Ho provato i TAKAHASHI TPL. Pregi, difetti e sfida contro alcuni dei migliori oculari astronomici!

SOMMARIO

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I NUOVI OCULARI TAKAHASHI TPL – PREMESSA

Premetto di essere un appassionato del marchio Takahashi fin dall’adolescenza e, anni fa, ho avuto la fortuna di acquistare un magnifico esemplare del rinomato rifrattore astronomico alla fluorite minerale Takahashi FS128 di cui, prima o poi, preparerò una video recensione approfondita. Da allora, ho ampliato la mia cospicua collezione di oculari includendo anche gli oculari ortoscopici  MC ABBE della stessa azienda. Pertanto, con l’arrivo in Italia dei nuovissimi   MC TPL Takahashi, (ometterò la sigla MC per brevità) non potevo esimermi dal condurre un test e confrontarli con vari altri oculari di pari focali, come: MC ABBE, TMB Super Mono, Baader Genuine, Circle-T, Classic Ortho, Vixen LV, Docter UWA, e molti altri.

All’interno di questo video e di questa recensione, avrete l’opportunità di esaminare non solo le caratteristiche, i pregi e i difetti degli oculari  TPL Takahashi, ma anche le mie impressioni pratiche sul campo ottenute attraverso l’utilizzo dei seguenti telescopi: Takahashi FS 128, TeleVue Oracle 3, Celestron C8 Ultima su montatura Celestar, Meade Etx 90, Celestron 150 acromatico F/5.

Gli oculari Takahashi TLP sono distribuiti in Italia da SkyPoint, che ha gentilmente fornito le seguenti focali per la visione: 25 mm, 18 mm, 12.5 mm, 9 mm e 6 mm. Nel momento in cui sto redigendo questo articolo, sono state aggiunte al catalogo due ulteriori focali da 33 mm e 50 mm (con barilotto da due pollici). In primavera dovrebbe essere disponibile anche una lente di Barlow 2x dedicata in grado di migliorare le aberrazioni fuori asse di questi oculari.

I prezzi partono da 220 euro, come visibile sul sito ufficiale 

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le di SkyPoint.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI OCULARI

 

Inizio con il riassumere quanto citato dal costruttore sul sito ufficiale. Takahashi,  dopo aver progettato e testato a lungo vari modelli con telescopi privi di aberrazioni, come la gamma TOA e Mewlon CRS,  è giunta alla conclusione che il design originale del Plossl fosse il migliore sui cui investire tempo e risorse..

Per tale motivo ha introdotto la nuova serie di oculari  di Plossl   definiti   “TPL “, progettata con l’utilizzo di vetri ad alto indice di rifrazione e bassa dispersione. Questa scelta consente di contenere l’aberrazione cromatica in asse di circa la metà di quella della serie Abbe e approssimativamente  e di 2/3 di quella della serie LE, che ora non è più in produzione. Ogni superficie ottica degli oculari   TPL è sottoposta a un trattamento multistrato, garantendo una straordinaria trasmissione di luce pari al 99%. Un’attenzione particolare è stata dedicata al controllo della luce diffusa. La caratteristica distintiva di questa serie è l’assenza di una lente moltiplicatrice di Smyth, che si traduce in una somma di Petzval diversa da zero e, di conseguenza, in una leggera curvatura di campo. Sebbene l’oculare sia perfettamente corretto in asse, offrendo prestazioni eccezionali, tende a perdere leggermente in contrasto e a espandere e deformare i diametri stellari verso i bordi estremi del campo.

FIG.1 – Un primo piano sugli oculari Plossl TAKAHASHI    TPL

Tuttavia, è interessante notare che l‘aggiunta di una lente di Barlow risolve questa leggera curvatura di campo, garantendo un campo più piatto. Questa combinazione si rivela particolarmente conveniente per migliorare le prestazioni complessive dell’oculare. Gli oculari della serie MC  TPL sono tutti parafocali e dotati di un paraluce in gomma ripiegabile. La loro fabbricazione è di elevata qualità, completamente Made in Japan, e le osservazioni con strumenti ad alta correzione, come la serie TOA e la serie Mewlon CRS, promettono risultati di eccellente qualità.

