Celestron C8 e accessori utili: la mia esperienza. Prima parte

Nel corso degli ultimi anni ho posseduto vari esemplari del noto telescopio Schmidt Cassegrain Celestron C8 (203 mm F/10). Per motivi prettamente personali, il mio setup attuale è composto di un vecchio tubo ottico C8 della serie Ultima che ho installato sull’ennesima montatura a forcella della serie Celestar, dotata di wedgpod, un sistema molto semplicistico ma leggero e in voga negli anni Novanta, che prevede un supporto equatoriale integrato nel treppiede.

Due dei miei setup “grab and go” preferiti. Celestron C8 su forcella vintage e Kowa Highlander Prominar su forcella by Elio Biff e treppiede Berlebach.

Questo supporto smorza in peggior modo le vibrazioni rispetto alla montatura a corredo dei serie ULTIMA  ed anche nei confronti di una montatura equatoriale classica, come la Synta EQ-5 o la vecchia  Vixen GP.

Ho escogitato, tuttavia, alcuni semplici rimedi che mi hanno consentito di utilizzare rapidamente questo telescopio catadiottrico con un diametro di venti centimetri.

Vi suggerisco di rileggere la mia recensione riguardante il Celestar 8 che troverete alla fine di questo articolo e che scrissi nel 1998,  se lo farete, potrete ottenere maggiori informazioni riguardo le reali prestazioni di questo telescopio.

Vorrei, tuttavia, scrivere alcuni suggerimenti che vi consentiranno di utilizzare al meglio uno dei tubi ottici più venduti al mondo.

Rispetto agli anni in cui acquistai il mio primo esemplare (1996), sono disponibili sul mercato decine di accessori ottici e meccanici molto interessanti, oltretutto proposti a prezzi più abbordabili, rispetto a ciò che era disponibile soltanto quattro lustri fa.

Il C8 sulla montatura Celestar è un peso piuma, poco più di sedici chilogrammi: è possibile, infatti, sollevarlo senza particolari problemi, trasportarlo da una parte all’altra del vostro giardino e anche scendere e salire le scale.

Io lo custodisco usualmente in casa e lo porto in giardino qualche ora prima di cena.

La forcella Celestar non è robusta come le più’ costose e pesanti Ultima ma si è sempre rilevato un valido compromesso per le mere osservazioni visuali

Per cercare di migliorare la capacità di assestamento delle vibrazioni,  ho acquistato degli specifici piedini in gomma, anche se posso confermare che  quelli ottenibili dalla suola in gomma delle ciabatte da spiaggia, possono servire all’uopo.

I tempi di smorzamento migliorano notevolmente. Ci sarebbero anche altre due possibilità che ho abbandonato ma che sono sempre realizzabili con facilità: inserire della sabbia nei tubi del treppiede,  oppure fissare due cavigliere piene di sabbia (si trovano nei negozi sportivi) sui bracci della forcella per assestare un poco le vibrazioni.

Di contro, poiché il mio interesse principale era di sollevare il telescopio più grande che potessi permettermi, ho preferito agire in due modi, purtroppo più costosi ma che alla fine si sono rilevati performanti oltre che in grado di aumentare il valore del telescopio.

Ho acquistato un focheggiatore elettrico JMI “Moto Focus” (che è anche possibile scovare nel mercato dell’usato). Grazie a quest’accessorio specificatamente progettato per gli S-C, ho risolto la maggior parte dei problemi provocati dal treppiede + wedgpod “Celestar”, giacché le vibrazioni più rilevanti si generavano durante la focheggiatura. Si monta in pochi minuti, le batterie durano una eternità e risolve totalmente il problema delle vibrazioni, causate dalla messa a fuoco manuale.

