avendo ottenuto un buon successo tra gli astrofili, a causa della loro convenienza, non possono certamente fornire le prestazioni dei rifrattori apocromatici. Del resto, non tutti gli astrofili si accontentano delle prestazioni di uno strumento mediocre e quasi sempre decidono di fare il grande passo verso lo strumento che “per loro” sarà quello definitivo.

In questo caso la scelta è quasi sempre ostica poiché data da vari fattori come, ad esempio: il seeing medio del luogo osservativo, la predilezione verso le osservazioni planetarie o degli oggetti del cielo profondo, il budget a disposizione ed altro ancora. Chiunque , però, ha sempre pensato se prediligere l’apertura o il contrasto, se acquistare un sistema complesso, a specchio o un performante rifrattore apocromatico.  Chi non ha sentito parlare della loro proverbiale indifferenza alla turbolenza atmosferica, dell’incisione delle immagini mostrate e dalla perfetta rappresentazione dei colori?

In questa recensione cercherò di fugare alcune perplessità che attanagliano gli indecisi. La domanda principale che mi sono posto è questa: vale la pena investire centinaia di euro per un rifrattore apocromatico?
Per rispondere a tale dubbio, oserei dire quasi amletico, ho testato uno tra i migliori rifrattori da dieci centimetri presenti sul mercato: il Televue NP 101, parto d’ingegno di Al Nagler, noto progettista americano, famoso per le notevoli prestazioni e la cura costruttiva minuziosa e quanto mai ragionata dei suoi progetti. È ovvio che giudicherò lo strumento in base al suo rapporto focale.

Modello

Tele Vue NP 101

Apertura

101 mm

Lunghezza Focale

540 mm

Rapporto focale

F/5.4

Lunghezza

~650 mm

Peso

~4.5 Kg

Prezzo (UnitronItalia – giugno 2021)

5299 IVA INCLUSA

 

PRIME IMPRESSIONI

 Lo strumento è stato consegnato in una valigia grigia, rigida, ben imbottita e provvista di lucchetto di sicurezza che ha dimostrato di resistere egregiamente al trasporto. Il telescopio è molto compatto, lungo solo una sessantina di centimetri e dal peso di poco inferiore ai 5 kg, il tubo ottico è rifinito con vernice bianca a buccia d’arancia. La prima cosa che si evidenzia osservandolo è la presenza di un adesivo con il motto americano” “Proudly made in America”. Il sistema di messa a fuoco a pignone e cremagliera è ottimo, migliore rispetto a quello dei rifrattori Takahashi o Vixen dello stesso diametro. Le tolleranze costruttive sono ridotte veramente al minimo, tanto che, se si tenta di inserire con forza il diagonale, la pressione prodotta all’interno del tubo farà saltare il tappo che lo protegge. È dotato, inoltre, di un anello di bronzo a chiusura per il serraggio degli oculari, ed altri accessori.

Immagine: la valigia che custodisce il Televue NP 101

Sia l’interno del focheggiatore, con una estrazione di 63 mm, che quello della cella, sono in alluminio nero anodizzato. La versione “starter kit” fornita da UnitronItalia, inoltre, comprende anche un diagonale “everbrite”, da due pollici collimabile, che permette di raggiungere la messa a fuoco con qualsiasi oculare.

OBIETTIVO

L’obbiettivo, protetto egregiamente da un coperchio metallico è un quadrupletto (schema ottico Nagler-Petzval) da 101 mm con un rapporto focale pari a  F / 5.4. Lo schema ottico Petzval è formato dalla unione di un doppietto a lunga focale con uno spianatore/riduttore di campo posto nei pressi del focheggiatore. In questo modo è possibile correggere la maggior parte delle geometriche (la coma e l’astigmatismo, in primis) oltre a dimezzare la lunghezza focale del doppietto spaziato in aria. Il doppietto spaziato in aria, inoltre, è composto da una lente Flint e da un Crown, l’elemento positivo è stato sostituito con un cosiddetto “fluoro crown a bassa dispersione” che consente di  contenere egregiamente l’aberrazione cromatica e quella sferica. In effetti, sia le immagini diurne che quelle planetarie sono decisamente neutre e dotate di colori intensi e reali. La differenza con gli economici doppietto ED è ben evidente anche a bassi ingrandimenti. 