DOTAZIONE DI SERIE

La dotazione di serie è minimalista allo stato puro; non sono inclusi paraluce di ricambio, panno per la pulizia o altri accessori aggiuntivi. Gli oculari sono consegnati in una scatola di cartone blu con il marchio “Takahashi”, protetti da due spessori di polistirolo, e gli unici accessori forniti sono i tappi.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI OCULARI TAKAHASHI MC TPL 

CARATTERISTICHE  TAKAHASHI TPL-6MM
Lunghezza focale 6 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 4,5 mm
Diametro del barilotto  1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Lunghezza 39 mm
Peso 55 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE   TAKAHASHI TPL-9MM
Lunghezza focale 9 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 6,5 mm
Diametro del barilotto 1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Lunghezza 45 mm
Peso 70 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE   TAKAHASHI TPL-12,5MM
Lunghezza focale 12,5 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 9 mm
Diametro del barilotto  1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Lunghezza 51 mm
Peso 90 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE   TAKAHASHI TPL-18MM
Lunghezza focale 18 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 13 mm
Diametro del barilotto  1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Diametro del barilotto 60 mm
Diametro dello scafo 110 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE  TAKAHASHI TPL-25MM
Lunghezza focale 25 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 18 mm
Diametro del barilotto  1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Lunghezza 71 mm
Peso 140 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE  TAKAHASHI TPL-33MM
Lunghezza focale 33 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 23 mm
Diametro del barilotto  1,25″ (31,75 mm).
Diametro dello scafo 39 mm
Lunghezza 89 mm
Peso 160 g

Caratteristiche principali

CARATTERISTICHE   TAKAHASHI TPL-50MM
Lunghezza focale 50 mm
Campo visivo apparente 48 gradi
Estrazione pupillare 37mm
Diametro del barilotto   2″ (50,8 mm).
Diametro dello scafo 63 mm
Lunghezza 142 mm
Peso 520 g

DESIGN E OTTICA

Barilotto, paraluce, annerimento

La costruzione meccanica della serie TPL presenta somiglianze con la serie MC ABBE, sebbene sia inferiore, a mio parere, per quanto riguarda le rifiniture rispetto alle serie LE e HI-LE di cui sono in possesso. Il barilotto è opacizzato e le sigle sono stampate anziché incise. Il paraluce di gomma, benché non sia tra i più morbidi che ho utilizzato, può essere completamente rimosso o abbassato per agevolare l’utilizzo da parte di chi indossa gli occhiali, specialmente alle lunghezze focali più impegnative, ovvero dal 9 mm in poi. Va notato che l’estrazione pupillare corrisponde a circa il 70% della lunghezza focale, mentre il campo visivo apparente è di 48°. Riguardo all’aberrazione cromatica al centro, è approssimativamente la metà di quella riscontrata nella serie Abbe e due terzi di quella riscontrata nella serie LE. Nell’articolo avrò modo di illustrare con precisione le mie impressioni pratiche sul campo.

FIG.2 – In questa immagine potete verificare il design degli oculari che varia in base alla focale

Il barilotto interno è ottimizzato con una finitura opaca di alta qualità, e proporzionalmente alla lunghezza focale, è stato progettato un design specifico per prevenire l’ingresso di luce parassita. Tuttavia, va notato che manca una sezione anti-scivolo, quindi, per maneggiarlo al buio e con le mani fredde, è consigliabile stringerlo nella parte in cui lo scafo si restringe verso il barilotto o sfruttare la gomma del paraluce. I corpi degli oculari presentano una finitura opaca di alta qualità e un design interno che efficacemente impedisce l’ingresso di luce parassita.  Le focali più corte, in particolare la focale da 6 mm, adottano in parte il design “vulcano” dei rinomati ortoscopici giapponesi. Questa caratteristica si manifesta attraverso una chiara conicizzazione dello scafo, che contribuisce a posizionare la lente di campo dell’oculare in una posizione eccellente. Tale configurazione non solo beneficia i portatori di occhiali, ma aumenta anche il comfort osservativo grazie alla sua estrazione pupillare ottimale. Un altro lato positivo, per me che sono un amante dell’osservazione con i visori binoculari e con i binocoli, è il barilotto liscio non scanalato che evita di peggiorare ancor di più la eventuale scollimazione dello strumento/accessorio con cui si utilizzeranno.