Il focheggiatore elettrico JMI penso sia il miglior accessorio che abbia potuto acquistare per questo vecchio SC vintage

Oltre a questo rimedio, ho deciso di bilanciare alla perfezione il tubo ottico, vincolato dai bracci della forcella. Per tale motivo, mi sono avvalso dell’eccellente kit ideato da Geoptik (disponibile anche per C9 1.4 e C11). Un sistema tanto semplice quanto intelligente: una piccola barra su cui scorre un peso che si sposta rapidamente, allentando la piccola manopola di serraggio che ne evita lo scorrimento.

Il semplice ma performante sistema di bilanciamento venduto da Geoptik

 

 I motori hanno finalmente iniziato a funzionare in entrambi i lati senza alcuno sforzo, posso, inoltre, inseguire gli oggetti a medio – bassi ingrandimenti anche senza motori, sbloccando gli assi e ruotando a mano il telescopio.

Scrivendo di motori non posso che citare quello in declinazione (all’epoca opzionale) che ho acquistato nel mercato dell’‘usato per dare un tocco di completezza.

Ambientazione del telescopio

Utilizzo due metodi. Di solito, in estate, porto il telescopio all’esterno prima di cena, colloco il tubo ottico con la lastra correttrice rivolta verso il prato e utilizzando del tessuto microforato, sopra il raccordo porta oculari, lascio fluire l’aria calda verso l’esterno. In inverno, invece, quando il delta termico fra interno ed esterno è elevato, mi avvalgo del noto sistema astrocooler della Geoptik che ora pare sia fuori produzione.

 

Ritengo sia un prodotto valido, non ha mai provocato infiltrazione di umidità o di polvere e in pochi minuti il C8 è pronto per essere utilizzato, lo accendo spesso anche quando ci sono repentini cambiamenti di temperatura durante la serata.

 

Osservazione lunare e planetaria.

Gli Schmidt Cassegrain a causa della loro alta ostruzione dovuta allo specchio secondario, non sono certamente i telescopi più adatti all’osservazione di pianeti a basso contrasto, come ad esempio Giove.

Per questo motivo utilizzo con profitto un visore binoculare, ho notato, infatti, che a discapito di una maggior percezione del residuo cromatico e di un lieve aumento della luce diffusa, percepisco con maggiore facilità i dettagli planetari e anche quelli lunari. Su Astrotest.it potete leggere un articolo approfondito riguardo due visori binoculari commerciali.

 

Dopo varie prove ho trovato il miglior compromesso fra prezzo-prestazioni, leggerezza e qualità nel seguente sistema: prisma Baader Zeiss con raccordo alla culatta degli S-C, + visore Baader Max Bright e oculari Baader Classic Ortho 18 mm.

Il visore binoculare, in questo caso, utilizzato con due oculari Celestron X-Cel da 25 mm di diametro

Ritengo sia abbastanza inutile utilizzare oculari di maggiore qualità, perché qualsiasi accessorio ottico inserito prima dell’oculare, reca – a mio parere – sempre un poco di perdita nella qualità globale dell’immagine visualizzata nella lente di campo. Per questo motivo mi avvalgo di oculari di maggiore qualità, unicamente in visione diretta.

 

Osservazione del cielo profondo

Un altro oculare molto interessante che consente di rendere il C8, uno strumento interessante anche per varie osservazioni del cielo profondo è l’oculare Tecnosky Ultra Flat Field da 30 mm di diametro. Ne ho provati vari in fasce di prezzo simili e reputo che sia uno tra i migliori come rapporto prezzo-prestazioni.  E’ un oculare composto da nove lenti in cinque gruppo che sono tutte trattate con multi-strato su ogni superficie. Il campo apparente è di 75°, non è pesantissimo- meno di 600 g, e possiede una comoda estrazione pupillare, di 22 mm che è molto rilassante.  Con quest’oculare si superano di pochissimo i 65X e la pupilla di uscita rimane ancora perfettamente utilizzabile, giacché è di 3 mm.

