Torretta binoculare Tecnosky Horizon. Comparativa con binocolo astronomico, utilizzo con Dobson e test diurno

Attendevo, da molti anni, un accessorio ottico con tali caratteristiche.

Cito testualmente quanto pubblicizzato da Tecnosky: La nuova torretta binoculare Horizon permette di utilizzare strumenti come newton o rifrattori senza anteporre alcun correttore di tiraggio! Una vera rivoluzione nel suo genere!

Molti binofili – compreso il sottoscritto – hanno sempre tentato di osservare il cielo con un rifrattore e un visore binoculare, tuttavia gli ingrandimenti che era possibile raggiungere,  erano sempre troppo elevati affinché eguagliassero le prestazioni di un classico binocolo astronomico.

Ora, grazie alla torretta Horizon  tutto ciò è possibile.

il complesso schema ottico di questa torretta binoculare

L’atipica pupilla di uscita del visore Horizon che divide l’immagine in due per poi ricomporla con la visione binoculare

Non mi dilungo sui dati tecnici confermo soltanto che trattasi di uno schema misto composto di lenti e specchi in grado di fornire un’immagine completamente raddrizzata.

La costruzione è in linea con il prezzo di acquisto, anzi mi pare anche migliore rispetto ad altri visori binoculari nella stessa fascia di costo. Sono stati utilizzati sia il policarbonato sia parti metalliche. Di primo acchito si rimane un po’ scioccati dai componenti di colore rosso anodizzato, ma le rifiniture sono molto curate. Oltretutto, dopo aver installato il telescopio sulla mia montatura altazimutale AYO della AOK SWISS, mi sono accorto che i colori combaciavano alla perfezione … anche l’occhio vuole la sua parte.

A sinistra visore binoculare MaxBright, a destra la nuova Tecnosky HORIZON



Pregevole e preciso si è rivelato il sistema di blocco a collare della sede porta-oculari e la regolazione della distanza inter-pupillare simile al  (per me prediletto) visore binoculare Takahashi che cerco spesso nel mercato dell’usato.

Questo sistema ottico binoculare “divide” in due l’immagine,  è molto curioso,infatti, analizzare la sua uscita pupillare (Vedi foto).  Ho ritenuto che la sua regolazione sia molto precisa e che l’esemplare in prova si è dimostrato ben collimato anche oltre i 200X.

Per controllare la trasmissione luminosa di questa torretta ho fatto una prova- forse non molto precisa- ma abbastanza affidabile.

Ho fissato su un cavalletto fotografico prima la Horizon e poi la Maxbright. (con il supporto della Berlebach che uso per i binocoli)

Ho inquadrato la stessa zona ( un muro illuminato) e poi ho inserito all’interno del porta oculari l’obiettivo della compatta Canon Powershot S95.
La compatta era impostata in modalità di apertura a F/2 ed è stato sufficiente verificare i tempi di posa ottenibili per arrivare alla perfetta esposizione.
Nella Horizon ho dovuto scattare a 1/4 di secondo, nella Maxbright il tempo è stato piu’ alto- anche se di poco- ossia 1/8 di secondo.

La MaxBright, quindi è risultata leggermente piu’ luminosa, tuttavia, dato che è impossibile utilizzarla ad ingrandimenti bassi come quelli concessi dalla Horizon non l’ho evidenziato come elemento essenziale per una eventuale scelta fra le due.

Una bella pesata alle torrette.

 L’unica remora che avevo, riguardava il diametro libero dei prismi, dichiarato in 17,5 mm. Tuttavia, poiché Tecnosky aveva minimizzato il possibile problema di vignettatura con oculari da 25 mm, ho accettato ben volentieri di testarlo anche con questi oculari e lo abbiamo fatto anche con un Dobson, grazie alla collaborazione di Vincenzo Valente meglio conosciuto come “Kappotto” nei vari forum di astronomia.

Un plauso anche per la valigetta a tenuta stagna, fornita di serie

La torretta Horizon è stata utilizzata con un rifrattore acromatico Tecnosky con un diametro di sei pollici e aperto a F/6 e con il mio esemplare di Takahashi FS 128 con doppietto in fluorite minerale, aperto a F/8.1.

Nell’uso astronomico ho utilizzato anche il pentaprisma suggerito da Giuliano Monti, dato che, come risaputo, non inverte le immagini.