Immagine: l’obiettivo apocromatico del Televue NP101, in questo caso, montato su una vecchia Vixen GP, che ha dimostrato peraltro di reggerlo senza problemi

STAR TEST

L’osservazione delle stelle in alta risoluzione, inoltre, non poteva esimermi da uno star test. 
Il risultato è stato esemplare: il Televue NP 101 ha mostrato nessuna aberrazione né cromatica, né sferica. Le immagini stellari di diffrazione erano perfette, anche osservando stelle molto luminose non ho evidenziato problemi di residui cromatici, a volte presenti anche nei rifrattori apocromatici. Un rapido confronto con le immagini di diffrazione fornite dallo Zeiss APQ 130 mi ha ulteriormente convinto: in quest’ultimo, infatti, era presente una leggera asimmetria in extra focale. In definitiva posso affermare che il Televue NP 101 ha superato in maniera pressoché perfetta il classico test stellare.     

UTILIZZO FOTOGRAFICO       

E’ ovviamente il suo settore prediletto, grazie al gruppo di lenti nei pressi del focheggiatore la vignettatura sino 50 mm di diagonale molto ben contenuta,  è disponibile, inoltre, usufruire di un correttore di campo opzionale per correggere perfettamente le aberrazioni geometriche. Grazie al focheggiatore sovra-dimensionato (apertura anteriore da 3″ e posteriore da 2.4″)  è stato possibile eliminare ogni possibile vignettatura con i grandi sensori ma anche aumentare la portata rispetto a soluzioni decisamente piu’ economiche. Durante l’eventuale rotazione della fotocamera si mantiene, inoltre, una perfetta  ortogonalità rispetto all’asse ottico, grazie all’utilizzo di un tubo di traslazione dotati di tre viti di bloccaggio che si fissano su un cono filettato che consente, inoltre, l’utilizzo di vari accessori fotografici Televue.
Il nuovo sistema di focheggiatura è ottimizzato con un demoltiplicatore dal rapporto 10: 1, consente una regolazione della messa a fuoco decisamente precisa ed è ottimizzabile con il kit micrometrico venduto opzionalmente. 

Immagine, cortesia: Christina Irakleous –  Crescent Nebula-  TeleVue NP101 – Camera: Atik 450C – Filtro  Optolong L-eNhance –  AZ-EQ5 GoTo   ZWO guida fuori asse, ASI 120MM-S –  Esposizione: 97x300sec – Dark Frames: 95 Flat Frames: 50 

Che i  rifrattori Televue fossero performanti nella fotografia astronomica è palese anche attraverso queste immagini ottenute da Riccardo A. Ballerini, utilizzando un Televue Genesis “d’annata”

 
Immagine:  Nebulosa M42, cortesia Riccardo A. Ballerini

Immagine:  Pleiadi, cortesia Riccardo A. Ballerini

 

LE PRESTAZIONE SUL CAMPO NELL’USO VISUALE

 Ritengo che molti lettori salteranno la parte introduttiva dell’articolo per verificare immediatamente le prestazioni di questo strumento nella osservazione degli oggetti del sistema solare, seppur sia un telescopio con una focale piu’ devota alla fotografia. Solitamente le visioni che un buon rifrattore é in grado di fornire non fanno recriminare l’utilizzo di uno strumento dal diametro superiore.

Proprio per verificare sul campo questa asserzione, l’ho confrontato in diverse serate con altri strumenti, in questo modo è stato possibile evidenziarne i pregi ma anche i limiti. Gli strumenti oggetto della comparativa sono stati: un Maksutov Netwon Intes da 150 mm (F/6), un Celestron C8 da 203 mm (F/10) e uno tra i migliori rifrattori apocromatici costruiti: lo Zeiss APQ  130/1000. Sono consapevole che sia poco utile comparare schemi così differenti tra loro ma questa è una delle prove pratiche piu’ richieste dagli astrofili.

Immagine: Il Televue NP 101 pronto per le osservazioni

Durante  il mese di giugno, seppur la visibilità di Giove non fosse delle migliori, il Televue ha sempre fornito immagini ben contrastate anche quando nello Schmidt Cassegrain si svelava un disco sfuocato e indefinito.  Nelle serate dal seeing discreto, invece, le immagini fornite dal rifrattore tedesco e dal Maksutov russo superavano leggermente nel dettaglio quelle del Televue, sebbene le differenze non fossero poi così ragguardevoli. Notevole il netto distacco dei satelliti galileiani dall’atmosfera del pianeta, durante i vari transiti, la relativa proiezione delle loro ombre e gli innumerevoli dettagli presenti nelle bande temperate. Anche la diffusione di luce osservando un oggetto così luminoso era molto contenuta.  Devo ammettere che pur essendo un rifrattore di corta focale se la cava egregiamente anche contro sistemi ottici piu’ chiusi e adatti alle osservazioni lunari e planetarie.