L’oculare Tecnosky Ultra Flat Field da 30 mm di diametro si è dimostrato tra i migliori che ho provato in questa fascia di prezzo

L’ho comparato a vari prodotti in questa fascia di prezzo e l’ho scelto per la maggior puntiformità sia al centro, sia ai bordi e per il miglior contenimento delle aberrazioni geometriche. M42 sotto un bel cielo di alta montagna è sempre affascinante, anche se si utilizza uno SC commerciale aperto a F/10.

Con quest’accessorio uso vari tipi di diagonale a specchio, un vecchio William Optics, dielettrico, un più recente Excelsis con attacco specifico per SC e il raccordo Geoptik per gli Schmidt Cassegrain con il nuovo diagonale Auriga che è un ottimo acquisto, per qualità ottica in base al prezzo di acquisto, le finiture pregiate e l’utile sistema di fissaggio degli oculari, attraverso un sistema di fissaggio a collare.

Nelle prossime settimane vi parlerò anche dei nuovi oculari, marchiati Auriga che sto testando in questi giorni, osservando Giove e la Luna.

In definitiva, dopo ventuno anni, mi trovo ancora a tessere le lodi di un classico nato anni or sono


Che che se ne dica un C8 d’occasione, magari a forcella, è uno strumento perfetto non solo per iniziare a osservare ma anche per compiere osservazioni astronomiche di un certo livello.

Piuttosto che spendere soldi per piccoli rifrattori apocromatici, penso che trovare un buon esemplare nel mercato dell’usato sia un’ottima decisione. Non è uno strumento specializzato in un settore specifico ma se si ha velleità da visualista, penso sia uno dei diametri più facilmente trasportabili e sfruttabili anche durante serate dal seeing medio.

Vi lascio ora alla mia vecchia recensione con la speranza che possiate carpire altre informazioni sulla resa di questo telescopio.

 

Celestar 8

test di Piergiovanni Salimbeni 
3 febbraio 1998

 

Nel lontano 1954 Alan Hale e Tom Johnson progettarono il primo Schmidt -Cassegrain che venne lanciato sul mercato nel 1966, dopo alcuni perfezionamenti. Si trattava di uno splendido modello da 200 mm con una lunghezza focale di 2000 mm. 
Il suo ultimo successore, il Celestar 8, mantiene tradizionalmente le stesse caratteristiche: il primario è un f/2 il secondario di conseguenza ingrandisce cinque volte. La lunghezza focale permette di ottenere un compromesso con la notevole ostruzione e con il campo utilizzabile. E’oltremodo sconveniente tentare di diminuire l’ostruzione, notevole anche a causa del paraluce interno situato al centro del primario Se si scendesse al di sotto del 25%, i paraluce interni potrebbero creare delle forti vignettature. 
Comunque con un’otturazione dello 0,34 il nostro C8 se la cava egregiamente se si confronta con altri S-C commerciali. 
Quando decisi di acquistare un nuovo telescopio fui attratto in modo particolare dalla sua grandissima trasportabilità. Pensate che con un peso piuma di soli 17 kg. permette agevolmente di spostarsi da una parte all’altra del luogo di osservazione o di stare comodamente tra le ginocchia(ovviamente solo il tubo con forcella!) mentre un amico guida l’ autovettura. Si può anche utilizzare una delle due custodie di polistirolo che avvolgono il C8, nella sua scatola consegnata dall’Auriga, come economica valigia.