 

Lenti 

La serie degli oculari TPL fa uso di un vetro altamente rifrattivo e a bassa dispersione. Tutte le superfici delle lenti sono dotate di un rivestimento antiriflesso multistrato  (MC) che consente di trasmettere oltre il 99% della gamma di luce visibile. Come evidenziato nelle immagini seguenti, a parità di focale, il diametro della lente di campo risulta più grande sia rispetto alla serie MC ABBE sia agli oculari ortoscopici Baader Genuine Ortho, Classic Ortho e ai monocentrici TMB Supermono. Questa caratteristica, nella pratica, offre anche una migliore resistenza all’appannamento durante le notti più gelide, quando l’ingresso e l’uscita da un ambiente riscaldato possono causare rapidi fenomeni di appannamento. È da notare che tutti gli oculari forniscono immagini molto nitide e contrastate in asse, come dettaglierò nei paragrafi specifici. Non essendo un portatore di occhiali non ho potuto verificare il loro confort, certo è che dal 12.5 mm , l’estrazione pupillare inizia ad essere oggetto di attenzione, in parte si migliora la situazione togliendo completamente il paraluce.

FIG.3 – Comparativa tra TMB SUPERMONO da 6 mm, sulla sinistra e Takahashi TPL, notare il maggior diametro della lente di campo dell’oculare giapponese

 

PROVE PRATICHE SUL CAMPO


Le prove pratiche condotte sono state innumerevoli e ne riporterò soltanto qualcuna, giusto per specificare nel dettaglio quanto evidenziato. Le osservazioni sono state effettuate utilizzando telescopi di differenti schemi ottici, pregio e diametro, conferendo così un quadro completo delle prestazioni degli oculari sia nella mera osservazione astronomica, sia nell’uso diurno.

FIG.4 – Il Takahashi TPL 25 montato sul rifrattore Celestron 150 F/5

Osservazione astronomica

21 Dicembre – ore 17.30 / 20.30
Comparativa tra 6mm:  TPL 6,TMB Super Mono, e MC ABBE 
Telescopio utilizzato: Takahashi FS 128
Osservazione: Rima BIRT
Seeing: Pickering 7

“Il 21 dicembre alle ore 17:35, ho iniziato le osservazioni lunari con il mio telescopio Takahashi FS128. Avendo stimato un valore di Pickering intorno a sei e mezzo – sette, ho deciso di concentrarmi sulla zona della rima Birt per verificare le differenze rispetto a uno degli oculari che reputo più nitidi della mia collezione, il TMB Supermono. Ho utilizzato due focali TMB Supermono, il mio 9 mm e il 6 mm gentilmente fornito dall’amico Federico Caro. Entrambi i contendenti sono stati poi confrontati con gli MC ABBE di pari lunghezza focale.

Come anticipato, il TMB Monocentrico è uno dei miei migliori oculari per l’osservazione planetaria e lunare. Tuttavia, pecca per un campo di vista molto stretto. Il TPL da 6 mm ha eguagliato il monocentrico, mostrando con la medesima nitidezza la zona di Birt 1, dove è presente il solco del domo bisecato. Anche nella luminosità palesata e nel contrasto, non ho riscontrato differenze abissali rispetto ai nuovi TLP. In un ipotetico punteggio considerando anche la ottima correzione e  brillantezza dei colori e soprattutto il campo di vista più ampio, nell’osservazione lunare, avrei senza dubbio prediletto i TPL.