Ponendo l’occhio all’oculare del Televue e poi a quello dello Schmidt Cassegrain da venti centimetri, la prima impressione è quella di non essere più in grado di focheggiare con il catadiottrico. Il contrasto e il perfetto punto di fuoco (in proporzione al suo rapporto focale) del rifrattore americano sono così precisi anche durante le serate più turbolenti da generare questa strana sensazione. Non mi sarei aspettato uno snap test cosi’ univoco in un F/5.4.

Dovendo fare una mera statistica, potrei affermare che, avendo usufruito del Televue NP 101 per cinquanta giorni, l’utilizzo medio mensile è stato di oltre il doppio rispetto al Celestron C8. A causa della ridotta lunghezza focale (540mm) non potendo fare uso di un moltiplicatore di focale Televue, ho optato per la Super Barlow alla fluorite della Baader Planetarium, che ha, letteralmente, fatto esplodere i dettagli lunari quando il seeing lo concedeva. Questo rifrattore è in grado di reggere benissimo i 300 ingrandimenti e oltre, senza perdere in definizione, concedendo, ovviamente, qualcosa in fatto di luminosità. È in questo genere di osservazione che si mette in evidenza la netta superiorità di un rifrattore apocromatico a corta focale nei confronti di un economico rifrattore acromatico che a parità di diametro non permette di sfruttare tali ingrandimenti.

Immagine: il cratere Petavius mostra innumerevoli dettagli se osservato con questo telescopio

Osservando il cratere Petavius, con un oculare Plossl Televue da 10 mm e il sistema FFC sopraccitato, ho ammirato le sottili deformità della rima omonima ed il micro cratere interno. Il contrasto era ottimo così come la tridimensionalità dell’immagine, il disco lunare era ben stagliato sopra un fondo cielo scuro, e una fedele rappresentazione dell’albedo lunare. 
Ben percettibile anche la suddivisione della Rupes Cauchy e di alcuni dei microcrateri che la costellano. Non sono stato in grado di percepire la rima Fracastorius ma ho ammirato, seppur con difficoltà, una parte della rima all’interno della Alpis Valles, un dettaglio che molti ritengono impossibile per uno strumento di questo diametro. Le condizioni di illuminazione favorevoli e l’ottimo seeing hanno palesato la tenue struttura all’interno della regione Alpina.  Per onore di cronaca e per ribadire quanto siano essenziali le condizioni di luce, anche Raffaello Lena, anni fa durante la stessa sera, è stato in grado di osservare la rima, attraverso il suo ottimo rifrattore Polarex Unitron 132 C Folded, purtroppo, ormai fuori produzione.

Se dovessi riassumere il confronto con gli altri tre strumenti potrei così sintetizzare: lo Schmidt Cassegrain, si è dimostrato superiore nella percezione dei dettagli lunari unicamente   in quattro serate su cinquanta. In quei rari casi, ha sempre svelato maggiori dettagli ma  impegnando l’acutezza visiva dell’osservatore. In effetti, l’immagine fornita da un rifrattore apocromatico da dieci centimetri è di gran lunga più rilassante, di fatto ho mai trovato una serata dove all’interno dell’oculare del Celestron non si notasse della micro-turbolenza.

Per lo Zeiss APQ 130, il discorso era differente. A causa del discreto diametro e delle notevoli dimensioni, il rifrattore tedesco risentiva della turbolenza, in maniera piuttosto accentuata, tanto che nelle serate dal seeing medio non si spingeva più in là delle prestazioni fornite dal Televue. Nelle notti più calme, invece, era possibile utilizzare con facilità i quattrocento ingrandimenti, e in questo caso le immagini erano tra le più dettagliate mai viste in un “cinque pollici”:

Il Maksutov Netwon Intes da 150 mm (in versione non Deluxe) si poneva a metà fra le prestazioni dello Zeiss e quelle del Televue. L’ottima configurazione della ottica russa, nonché il prezzo favorevole, mi hanno particolarmente soddisfatto, seppur risentisse particolarmente  della turbolenza focale rispetto al Televue NP101.

