Come ho modificato la testa video Manfrotto MV502AH . Impressioni d’uso con un binocolo da 100 mm

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Sono un appassionato di astronomia dai tempi del passaggio della cometa di Halley quando ero un ragazzo che frequentava i primi anni del liceo. Quella passione mi portò ad acquistare nell’ormai lontano 1987 il mio primo telescopio: un rifrattore acromatico da 90 mm su montatura alt-azimutale (il modello Vixen Custom 90M che figurava, per chi si ricorda, nei vecchi cataloghi della Vixen con copertina rossa). Questo telescopio mi permise di osservare dal balcone di casa diversi oggetti Messier come anche i principali pianeti.  Dopo un lungo periodo di inattività, quando la passione per l’Astronomia e per le ottiche è tornata prepotente anche grazie alla lettura del sito Binomania.it e del relativo Forum, ho deciso di dotarmi di un valido strumento che fosse facile e veloce da usare come anche versatile in più campi di osservazione, quindi non solo astronomia ma anche paesaggi terrestri. Affascinato dalle immagini contrastate e dai colori saturi forniti dagli strumenti a lente con elementi a bassa dispersione la mia scelta è caduta sul binocolo APM 100-45 ED-APO che unisce ad una accettabile trasportabilità anche un discreto diametro per le osservazioni astronomiche.

All’inizio ho montato questo binocolo su un treppiede con una testa video di fabbricazione cinese, soluzione che risultava idonea per le osservazioni terrestri ma non sufficiente per le osservazioni astronomiche, ovvero con il binocolo puntato verso l’alto a causa della mancanza di contro bilanciamento e della colonna centrale a cremagliera che permette di osservare comodamente a qualunque angolazione si ponga lo strumento.

Ho deciso, quindi, di acquistare il treppiede Manfrotto 475B accoppiato alla testa video Manfrotto MVH502AH. Questa testa video ha dei movimenti molto fluidi e frizionabili e include un contro bilanciamento a molla di circa 4kg sull’asse verticale, utile per compensare (almeno parzialmente) il peso del binocolo quando lo si punta verso l’alto. Con questo sistema ho ottenuto un set-up che oltre ad essere esteticamente molto valido, mi permette di fare osservazioni terrestri con una qualità in termini di fluidità dei movimenti e assenza di vibrazioni sconosciute alla precedente testa video.

Consente, inoltre, di puntare abbastanza agevolmente il binocolo anche in prossimità dello zenit con la limitazione di doverlo reggere in posizione, utilizzando la leva di comando per poi bloccare il movimento in verticale una volta puntato e quindi osservare togliendo le mani dalla montatura per evitare fastidiose vibrazioni.

Per migliorare ulteriormente le prestazioni della testa video nelle osservazioni astronomiche ho quindi incrementato la capacità di bilanciamento installando una seconda leva di comando alla cui estremità sono inseriti dei pesi. E’ stata montata in modo da aggiungere al contro bilanciamento a molla della testa, un ulteriore contro bilanciamento statico, utile quando si punta la verticale.
 Ho verificato che per bilanciare completamente il binocolo con sopra due oculari Baader Morpheus da 14 mm quando si punta lo zenit è sufficiente inserire alla seconda leva un peso aggiuntivo di 1.5 kg e montarla in direzione ortogonale all’asse del binocolo.
 Come pesi ho utilizzato tre comuni dischi da palestra di 0.5 kg ciascuno il cui foro centrale ha un diametro (fortuita coincidenza!) che permette il montaggio sulla parte inferiore della leva Manfrotto semplicemente togliendo l’anello metallico montato alla estremità. In questa configurazione è possibile osservare in prossimità dello zenit con il blocco del movimento in verticale aperto facendo lavorare solo la frizione e il contro bilanciamento della testa e quindi muovendo il binocolo sfiorandolo con le dita. Per quanto riguarda le vibrazioni vi posso dire che riesco ad osservare a 80x senza particolari problemi.

Con questo set up riesco a compiere dal balcone di casa delle bellissime osservazioni della luna e dei maggiori pianeti a 80x, e portando lo strumento in un luogo con poco inquinamento luminoso anche delle suggestive e purtroppo rare osservazioni degli oggetti deep sky. Quando il cielo è sereno e senza luna e gli impegni familiari e lavorativi me lo permettono, mi reco in un sito nei pressi del Passo della Futa (Toscana) a circa un’ora da dove abito e dove si trova un sito con un cielo molto buio se paragonato a quello che normalmente c’è nella piana di Firenze-Prato.

 Qui gli oggetti del cielo profondo si staccano dal fondo del cielo abbastanza bene e l’utilizzo di un binocolo da 100 mm con lenti a bassa dispersione, accoppiato con un paio di oculari grandangolari come i Baader Morpheus da 14mm (che danno un ingrandimento di circa 39x e quasi 2 gradi di campo reale) permette davvero di avere la sensazione di essere proiettati nello spazio: le stelle sono puntiformi fino ai bordi e gli oggetti deep sky emergono nettamente dal fondo nero del cielo.


Gli oggetti più luminosi come la nebulosa di Orione o la grande galassia di Andromeda, per non parlare del doppio ammasso del Perseo, sono davvero uno spettacolo, ma anche oggetti più deboli regalano delle visioni assolutamente affascinanti come ad esempio la nebulosa Fiamma in Orione la cui struttura anche se diafana è ben evidente, la coppia M108 e M97 nell’Orsa Maggiore o il quartetto di galassie nel Leone M95, M96, M105 e NGC3371 tutte perfettamente visibili nel campo oculare.

Antonio De Vita Antonio De Vita (1 Posts)

Nato nel 1971, ingegnere, lavora a Firenze come Project Manager in una grande azienda che opera nel settore dell’Oil&Gas e vive a Prato. Appassionato fin da ragazzo di astronomia e fotografia. Nel tempo libero si dedica alla famiglia, alle letture e alle osservazioni binoculari sia terrestri che astronomiche.


Antonio De Vita

Nato nel 1971, ingegnere, lavora a Firenze come Project Manager in una grande azienda che opera nel settore dell’Oil&Gas e vive a Prato. Appassionato fin da ragazzo di astronomia e fotografia. Nel tempo libero si dedica alla famiglia, alle letture e alle osservazioni binoculari sia terrestri che astronomiche.

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