Ancora una volta, i TPL si sono dimostrati comparabili agli MC ABBE per nitidezza e contrasto, ma li ho giudicati migliori nella comodità d’utilizzo, anche grazie alla lente di campo più grande. A tratti, ho forse percepito una tonalità leggermente più bianca della superficie lunare nei TPL, ma è una differenza veramente minima. Anche confrontato con l’ortoscopico della Takahashi, il nuovo oculare Plossl giapponese fornisce un campo di vista decisamente più ampio, tanto da farmelo preferire nell’osservazione lunare.”

FIG.5- La torretta porta-oculari, anche se economica, si è dimostrata indispensabile per fare delle comparazioni precise e non…a memoria

26 Dicembre – ore 17.30 / 20.30
Comparativa 12.5 mm:  TPL ,MC ABBE, GENUINE ORTHO  
Telescopio utilizzato: Celestron C8 Ultima
Osservazione di Giove
Seeing: Pickering 6, 6.5

“Ero intento ad osservare il gigante gassoso in visione diretta, senza l’ausilio di una diagonale, utilizzando un filtro ND per abbassare la luminosità e agevolare l’osservazione della zona equatoriale. Nonostante le condizioni mediocri di Pickering della serata, sufficienti, ma a tratti poco più, ho notato che il Takahashi TLP ha un miglior contenimento della luce diffusa sul pianeta, seguito dal MC ABBE. La nitidezza in asse mi è sembrata identica. Tuttavia, i TLP risultano inferiori per la resa dei colori (i CIRCLE T e i GENUINE ORTHO mostrano colori molto più caldi ma sono meno nitidi e luminosi). A tratti, nei TLP, ho percepito maggiori dettagli nella zona equatoriale, dove erano visibili alcuni festoni che erano invisibili nei CIRCLE T e nei GENUINE ORTHO. Onestamente, non riesco a trovare differenze di nitidezza rispetto alla resa degli MC ABBE; forse i TLP mostrano meno luce diffusa soprattutto quando usati con un telescopio ostruito. “

 

12 Gennaio- ore 19.30 / 20.30
Comparativa tra 12.5 mm:  TPL , MC ABBE,   CIRCLE T e GENUINE ORTHO (Docter UWA su Orione)
Telescopio utilizzato: Celestron C8 Ultima
Osservazione di Giove, Costellazione di Orione
Seeing: Pickering 6, 6.5

“Verso le 18:50, ho iniziato l’osservazione di Giove con il telescopio Takahashi FS128, e successivamente ho utilizzato anche il Celestron 150 F/5 per esplorare il cielo profondo a medio-bassi ingrandimenti.

Con il rifrattore alla fluorite, ho osservato il gigante gassoso con gli oculari TPL da 9 mm e 6 mm, confrontandoli, quando possibile, con il Genuine Ortho da 9 mm e anche con un vecchio Vixen LV nella focale da 6 mm. Nonostante la modesta qualità del seeing, sono stato in grado di distinguere vari dettagli gioviani, soffermandomi su una interessante striscia chiara nella zona tropicale del pianeta. Essa emergeva in modo più marcato attraverso gli oculari Takahashi TPL. I GENUINE ORTHO offrivano un’immagine più calda e nettamente più scura. La differenza di luminosità era molto evidente, così come il contenimento della luce diffusa, migliore nei TLP e veramente mediocre nel VIXEN LV.

Successivamente, approfittando della luna nuova, ho dedicato del tempo all’osservazione del cielo profondo sia con il Takahashi 128 che con il rifrattore da 150 F/5. Per questa comparativa, ho utilizzato il mio oculare preferito, il Docter UWA da 12,5 mm, che per trasparenza, nitidezza, contenimento delle aberrazioni geometriche ai bordi, è uno degli oculari migliori della mia dotazione.