La rapida regolazione della distanza inter-pupillare

Comparativa nell’uso astronomico


I contendenti sono stati il rifrattore da 150mm con la torretta Horizon e un binocolo astronomico angolato (acromatico) da 100 mm di diametro.

Durante Febbraio ho organizzato una breve comparativa in compagnia di qualche amico astrofilo (il già citato Vincenzo Valente, Angelo Cutolo, Federico Caro, Paolo Monti, Emilio Curro’ Dossi, Maurizio Mazzoleni e altri ancora). Tali signori, sono tutti comprovati appassionati di osservazioni visuali e astrofili decisamente esperti.

L’oggetto, anzi gli oggetti del contendere, sono stati vari: da M42 a il Doppio di Perseo, da M1  a qualche galassia nell’Orsa Maggiore, sino agli ammassi stellari nella costellazione di Auriga.

La torretta Horizon durante la serata comparativa


Posso confermare- senza dubbi- che il kit composto da rifrattore da sei pollici +visore non fornisce una luminosità simile a quella di un binocolo da 120 mm, ma è comparabile a quella di un “ottimo”  binocolo astronomico da cento. Di contro, a favore del sistema rifrattore da sei pollici Horizon, ho evidenziato delle caratteristiche molto interessanti che personalmente mi hanno fatto prediligere le immagini fornite:

1) Maggior puntiformità stellare
2) Maggior contrasto (ben visibile, ad esempio osservando M42)
3) Maggior nitidezza

 

Di contro, il combo era ovviamente piu’ pesante e ” delicato” rispetto a un semplice binocolo che si monta e smonta in un baleno.

Confermo che abbiamo potuto utilizzarlo- senza evidenti problemi di vignettatura- anche con gli oculari da 24 mm.

Colgo l’occasione per fare un plauso ai nuovi oculari FLAT FIELD proposti da Tecnosky che sono un bel passo avanti rispetto a prodotti di solo un lustro fa. Mi sono cosi piaciuti che ho comprato il fratellone da 30 mm per il mio Schmidt Cassegrain da otto pollici.

Scriverò qualcosa a riguardo nelle prossime settimane.

 

Il preciso “Kappotto” si prepara a togliere l’oculare dal suo Dobson per passare alla visione..binoculare

BOX

Il Dobson di KAPPOTTO E IL VISORE
a cura di Vincenzo Valente


Il 1° marzo un gruppo di amici ed io, siamo andati sotto il cielo di Brinzio (VA) a testare la nuova torretta Horizon, con due coppie di oculari Tecnosky Ultra Flat Field da 24 mm e da 18 mm, sul Dobson di mia proprietà, del diametro di 42cm aperto a F/4,28. La torretta si usa senza aggiuntivi ottici come correttori o barlow.

Il back focus necessario all’utilizzo dell’Horizon è pari a circa due centimetri, dunque simile a quello degli oculari da 31,8mm. Il vantaggio principale di questa torretta è senza dubbio il fatto di poter essere utilizzata senza aumentare la focale del telescopio. Con gli oculari a 24 mm forniva 75x e una pupilla di uscita di 5,6mm! Per confronto, con gli stessi oculari la Baader MaxBright corredata di Glasspath per newton da 1,7x forniva 127x e una pupilla di uscita di 3,3 mm. La visione di M42 e del doppio ammasso del Perseo nella loro interezza con due occhi è stata impagabile.

Gli oggetti osservati sono stati i principali Messier di stagione: la coppia M81-82 nell’Orsa Maggiore, l’Eskimo, gli ammassi aperti in Auriga.

Sugli oggetti luminosi non si è avvertito un calo di luminosità rispetto all’osservazione con oculari singoli (nel caso un Explorer Scientific LER da 26 mm). Anche su galassie meno appariscenti come la NGC 2903, l’osservazione non ha evidenziato meno dettagli che all’oculare singolo. Addirittura gli ammassi aperti sembravano esplodere davanti agli occhi, dando una sensazione di totale immersione nel cielo, ben più che con gli oculari da 100°.

Per finire l’Horizon, quando montata su un Dobson, è un ottimo accessorio per l’osservatore abituale del cielo profondo. Unisce l’immediatezza della visione binoculare alla grande raccolta di luce dei grossi specchi. Per chi non si può permettere un binoscopio Dobson, per ragioni di soldi o di spazio, quest’accessorio può essere l’unica soluzione per osservare con due occhi il profondo cielo.

