Canon 6 D MARK II – Impressioni nella caccia fotografica

Da molti anni, sono un felice possessore di una reflex Full Frame Canon 6D,  che utilizzo spesso nella fotografia di paesaggio e talvolta nella caccia fotografica, sin dalla sua presentazione ho apprezzato la facilità d’uso, la sua resa agli alti ISO, pur avendo sofferto qualche delusione nella ripresa di soggetti rapidi, come ad esempio i rapaci. Per questi motivi, quando mi si è presentata la possibilità di testare la Canon 6D MARK II non mi sono tirato indietro.

Questa non sarà una recensione classica, poiché il web ne è costellato. Mi limiterò a citare le mie impressioni nell’utilizzo naturalistico, ossia nella cosiddetta caccia fotografica. 
In questo mondo dominato ormai dalle Mirrorless volevo verificare se l’acquisto di una “vecchia” reflex Full Frame che ormai si trova sul mercato dell’usato a prezzi concorrenziali, potesse essere una giusta opzione per il neofita o per il professionista che necessità di un secondo corpo macchina.

 

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Buona visione  e buona lettura a tutti voi. 

Fig.1 – La Canon 6D MARK II durante una sessione di caccia fotografica sul Lago Maggiore

 

CHE COSA E’ CAMBIATO?

Pur basandosi sul medesimo processare della Canon 6D (uscita nel 2021) la Canon 6D MARK II presentata nel 2017 è ancora in produzione beneficia dei seguenti miglioramenti:

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  • Velocità di scatto continuo sino a 6.5 fotogrammi al secondo. 
  •  Autofocus con 45 punti a croce personalizzabile
  •  Messa a fuoco automatica dual pixel (AF)
  • Un buffer di scatto piu’ capiente
  •  Schermo orientabile tattile  dotato di funzionalità live view 

 

COME IMPOSTARLA RAPIDAMENTE PER LA CACCIA FOTOGRAFICA

Raw o Jpeg?

Personalmente non ho dubbi, preferisco scattare sempre in Raw , al massimo utilizzando la doppia impostazione RAW + Jpeg. Il file Raw è facilmente lavorabile, rispetto al precedente modello, ho notato una migliore gamma dinamica e la possibilità di gestire meglio le alte luce. Consiglio sempre di confermare il comando “Non rilasciare l’otturatore senza scheda” per non rischiare di scattare senza la vostra amata microSD all’interno del vano apposito. Rammentare solo che se scatterete in Jpeg sarà essenziale decidere immediatamente lo spazio colore , se Adobe Rgb o sRgb,

 

Funzione GPS

Sembra una funzione poco essenziale ma , nella caccia fotografica, preferisco geolocalizzare i miei scatti, Ho apprezzato quindi la funzione GPS, già presente nella Canon 6D ma che nella nuova 6D MARK II è disponibile con una opzione che consente di risparmiare la batteria.

Tempi e ISO

Nella maggior parte dei casi mi avvalgo della priorità  di tempi, utilizzando un tempo di scatto adatto a non generare mosso o micro-mosso. Dato che ho utilizzato prevalentemente la Canon 6D MARK II con il Canon 400 mm F/5.6 USM L, ho impostato un tempo compreso tra 1/640 e 1/500 per l’uso a mano libera Su treppiede fotografico, ovviamente la situazione migliora. Faccio gestire gli ISO alla Reflex impostando su “AUTO”. Di primo acchito ho avuto qualche difficoltà a gestire le impostazioni dal touch-screen, perchè abituato a utilizzare i pulsanti e la ghiera centrale. Tuttavia, dopo qualche ora di utilizzo ho accolto con piacere anche questa novità. Anche se la resa agli alti ISO della Canon 6D MARK II è buona (ma quella della 6D è ottima a causa del sensore meno risolvente per ciò che concerne la densità di pixel) consiglio di non superare i 3200- 6400 iso massimi. Meglio piuttosto scattare con un solido treppiede.

 

Punto AF, Misurazione e scatto

Tra le varie prove effettuate ho notato maggior precisione e facilità dei risultati sfruttando il punto AF singolo, una modalità di scatto continua ad alta velocità e la Misurazione valutativa. Molto utile spostare il punto AF sul soggetto decentrato o bloccare il fuoco con la mezza pressione del pulsante.

 

Velocità minima dell’otturatore

Alzi la mano chi, lavorando a priorità di apertura (AV) non ha mai ottenuto foto rumorose o mosse. Questo accade perché , non facendo variare l’apertura, la Reflex potrebbe decidere in modalità AUTO ISO di aumentare la sensibilità o di diminuire troppo i tempi.  Una novità insita nella 6D MARK II è la possibilità di   selezionare una velocità minima dell’otturatore per potersi regolare di conseguenza. Ad esempio se voglio usare AV a F/2.8 posso però stabilire di non scendere sotto un 1/160 di scatto (il minimo necessario per non ottenere micro mosso con il mio fidato Canon 135 F/2. Questa è una ottima funzione.