Nonostante il campo di vista ultra-grandangolare del Docter UWA 12.5 e la ottima resa al bordo anche con il 150 F/5, ho notato un’immagine più luminosa e una tonalità più neutra nel TPL durante l’osservazione della nebulosa M42. Per migliorare le mie impressioni, nel corso della serata, ho deciso di includere una breve comparativa con un vecchio Circle T da 12.5 mm che ha mostrato una luminosità decisamente inferiore, tanto che M78 pareva percepibile come se stessi osservando in un telescopio dal diametro inferiore.

Ritengo che, modesto campo inquadrato a parte, i TPL siano in grado di fornire immagini ottimali anche del cielo profondo, competendo con oculari più costosi come il Docter UWA per nitidezza, contrasto, vincendo in luminosità. I TPL potrebbero essere oculari interessanti per gli appassionati delle osservazioni di cielo profondo che cercano di percepire dettagli flebili sulle galassie, rendendoli un accessorio veramente consigliato in questo contesto.”

FIG.6 -Una delle tante albe che hanno visto protagonista la Luna e i Takahashi TPL

Giorno: 29 Gennaio – Ore 19
Comparativa tra 6 mm: TLP 6, MC ABBE ,TMB SUPERMONO 
Telescopio utilizzato: TeleVue Oracle 3
Osservazione di Giove, Costellazione di Orione
Seeing: Pickering 6, 7

Nell’osservazione di Giove, non noto particolari differenze per quanto riguardo la nitidezza e il contrasto in asse, anche a luce diffusa, e la tonalità dei colori mi sembra molto simile. A tratti, però’, percepisco un miglior contenimento della luce diffusa nel TLP. Sto ovviamente utilizzando il TeleVue Oracle 3, che è soltanto un telescopio a rifrazione da 76 mm (tripletto cementato), quindi non posso beneficiare di un dettaglio soddisfacente come percepibile nel Takahashi FS 128. Tuttavia, questa comparativa per me è molto importante, giacché, in definitiva, non noto particolari differenze tra un ottimo ortoscopico (MC ABBE) e i nuovi Plossl. Anche la tonalità dei colori è decisamente orientata verso il bianco neutro, mentre Giove è molto luminoso. A tratti, il Takahashi TPL pare mostrare un bordo planetario più definito. Molti appassionati avrebbero giurato che un ortoscopico di Plossl non sarebbe stato in grado di fornire nitidezza e dettaglio di un ortoscopico di Abbe.

Ho provato anche a spostare i satelliti galileiani verso il bordo, nei pressi del field stop, notando un degrado abbastanza simile, ma il test effettuato con le stelle , però ha comportato un esito migliore nel TPL. Visto il diametro più grande della lente di campo e il maggior campo reale, nonché campo apparente, trovo molto confortevole l’utilizzo del Takahashi TPL da 6 mm, soprattutto su montature non motorizzate. La successiva comparativa con il monocentrico TMB SUPER MONO mostra un lievissimo fondo cielo leggermente più scuro nel monocentrico, ma infinitesimale; tuttavia, il campo di vista fornito dal TPL e la minor resistenza all’appannamento sono così elevate in proporzione a quelle del monocentrico che, se dovessi scegliere uno dei tre oculari, opterei senza dubbio per il TPL. Avrei anche scommesso che il tripletto cementato mostrasse un’immagine leggermente più luminosa, ma così non è stato. La resa delle tonalità gioviane è abbastanza simile tra i due, e la brillantezza dei TLP a tratti è ben rappresentata, come se si stesse usando un telescopio con un diametro leggermente superiore”

FIG.7 – Takahashi FS 128 e un vassoio porta oggetti colmo di oculari, pronto per il test comparativo

Giorno: 31 Gennaio – Ore 18.30
Comparativa tra  9 mm :  TLP,i MC ABBE, TMB SUPERMONO, GENUINE ORTHO
Telescopio utilizzato: Meade ETX 90 – FS 128
Osservazione di Giove 
Seeing: Pickering 7

“Ho avuto l’opportunità di testare nuovamente gli oculari con due telescopi a cui sono particolarmente affezionato: il piccolo Meade ETX 90 degli anni Novanta e l’FS 128. L’oggetto della mia osservazione è stato Giove, con condizioni di seeing buone ma non eccellenti, come spesso accade nella mia zona. Durante un rapido confronto tra il piccolo Maksutov e il rifrattore, ho notato che l’effetto “wow” era più evidente nel Meade ETX 90.