 

 

Utilizzo diurno

I lettori di Binomania sanno che sono abbastanza esigente per ciò che concerne la strumentazione ottica nell’osservazione terrestre. Da anni, infatti, osservo con un Kowa Highlander 32×82 con obiettivi in monocristallo di fluorite, con un Docter Aspectem ED 40×80 e con vari spotting scopes di alta qualità. Non lo scrivo per vanto, ma per anteporre la mia assuefazione a prodotti di alta qualità durante questo genere di osservazioni.
Per questa ragione ero molto curioso di testare a medio bassi-ingrandimenti il Takahashi FS128 con il visore Horizon, perché a 40-50X l’avevo sempre potuto sfruttare in visione monoculare.

In visione diretta è necessario utilizzare una piccola prolunga, almeno con il mio Takahashi FS128

Posso confermare – anche in questo caso- di aver ben apprezzato la sua resa. Con il mero sacrificio di dover usare un tubo di prolunga ha fornito, a circa 45X (con gli oculari Tecnosky 24 mm) delle immagini stupende, anche a brevissima distanza della natura e della fauna. Ho ancora incise nella mente, l’immagine di un pettirosso poggiato su una recinzione a circa dieci metri  di distanza. Mai vista un’immagine del genere, per ricchezza dei colori e brillantezza. Ovviamente parte di tale successo dipendeva dalle prestazioni del pregiato doppietto alla fluorite. Ritengo, in ogni caso, che  questa torretta potrebbe essere un accessorio utile anche per gli appassionati delle osservazioni terrestri che magari godono di una posizione panoramica e fanno uso di rifrattori apocromatici di medio diametro e di alta qualità.

Il Kit usato per osservare gli aerei a circa quaranta ingrandimenti: immagini nitide e contrastate. WOW

Montando poi,  sul Takahashi FS 128 degli oculari Vixen SSW da 14 mm ( 75X) l’immagine- paragonata, a quella di una Swarovski ATX 95, era migliore nel rifrattore, sia per ciò che concerne la brillantezza dei colori,  sia per i dettagli visibili e il contrasto fornito.

Oserei scrivere anche questa presupposizione: se montato su un rifrattore da quattro pollici dovrebbe fornire la luminosità di un buon binocolo ED da settanta millimetri, mentre ho dubbi riguardo la sua resa con rifrattori da 70 mm e 80 mm, giacché, in tale caso, potrebbe essere valido unicamente per le osservazioni diurne in presenza di una ottima illuminazione.

In sintesi

Ritengo la torretta binoculare Horizon di Tecnosky, un accessorio veramente indispensabile per i proprietari di rifrattori e grossi Newton che vogliono osservare il cielo a bassi ingrandimenti. Non ho potuto testarlo nell’osservazione di luna e dei pianeti, tuttavia, visto il suo schema  ottico complesso e le sue caratteristiche osservative, ritengo sia piu’ fruibile nelle osservazioni astronomiche e terrestri a bassi ingrandimenti.

Pregi

  • Prezzo di acquisto in base alle rifiniture
  • Possibilità di utilizzare oculari di poco superiore all’uscita dei prismi, senza particolari problema di vignettatura
  • Valigetta in dotazione

Difetti

  • Il Colore? Forse lo avrei preferito più’…serioso J ma devo ammettere che ben si presta all’accostamento con varie montature o telescopi attuali.

 

Ringraziamenti


Ringrazio Giuliano Monti, patron di Tecnosky per aver fornito non solo la torretta Horizon, ma anche gli oculari e un ottimo rifrattore acromatico da sei pollici.

E’ possibile acqusitare la torretta sul sito ufficiale di Tecnosky al costo di 379 euro (prezzo Aprile 2019)

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Aprile dell’anno 2019-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente  Tecnosky 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Piergiovanni Salimbeni Piergiovanni Salimbeni (572 Posts)

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da oltre quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania. Collabora ed ha collaborato, inoltre, con varie riviste italiane: Itinerari e Luoghi, Cacciare a palla, Armi e Tiro, La Rivista della Natura, Nuovo Orione, Le Stelle, Coelum.


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