Fig.2 – I pulsanti e la ghiera per impostare la Canon 6D MARK II sono identiche a quelle visibili nella precedente versione

 

Regolazione della messa  a fuoco

Per la caccia fotografica – a differenza della fotografia di paesaggio – dove scatto quasi sempre con una messa  a fuoco manuale, preferisco alternare l’Ai Servo (intelligenza artificiale) che prevede l’aggancio del fuoco sui soggetti in movimento. Ovviamente per i soggetti posati è preferibili non utilizzarla per migliorare la rapidità dello scatto, sfruttando la classica impostazione “One shot”.

 

Esposizione

Penso che la capacità di esporre sia una dote che si acquisisce con il tempo, soprattutto nella caccia fotografica, perché di solito nella fotografia di paesaggio è possibile apportare delle modifiche in tutta tranquillità. In linea di massima, consiglio la classica regola: su soggetti bianchi aumentare la esposizione (cigni, aironi bianchi, garzette) ma anche sui rapaci in controluce, mentre per i soggetti neri (cormorani, merli, etc. , etc.) consiglio di sotto-esporre.

L’eventuale intensità di tale correzione dipenderà di volta in volta dalla distanza del soggetto, dalla illuminazione del soggetto, e dalle condizioni di illuminazioni generali. La cosa certa è che anche la Canon 6D MARK II, rispetto ad esempio alla 5D MARK IV non beneficia di un’ampia gamma dinamica, quindi meglio cercare di essere abbastanza precisi durante la fase di scatto.

 

Fig.3 – in questa immagine è visibile il display basculante ottimizzato con il sistema touch-screen



La nuova modalità di bilanciamento automatico del bianco

Nella fotografia di paesaggio amici e conoscenti o semplici curiosi sono sia divertiti sia attratti dal mio anacronistico uso dei cartoncini grigi, per ottenere un discreto bilanciamento della scena. Nella caccia fotografica non è praticabile a meno di fotografie ambientate su soggetti posati. Per questo motivo ho provato a utilizzare la nuova funzione AWB W che si fa ad affiancare alla classica AWB. Nell’uso pratico sul campo AWB fornisce un bilanciamento del bianco dell’ambiente ripreso, mentre la funzione “W” consente di ottenere dei bianchi piu’ chiari. Pur considerando che, sia solito controllare e modificare il bilanciamento durante lo sviluppo del file RAW,  potreste decidere – in base alla vostra preferenza – quale impostazione automatica del bianco prediligere. Eventualmente per migliorare la lieve tonalità magenta, visibile, ad esempio fotografando gli aironi cenerini all’alba, è possibile apportare direttamente in camera una regolazione da magenta al verde.

 

Fig.4 – Un primo piano sulla ghiera per le impostazioni delle modalità di scatto

 

 

Alcune considerazione sul sistema di messa a fuoco

 

Come anticipato il nuovo sistema AF della Canon 6D MARK II è piu’ complesso (e funzionale) di quello del precedente modello senza risultare troppo macchinoso come ad esempio quello della Canon 7D MARK II che ho usato negli anni passati.

La Canon 6D Mark II è dotata di una una griglia di messa a fuoco automatica a 45 punti Sino al rapporto focale F/5.6 tutti i punti sono a croce.
Oltre esiste la possibilità di impostare l’AF in cinque modi differenti:

  • Spot AF
  •  Selezione manuale del punto AF singolo
  •  Zona AF
  •  Zona AF estesa
  •  Selezione automatica dei 45 punti AF
Fig.5 – un kit perfetto per la fotografia naturalistica: Canon 6D MARK II e Canon 400 mm F/5.6. Acquistabili nel mercato dell’usato per circa 1500-1600 euro

Spot AF

Con questa impostazione si utilizza una porzione inferiore del normale punto AF, potrebbe essere utile per focalizzare ad esempio sulla testa di un cervo nascosto nel fogliame, ma onestamente non ho mai sentito l’utilità di farlo.