Mentre nel FS 128 ho percepito gli stessi dettagli  visibili nel TLP sia con il TMB SUPERMONO che con gli MC ABBE , nel Meade ETX ho avuto per la prima volta la chiara impressione di osservare due festoni nella zona equatoriale che non riuscivo a distinguere con il SUPERMONO. Anche il disco planetario sembrava più bianco, luminoso e con un bordo più definito. L’immagine offriva una totale trasparenza, quasi come se non ci fosse alcun treno ottico tra me e il pianeta.

Presumibilmente, il monocentrico della TMB usato con il Meade ETX ha iniziato a mostrare i segni del tempo, ma basandomi esclusivamente sulle impressioni del 29 gennaio, consiglierei senza dubbio agli appassionati di  Maksutov o rifrattori  di piccolo diametro di considerare l’acquisto dei  TPL Takahashi. La loro estrema luminosità conferisce un notevole miglioramento ai piccoli diametri, aggiungendo un tocco in più alle osservazioni.”

FIG.8 – Serata memorabile, non avevo mai percepito i festoni su Giove con il piccolo Meade ETX 90 e il TLP da 9 mm me lo ha consentito

OSSERVAZIONE DIURNA

Osservazione di micro caratteri a 400 metri di distanza

Nel corso del mese di gennaio ho poi effettuato altre due prove molto selettive durante la mattinata, proprio per verificare quanto fosse possibile ottenere dai Takahashi TPL anche nelle osservazioni diurne. Ho deciso di sfruttare un cantiere che dista circa 400 metri dalla mia abitazione (stanno costruendo le ennesime villette a schiera a margine del bosco, atendero’ quindi lamentele dei  futuri proprietari per i cervi e caprioli che salteranno nei loro giardinetti) e la solita croce sul monte Zeda, che dista una trentina di chilometri.


Ho osservato in primis con un rifrattore acromatico economico Celestron 150 F/5, successivamente con un rifrattore che reputo più pregiato, ossia il Televue Oracle 3.

Con Celestron 150 F/5

Ciò che ho evidenziato innanzitutto è meglio di ciò che mi aspettavo. Anche a F/5, la curvatura di campo era decisamente ben controllata, grazie anche alla compensazione soggettiva. Non ho notato differenze particolari nella nitidezza di alcuni micro caratteri presenti su una targa della gru, dal centro del campo fino al bordo estremo. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla resa del TPL da 25 mm, che ha fornito una resa perfetta sino al bordo del campo. Mentre con il 18 mm e il 12,5 mm si notava un lievissimo calo di nitidezza (poco correggibile con la messa a fuoco) verso il 90% dal centro del campo. Nessun problema, invece, con gli oculari da 9 mm e 6 mm, che proponevano una resa molto simile tra centro e bordo.

FIG.9 – Comparativa tra i campi di vista degli oculari TPL, MC ABBE e GENUINE ORTHO

Ho avuto anche il tempo di avviare una breve comparativa tra TPL, MC ABBE e GENUINE ORTHO (18 mm). Le differenze che balzano immediatamente all’occhio sono le seguenti:

  1. GENUINE ORTHO e MC ABBE mostrano un campo di vista simile, tanto che sembrerebbe che quello degli MC ABBE fosse leggermente inferiore rispetto a quanto dichiarato. Come visibile nella immagine, il campo di vista del TLP è decisamente superiore.

  2. Il TPL mostra una resa simile dei bianchi al MC ABBE, mentre il GENUINE ORTHO possiede una resa molto virata verso il giallo.