MONTATURA 
La forcella totalmente in alluminio, si è dimostrata affidabile nell’uso prettamente visuale, l’unico difetto è da rilevarsi nell’ impossibilità di regolare in altezza le gambe del treppiede, prerogativa del più costoso Ultima 2000. Questo costringe l’osservatore a stare seduto nella maggior parte dei casi, chi poi ama l’osservazione diretta dovrà con soggetti molto alti sull’orizzonte inginocchiarsi in terra o assumere posa da contorsionista. 
La manopola dell’ascensione retta è molto affidabile, la stessa cosa non si può dire per quella della declinazione, poiché dopo poche ore di utilizzo richiede una sana regolata con una piccola pinza. 
Lo smontaggio è molto rapido: sotto la base equatoriale sono situate tre viti, svitando le due più in basso si può tranquillamente sfilare il telescopio dal treppiede, avendo l’accortezza di allentare leggermente la prima vite. Tutta l’operazione può essere eseguita da una sola persona, poiché il tubo con la forcella pesa soltanto 10 Kg. 
Il motore in ascensione e la pulsantiera sono compresi nel prezzo. La pulsantiera, a differenza di quanto ho letto su un’altra rivista del settore, permette non solo la correzione micrometrica per l’ astrofotografia, ma anche di farsi un giretto lungo la via lattea o da un cratere all’altro. Basta avere l’accortezza di tenere premuto il pulsante sinistro e poi agire sul destro, per permettere al motorino di muoversi verso destra velocemente o viceversa per spostarsi a sinistra 
Non essendo appassionato di astrofotografia non ho potuto vagliare la correttezza dell’inseguimento, ma osservando luna e pianeti con 300 e più ingrandimenti non ho mai riscontrato problemi di sorta, a patto di posizionare adeguatamente il telescopio verso il polo celeste. Il motore in declinazione è opzionale. Se non si vuole utilizzare una pila da nove volt, è possibile collegarlo a una presa tramite il convertitore di corrente, anch’esso opzionale, che permette di utilizzare una batteria da dodici volt.

Il vecchio Celestar 8 è decisamente uno degli S-C a forcella da 8″ piu’ compatti, mai prodotti

COLLIMAZIONE 
Ricordo di averla praticata una volta sola, il telescopio si era leggermente scollimato dopo un raid continuo di circa due mesi su di una strada molto dissestata che conduceva a una delle mie postazione preferite. Astrofili pendolari amanti dei newtoniani pentitevi! 
Per quanto concerne la regolazione la procedura è la stessa che ha dovuto eseguire Alessandro Bertoglio sul suo Meade da 10″ (vedi”Il Cielo ” n. 4). 
Dopo aver fatto adeguatamente ambientare il telescopio alla temperatura esterna, si osserva l’immagine fuori fuoco di una stella molto alta sull’orizzonte ad alti ingrandimenti, almeno due volte il diametro dell’obbiettivo espresso in millimetri. Se gli anelli di diffrazione non dovessero essere concentrici, si agirà sulle viti poste sullo specchio secondario. Vi raccomando di operare con delicatezza perché le tre viti sono molto sensibili. 
Lo specchio primario ha una predilezione ad appannarsi, soprattutto nelle notti più umide. Consiglio vivamente l’acquisto o la costruzione di un para condensa.

ACCESSORI 
Sono sicuramente scarsi, un diagonale di media qualità e un cercatore 6×30 che rende abbastanza difficoltosa l’osservazione degli oggetti poco luminosi. Vi è anche un Kellner da 25 M. che, a parte un’insufficiente resa a bordi del campo, svolge discretamente il proprio lavoro.

Sapore di passato: una slitta porta-filtri artigianale, in attesa del sorgere di Giove

VIBRAZIONI 
Osservando Saturno e la Luna con un plossl da 10 mm e dando il classico buffetto al telescopio, ho calcolato uno smorzamento delle vibrazioni dopo cinque secondi e mezzo.. 
 