Immagine: il bel setup fotografico dell’amico e valido astroimager Jeremy Horst

Osservando con il Televue NP101 un oculare da 31 mm omonimo si è in grado di coprire ben 4 e gradi e mezzo di campo. Per questo motivo chi, in un primo momento dovesse criticare l’assenza di un cercatore nella dotazione di serie dovrà ricredersi, anche se le prime volte il puntamento degli oggetti celesti senza questo valido aiuto potrebbe risultare difficoltoso.
 L’osservazione del cielo profondo, soprattutto quella degli ammassi stellari, è molto appagante, comprensibilmente “nei limiti dell’apertura”. E’ indiscutibile che se si volessero percepire i dettagli delle galassie, vi sarebbero due uniche opzioni: scegliere un ottimo sito osservativo almeno a 2000m. di altitudine, oppure investire il denaro in telescopi a riflessione da almeno venticinque o trenta centimetri.

Di fatto, l” ammasso stellare M13, seppur bellissimo e immerso in un campo ampio e corretto e con stelle simili a punte di spillo, era maggiormente risolto nel Celestron da venti centimetri. Posso confermare che  quella mostrata dal NP 101 fosse una immagine quantitativamente meno ricca di informazioni ma qualitativamente piu’ apprezzabile e affascinante, come solo un rifrattore di alta qualità può fare. 

L’osservazione delle stelle doppie è stata invece eccellente, sorprendentemente la puntiformità ha superato anche quella dello Zeiss APQ 130 e  sono stato in grado di percepire tramite l’analisi del disco di diffrazione, anche sistemi stellari decisamente al di sotto del limite di risoluzione del telescopio.

Ho ammirato con molta facilità anche a bassi ingrandimenti il disco di Airy di ogni stella che si presentava come un tenue ma visibile disco privo di aloni.

PREGI E DIFETTI

PREGI 

  •  Schema ottico eccellente per la fotografia, ma anche in grado di fornire delle buone prestazioni nell’osservazione lunaria e planetarie
  •  Qualità meccanica
  •  Rifiniture
  •  Ottimo contenimento delle aberrazioni cromatiche e geometriche
  • Poca turbolenza focale anche se non si tratta di un semplice doppietto

    DIFETTI
  • Assenza del cercatore in dotazione
  • Prezzi di acquisto elevato


IN SINTESI

Finalmente è giunto il momento di rispondere al quesito iniziale. Vale la pena di investire i soldi nell’acquisto di un rifrattore apocromatico?
Se la qualità è il primo fattore che esigiamo da un telescopio, la risposta è senz’altro: sì!

Il Televue NP 101 si è dimostrato uno strumento tuttofare, dalla ottima qualità, eccellente per la fotografia astronomica, ma anche valido (con i giusti accessori) per le osservazioni lunari e planetarie e degli ammassi aperti. L’ho trovato anche abbastanza insensibile alla turbolenza, grazie anche alla accurata progettazione dello schema ottico e della intubazione. È attualmente disponibile al prezzo di 5299 euro, comprensivo di valigia.

Ringrazio UnitronItalia rivenditore dei prodotti Televue, Federico Caro e Paride Berti proprietari rispettivamente del rifrattore APQ Zeiss da 130mm e del Maksutov Newton Intes da 150mm per essersi gentilmente prestati al confronto e Christina Irakleous  e Jeremy Horst per le immagini fornite.

 

DISCLAIMER

Binomania non è un negozio, Nel mio sito web troverete unicamente recensioni di prodotti ottico sportivi, fotografici e astronomici.  Le mie impressioni sono imparziali come è dovere di ogni giornalista e non ho alcuna percentuale di vendita sull’eventuale acquisto dei prodotti. Per questo motivo, qualora voleste acquistare o avere informazioni su eventuali variazioni di prezzo o novità, vi consiglio di visitare il sito ufficiale  di UnitronItalia, cliccando sul banner che rappresenta l’unica forma pubblicitaria presente in questo articolo. Grazie!


Piergiovanni Salimbeni
Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni — Giornalista e tester indipendente, fondatore di Binomania.it, con oltre 25 anni di esperienza nella valutazione di strumenti ottici e digitali. Offre recensioni pratiche e consulenze personalizzate per scelte di acquisto consapevoli.

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