  3. La nitidezza in asse è identica tra TPL e MC ABBE, mentre il GENUINE ORTHO mostra una resa inferiore.

  4. La luminosità è simile nel TPL e nell’MC ABBE, mentre il  GENUINE ORTHO appare come velato da un lieve filtro giallo.

  5. Il cromatismo laterale appare come  più corretto nel GENUINE ORTHO, ma proprio per la sua tonalità gialla e la minor nitidezza e trasparenza giacchè su bordi piu’ sfumati il contrasto del alone spurio e’ meno netto.

Con Televue Oracle 3 76 F/7.4


Per quanto riguarda invece la resa con il Televue Oracle, posso dire che questa è stata più soddisfacente rispetto a quanto evidenziato con il Celestron 150 F/5, come era giusto ritenere, nel senso che i differenti rapporti focali F/5, F/7.4 dovevano necessariamente comportare delle differenze. Ho evidenziato, in primis, una maggior nitidezza al bordo con un miglioramento della curvatura di campo. Se proprio devo citare una differenza, tralasciando sempre la stessa tonalità dei bianchi verificata tra MC ABBE e TPL, devo confermare la più evidente tonalità giallastra nel GENUINE ORTHO, già percepita con il rifrattore Celestron.

Test con il cartoncino bianco

Un altro test che ho voluto compiere, sempre nell’utilizzo diurno, è stato il metodo del cartoncino bianco che utilizzo spesso nella fotografia di paesaggio, visto che amo ottenere le immagini del paesaggio senza post-elaborazione. Per questo motivo, ho utilizzato una cartoncino KODAK bianco di alta qualità ed ho scattato a mano libera con una Canon 6D e un obiettivo da 17-40 mm di focale. Ho ottenuto tre immagini alle 9:50 del mattino nelle stesse condizioni di illuminazione. Ovviamente, avrei potuto compiere un test migliore con il treppiede e la testa a sfera, cercando di mantenere nella stessa inquadratura e con la stessa angolazione dell’obiettivo gli oculari. Prendete queste immagini come mera constatazione del bilanciamento del colore. Ho poi importato le immagini in un programma di grafica e con il contagocce ho verificato il bilanciamento del bianco. Come presumo sia possibile osservare anche attraverso questa immagine, la tonalità dei bianchi tra l’MC Abbe e il TPL è abbastanza identica anche se il TLP appare come lievemente più luminoso. Molto probabilmente, il software evidenzia anche un leggero viraggio verso il bianco – blu nel TPL rispetto all’MC ABBE.

 

FIG.10 – Il risultato del test con il cartoncino bianco

 

TRATTAMENTO ANTIRIFLESSO

Riguardo il trattamento antiriflesso posso confermare che visualmente quello dei precedenti MC ABBE pare migliore, quanto meno nella comune prova di riflettere il proprio viso per verificare quale mostra meglio i dettagli (se si vedono piu’ particolari, stiamo analizzando un trattamento peggiore perché riflette di più). Tuttavia nel mero uso astronomico non ho notato apprezzabili differenze, anzi a tratti, soprattutto con i telescopi ostruiti, i TPL parevano fornite meno luce diffusa nei pressi del terminatore lunare e intorno a Giove. Spero quindi di poter compiere una breve comparativa, magari nelle focali di 6 mm con gli ZAO che reputo i migliori oculari nel contenimento della luce diffusa durante questo genere di osservazioni. Questa analisi cosa evidenzia? Senz’altro che non basta avere un ottimo trattamento superficiale, visibile sulla lente di campo per decretare le migliori prestazioni di un oculare, che sono, in realtà, anche dettati dallo schema ottico, dalla trasparenza delle lenti, e dal design interno (annerimento, diaframmi, etc.,etc.).

FIG.11 – Classica fotografia ottenuta con il sole frontale, per verificare il trattamento anti-riflesso. A destra MC ABBE, a sinistra MC TPL

LUCE DIFFUSA, CONTENIMENTO DEL CROMATISMO E ALTRE IMPRESSIONI

Per quanto riguarda le prestazioni “fuori asse” rispetto alla serie MC ABBE e LE, ho avuto l’opportunità di compiere alcune comparazioni con la maggior parte degli MC ABBE, eccetto il 4 mm non presente nella serie TPL. Non ho potuto effettuare test con la serie LE, dato che possiedo attualmente solo il 7,5 mm e un HI-LE da 2,8 mm.