LUNA E PIANETI 
Uno Schmidt Cassegrain non può certamente offrire le immagini del Maksutov Cassegrain dell’amico Raffaello Braga; si potrebbe sensibilmente aumentare il contrasto costruendolo con una lunghezza focale di 3000 mm, ma questo priverebbe il Celestar 8 della sua tradizionale universalità. 
Ho comunque imparato molto, utilizzando questo strumento: In primis paragonato a un newtoniano commerciale dello stesso diametro, offre un maggior contrasto grazie all’ottica intubata, che permette una totale protezione dell’alluminatura degli specchi e una sufficiente insensibilità alla turbolenza. 
Paragonato a un rifrattore da 10 cm nella specie un Vixen, nelle serate più ventose, il rifrattore offre delle immagini più contrastate ma nelle serate medie e in quelle perfette (molto rare, purtroppo) offre una qualità di dettaglio e contrasto superiore che calcolo circa del 25%, disturbata però da un leggero tremolio. 
Ma vediamo le prestazioni sulla luna: 
 La Rima Alphonsus è ben visibile a 200 ingrandimenti, anche i craterini piroclastici all’interno dell’omonimo cratere sono facilmente osservabili. 
La Rupes Recta, la rima Birt, la rima Galilei e la rima Marian sono quasi sempre facilmente visibili,soprattutto attraverso un filtro giallo chiaro, che ne aumenta il contrasto. 
Non sono mai riuscito a osservare la rima Sheepshanks e la rima Suess, mentre la rima all’interno della Vallis Alpes mi ha mai concesso l’onore di farsi osservare solo 3 volte in 8 mesi. 
Solo in rare occasioni sono riuscito a utilizzare con profitto i 400 ingrandimenti, di norma il nostro satellite può essere osservato tra i 250 e i 300 ingrandimenti. La maggior parte delle volte in cui si osserva si possono vedere particolari non presenti neppur sull’ottimo atlante della Rukl, come ad esempio i micro crateri all’interno di Theopilus.

PIANETI 
Anche in questo caso il seeing è fondamentale. 
La sera del 4 settembre 1997 dalle 21,45 alle 22,00 TU, osservando Giove con un plossl da 10 mm., erano visibili con un po’ di attenzione i seguenti particolari.: 
La macchia rossa che era contraddistinta da una leggera differenza di colore nella parte più a nord, la SPR, la STZ, la SEB, la NEB, la NTB, la NNTB e infine la NPR. In alcuni istanti si poteva osservare l’EB.

Saturno, la sera del 22 ottobre, era molto interessante: ben visibile la divisione di Cassini e le sottili differenze di colore nell’anello B, si vedeva anche la discontinuità nei pressi dell’anello A, invisibile però la divisione di Encke.

 Marte , durante l’opposizione della scorsa primavera, si è spesso rivelata un soggetto alquanto ostico, a causa di una noiosa turbolenza che rendeva difficili le osservazioni. Comunque, sia le calotte polari che i dettagli principali,come il mar della Sirte,erano a 200 ingrandimenti sempre visibili. 
 

STELLE DOPPIE 
E’ molto piacevole osservare nelle serate invernali le quattro stelle del trapezio in M42 e la quinta stellina denominata F di magnitudine 11,5, molto bella anche la compagna di Rigel, aiutato però da un leggero filtro verde chiaro per togliere luminosità alla sorella maggiore. D’estate grazie ad un plossl da 40 mm e un cielo terso, si può osservare la colorazione gialla e la colorazione blu della doppia Albireo nella costellazione del Cigno.

Parlando delle” prestazioni”del C8 sono riuscito anch’ io come il sig. P.G. BARBERO (vedi “Il Cielo” n.4 pag.63) a separare gamma Andromeda, una doppia da 0.55″!Questo grazie ad una barlow 2x, ad un plossl da10 mm e ad una serata molto favorevole.