 

Punto AF singolo

Il punto AF singolo è la modalità che ho sfruttato di piu’. Fornisce una ottima accuratezza per mettere a fuoco sugli occhi di soggetti posati come rapaci, aironi, oppure sugli ungulati al pascolo. Funziona perfettamente con gli animali fermi o con un’andatura molto lente. Rispetto alla vecchia Canon 6D, spostando l’AF singolo ai bordi dell’inquadratura ho notato una accuratezza della messa a fuoco decisamente migliore, anche con il Canon 400 mm, che è aperto a F/5.6

 

Zona AF

Con questa impostazione sono mostrati 9 punti per la messa a fuoco automatico, noi possiamo scegliere dove bloccarli ma sarà poi la reflex a optare dove mettere a fuoco tra quelli di nostra preferenza. Non è l’ideale per riprendere un pettirosso a lunga distanza ma mi è parsa una soluzione perfetta per fotografare gli stormi in volo, oppure soggetti decisamente grandi come un cervo coronato.

 

Zona AF  estesa

In questo caso si ha una estensione a 15 punti AF e anche in questo caso possiamo scegliere dove posizionare il blocco della messa a fuoco e anche in questo caso sarà la reflex ha decidere quale punti AF scegliere. Rispetto alla modalità classica a 45 punti questa consente ancora una maggiore precisione, qualora si utilizzasse per soggetti abbastanza grandi ma anche per degli stormi di uccelli di cui si riesce  a predire mutazione della forma e movimento.

 

Selezione automatica AF

E’ la basilare, la piu’ facile da utilizzare quella che consente alla Reflex di decidere quale punti scegliere, ma anche di sbagliare. E’ valida per soggetti molto grandi e contrastati e che presentino uno stacco netto sullo sfondo (per non confondere la intelligenza artificiale)

Esistono poi altre sotto-categorie che permettono di migliorare la messa a fuoco su soggetti che stanno per raggiungere la nostra postazione  o 

Personalmente ho sempre optato per l’AF singolo e per l’AF zonale, ritengo di aver ottenuti dei risultati migliori per ciò che concerne l’aggancio del fuoco sui soggetti da me prediletti: rapaci in volo.

Fig.6 – Per le mie sessioni di caccia fotografica ho usato un robusto treppiede SIRUI con una Gimball Benro GH2

UTILIZZO PRATICO SUL CAMPO

 

Chi acquista la Canon 6D MARK II ne apprezza senz’altro i pregi ma ne conosce i limiti. Nel primo caso, posso confermare, di aver sfruttato le novità apportare rispetto al modello precedente che possiedo ancora. Il sistema di messa  a fuoco è stato migliorato, soprattutto nelle zone periferiche, la sequenza di scatto è piu’ che sufficiente per un uso amatoriale della caccia fotografica (non la consiglierei di certo per un uso professionale) la resa ad alti ISO anche se mi è parsa leggermente inferiore alla vecchia 6D è di certo superiore alla classica 7D MARK II che non regge assolutamente il confronto già sopra i 1600 ISO.  Rispetto alle nuove mirror-less fornisce una capacità di scatto multiplo decisamente inferiore ma la naturalezza nell’osservare in un mirino ottico- secondo me – non ha prezzo, anche se devo ammettere che i mirini elettronici piu’ recenti sono migliorati moltissimo.


Fig.7 – Un primo piano sul vano di alloggiamento delle MicroSD

 

PREGI E DIFETTI

Pregi

  • Sistema di messa a fuoco piu’ performante rispetto al precedente modello
  • Scatto continuo di 6.5 fotogrammi più che sufficiente per un uso dilettantistico
  • Robusta e impermeabilizzata
  • Funzione GPS
  • Resa ad alti ISO migliore della classica Canon 7D MARK II
  • Ottima pulizia dei file sino a 3200 ISO
  • Mirino ottico piu’ riposante dei nuovi mirini digitali
  • Corpo macchina non corposo ma che gestisce bene anche un teleobiettivo da 300-400 mm

 

Difetti

  • Non ha una modalità di scatto continuo come le nuove Mirrorless adatte alla fotografia naturalistica
  • Modalità AF automatica pecca spesso e volentieri su soggetti in rapido movimento su  sfondo poco contrastato
  •  I file ad alti ISO sono piu’ rumorosi rispetto alla mia vecchia Canon 6D

 

IN SINTESI

La Canon 6 D MARK II  è una valida tutto-fare che non eccelle in questo genere di fotografia ma che consente a un appassionato, con una discreta esperienza, di portare a casa dei risultati interessanti. Se acquistata nell’usato consente con una spesa inferiore ai 1500 di essere dotata dell’ancora ottimo Canon 400 mm F 5/6.
Ottima, invece, secondo me nella fotografia di paesaggio, ma ci sarà tempo e modo di scriverlo in un’altra occasione. A breve sarà disponibile una breve gallery ottenuta con questa reflex

 

RINGRAZIAMENTI


Ringrazio Monica Fecchio dell’ufficio stampa di Canon e Canon Italia per avermi fornito l’esemplare oggetto di questo test, lasciandomi libero di citare le mie impressioni sul campo.