Analisi stellare

Il mio test tipico è stato sfocare leggermente in intra focale ed extra focale una stella bianca e analizzare la deformazione del disco di diffrazione spostandolo dal centro verso il bordo. È importante notare che le differenze sono state influenzate dal rapporto focale del telescopio, risultando più evidenti nel rifrattore F/5 rispetto, certamente, al Maksutov-Cassegrain ETX 90 aperto a F/13.8 che ha fornito delle ottime prestazioni.

Realizzando una media delle impressioni ottenute nel corso di oltre un mese di utilizzo, posso confermare di aver notato una maggiore correzione delle aberrazioni geometriche, coma e astigmatismo, nei TPL rispetto agli MC ABBE. Questo miglioramento non è così evidente da giustificare l’acquisto dei TPL da parte di chi possiede gli MC ABBE e che cerca un miglioramento significativo in questo aspetto. Tuttavia, è percepibile da un osservatore attento, come discusso precedentemente. Inoltre, durante l’osservazione di Giove, ho notato un contenimento della luce diffusa spesso paragonabile ai monocentrici TMB, suggerendo a volte una supremazia sugli MC ABBE, ma mai così netta.

FIG.12- Alcuni degli oculari che ho utilizzato per testare i nuovi Takahashi TPL

Test con USAF CHART

Per quanto riguarda il contenimento dell’aberrazione cromatica, ho notato delle migliori prestazioni nei TPL rispetto agli MC ABBE, specialmente durante l’osservazione diurna utilizzando il mio classico test con la USAF CHART e osservando dettagli contrastati sotto luce intensa o in controluce. 

Tuttavia, è importante sottolineare che la mia analisi è solo parziale, e ulteriori test saranno necessari per valutare le altre due focali da 33 mm e 50 mm. Inoltre, mi piacerebbe compararli agli ZAO (ortoscopici di Abbe della Zeiss) e verificare il miglioramento delle aberrazioni geometriche utilizzando la nuova lente di Barlow.

PREGI E DIFETTI

Pregi:

  1. Nitidezza
  2. Contrasto
  3. Ottimo contenimento della luce diffusa
  4. Colori neutri e brillanti
  5. Luminosi
  6. Design ottimale nelle focali più corte, con conizzazione tipo “Vulcano”
  7. Campo di vista più ampio della precedente serie MC ABBE

Difetti:

  1. Costruzione più economica “esternamente” rispetto alla serie LE (barilotto opaco, sigle stampate)
  2. Assenza di zona anti-scivolo per gestirli con facilità e sicurezza
FIG.13 – La giornata del test diurno con la USAF CHART che ha mostrato un ottimo contenimento del cromatismo laterale dei TLP rispetto ai precedenti MC ABBE

IN SINTESI

 

Gli oculari Takahashi TPL rappresentano senza dubbio una scelta eccellente, grazie al loro ottimo contrasto e nitidezza, rendendoli ideali per  le osservazioni lunari, planetarie e delle stelle doppie, compreso l’utilizzo con il visore binoculare. La loro luminosità e trasparenza li rendono altresì adatti agli appassionati delle osservazioni del cielo profondo. Pur presentando alcune semplificazioni estetiche nella rifinitura, dal punto di vista ottico sono impeccabili, offrendo un’esperienza visiva di alta qualità. In sintesi, si tratta di oculari spartani ma…affilati come una xiphos. Siete pronti per le vostre “battaglie” al telescopio?

FIG.14 – Sono oculari che non devono mancare nella dotazione degli astrofili appassionati di alta risoluzione e non solo…

RINGRAZIAMENTI

Grazie a Mauro Narduzzi di Skypoint.it, distributore ufficiale dei prodotti Takahashi in Italia, per aver gentilmente fornito le focali degli oculari Plossl TPL che sono stati oggetto di questa recensione.

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