CIELO PROFONDO 
Esporrò soltanto le osservazioni fatte da un sito con visibilità a occhio nudo della quinta magnitudine. Ovviamente in cieli molto più bui, gli oggetti visibili saranno molti di più, ma così dicendo potrei deludere l’astrofilo che è solito osservare nel giardino di casa o sul monte a pochi chilometri dalla propria città. 
In questo periodo (gennaio) M42 si osserva con molta soddisfazione, utilizzando un filtro all’ossigeno III, la visione è quasi fotografica, invece M1, la nebulosa del Granchio è visibile senza filtro come una fioca nuvoletta tonda. Devo dire che è particolarmente impossibile scorgerla nel cercatore. M57 è poco contrastata mentre a ottantuno ingrandimenti si può osservare la compagna di M31 Ngc 205. Anche M81 e M82 si osservano facilmente, mentre M51 e M101 sono molto evanescenti, ricordo però che tutto questo è osservabile dal giardino di casa e senza nessun filtro LPR. 
Per quanto riguarda gli ammassi stellari molto bello e totalmente risolto appare M13, mentre per la giusta visione del doppio ammasso di Perseo, occorre almeno un oculare da 40 mm o ancora meglio un riduttore di focale, che permetterebbe anche di osservare in tutto in campo le Pleaidi. Sotto un cielo inquinato però, utilizzando ingrandimenti nell’ordine della cinquantina di volte, si schiarisce troppo il fondo cielo a discapito dell’osservazione. Questo comunque non disturba la visione delle galassie sotto un cielo di alta montagna, anzi le rende ancor più luminose.

Il motore in declinazione, all’epoca era opzionale o disponibile nella versione Celestron Celestar Deluxe. L’ho comprato usato per completare la sua dotazione.

CONCLUSIONI 
Il Celestar 8 in proporzione al prezzo d’acquisto (nel 1998 era di € 2.065) offre una ottima trasportabilità ed un ottimo trattamento anti riflessi. Per quanto riguarda l’osservazione lunare e planetaria, le prestazioni dipendono molto dalla turbolenza. E’comunque possibile, nelle sere più ventose, utilizzare con un discreto risultato i 150 ingrandimenti aiutandosi anche con dei filtri, che per mia esperienza attenuano leggermente la turbolenza. 
Anche la messa a fuoco non crea particolari problemi di deterioramento dell’immagine, i perfezionisti potranno comunque applicare con successo una messa a fuoco a cremagliera, dopo aver fissato il primario nella posizione ideale. 
Si potrebbero apportare dei miglioramenti: delle gambe allungabili gioverebbero parecchio alla schiena degli astrofili e un piccolo attacco per sostenere la pulsantiera sarebbe l’ideale. 
Questo S-C è in definitiva un buon strumento universale, chi vuole ottenere delle prestazioni specifiche dovrà rivolgersi ad altri strumenti. E’ più comodo da utilizzare di un rifrattore, tutte le manopole per le regolazioni sono facili e immediate da utilizzare e osservando in una serata favorevole non farà rimpiangere telescopi dal costo superiore. 
 

SCHEDA TECNICA 
Diametro 200 mm 
Lunghezza focale 2000 mm 
ostruzione c. 0,34 
Limite stimato su stelle doppie 0,6 (in sera eccezionale gamma Andromeda sdoppiata osservando l’immagine di diffrazione. 
magnitudine limite teorica 13 
magnitudine raggiunta 13 
fuoco minimo 10 metri con Kellner da 25mm. e diagonale

TEST CONTRASTO E RISOLUZIONE 
LUNA: Gassendi: Visibili solo le rime ad est del cratere 
 Birt: rima Birt, Birt C, F,E,H 
 Alphonsus: la rima visibile solo nelle serate con poca turbolenza, 
 visibili i craterini piroclastici. 
 Plato: visibili i cinque crateri interni nella fase di luna piena. 
 Rima Archytas: visibile 
 Rima Vallis Alpes: visibile raramente 
 Rima Calippus: visibile 
 Rima Sheepshanks: NO 
 Rima Hesiodus: visibile 
 Rime all’interno di Pitatus solo quelle a 23°W

 


ABERRAZIONI PERCEPIBILI CON LO STAR TEST
sferica assente 
astigmatico assente 
coma assente 
tensioni assente 
collimazione dalla fabbrica abbastanza precisa

DISCO DI AIRY
molto brillanti gli anelli di diffrazione

RETICOLO DI RONCHI
 le frange mostrano una lievissima aberrazione sferica. 
 

 

 

 

Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (565 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum.


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Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum.

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